ABOLIZIONE PROVINCIA, TURINA: SARA' NECESSARIA UNA MOBILITAZIONE GENERALE

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La notizia diffusa circa l’abolizione delle Province con meno di 220 mila abitanti da parte del governo, nell’ambito dell’azione di riordino degli Enti Locali, non può che provocare sconcerto e disappunto rispetto a scelte scellerate che sono frutto di calcoli matematici e non di considerazioni socio-economiche e culturali.

La provincia di Rieti è già fortemente penalizzata per il deficit infrastrutturale che non trova ancora adeguate soluzioni e la sua abolizione determinerebbe la morte certa di un territorio già politicamente emarginato.

E’ mia opinione convinta che invece le Provincie debbano essere potenziate attribuendo loro nuovi ruoli e competenze attraverso l’abolizione dei numerosi Enti che sono stati “inventati” per sistemare vari politici più o meno trombati provocando ingenti costi e sovrapposizione di strutture e competenze.

Non posso condividere l’affermazione del Presidente del Consiglio Regionale del Lazio Abruzzese che sembra abbia dichiarato le totale inutilità di tutte le provincie evidentemente dimostrando ignoranza rispetto alle problematiche amministrative e territoriali degli Enti Locali.

Rispetto alla situazione della Provincia di Rieti va riaffermato il criterio della dignità di un territorio che prescinde dal numero degli abitanti ma che invece deve tener conto dei vari aspetti storici, culturali ed ambientali.

Sarà necessaria una mobilitazione generale di tutte le istituzioni, dei soggetti economici e culturali, dei sindacati e di tutti i cittadini indipendentemente dall’appartenenza politica e senza sconti di parte a nessuno ponendo al di sopra di tutto la difesa del nostro territorio.

TENTATIVO DI CONCILIAZIONE PER 30 LSU A FARA IN SABINA

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La Federazione USB (Unità Sindacale di Base) di Rieti comunica che sono stati depositati presso la Direzione Provinciale del Lavoro (settore politiche del lavoro) di Rieti, la richiesta per convocazione per il tentativo di conciliazione, relativo a  30 LSU del Comune di Fara in Sabina.

Dopo la Provincia di Latina e di Frosinone anche i LSU ed ex LSU della Provincia di Rieti hanno deciso di rivendicare quella che è la loro vera condizione lavorativa e cioè di avere prestato e prestare servizio presso gli Enti utilizzatori, come lavoratori subordinati.

Dopo 14 anni di lavoro “nero” di Stato nei quali i LSU sono stati utilizzati per coprire vuoti d’organico, gli sono stati affidati compiti d’istituto ed hanno garantito servizi essenziali, senza che gli fossero riconosciuti i relativi contributi pensionistici, senza costare un solo euro agli Enti utilizzatori ed “usati” in maniera del tutto difforme del progetto che aveva istituito i LSU e che ne prevedeva l’impiego come supporto delle attività istituzionali  e non a sostituzione di personale contrattualizato, ci sono state le prime sentenze dei tribunali del lavoro che finalmente riconoscono i LSU come lavoratori di fatto.

Proprio un anno fa (15/05/2009) il Tribunale di Latina, sezione lavoro, con due sentenze emesse, ha riconosciuto il rapporto di lavoro di fatto a 26 LSU-LPU riconducibili alle mansioni di collaboratore scolastico (personale ATA), condannando i Comuni di Sezze e Sonnino ed in solido il MIUR, alla
corresponsione delle conseguenti differenze contributive e retributive maturate. A questa prima sentenza a favore dei LSU, se n’è aggiunta subito un’ altra che ha riconosciuto un vero rapporto di lavoro
subordinato a 43 LSU che prestavano servizio al CUP dell’Ospedale di Avezzano-Sulmona-Castel di Sangro, riconoscendo anche le differenze contributive e retributive (circa 90.000 euro per ogni LSU). E’ da sottolineare che nessuno degli Enti utilizzatori condannati  si sono opposti a tale sentenze, ricorrendo in appello.

A seguito di tali sentenze, migliaia di LSU ed ex LSU in tutta Italia stanno rivendicando legalmente il riconoscimento dei propri diritti e della loro vera condizione lavorativa presso gli Enti utilizzatori.

