“La lettura dell’ultimo decreto firmato dal commissario Polverini da presentare al governo, lascia un segno pesante e inreversibile nella sanità reatina, per dirla con le parole del decreto dispone la riconversione del presidio di Magliano Sabina e di Amatrice in ospedale distrettuale (tipo b e a).
”Questo è il commento del segretari generale Uil Alberto Paolucci.
“Approfondiamo la lettura e capiamo che si tratta della chiusura dell’ospedale per trasformarlo in un distretto sanitario senza P.S. con sole prestazioni ambulatoriali e assistenza infermieristica, infatti possiamo ancora leggere nelle tabelle, dismissione attività per acuti, a tutto vantaggio dell’osp. Di Civita Castellana che ovviamente Rimane grazie alla chiusura di Magliano.”
Brava presidente Polverini, continua Paolucci, ricordiamo tutte le sue promesse e non ne ha mantenuta nessuna.
E l’Osp di Amatrice? Riassumiamo così, “chiusura con l’elicottero”, e 8 posti di geriatria, (e il sindaco canta vittoria), e ricordiamo ai cittadini che l’elicottero trasporta pazienti ma non li cura e vola solo in condizioni meteo e di visibilità buone, ma non finisce qui; anche all’ ospedale S.Camillo de Lellis ci si è divertiti a Tagliare posti letto pizzicando in diversi reparti con criteri da estrazione del lotto.
E per il futuro la nostra Presidente sfodera possibili autorizzazioni per riabilitazione per acuti e posti in RSA, se tutto va bene e i bilanci tornano ovviamente, Brava presidente ma di promesse ce ne ha fatte abbastanza, non ne faccia più perché abbiamo il sospetto che alla provincia di Rieti portino jella.
I cittadini della nostra Provincia sono indignati per come viene trattato il territorio Reatino, siamo pronti a proteste per difenderci,
La nostra Azienda è sana in equilibrio economico, la migliore nel Lazio e ha solo bisogno di assumere qualche professionista, ma per premio si chiudono ospedali, ci si inserisce nella macroarea 4 insieme a policlinici universitari e grandi ospedali che sono tutti nella intasata Roma capitale, nel perimetro di pochi chilometri, una soluzione adottata, quella delle macroaree ogni qualvolta si vuole insabbiare un problema per farlo digerire alla popolazione.
Rieti e la sua sanità e i Reatini saranno fagocitati da Roma, nei prossimi piani spariranno altri servizi altra occupazione, altre risorse.
Se questo piano venisse attuato conclude Paolucci, stimiamo una perdita di 200 unità lavorative compreso l’indotto, altri nostri concittadini che saranno costretti alla maratona giornaliera dei già tanti pendolari.
Cambiare il decreto con la protesta e con le proposte si può e si deve fare insieme con tutte le forse che credono nel nostro territorio, anche per questo Si invitano i cittadini a manifestare il 9 ottobre 2010 ore 9,30 insieme alla UIL a P.zza Del Popolo (Roma), in occasione della mobilitazione per fisco e lavoro. La Uil partirà da Viale matteucci alle ore 6,45 ed a organizzato 6 pullmans.da tutta la provincia.
E’ un occasione per la nostra provincia di avere visibilità Nazionale.
PAOLUCCI: SCIPPATA ANCHE LA SANITÀ. SEMPRE PIÙ POVERA LA PROVINCIA DI RIETI
OPPOSIZIONE IN REGIONE LAZIO: CON IL PIANO POLVERINI A RISCHIO 12 MILA POSTI DI LAVORO
“Con il piano di riordino presentato dalla Polverini si perderanno nel Lazio 6-7mila posti di lavoro e considerando l’indotto, si arriverà a 12mila.
L’allarme sui gravi rischi occupazionali non viene solo dai sindacati, ma è stato confermato anche dalle stime di Confindustria.
Sono cifre spaventose – ha detto il capogruppo del Pd, Esterino Montino – che costituiscono 4 volte il numero dei lavoratori espulsi dall’Alitalia.
Sono numeri che descrivono il dramma in arrivo, i cui contorni sono noti a tutte le categorie, che però non hanno avuto ascolto dalla Giunta regionale.
Fino ad oggi, hanno trovato solo un muro di chiacchiere. Con la nostra iniziativa di oggi il quadro è più chiaro".
Il dato è emerso oggi nel corso dell’incontro organizzato dal Pd e dall’opposizione in Consiglio regionale con le forze sociali, sindacali e datoriali del Lazio impegnate nel settore sanitario.
