La battaglia di Paolo Trancassini, sindaco di Leonessa, trova i consensi degli abitanti del luogo. “Questo gioco dà dipendenza e può nuocere gravemente alla tua salute e all’economia tua e della tua famiglia”. E’ questo l’avviso che i gestori dei videogiochi dovranno apporre negli apparecchi altrimenti verranno multati di 500 euro.
La ludopatia è ritenuta ormai un’autentica malattia e coinvolge soprattutto cittadini il cui reddito è limitato.
Il primo cittadino leonessano tempo fa aveva tentato di far chiudere i videogiochi ma la sua proposta non era stata accettata dal Tar.
“Il prossimo passo – dice il sindaco – sarà quello di emettere un’ordinanza nella quale obbligherò la riduzione dell’orario di gioco e tenterò di coinvolgere più sindaci possibili”.
Nessuna protesta da parte dei gestori di videogiochi di Leonessa che trovano utile il provvedimento di Trancassini che per ora si limita all’avviso posto nei videogiochi ma che tra non molto potrà diventare provvedimento più incisivo.
IL SINDACO DI LEONESSA DICHIARA GUERRA AI VIDEOGIOCHI
COMUNE, "PROGRESSONI VERTICALI", RELAZIONE DEL DIRETTORE GENERALE IN RISPOSTA ALL'INTERPELLANZA
In merito alla Sua richiesta di una relazione sull’interpellanza presentata da alcuni consiglieri comunali – prot. n. 2343 del 18.01.2010 – circa la classificazione del personale tra Cat. D e Cat. D3, occorre preliminarmente far presente che la questione riguardante la differenziazione giuridica nella suddetta categoria è stata oggetto di molteplici interpretazioni, sia da parte della dottrina sia da parte della giurisprudenza.
Il TAR Toscana, con sentenza della Sez. II del 25.07.2005 n. 3211, pronunciandosi su una selezione indetta da un Comune per il passaggio dalla posizione giuridica da D1 a D3 ritiene che si è in presenza di un mutamento giuridico che non implica il passaggio ad una qualifica superiore, escludendo, quindi, che si possa essere di fronte ad una vera e propria progressione verticale.
L’ANCI, dopo aver sostenuto che le progressioni all’interno delle aree non sono assunzioni, ha ritenuto la possibilità di effettuare progressioni verticali nell’ambito delle Categorie da B1 a B3 e da D1 a D3.
Occorre tener presente che nel Comparto delle Regioni – Enti locali – esiste una chiara differenza tra progressioni verticali e progressioni orizzontali; quest’ultime premiano, in modo selettivo, la qualità del lavoro prodotto dai lavoratori permettendo, loro, una più elevata remunerazione nell’ambito della medesima categoria di inquadramento e del medesimo profilo posseduto.
Le progressioni interne alle categorie B e D non possono essere considerate orizzontali ma vere e proprie progressioni verticali.
Queste ultime, infatti, sono oggetto di obbligatoria programmazione delle assunzioni e condizionate dalla presenza di un posto vacante in dotazione organica e, come tali, non sono finanziate dalle risorse della contrattazione decentrata bensì dal bilancio dell’ente.
L’art. 4 – comma 1- del CCNL del 1999 considera le progressioni all’interno delle categorie B e D come vere e proprie progressioni verticali.
Il TAR del Lazio – Sez I – con sentenza 04.11.2004 n. 12370 – ritiene che il passaggio dalla categoria da B1 a B3 e da D1 a D3 sono delle vere e proprie progressioni verticali.
Il TAR Puglia – Sentenza n. 2116 del 10.05.2005 – ritiene che le posizioni B3 e D3 non rappresentano delle sottocategorie ma sono soltanto posizioni specifiche di tipo economico.
L’ARAN e buona parte della dottrina hanno sostenuto che le categorie giuridiche da considerare, oltre che economiche, sono 6 e non 4, proprio per la presenza nell’ambito delle categorie B e D di profili specifici di posizione economica iniziale 3.
Questa impostazione viene giustificata dal combinato dell’ art. 3 – comma 7 – e dell’art. 13 – comma 1 – del CCNL 31.03.1999, i quali, riconoscendo una posizione iniziale 3, giustificano lo sdoppiamento delle categorie B e D.