Anche in Provincia di Rieti sono centinaia le richieste di ricorso legale presentate presso la federazione USB (Via Fratelli Sebastiani 171). Finalmente dopo anni di lotta e dopo i suddetti precedenti giurisdizionali, che ha sanzionato la Pubblica Amministrazione, si riconosce il valore del lavoro che questi lavoratori hanno garantito malgrado fossero sottopagati e sfruttati.
La federazione USB è a disposizione per ogni informazione e chiarimento e per dare la relativa consulenza per la presentazione del ricorso legale.

IL PARTITO DEMOCRATICO REATINO SULL'ABOLIZIONE DELLA PROVINCIA DI RIETI

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La Segreteria del Partito Democratico della città di Rieti denuncia con forza l’incoerenza di un Governo che prende i voti utilizzando la leva federalista al nord e agisce da becero accentratore a Rieti.

Un Governo che da miope amministratore, non colpisce veramente la politica romana e ministeriale delle spese incontrollabili della Presidenza del Consiglio e dei suoi amici affaristi e palazzinari, che non si pone di cancellare il cancro dell’evasione fiscale, che non ha la capacità di istituire efficienti aree metropolitane, che non persegue lo sviluppo, ma decide di distruggere una comunità virtuosa per amministrazione, cura del bene superiore dell’ambiente e che solo attraverso una accurata politica provinciale può rispondere alle particolari necessità di aree montane che altrimenti rischiano un’inesorabile declino, con buona pace della tutela del paesaggio rurale e di quei cittadini che non si sono voluti omologare nelle metropoli, preservando per il bene di tutti queste risorse vitali.

Vogliamo capire subito la posizione delle altre Province laziali e di Roma in risposta alla decisione scellerata del Governo di cancellare la Provincia di Rieti, vogliamo capire subito se esiste condivisione su eventuali nuovi equilibri regionali che prevedano una Provincia di Rieti ampliata e non cancellata.

Invitiamo quindi tutti i reatini di ogni convinzione politica ad una mobilitazione indignata che costringa il Governo a recedere dal suo intento di cancellare per ragioni contabili una comunità, una economia ed il futuro di intere generazioni.

 

 

 

COMUNE DI RIETI: REINTEGRATI GLI ANZIANI FUORI DAL BANDO PER IL SOGGIORNO MARINO

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La Commissione Consiliare Sport, Cultura, Sicurezza, Tempo Libero e Servizi Sociali presieduta dal Consigliere Fabio Nobili ha incontrato l’Assessore alle Politiche Sociali e Assistenziali, Ettore Saletti unitamente al dirigente di Settore, Nazareno Zannetti al fine di reintegrare i 22 anziani rimasti esclusi dal bando comunale per il soggiorno marino in località Gatteo a Mare (FC) in programma dal prossimo 5 giugno 2010 fino al 18.

Infatti, a fronte delle 130 richieste pervenute, la graduatoria degli ammessi – stilata secondo criteri reddituali, familiari e pensionistici –  godeva di una copertura finanziaria estesa a 108 soggetti causandone quindi l’esclusione dei rimanenti 22.

L’impegno dagli organi politici assunto in sede di Commissione Consiliare permetterà ora il reintegro delle persone rimaste fuori graduatoria grazie ad una opportuna manovra prevista in fase di Bilancio.

"Si tratta di una lodevole iniziativa del Comune di Rieti – spiega il Presidente Nobili – che ormai va avanti dal 1972 grazie ad una politica socio-assistenziale sempre attenta alle necessità dei cittadini, soprattutto di quelli appartenenti alle fasce più deboli. Nonostante il difficile momento economico grazie all’impegno del Sindaco Emili e dell’Assessore Saletti siamo riusciti a non escludere nessuno in linea con una volontà politica e amministrativa fatta di spirito di servizio nei confronti dei cittadini".

PDL: ABOLIZIONE DELLA PROVINCIA DI RIETI? CORNUTI E MAZZIATI !

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Se qualcuno meditava che alla notizia  dell’ipotizzata abolizione della Provincia di Rieti, la risposta  del centro destra reatino potesse essere flebile, dovrà ricredersi.