Nel corso della riunione sono state sollevate obiezioni di merito e di metodo sulla riorganizzazione ospedaliera della Polverini e in particolare è stata sottolineata la mancata concertazione prima della stesura del Piano con i rappresentanti dei territori, i sindacati, le associazioni dei medici e degli imprenditori che lavorano da anni nel comparto della sanità.
“La Polverini e la maggioranza non ascoltano nessuno – ha detto il capogruppo di Sel Luigi Nieri – lo abbiamo fatto noi dell’opposizione per capire le osservazioni di chi conosce nel dettaglio i bisogni del territorio. Ne è emerso un quadro drammatico”.
Il nostro è un giudizio unanime su un piano confuso del quale non si capisce neanche il senso di marcia – ha detto Giulia Rodano, consigliere dell’IdV – Chiediamo la revoca del decreto e l’apertura immediata di un tavolo di confronto”.
All’incontro, oltre ai rappresentanti dell’opposizione in Consiglio regionale, erano presenti delegati di Cgil, Cisl e Uil, Anaao, Fondazione Don Carlo Gnocchi, Aiop, Confindustria sanità, Federlazio, Agc, Legacoop, Aris e Confcooperative”.
PIETRANTONI: OCCORRE COESIONE E COERENZA PER CONTRASTARE IL "PIANO POLVERINI"
Sorvolando sulle dichiarazioni di chi, in questi anni, ritiene di essersi battuto “in solitaria” per la difesa di tutto (ospedali, rsa,distretti, posti di lavoro, aria, acqua, terra, ecc.ecc.ecc.), siamo più interessati alle iniziative vere e concrete da mettere in campo per contrastare il “piano Polverini” sulla sanità. Ieri sera proprio a Magliano si è svolta, con la partecipazione della Cgil e della Uil, una affollatissima assemblea convocata dal PD locale.
Domani si svolgerà il Consiglio Provinciale in seduta straordinaria a Magliano Sabina, mentre è convocata per il 15 ottobre l’assemblea dei Sindaci della Provincia. Sono due occasioni importantissime visto che, tranne qualche eccezione, il giudizio negativo sul decreto “chiudo ospedali a Rieti” è unanime come unanime è la richiesta di iniziative forti per ottenerne il ritiro o quantomeno una profonda modifica.
La Cgil chiede l’approvazione di un documento unitario, ma non basta.Oltre ad evidenziare le obiettive ragioni che ci portano a contestare il Decreto Polverini, riteniamo indispensabile che vengano anche programmate e coordinate le necessarie e conseguenti iniziative di mobilitazione territoriale. Insomma parole e fatti come da qualche giorno stanno facendo nelle altre Province . La Cgil chiede di evitare nella maniera più assoluta la frammentazione della protesta e della proposta, sia in termini localistici che di parte politica, perché è ormai evidente che il pericolo della chiusura e dei tagli o del ridimensionamento riguarda tutta la provincia che per la verità è quella più penalizzata vista l’assenza di offerta socio-sanitaria nell’intero territorio.
Le condizioni per ritrovare l’unità nella protesta e nella proposta ci sono tutte ma è essenziale la partecipazione dei cittadini che vanno coinvolti e interessati anche attraverso, esempio, la convocazione di tutti i consigli comunali in seduta straordinaria e aperta.
Crediamo che nella battaglia sulla sanità si giochi molto del futuro della nostra provincia che per esistere deve essere vissuta in ogni angolo del territorio con le stesse opportunità e rispetto per le esigenze dei cittadini.
SANITA': CITTADINANZATTIVA CHIEDE ALLA POLVERINI UN RIPENSAMENTO SUI FRETTOLOSI PROVVEDIMENTI
Otto anni fa (epoca Storace), sia l’ospedale di Magliano, che quello di Amatrice dovevano essere chiusi insieme ad altri 26 della Regione (e non si parlava di “crisi”).
Due anni fa (epoca Marrazzo) stessa prospettiva, salvo poi ripensarci in favore di riclassificazioni funzionali in favore di “poli di riabilitativi” e/o RSA. Qualche mese fa sembrava deciso : chiude l’Ospedale di Amatrice e mantiene il suo ospedale Magliano. Oggi chiude Magliano e viene fortemente “depotenziato” Amatrice.
I partiti “filo Marrazzo” che tentavano giustificazioni appena l’anno scorso, oggi vanno all’attacco della Polverini che, scorrettamente, ha fatto la sua brava campagna elettorale sull’onda della promessa della conservazione dei 2 ospedali. Mentre i partiti “filo Polverini”, all’attacco di Marrazzo 2 anni fa, oggi giustificano le decisioni contenute nel decreto commissariale della Regione Lazio sul riordino dei Servizi Sanitari e sulla riorganizzazione della rete Ospedaliera.
