DIFENDIAMO LA NOSTRA PROVINCIA, MARTEDI E MERCOLEDI RACCOLTA FIRME IN PIAZZA DEL COMUNE

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Per martedi e mercoledi in piazza Vittorio Emanuele II, il "Comitato Provinciale pro Antonio Cicchetti" ha organizzato una raccolta firme di dissenso per quanto sta accadendo nei confronti del nostro rappresentante in Regione.

Una raccolta firme, da consegnare alla presidente della Regione Lazio Renata Polverini, a difesa della nostra dignità, a difesa di una provincia da sempre penalizzata dalla politica romana che, anche in questo caso,  privandoci del nostro assessore alla Pisana conferma ancora una volta il poco interesse nei confronti di questo territorio tenuto da sempre ai margini.

Mercoledi pomeriggio alle ore 18,30 nella stessa piazza ci sarà anche una manifestazione con un comizio dei Sindaci della provincia che aderiranno all’iniziativa.

Questa volta non bisogna arrendersi, non bisogna comportarsi come in altre importanti occasioni nelle quali alla "reatina" si è peccato di superficialità e indifferenza, questa volta perdere l’ assessorato alla Regione vuol dire continuare a non contare proprio nulla.

Se la Polverini è nella prima poltrona della Pisana è anche grazie ai voti degli abitanti di Rieti e della provincia e non può dopo neanche due mesi dimenticare le promesse fatte a questo territorio.


D'ANTONIO: POMIGLIANO, PRECEDENTE PERICOLOSO ANCHE PER IL NOSTRO TERRITORIO

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La Fiom di Rieti ritiene sia utile portare all’attenzione dei lavoratori reatini quello che sta accadendo nella vertenza che vede coinvolto lo stabilimento Fiat di Pomigliano.

Siamo difronte ad un vero e proprio ricatto nei confronti dei lavoratori da parte della Fiat che chiede la rinuncia di diritti fondamentali e sanciti dalla Costituzione, come il diritto allo sciopero, in cambio del mantenimento del posto di lavoro.  Si chiedono inoltre deroghe al Contratto  Nazionale, come il superamento della pausa mensa per i turnisti ed un nuovo sistema di lavoro che aumenta i ritmi ed il peso della catena di montaggio.

Purtroppo il messaggio che sta passando tra l’opinione pubblica è che la Fiat vuole investire in Italia e se non lo farà la colpa sarà della Fiom che non riesce a capire i cambiamenti, rimanendo legata a posizioni radicali e non adeguate al momento.

La Fiom invita tutti i lavoratori a leggersi attentamente quello che sta proponendo la Fiat per Pomigliano e poi potranno rendersi conto da soli di cosa si tratta.
Quando si dice di proposta di accordo, possiamo dire tranquillamente che non è così, la Fiat non ha ascoltato per niente le proposte  che ha fatto la Fiom e che permettevano di fare la stessa produzione di auto che lei chiedeva, la Fiat ha scritto lei l’accordo e ha detto prendere o lasciare.
Non può passare sicuramente il messaggio che per investire in Italia i lavoratori debbano rinunciare ai loro diritti e al loro salario, basando la competizione al ribasso e non sulla qualità, l’innovazione e la ricerca.

Si prendono sempre a riferimento paesi con meno diritti, in questo caso la Polonia e non altri come la Francia e la Germania dove la produzione delle auto è abbastanza importante.
Eppure  pensavamo fosse venuto  meno per gli industriali il famoso alibi che gli investimenti in Italia non sarebbero possibili per l’alto costo del lavoro, visto che siamo al 23^ posto tra i paesi dell’Ocse e questo non sono dati della Fiom.

Si enfatizza tanto il fatto che la Fiat vuole fare l’investimento a Pomigliano, non si dice però che la stessa sta chiudendo uno stabilimento in Sicilia, Termini Imerese, mandando a casa 2200 lavoratori facendo perdere in quel territorio l’unica speranza di futuro industriale.
Adesso saranno chiamati ad esprimersi i lavoratori con un referendum. La Fiom ritiene questo referendum illegittimo poiché  mette in discussione diritti indisponibile ed inoltre mette difronte i lavoratori alla scelta, lavorare oppure no, in poche parole come dicevamo prima, un ricatto.