L’art. 4 del suddetto CCNL, inoltre, prevede la progressione verticale dalle posizioni economiche iniziali delle categorie B e D alle posizioni 3.
La sentenza del TAR di Bari, invece, da rilevanza solo economica alle posizioni economiche
Lo stesso TAR di Bari, però, ammette la possibilità di una progressione verticale all’interno delle categorie B e D, ma consid
era , questo, un elemento non sufficiente a giustificare
Da quanto sopra emerge chiaramente che la materia delle categorie B3 e D3 è stata ed è oggetto di numerose dispute e di diverse e contrastanti interpretazioni.
Dalla giurisprudenza esaminata emerge, però, che le procedure di progressioni verticali non sono escluse nell’ambito della stessa categoria, ed, in particolare da B1 a B3 e da D1 a D3, cioè con procedure analoghe a quelle per il passaggio di categoria purché vi siano posti vacanti nella dotazione organica.
La giurisprudenza ha sempre sostenuto che il passaggio ad una qualifica superiore comporta l’accesso ad un nuovo posto di lavoro corrispondente alle funzioni più elevate e sia soggetta alla regola del pubblico concorso; di qui la necessità di essere inserite nell’ambito della programmazione triennale e, pertanto, finanziate con le risorse di bilancio.
La programmazione triennale delle assunzioni è stata sottoposta all’esame delle Organizzazioni Sindacali e la relativa concertazione richiesta delle stesse OO.SS. si è conclusa con un mancato accordo sulla stessa.
Il mancato accordo determina che l’Amministrazione può attuare il suddetto programma senza obbligo alcuni di recepire le modificazioni proposte dalle Organizzazioni Sindacali.
L’accesso alla categoria D3 avverrà secondo i requisiti e le procedure stabiliti dal vigente regolamento sull’ordinamento degli uffici e dei servizi e nel rispetto delle norme che stabiliscono i rapporti tra l’accesso della copertura dei posti fra concorsi esterni e concorsi interni.
ADC: TRASFORMARE GLI OSPEDALI TERRITORIALI IN CENTRI DI ECCELLENZA
In risposta all’allarme lanciato dal Segretario Provinciale della Ugl Medici Dott. Angeloni, in relazione agli ospedali da salvare e da adeguare, il Coordinatore regionale Adc On. Tuffi interviene sulla questione Sanità del Lazio in difesa e in salvaguardia dei piccoli centri ospedalieri, quali quello di Magliano e Amatrice sostenendo che oltre alla salvaguardia dell’esistente bisogna operare una riduzione dei centri di costo sanitario e al contempo creare nuove realtà di eccellenza soprattutto sul territorio reatino, in considerazione del fatto che la popolazione sabina è la più longeva del Lazio con il più alto numero di ultra ottantacinquenni.
L’azione di Alleanza di Centro sarà quella di promuovere la trasformazione degli ospedali territoriali in centri di specialistica e di eccellenza: Incentivando la ricerca, lo sviluppo e l’applicazione delle più moderne tecnologie volte alla cura di patologie degenerative. Potranno cosi essere tutelati i circa quattrocentottanta posti letto di R.S.A che spettano al territorio reatino. Avviando di fatto procedure di ammodernamento che comporteranno il mantenimento dell’attuale occupazione e la creazione di nuovi posti di lavoro. Sia a livello medico che paramedico in collaborazione della locale università "Sabina Universitas" e creando di fatto nuovi corsi di laurea specialistici.
In conclusione Alleanza di Centro alleata con il Centro Destra per l’elezioni Regionali e sostenitrice convinta alla candidatura di Renata Polverini come Presidente della Regione Lazio, si farà promotrice attiva perchè quest’indirizzi programmatici per la Sanità reatina siano considerati dalla Polverini stessa e da tutta la coalizione di Centro Destra.
ELEZIONI: COLDIRETTI LAZIO SI CONFRONTA CON I DUE PRINCIPALI CANDIDATI PRESIDENTI
“Dal patto di fine legislatura chiesto alla Giunta regionale uscente ad un nuovo confronto serrato sulle attese del comparto agricolo con i due principali candidati alla presidenza della Regione Lazio”. Ha affermato Aldo Mattia direttore regionale della Coldiretti del Lazio.