Infatti, il centro destra reatino, da sempre, ha posto gli interessi dei nostri concittadini al primo punto della propria azione politica e amministrativa e le dichiarazioni dei maggiori esponenti del PdL stanno a testimoniarlo.

Domani, sono stati convocati urgentemente  gli stati generali del PdL.
Oltre che alla condivisione di quanto espresso dal Sen. Cicolani, dal Sindaco Emili e dal capogruppo  provinciale Costini, da  rilevare,  che  la  Provincia di Rieti, da sempre sconta un gap infrastrutturale, che è causa di uno scialbo sviluppo socio economico ma anche del mancato aumento della popolazione.
Ora, lo stesso illogico parametro (popolazione inferiore a 220.000 residenti) è preso da riferimento, per la ventilata ipotesi di abolire la provincia reatina.
E’ proprio il caso di dire che la metafora cornuti e mazziati appare appropriata.
Occorre una mobilitazione straordinaria affinchè il parlamento modifichi la decisione assunta in Consiglio dei Ministri.

COLDIRETTI: DOPO ANNI LA CENTRALE DEL LATTE DI ROMA E' TORNATA SUL TAVOLO DELLE TRATTATIVE

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1   PREZZO DEL LATTE ALLA STALLA

2   KM O

3   QUALITA’ DEL PRODOTTO

Questi i tre capisaldi intorno ai quali si sono confrontati questa mattina, presso il Consiglio regionale del Lazio, a seguito della giornata di protesta voluta da Coldiretti, per la parte politica l’assessore regionale Battistoni e un rappresentante del Comune di Roma, per gli agricoltori la Coldiretti, Confagricoltura, la CIA, Centrali Cooperative e infine per gli industriali Assolatte, Latte Sano e Centrale del Latte di Roma, rappresentata dai massimi livelli, da Baldini, direttore generale Parmalat e da Pomella, direttore generale della Centrale.

“Tutte le parti hanno manifestato in merito il proprio punto di vista, anche con proposte che verranno valutate e approfondite in un prossimo incontro, che si terrà tra il 14 e il 18 giugno, possiamo dunque ritenerci parzialmente soddisfatti” dichiarano il direttore Coldiretti Lazio Aldo Mattia e il presidente Massimo Gargano.
Anche la Centrale del latte sembrerebbe infatti disponibile a trattare e collaborare nella definizione di un progetto comune.
“Certamente, non abbasseremo la guardia – concludono i due dirigenti – i segnali però sono incoraggianti, finalmente, dopo molti anni, la Centrale è tornata sul tavolo delle trattative”.

COSTINI: L'ABOLIZIONE DELLA PROVINCIA DI RIETI PROVOCA INDIGNAZIONE E RABBIA

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“La notizia dei provvedimenti, che sarebbero stati assunti in Finanziaria in merito al riordino degli enti locali e nello specifico quelli riguardanti l’abolizione delle piccolissime Province quindi anche la Provincia di Rieti, non può che provocare indignazione e rabbia in chi ha la ventura di vivere e operare in questi territori”. Così il capogruppo Pdl alla Provincia di Rieti, Felice Costini.

“Scopriamo – spiega – che il problema della crisi finanziaria di questo Paese non è rappresentato dallo spreco dei ministeri, dagli enti inutili che nessuno abroga, dalle consulenze milionarie, dagli appalti gonfiati, ma è l’esistenza delle piccolissime Province, che amministrando poco meno del 3 per cento del territorio nazionale, rappresenterebbero un inutile orpello della pubblica amministrazione”.

“L’ipotesi dello scioglimento della Provincia – aggiunge Costini – è solo l’ultimo atto di una serie di vessazioni che il nostro territorio e le nostre popolazioni stanno subendo dallo stato centrale, capace di essere duro con i deboli e assolutamente inerte con i più forti, quasi che l’aver scelto di non trasferirsi a vivere nei grandi agglomerati urbani rappresenti una colpa. Non è comprensibile perché non si interviene, invece, sulle Province che insistono nelle aree metropolitane (Roma, Napoli, Milano, Firenze), enti realmente inutili perché svuotati di funzione e si decide di iniziare proprio da quelle Province che operano su territori difficili, in cui esistono piccoli Comuni, caratterizzati da un’economia povera e che rappresentano la parte migliore della nostra nazione. Una provincia che nel passato fu osannata da poeti e scrittori, e che governi, sicuramente più illuminati, vollero a presidio dell’identità, dell’integrità culturale e storica dell’Italia più vera”.