La Fiom non capisce come mai le altre OOSS chiamino i lavoratori in questo caso ad esprimersi con il referendum, mentre sul rinnovo del Contratto Nazionale, dove anche li c’è stato un accordo separato, ai lavoratori non è stata data la possibilità di esprimersi imponendo loro l’accordo.
Oppure le altre OOSS pensano che il referendum si debba fare solo quando lo chiedono le aziende, in questo caso la Fiat e non quando lo chiedono i lavoratori!
Se passa la proposta della Fiat per Pomigliano, nulla sarà come prima nei rapporti tra lavoratori e aziende, si andrà ad una competizione tra territori e purtroppo la competizione sarà al ribasso, sui diritti e sul salario ed il nostro territorio, già martoriato da una profonda crisi, non sarà immune da tutto ciò.

Pensate che saremmo più in grado in futuro a Rieti, se questo principio passa per la Fiat, dire di no a diminuzioni di diritti e regole se un imprenditore reatino ce lo chiedesse per non chiudere?
La Fiom pensa che sarà molto difficile.

COLDIRETTI: PRESENTATO "INTEGRA VALLE SANTA"

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"Integra Valle Santa" progetto di sviluppo innovativo che lega agricoltura e turismo nasce nell’ambito dell’Asse 3 del PSR, nel quale si prevede appunto una diversificazione del reddito in agricoltura che vada anche nella direzione di uno sviluppo di natura turistica.

Il progetto è stato presentato questa mattina presso la sala consiliare di Poggio Bustone, comune promotore, coinvolti anche Cantalice, Rivodutri, Morro, Labro, Colli sul Velino, Leonessa, Accumoli, Amatrice e Contigliano.

Il primo gruppo di stranieri arriverà dalla Slovenia nel mese di agosto, per la prima volta nella storia della Sabina e della provincia di Rieti, transiterà, attraverso l’Umbria, sulla Ternana, per approdare a Poggio Bustone, luogo nel quale i turisti pernotteranno, da qui saranno portati poi a Leonessa ad assaggiare i prodotti tipici e, a turno, negli altri paesi che hanno aderito a Integra Valle Santa.


Il transito dei turisti (si può senz’altro affermare che gli sloveni saranno i primi ad arrivare in maniera organizzata) è reso possibile dalla nascita di una cooperativa  che si occuperà di recettività, creata nell’ambito del Piano stesso, dalla sinergia tra Santuario di San Francesco e Comune. La cooperativa è entrata in partenariato con un tour operator slovacco che ha garantito una presenza annua sul territorio di 600 turisti.

“I  turisti avranno la possibilità di visitare le aziende agricole, conoscere i prodotti tipici, fare trekking e escursioni culturali, grazie al supporto di altre due neo-nate cooperative che ugualmente sono parte integrante di un progetto nel quale lo sviluppo turistico sposa fortemente l’agricoltura e che nasce dalla totale collaborazione tra pubblico (nel ruolo di erogatore  e/o ispiratore di strutture e infrastrutture) e privati (cooperative di servizio, aziende agricole aderenti a Coldiretti) – ha spiegato ai presenti l’europrogettista  Marina Bresciani -, ispirato inoltre ad una totale concretezza, in quanto presuppone già in sé una cantierabilità e volontà di realizzare il programma in maniera totale, e questo primo arrivo di turisti ne è la prova materiale”.

Un bel progetto anche per il sindaco Alberto Cerroni che lo ha definito “Progetto nel progetto”, proprio per il nuovo modo di pensare allo sviluppo, visto non più in maniera occasionale ma puntando  sulla totale sinergia tra istituzioni e realtà economiche, e la cui messa a punto ha richiesto un anno di duro lavoro.