“Un faccia a faccia fermo e deciso – incalza il presidente Massimo Gargano – per valutare e decidere dove indirizzare il nostro consenso dopo aver valutato gli impegni assunti dai rispettivi candidati sulla base della nostra piattaforma programmatica. Una piattaforma – ha poi aggiunto Gargano – tutta impostata sulla cultura del fare e della trasparenza per valorizzare al meglio il territorio laziale”.
Si incomincia Venerdì 29 gennaio alle ore 9,30 presso l’auditorium del Massimo in Via Massimiliano Massimo, n.
Piano di Sviluppo Regionale PSR 2007-2013; credito alle imprese agricole, semplificazione amministrativa; legge regionale 19/2009 sulla divulgazione dello sviluppo rurale del Lazio; vicenda centrale del latte di Roma, politiche di gestione dei mercati ortofrutticoli regionali. Sono alcuni dei punti di un decalogo che
EMILI: COMUNI VIRTUOSI, RIETI PRIMA TRA CAPOLUOGHI DEL LAZIO
“I dati diffusi dal Sole 24 Ore ribadiscono il ritornello del centrosinistra secondo il quale il Comune di Rieti, amministrato da oltre quindici anni dal centrodestra, è in fase di dissesto economico. Per la verità, in dissesto c’è soltanto l’opposizione”.
Lo dichiara il sindaco Giuseppe Emili in riferimento a quanto pubblicato oggi dall’importante quotidiano sui cosiddetti Comuni virtuosi nella gestione finanziaria, i quali hanno ricevuto dal ministero dell’Economia dei ‘premi’ per i propri bilanci in ordine.
L’amministrazione comunale di Rieti sì è vista assegnare dal dicastero una somma di circa 313mila euro piazzandosi al primo posto tra i Comuni capoluogo del Lazio che hanno dimostrato maggiore capacità amministrativa.
IL TURISMO A RIETI IN CONTROTENDENZA CON IL RESTO DELLA REGIONE
Nel Rapporto sul turismo internazionale in Italia, stilato dalla Banca d’Italia e relativo al periodo gennaio-ottobre 2009, si legge che nel Lazio c’è stata una flessione media delle spese dei viaggiatori stranieri dell’8,6 per cento.
Notiamo, però, che il territorio reatino è in controtendenza e ha avuto un aumento del 16,7 per cento. In termini numerici, lo scorso anno i turisti stranieri hanno speso un 1 milione di euro in più sul nostro territorio rispetto allo stesso periodo del 2008, passando da 6 milioni a 7.
È da evidenziare a mio avviso, però, il calo delle presenze provenienti dall’estero, passate da 15 mila viaggiatori stranieri a 12 mila, con un trend negativo costante dal 2007. Incrociando i dati di presenze e spese, possiamo affermare che i turisti arrivati nel 2009, anche se in maniera ridotta rispetto al passato, hanno soggiornato per un periodo più lungo e questo si collega ad eventi di ampio respiro, come, ad esempio, il Reate festival.
Ricordiamo che la tendenza negativa sulle presenze alberghiere era stata segnalata a gennaio 2009 da Federalberghi, su un dato più generale, in riferimento al biennio 2007-2008. La stessa associazione di categoria aveva successivamente sottolineato l’inversione verso il positivo ottenuta, invece, ad agosto dello scorso anno attraverso il Reate festival, che ha visto a Rieti una presenza importante di cittadini stranieri.
A questo punto, è evidente che anche grazie all’importante evento artistico si è riusciti a limitare le ‘perdite’: senza le iniziative in cui l’amministrazione comunale è impegnata attivamente, il turismo internazionale a Rieti vedrebbe dati di tutt’altro segno. In conclusione, il capoluogo reatino tiene a galla nella bilancia turistica il resto della provincia.”. Lo dichiara il consigliere comunale con delega al Turismo e al Marketing territoriale, David Festuccia.
CASCIANI DELLA UIL: PER BRUNETTA I BAMBOCCIONI VALGONO 500 EURO
In Italia ci sono circa sei milioni di giovani tra i 20 e i 30 anni che vivono in casa con i genitori, anche perchè il 70 per cento di quelli che hanno un lavoro (il più delle volte precario) non hanno la possibilità, anche volendolo, di vivere da soli.