Oggi, qualsiasi cittadino di buon senso si chiede perlomeno se i nostri Amministratori -di qualsiasi colore politico !- ci hanno mai capito qualcosa nel merito o se hanno sinora strumentalizzano l’argomento a seconda delle posizioni di potere.
Nel condividere alcune preoccupazioni degli Amministratori locali, vogliamo però sottolineare lo sconcertante livello di pressappochismo ed improvvisazione che, a tutti i livelli istituzionali e di Governo, ancora una volta, caratterizzano simili provvedimenti governativi di rientro dei debiti della Sanità regionale, frutto di scelte politiche tese ad impoverire i Servizi sanitari pubblici, che oltretutto, così come concepite, non porteranno alcun vantaggio, né sul piano sociale, né su quello economico e sposteranno, appena più in là, problemi economici frutto di incapacità gestionali e politiche.
Non possiamo che riaffermare infatti, come l’obiettivo vero delle politiche sanitarie dovrebbe essere quello di ridurre/eliminare le patologie che colpiscono la popolazione e che, unitamente agli sprechi, sono il vero motivo di incremento della spesa pubblica.
Quindi, a costo di ripeterci, anche all’attuale Governo Polverini, così come obiettato a suo tempo alle passate gestioni di Storace e Marrazzo, vogliamo ribadire alcuni aspetti fondamentali di corretta amministrazione:
– Secondo quali studi di statistica epidemiologica (patologie prevalenti e loro cause) tesi ad accertare il reale stato di salute della popolazione ed i conseguenti bisogni sanitari e sociali, sono state decise le linee strategiche della nuova organizzazione dei Servizi sanitari della regione Lazio e quindi la scelta di chiudere una serie di piccoli ospedali, compreso quello di Magliano?
– Che fine hanno fatto i 120 posti letto di riabilitazione da distribuire tra i 3 nosocomi reatini e che avrebbero dovuto rilanciare, per altro, il ruolo degli ospedali di Magliano ed Amatrice ?
– Quale seria programmazione è stata fatta sinora, per fornire risposte più valide in fatto di assistenza infermieristica, e medico specialistica domiciliare ed ambulatoriale, tenuto conto che ad oggi a domicilio, per tutta la provincia, sono impegnati solo poco più di una decina di infermieri e pochi specialisti ?
– Quale alternativa daremo, già oggi, visto il taglio di altri 50 posti letto, a quei reparti dell’ospedale di Rieti super affollati, i cui pazienti saranno altrimenti destinati ad essere ricoverati presso ospedali più lontani di altre ASL o a subire ancora più frequenti dimissioni forzate ?
– Quali strategie ed interventi di prevenzione sono previsti per ridurre il nuero di coloro che oggi si ammalano, in gran parte di malattie prevedibili e prevenibili ?
Per queste ragioni chiediamo alla Presidente Polverini un netto ripensamento rispetto a frettolosi provvedimenti, dettati da semplici ansie economiciste ed attualmente privi di qualsiasi senso logico e di valide alternative. Nel contempo sollecitiamo l’avvio di un percorso in cui analizzare con attenzione quelle soluzioni che, per essere realmente efficaci sul piano del risparmio economico, lo devono essere anche sul piano dell’efficacia, dell’efficienza e della qualità assistenziale. Nessun Governo al mondo, rispetto a politiche di dimostrata efficacia (riduzione delle malattie e conseguente riduzione dei costi sociali) si vedrà obiettare nulla e potrà godere del pieno consenso della popolazione che oggi paga tasse salate per Servizi inefficaci ed inefficienti.
ALIENAZIONE BENI IMMOBILI DEL COMUNE, IL SINDACO EMILI PRECISA
In riferimento all’avviso d’asta per l’alienazione di beni immobili comunali, il sindaco Giuseppe Emili precisa che:
“I proventi derivanti dall’alienazione di beni immobili di proprietà comunale possono essere reinvestiti, per legge, soltanto nell’incremento del patrimonio dell’ente, così come è stato fatto in circostanze passate.
Ad esempio, quando fu venduta l’ex caserma dei Vigili del fuoco, con il ricavato venne acquistata la ex sede della Telecom in via della Foresta.
A scanso di equivoci, è opportuno precisare che ovviamente il Comune può alienare solo beni di sua proprietà, pertanto, nell’elenco degli immobili autorizzati alla vendita all’inizio del 2010 dal consiglio comunale insieme all’approvazione dell’atto di bilancio per il corrente anno, non è affatto prevista l’alienazione dell’ex casa circondariale di via Varrone né del palazzo che ospitava la sede della Banca d’Italia, in quanto non appartenenti al patrimonio comunale. Tali precisazioni sono apparse necessarie per non creare ambiguità e cattive interpretazioni.