In cifre Integra Valle Santa raccoglie 10 comuni e trenta aziende, prevede un investimento ed una ricaduta sul territorio di circa 5 milioni e 400 mila euro,  investe un’area di 140 mila chilometri e un bacino di 18mila abitanti.

Un progetto nel quale Coldiretti ha avuto un ruolo fondamentale attraverso il lavoro svolto dalla Bresciani e la messa a disposizione di tutti gli strumenti tecnici necessari, ma anche legato alla necessità di una presenza utile e qualificata di imprenditori agricoli necessaria per raggiungere la cosiddetta ‘massa critica’, in quanto i fondi strutturali richiedono una progettazione dal basso, dal privato, da qui il suo coinvolgimento nell’ATS (associazione temporanea di scopo).

Nell’immediato futuro Coldiretti Rieti avrà invece una funzione di natura politico/sindacale, così come ha sottolineato il direttore Aldo Mattia: “Abbiamo ritenuto giusto partecipare e essere protagonisti, con i nostri esperti, innanzitutto per la presenza di Cerroni, noto agronomo, per noi una garanzia di serietà, e poi perché siamo convinti che le aziende avranno una grande opportunità di sviluppo.
Da questo momento in poi la nostra azione sarà politica, vigileremo in Regione affinché non ci siano battute d’arresto. Metteremo in campo cioè un forte paracadute sindacale”.

SIMEONI: DOPO POCHI MESI, DIVERSE CRITICITA' INVESTONO IL RAPPORTO TRA RIETI E REGIONE LAZIO

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"Il piano sanitario proposto per l’ospedale di Amatrice  – prosegue – l’accorpamento delle direzioni sanitarie in macroaree e il nodo cruciale della rappresentanza del territorio reatino in giunta regionale devono aprire una fase di dialogo serrato. In particolare, la vicenda legata all’assessorato di Antonio Cicchetti impone un serio confronto, in relazione anche a quanto avvenuto nell’incontro di ieri tra l’ex sindaco di Rieti e la presidente Polverini.

La conferma di Cicchetti in giunta non è, infatti, una mera battaglia di difesa dell’esponente politico, ma è un’azione di difesa dell’intera comunità che ha indicato lui, attraverso 14mila preferenze, come suo rappresentante all’interno della giunta e ha ampiamente sostenuto il centrodestra assegnando al Pdl locale il 36 per cento dei consensi. Non si tratta, quindi, di una battaglia di parte, ma va oltre anche gli schieramenti politici: è un’azione a favore del territorio”.

“In seguito all’incontro tra l’assessore Cicchetti e la presidente Polverini – continua Simeoni – vorremmo sapere, inoltre, se la scelta di ‘sacrificare’ il politico reatino sia da attribuire al Pdl del Lazio e quindi ai potentati romani o sia un’indicazione della presidente della Regione per fare seguito a un accordo con l’Udc. Questo, ad oggi, appare ancora poco chiaro. E non si capiscono quali siano i criteri per scegliere gli ‘epurati’: Cicchetti e Battistoni sono stati eletti dal popolo e quindi un consenso lo hanno dimostrato, mentre gli altri sono in gran parte assessori esterni”.

“A questo punto della vicenda – conclude Simeoni – dopo che anche l’intervento del capogruppo del Pdl alla Provincia, Felice Costini, ha inciso sul rinvio delle decisioni, chiedo al Popolo della libertà del Lazio di aprire un tavolo di confronto e di fare chiarezza su chi vuole Cicchetti fuori dalla giunta. Così sapremo a chi addebitare le responsabilità della sua eventuale estromissione".

BIANCHETTI: TRAGICOMICA IN PROVINCIA, 350 DIPENDENTI A CASA MA STIPENDI PIU' ALTI AI DIRIGENTI

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Il segretario provinciale della Cisl Fp autonomie locali Paolo Bianchetti sul paventato aumento delle indennità di alcuni dirigenti dell’ente Provincia: “Tali indennità si aumentano a nove dirigenti, mentre in trecento cinquanta restano al palo fino al 2013.
Per questa ingiustizia, chiediamo con forza che le amministrazioni portino in piazza i bilanci.
A cominciare dalla Provincia e il Comune di Rieti”.