E’ anche vero, afferma Alvise Casciani Segretario Organizzativo della UIl, che i ragazzi (e parlo di quelli fortunati) che hanno un lavoro, difficilmente superano i mille euro di stipendio al mese. Il lavoro poi è spesso precario, pagato poco, con totale incertezza sulla sua durata e continuità. Il problema è quindi nella mancanza di opportunità lavorative qualitativamente dignitose per i giovani che si affacciano sul mercato del lavoro.
Ma il Ministro Brunetta conosce il valore di 500 euro ?.
A Roma, Milano, Napoli, Palermo, è quasi impossibile trovare, non dico una casa, ma anche una stanza in un appartamento a meno di 500 euro al mese, più le spese condominiali. La casa per viverci da soli, anche il monolocale, si affitta dai 600 euro. Bisogna poi mangiare, pagare le bollette, vestirsi e fare tutte quelle spese che il risicato stipendio non riesce mai a coprire integralmente.
Per fortuna ora arriva il super-ministro Renato Brunetta che affronta il problema per le corna: per prima cosa striglia questi mammoni fannulloni, chiamandoli “bamboccioni”, poi li aiuta concretamente offrendo pochi spicci, troppo pochi per sopravvivere dignitosamente fuori di casa. “Mandiamo i bamboccioni fuori di casa” tuona il ministro, aprendo il portafoglio e dando un qualcosa che assomiglia più a un’elemosina che a un aiuto concreto.
Evidentemente Renato Brunetta vive distaccato dalla realtà, ignora la sociologia della famiglia e soprattutto non campa con 500 euro al mese. Inoltre il Ministro non ha capito che non è con i proclami, ma con gli aiuti concreti che si può aiutare una generazione che spesso è “bambocciona” per necessità e soprattutto mancanza di lavoro.
L’autonomia dei giovani conclude Alvise Casciani, non va predicata con i proclami ma va resa possibile con giusti interventi che creino opportunità di lavoro stabile ed una prospettiva sicura per il futuro.
PDL, PROROGATO IL TESSERAMENTO FINO AL 30 GENNAIO
La direzione nazionale de “Il Popolo della Libertà”, in considerazione del successo ottenuto fino ad oggi per la quantità di nuovi iscritti al Partito, ha ritenuto opportuno prorogare la scadenza del tesseramento.
La Direzione precisa inoltre che il tesseramento relativo ai Quadri ed Eletti a qualsiasi livello scadrà improrogabilmente il 30 gennaio.
INAUGURAZIONE IL 18 FEBBRAIO DI "FOTOGRAFANTRODOCO"
Il progetto espositivo “Fotografantrodoco” promosso dal Museo della Città “Lin Delija – Carlo Cesi” e dall’Associazione Culturale Lin Delija di Antrodoco è tra le iniziative in programma per la II Edizione della Festa dei Musei e delle Biblioteche, che si terrà dal 18 al 21 Febbraio prossimo, con l’organizzazione della Regione Lazio e della Provincia di Rieti.
Per prender parte all’evento regionale scelti, ancora una volta, quali protagonisti attivi dell’iniziativa i cittadini: appassionati, fotografi professionisti e dilettanti, associazioni, artisti, anziani, rappresentanti delle istituzioni, scuole d’ogni categoria ed indirizzo.
Finalità: Riscoprire l’identità culturale del comprensorio di Antrodoco e dei paesi circostanti e favorire una maggiore conoscenza del proprio territorio sia in termini di bellezze naturali che di caratteristiche storiche e culturali. Infine incoraggiare la creatività personale come dare la possibilità alla popolazione, senza limiti di età, di partecipare alle attività promosse dal Museo e dall’Associazione.
Basterà presentare da 1 a 3 click, rispondenti alle caratteristiche previste dal bando per partecipare alla Mostra Fotografica temporanea, che verrà installata presso il Museo della Città Carlo Cesi – Lin Delija di Antrodoco ed inaugurata il prossimo 18 Febbraio 2010.
Le opere, realizzate esclusivamente ad Antrodoco e nel suo circondario, dovranno documentare il territorio e le sue frazioni, i personaggi, le tradizioni e, più in generale, la cultura locale o avere attinenza con le opere esposte permanentemente al museo e con le figure degli artisti Lin Delija e Carlo Cesi. Le libere interpretazioni, che andranno presentate anche su supporto digitale, potranno essere sia in bianco e nero che a colori, nella dimensione minima di 20 x 25 cm e massima di 30 x 45 cm. Ciascun elaborato dovrà inoltre avere un titolo che lo contraddistingua e possibilmente l’indicazione esatta del luogo di realizzazione.