Non c’è alcuna intenzione di svendere i beni immobili del Comune, ma semplicemente di procedere a una loro riqualificazione e a un loro miglioramento”.
CISL E UIL DI RIETI ALLA MANIFESTAZIONE DEL 9 OTTOBRE A ROMA
Un’adesione massiccia e motivata come non si ricordava da anni. Cisl e Uil di Rieti, con in testa i segretari generali Bruno Pescetelli e Alberto Paolucci sono riusciti a muovere, per la manifestazione di sabato prossimo a Roma, alcune centinaia di reatini. Temi forti e di strettissima attualità quelli che si tratteranno durante l’iniziativa di piazza.
La riforma fiscale e un patto sociale per lo sviluppo del paese innanzitutto e una lotta forte agli sprechi e alle ruberie che ci sono nella pubblica amministrazione, al fine di concertare queste risorse sugli strumenti produttivi. Il 9 ottobre prossimo Cisl e Uil scenderanno in piazza insieme per chiedere al Governo di aprire una nuova fase che consenta di affrontare i nodi irrisolti del paese.
“Meno fisco per il lavoro –spiegano Pescetelli e Paolucci- più lavoro per l’Italia non è soltanto lo slogan coniato per l’occasione, ma l’obiettivo programmatico che Cisl e Uil pongono all’attenzione di tutte le forze politiche per costruire un nuovo patto fiscale fra i contribuenti e lo Stato basato su un maggiore equità del prelievo fra lavoro, rendite, profitti e su una migliore capacità del sistema tributario di sostenere la crescita economica e rilanciare la produttività del nostro sistema. Una politica fiscale che riduca le tasse sui lavoratori –continuano i due segretari- sui pensionati, sulle famiglie e sulle imprese, può contribuire in maniera decisiva al rilancio della domanda interna e dei consumi , indispensabile per far tornare a crescere la nostra economia”.
Per l’occasione, la Cisl di Rieti impegnerà 8 pullman due dei quali organizzati dalle sedi decentrate. La partenza è prevista alle 7,30 presso viale Fassini 20. La Uil invece, si ritroverà con i propri iscritti davanti alla sede del sindacato in viale Matteucci alle 6,45. Sei i mezzi messi a disposizione per il trasferimento a Roma.
LA FEDERAZIONE DELLA SINISTRA REATINA PARTECIPA ALLA MANIFESTAZIONE DI DOMANI
La Federazione della Sinistra di Rieti, insieme alle giovanili, FGCI e GC, promuove e partecipa alla manifestazione che anche a Rieti, come in tante piazza d’Italia, avrà luogo venerdì 8 ottobre a partire dalle ore 9.30 in Piazza Cavour.
Il mondo dei saperi e del lavoro sono i due terreni sui quali si è scatenata, in particolare nell’ultimo anno, l’offensiva poderosa del Governo e di Confindustria. Non sempre, purtroppo, le mobilitazioni del mondo del lavoro e dei saperi si sono intrecciate e non sempre si è costruito un fronte comune di resistenza.
Quest’autunno, come mai negli ultimi anni, ci sono le condizioni per costruire un reale movimento di massa, che unisca studenti, lavoratori della conoscenza, precari, docenti, operai, con l’obiettivo di mandare a casa il Governo di Berlusconi, Gelmini e Marchionne.
Dentro questo quadro, dobbiamo mettere in campo il massimo sforzo per unire i focolai di lotta che si stanno aprendo in tutto il Paese: è necessario, dunque, che le due date centrali della mobilitazione di ottobre, l’ 8 ottobre degli studenti ed il 16 ottobre dei metalmeccanici, si parlino, costruiscano un sentire ed un agire comune.
In particolare, il percorso verso la mobilitazione dell’8 ottobre lanciata dal movimento studentesco si sta concretizzando in ogni territorio. Crediamo, in vista delle assemblee delle realtà locali, sia necessario affermare un punto di vista preciso e condiviso all’interno del percorso di lotte di questo difficile e impegnativo autunno: per questo, dove è possibile, è bene mettere al centro della nostra proposta politica, questi punti:
• reintegro dei lavoratori della scuola precari licenziati dalla Gelmini;
• introduzione dell’obbligo scolastico a 18 anni senza che questo sia sostituito da forme, mascherate o palesi, di avviamento professionale;
• introduzione di un welfare studentesco che lo renda possibile;
• sussidio per ogni studente appartenente ad un nucleo famigliare con reddito basso per combattere la dispersione scolastica;
• gratuità del materiale scolastico;
• rafforzamento dell’incisività, sulle decisioni interne agli istituti scolastici, degli organi di rappresentanza studentesca;
• un piano straordinario per l’edilizia scolastica, con risorse da reperire tra la spesa in armamenti e l’evasione fiscale;
• creazione di più mense e case dello studente, così come una serie di servizi, dai trasporti ai luoghi di studio, che mettano al centro lo studente;
• aumento della spesa pubblica sui saperi almeno al 5,6% (media UE);
• lotta concreta alle baronie e abolizione del perverso sistema dei crediti.