“Mentre cresce la mobilitazione della Cisl Fp a livello nazionale e locale sulla manovra per chiedere con forza al Governo di far ripartire la contrattazione integrativa, l’amministrazione provinciale di Rieti sembra voler aumentare le indennità di risultato a nove suoi dirigenti. Se risultasse vera quest’incredibile notizia, che peraltro circola insistentemente in queste ore, a tali scelte dell’amministrazione provinciale, la Cisl Fp di Rieti intende prendere posizione e gridare con forza basta!

Basta con il populismo e la menzogna sulla “buona amministrazione” che quotidianamente fanno da cassa di risonanza sui media locali e nazionali. Bisogna attuare una lotta agli sprechi nel pubblico impiego seria e puntuale, come del resto sta cercando di fare la Cisl Fp a livello nazionale.

La situazione è tragicomica a tal punto che, mentre 350 dipendenti della Provincia aspettano invano una convocazione del tavolo della contrattazione decentrata e rischiano di vedersi bloccati i loro salari fino al 2013 per effetto della nuova manovra economica, nove fortunati dirigenti si potrebbero vedere aumentati i loro stipendi di qualche migliaio di euro all’anno. In barba a chi, viceversa, sarà costretto a tirare la cinghia per arrivare alla fine mese.

Come Cisl Fp chiediamo, senza mezzi termini, che le amministrazioni portino in piazza i loro bilanci dimostrando, una volta per tutte, che non c’è spazio per i risparmi da destinare a migliorare i servizi e a retribuire meglio chi lavora con impegno, come viceversa sembrano voler far credere.

Dal prossimo 21 giugno la Cisl Fp, entrerà in tutti i posti di lavoro per spiegare, attraverso un accurato volantinaggio che coinvolgerà i lavoratori pubblici presso le sedi di Prefetture, Regioni, Aziende sanitarie, Anci e Upi di tutta Italia, cosa sta succedendo e come poterne uscire.

Pretendiamo che sia ripristinato il valore della contrattazione collettiva in tutti gli enti locali a partire proprio dall’amministrazione provinciale di Rieti e dal Comune Rieti, capoluogo di provincia, come leva per la gestione delle risorse umane nel pubblico impiego. Contrattazione collettiva sparita dall’agenda delle amministrazioni locali proprio di Comune e Provincia da troppo tempo e che richiediamo con insistenza a nome di tutti i lavoratori.

La politica, tutta, deve smetterla di scaricare su altri le proprie responsabilità e iniziare a mettere fuori i conti. Perché è lì, che si valuta la buona gestione che assicura servizi efficienti ai cittadini e buone condizioni di lavoro ai dipendenti e professionisti pubblici.

Quindi fuori i bilanci, così tutti possano giudicare cosa accade all’interno delle amministrazioni.
Dalle spese per consulenze, a quelle per le sponsorizzazioni. Dalle spese per remunerare o garantire gli “amici” degli “amici”, a quelle di rappresentanza.

La Cisl Fp chiede che si torni alla gestione della cosa pubblica con l’etica della responsabilità e del buon Governo. Perché è questo che i cittadini e i lavoratori si aspettano dalla classe politica in un momento in cui sono richiesti sacrifici da parte di tutti. Di tutti… e non soltanto di pochi”.

LETTERA APERTA DEL CONSIGLIERE PAOLO TIGLI AD ANTONIO CICCHETTI

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Caro Antonio,
anche se non ho contribuito alla tua elezione, da cittadino reatino mi auguro sinceramente che tu possa essere riconfermato come Assessore nella "seconda" Giunta della Presidente Polverini, per la tua serietà e per il sicuro impegno che profonderai nella soluzione delle problematiche dei nostri territori, che tu conosci come pochi.