Entro il giorno 8 Febbraio 2010 gli autori dovranno far pervenire le opere (con nome leggibile dell’autore nel retro unitamente ad un recapito telefonico) a propria cura, personalmente o via posta, presso il Museo della Città “Lin Delija-Carlo Cesi” Corso Roma 9, 02013 Antrodoco, l’Associazione Culturale “Lin Delija”, Corso Roma 12, 02013 Antrodoco o Photo Studio di Pasquale Chiuppi. I lavori presentati non verranno restituiti ed entreranno a far parte dell’archivio di documentazione del Museo. Potranno essere utilizzati, senza preventivo assenso, per pubblicazioni degli stessi.
Bando integrale consultabile su. www.lindelija.it
SEL: SHOAH, ANCHE IL REATINO SI CONTRADDISTINSE NEL SALVARE VITE INNOCENTI
“Vedi, io pongo oggi davanti a te la vita ed il bene, la morte e il male….scegli dunque la vita….”
Deuteronomio 30,15 e 19
Il 27 gennaio del 1945 le truppe dell’Armata Rossa aprirono i cancelli del campo di concentramento di Auschwitz. Lì come in tutti gli altri campi di sterminio, creati dalla Germania nazista, la mostruosità e la ferocia umana non conobbero limiti: un’orgia omicida senza eguali portò alla morte di milioni di Ebrei e non solo, la Shoah. In Italia soltanto, durante l’occupazione tedesca, su una popolazione di circa 33.300 Ebrei 8869 furono deportati nei campi di concentramento. Di essi ne perirono 7860.
Circa 300 furono uccisi sul suolo italiano.
Il numero degli Ebrei deportati ed uccisi sarebbe stato molto più alto se molti uomini e donne, esponendosi in prima persona e mettendo a repentaglio la propria vita, non si fossero prodigati per metterli in salvo, nutrirli,vestirli,ospitarli. Atti di grande eroismo di perone semplici che difesero il valore e la dignità dell’uomo in un periodo di barbarie.
A questi uomini, che si adoperarono in Italia ed in tutta Europa per proteggere gli Ebrei, Israele ha dato una collocazione particolare nella storia dell’umanità, attribuendogli il riconoscimento di “Giusti tra le Nazioni”. A loro è dedicato il viale che conduce al più grande memoriale per le vittime della Shoah, eretto sulle colline di Gerusalemme.
Fino al 1999 sono stati riconosciuti circa diciassettemila “Giusti fra le Nazioni”, di cui circa 400 italiani. Essi rappresentano un modello educativo: scelsero di comportarsi in modo diverso di fronte agli omicidi, alle violenze, all’indifferenza,al silenzio, al collaborazionismo.
Sono un esempio di come costruire una società che si basi su valori umani come la tolleranza,la solidarietà,il rispetto reciproco che poi rappresentano gli elementi fondanti di una democrazia. Essi, rischiando di essere uccisi scelsero il bene e salvando anche la vita di una sola persona ”è come se avessero salvato il mondo intero”.
A loro ed alle tante vittime delle barbarie nazi-fasciste, nella Giornata della Memoria che cade il 27 Gennaio,vada il ricordo e la riconoscenza per quello che seppero fare e per quello che rappresentano. I loro sono stati atti di elevato eroismo il cui valore non è inferiore a quello di quanti combatterono per restituire al nostro Pese ed all’Europa intera la libertà.
Atti spesso oscuri, poco conosciuti ed a volte dimenticati: un esempio tra i tanti, nella nostra Provincia medaglia d’argento alla Resistenza, si ritrova a Corvaro di Borgorose : cinque bambini ed i loro genitori furono ospitati e messi in salvo da alcune famiglie del posto. Per quanto fecero, nel 1994 in una cerimonia tenutasi al Campidoglio, ai loro eredi è stata attribuito il riconoscimento di “Giusto fra i Giusti”. Di quella cerimonia rimane una testimonianza scritta, conservata presso il Comune di Borgorose.