“Tra l’altro – prosegue il capogruppo Pdl – non si capisce la ratio di questo intervento: o si afferma che la Provincia come ente non serve, e allora si aboliscono tutte, o la si considera un ente intermedio utile per il governo dei territori, soprattutto quelli più marginali e difficili, e allora non si possono sciogliere Rieti o Macerata. Un’ingiustizia, quindi, inaccettabile, davanti alla quale dovremo dimostrare di essere sufficientemente maturi come classe politica per opporci, evitando di dividerci oggi per appartenenze o di speculare, avendo l’intelligenza di intervenire tutti insieme a salvaguardia del territorio, che verrebbe devastato da un’ipotesi di questo tipo. Da troppo tempo siamo costretti a subire vere e proprie rapine (l’acqua, la sanità, le infrastrutture) e se non cominciamo a porre una barricata avranno ragione quanti a Roma ci guardano con un sorriso di commiserazione”.

“Dobbiamo combattere non per avere l’elemosina – conclude Costini – ma per ottenere che nascere a Rieti, a Fiamignano o ad Amatrice è come nascere a Roma, non esistendo un’Italia di serie B. Si faccia Roma Capitale, si distribuiscano i Comuni della provincia di Roma nelle altre Province, si ricomponga l’unità della Sabina, e dopo saremo ben oltre i 220mila abitanti. E se ci verrà data, inoltre, la possibilità di amministrare le risorse economiche prodotte dai nostri territori, potremo vedere se i veri sprechi sono i nostri o quelli dei palazzi del potere romano”.

SEN.CICOLANI: LA MANOVRA DI SOPPRIMERE ALCUNE PROVINCE NON PUO' ESSERE CONDIVISA

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“Il contenuto della manovra correttiva del Governo, nella parte che riguarda la soppressione di alcune Province, tra cui la nostra Provincia di Rieti, ci coglie di sorpresa e non può essere assolutamente condiviso, non solo nel merito, ma soprattutto nel metodo”. Lo dichiara il coordinatore provinciale del Popolo della libertà di Rieti, senatore Angelo Maria Cicolani.

“Non ci sfugge certamente che sia necessaria e ineludibile una migliore organizzazione del nostro Paese – aggiunge – al fine di ridurre sia la spesa complessiva sia di semplificare la vita ai cittadini, diminuendo il numero e migliorando la qualità degli enti che presidiano il governo del territorio. Sono, infatti, in itinere, con tempi già programmati, i provvedimenti legislativi riguardanti la riorganizzazione degli enti locali, primo tra tutti il complesso dei decreti legislativi concernenti il federalismo fiscale, all’interno del quale, nell’attuazione delle norme per Roma Capitale si impone un riordino delle Province del Lazio, legato alla già prevista abolizione della Provincia di Roma nella sua attuale configurazione”.

“Dal punto di vista del metodo – prosegue il senatore Cicolani – è in questa sede che deve essere ricercata la soluzione organizzativa e del costo complessivo dell’impianto amministrativo dello Stato, anche in virtù delle nuove funzioni che vengono decentrate. Ogni decisione assunta al di fuori di questo contesto, essendo priva di un logico e coerente quadro motivazionale, rende la stessa decisione non solo del tutto inopportuna, ma anche di dubbia costituzionalità”.

“La deliberata abolizione di poche piccolissime Province – commenta il coordinatore provinciale del Popolo della libertà di Rieti – è solo un provvedimento manifesto per poter dire che si è avviato il primo passo verso il risanamento, tralasciando il fatto che tale previsione della manovra è insignificante nell’entità, in quanto tratta un complesso di Province che amministrano il 3 per cento della popolazione, e soprattutto va a colpire proprio quelle popolazioni che più di altre hanno bisogno della presenza dello Stato e di una perequazione nell’erogazione dei servizi”.