Ciò detto vorrei metterti in guardia dallo scenario che avrai di fronte di quì a poco, sia da assessore che da consigliere: tu sei un uomo di Partito, sei stato, come me, autorevole dirigente, sei esperto di alleanze, di accordi, di compromessi (a volte difficilmente confessabili)  sei consapevole fino in fondo che ormai questo reticolo fittizio della "politica" passa ormai da qualche anno sopra la testa dei cittadini, dei programmi elettorali, delle aspettative e delle urgenze sociali ed economiche del territorio; sarà per questo che da un momento all’altro ti troverai di fronte a dover barattare uno dei nostri punti programmatici più importanti con le "superiori" esigenze elettorali e/o di partito  e di alleanze; come è avvenuto, per esempio,  nel gennaio scorso quando la Giunta Regionale ha finanziato l’ennesima opera infrastrutturale lasciando al palo ancora una volta la SS Salaria: 15 mln di euro (più 5 della Provincia di Roma) per realizzare verso Tivoli un raccordo di scorrimento della Tiburtina; nessuno dei rappresentanti reatini si è indignato più di tanto, come avviene da quasi due decenni, nessuno si è alzato dalla poltrona minacciando le dimissioni, del resto le elezioni erano alle porte quindi………

Ho fatto solo questo esempio per segnalarti che è necessario recuperare la "ragione sociale" della Politica il suo legame con le persone ed il territorio; e ogni qual volta tutto questo è messo in discussione occorre prendersi la responsabilità morale di opporsi, costi quel che costi! Io non so se il baratto tra UDC-Assessore Cicchetti sarà decisivo per risolvere il problema della SS. Salaria, e degli altri di competenza regionale, sono certo, e lo spero, che tu possa farcelo capire.
Ti rinnovo comunque l’augurio

ASSESSORATO CICCHETTI, RAMMARICO DE LA DESTRA

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La Federazione reatina de La Destra esprime il suo rammarico per la ventilata revoca della delega alla Cultura che potrebbe essere operata dalla presidente della Regione Renata Polverini nei confronti dell’assessore regionale Antonio Cicchetti.

"Il nostro è un rammarico – spiega Vittore Antonini, segretario provinciale del partito – che si muove su più piani. Il primo, ovviamente, è quello che, al dilà di ogni possibile differenza, si basa sui rapporti umani. Non è piacevole assistere a una revoca motivata esclusivamente dalla necessità di piazzare in alcuni posti decisionali rappresentanti di un partito (l’Udc) che si diverte giocando all’altalena (una volta col Pdl, un’altra con i Ds) attuando in effetti ricatti politici degni di un passato che ritenevamo ormai se non seppellito almeno superato".

"In secondo luogo – continua Antonini – c’è il senso dell’appartenza territoriale e politica. Un reatino come Cicchetti può dare molto alla Sabina. La sua nomina noi l’avevamo vista come un segnale di attenzione verso la nostra provincia che adesso sentiamo tradita. Al suo posto potrebbe essere nominata una donna reatina? Non crediamo sia la stessa cosa anche perché non è il genere (maschile, femminile o neutro) che conferisce una capaci-tà che deriva da antica esperienza amministrativa. Inoltre Cicchetti rappresenta un’area culturale a noi della Destra molto più vicina delle altre componenti del Popolo delle libertà".

"C’è infine da dire qualche cosa sul metodo. Se la Polverini sostituirà Cicchetti si comporterà come Fini qualsiasi. E a noi non piacciono i tradimenti della parola data. Lo abbiamo già detto quando dal listino la Polverini tolse, senza informare nessuno, un nostro candidato; ma noi lealmente le abbiamo dato una mano contribuendo alla sua elezione. Ora ecco un altro colpo di coda. Crediamo che questi metodi non paghino specialmente quando vengono usati contro un territorio già maltrattato dalla precedente giunta di Marrazzo. Noi chiediamo discontinuità di metodi, non un Marrazzo bis".

PRC PROVINCIALE, RICOSTITUITI GLI ORGANI DIRETTIVI DEL CIRCOLO "ALESSANDRINI"

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La Federazione Provinciale del PRC di Rieti  comunica  l’avvenuta ricostituzione degli organi direttivi del circolo di Rieti Centro "Luciano Alessandrini"  , con l’attribuzione al compagno Ivan Puglielli dell’incarico di Segretario e  contestualmente ribadisce la volontà di rilancio dell’iniziativa politica del partito reatino nel momento in cui si assiste ad un attacco concentrico da parte del governo e di Confindustria   verso tutte le conquiste dei lavoratori ed al tentativo di stravolgere l’impianto democratico della stessa costituzione repubblicana.

La cosidetta "legge bavaglio" con il suo contenuto di prepotente impunità delle classi padronali , non è che l’aspetto più evidente di questo attacco  e purtroppo  è l’unico elemento dell’attività di governo sul quale l’attuale opposizione  parlamentare  si stia concentrando. 

Ma non meno rilevante è   l’evidente intenzione di distruggere l’impianto delle garanzie che il mondo del lavoro aveva conquistato con lo Statuto dei Lavoratori , tale è infatti il senso del ricatto che la FIAT, con l’assenso di CISL e UIL,  sta tentando di imporre ai lavoratori di Pomigliano, su questo terreno invece bisogna purtroppo rilevare l’assordante   silenzio delle opposizioni , quando non la loro condivisione di fatto di queste politiche.

Rieti non è immune da queste dinamiche , disoccupazione e degrado del territorio sono fenomeni con i quali i lavoratori , i precari, i disoccupati, i giovani, i pensionati si vanno confrontando con sempre maggiore drammaticità.

Per questi ed altri motivi è evidente il bisogno di un rinnovato impegno dei comunisti , ed è in questa ottica che il PRC invitando  la cittadinanza alla necessaria vigilanza democratica, si pone, come sempre, a fianco dei lavoratori reatini e delle loro lotte.

FC RIETI, ANCORA MOLTO FUMO E NIENTE ARROSTO

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Ancora molto fumo e niente arrosto per il cambio di gestione all’interno del F.C. Rieti. Due giorni fa il presidente Stefano Palombi è arrivato a Rieti per un incontro-saluto con il sindaco Emili. Un incontro che non sembra aver lasciato particolarmente soddisfatto il patron amarantoceleste che a suo dire attende ancora i contributi che l’amministrazione comunale aveva promesso per lo scorso campionato.

Da qui la decisione di attendere in silenzio notizie dalle cordate, una romana ed una reatina, che dovrebbero subentrargli nella gestione della società. Da parte dei nuovi imprenditori che sarebbero interessati all’acquisto ancora nulla di concreto. Il 13 luglio prossimo la decisione dovrà comunque essere presa altrimenti sarà a rischio l’iscrizione al campionato 2010-2011. Se sotto l’aspetto societario nulla è stato fatto, stesso discorso dicasi per l’allestimento della squadra di cui non si può parlare se prima non si arriverà a conoscere chi, questa squadra dovrà creare.

ASSESSORATO A CICCHETTI, WEEK END DI RIFLESSIONE PER LA POLVERINI

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Riunione fiume ieri alla Pisana con l’assessore Antonio Cicchetti e la presidente Renata Polverini che per più di due ore, dalle 20.00 alle 22.30 circa, si sono confrontati sulle possibili dimissioni del candidato reatino.

Durante il colloquio non sono emerse né una chiara richiesta di dimissioni da parte della Governatrice, né tanto meno l’invito a rassegnare il mandato. Quello che è emerso invece è la chiara intenzione della politica romana di accentrare il potere decisionale ed i nomi nella Capitale.

A chiusura dell’incontro la presidente Polverini si è riservata il fine settimana per arrivare ad una decisione finale che verrà comunicata all’assessore Cicchetti nella giornata di lunedì.