“È così – conclude – che invece di tutelare i territori montani, di premiare le popolazioni che con la loro residenza presidiano il territorio tra mille problemi in ordine a ogni tipo di servizio (scolastico, postale, sanitario, di trasporto), per esporre un manifesto, si propone un discutibilissimo risparmio sulle spalle di chi è già discriminato in termini negativi. Porteremo queste ragioni in tutte le sedi per modificare la decisione assunta in Consiglio dei ministri. Per concertare le forme di mobilitazione, nella giornata di domani abbiamo convocato un coordinamento provinciale del Pdl, allargato ai consiglieri regionali, ai consiglieri provinciali, ai nostri sindaci e agli amministratori dei Comuni della provincia”. 

IL SINDACO EMILI SULLA PROBABILE ABOLIZIONE DELLA PROVINCIA DI RIETI

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“In riferimento alla previsione di abolizione delle Province sotto i 220mila abitanti, che comprenderebbe quindi anche quella di Rieti, ritengo di porre l’obiettivo sul tema del riassetto geopolitico del territorio della regione Lazio”. Lo dichiara il sindaco di Rieti, Giuseppe Emili.

“Roma – prosegue – deve essere concepita come un’entità amministrativa autonoma, come accade per tutte le capitali del mondo, mentre la sua provincia deve essere ridistribuita con il resto della regione Lazio, a partire dall’area della cosiddetta Sabina romana, che per tradizione storico-culturale appartiene a Rieti e al suo territorio provinciale. Tale riordino, ampliando la popolazione e l’estensione degli attuali confini, porrebbe fine a ogni ipotesi di cancellazione della nostra provincia”.

“Di abolizione dell’ente locale Provincia – spiega il sindaco Emili – si discute dagli anni Sessanta, ovvero dal momento in cui doveva attuarsi il dettato costituzionale per la creazione delle Regioni, per cui era ipotizzabile che prima o poi ci sarebbe stato un taglio. Avvertiamo, perciò, la necessità di mobilitarci tutti a difesa di Rieti capoluogo della sua Provincia, ma è evidente che questa rimanendo nelle sue attuali dimensioni sarebbe sempre il primo obiettivo di chi vuole cancellare non l’istituto della Provincia, ma solo le più indifese e indifendibili a causa della loro scarsa valenza demografica”.

“Faccio appello – conclude – a una mobilitazione di enti e cittadinanza perché non intendiamo essere penalizzati da provvedimenti assolutamente discriminatori e che agli occhi di tutti non possono che essere punitivi”.

                                    

TORNA NEI PAESI DELLA SABINA "CACCIA ALL'ARTE"

Torna il prossimo 30 maggio la manifestazione “Caccia all’Arte”, organizzata dall’associazione culturale REArTE e che vedrà impegnati tutti i paesi della Sabina ( Fara Sabina, Abbazia di Farfa, Montopoli, Bocchignano, Toffia) in una divertente quanto educativa “caccia al tesoro”, che avrà come protagonista proprio l’opera d’arte.  La manifestazione, giunta alla quinta edizione, vede la collaborazione di REArTE con giovani artisti di accademie straniere ed italiane, che creeranno delle installazioni, ispirati dalla morfologia e dalla cultura del paese.

 Alla performance, che ha come scopo quello di far avvicinare le persone all’arte permettendo loro di imparare divertendosi, possono partecipare tutti: dai membri dell’associazione a quelli della mailing list, dalla gente del luogo a coloro che ne sono venuti a conoscenza tramite la campagna pubblicitaria. L’evento ha inizio alle ore 15 dall’info point di Toffia e si snoderà nel corso di tutta la giornata.

La partecipazione è suddivisa in gruppi di max 5 persone, che grazie agli indizi e al materiale fornito dai membri dell’organizzazione, conosceranno meglio le opere realizzate dagli artisti e si cimenteranno in prima persona nella realizzazione di una personalissima opera d’arte. La più originale sarà premiata con un viaggio per due persone a Barcellona.
Le installazioni degli artisti saranno visibili nei paesi interessati dal 22 maggio al 6 giugno.