La nostra battaglia non può essere solo di retroguardia, in difesa dell’assetto dei saperi precedente agli interventi distruttivi della Gelmini, ma deve avere l’ambizione di costruire un’idea di scuola e più in generale di saperi radicalmente diversa dall’attuale: un sistema dei saperi che non sia più funzionale alle esigenze del mercato, ma che torni saldamente in mano pubblica e non sia terreno di macellerie sociali.
L’8 ottobre dovrà essere la data di nascita di un grande movimento di protesta e di costruzione di un’alternativa generazionale, dove queste nostre idee per una società diversa siano presenti come elemento nuovo e dirompente. L’impegno dovrà essere massimo sin da ora.
RIPRENDE L'ATTIVITA' DEL CORO CAI DI RIETI
Sono riprese, dopo la breve pausa estiva, le prove settimanali del Coro CAI, per migliorare sempre di più il livello musicale e interpretativo, in preparazione dei prossimi impegni che lo vedranno esibirsi in rassegne e concerti.
Con lo scopo di rafforzare l’organico, sono anche aperte le audizioni da parte del Maestro per coloro che, amanti del canto e specificamente dei canti di Montagna, degli Alpini e Popolari, volessero entrare a far parte del gruppo.
Per l’audizione e per tutte le informazioni in merito, gli interessati possono telefonare al 340-3780181, oppure recarsi il martedì dalle ore 20.00 alle 22.00 presso la sede CAI di Rieti in Via Porta Conca 12.
CIRCOLO PRC: SOLIDARIETA' PER LO SCIOPERO DELLA VIGILANZA PRIVATA
“Il circolo PRC L. Alessandrini di Rieti Federazone della Sinistra, esprime totale solidarietà ai lavoratori della vigilanza privata che hanno indetto per l’intera giornata di venerdì uno sciopero generale, per protestare contro lo stallo che impedisce il rinnovo del proprio contratto scaduto dal 31 dicembre dell’anno 2008 ”.
“ I lavoratori vivono da quasi due anni in un una sorta di limbo contrattuale che sta negando, di fatto, non solo la possibilità di un adeguamento salariale più congruo alla feroce crisi economica che ha investito il nostro Paese, ma anche la necessità di stabilire regole per il cambio di appalto, regole che garantirebbero la conservazione sia dei diritti dei lavoratori sia dell’occupazione”.
“E’ assolutamente inaudito che chi lavora nel campo della vigilanza privata debba vedersi privato di alcuni diritti già acquisiti. Sono inaccettabili le proposte di abolizione del pagamento dei primi due giorni di malattia, di riduzione del riposo giornaliero che porterebbe a lavorare fino a 16 ore al giorno, di non prevedere alcuna corresponsione economica per l’intero 2009, scoperto dal rinnovo contrattuale”.
VENERDI PRESENTAZIONE DEL LIBRO DI MASSIMO PALOZZI EDITO DA FRONTIERA
Venerdì prossimo, 8 ottobre, alle ore 17,30, si terrà presso il Salone Papale del Palazzo Vescovile di Rieti la presentazione del libro “Dizionario etimologico dei toponimi comunali reatini” (168 pagine), scritto da Massimo Palozzi ed edito da Frontiera con il contributo della Diocesi di Rieti.
Ad illustrare l’opera interverranno, oltre all’autore, il Vescovo Mons. Delio Lucarelli e la storica Ileana Tozzi, che ne ha curato la prefazione.
Il libro sarà allegato al settimanale diocesano Frontiera ed offerto in omaggio agli abbonati vecchi e nuovi. In questo modo,
Lo studio di Palozzi è rigoroso sotto il profilo scientifico ma al contempo si connota per essere assai coinvolgente e di facile lettura, anche per i riferimenti a leggende, tradizioni popolari e paretimologie più o meno evidenti. Soprattutto, sviluppa in maniera nuova ed originale un filone finora praticato dalla storiografia locale solo in relazione alle vicende dei singoli borghi, senza mai farne l’oggetto specifico di una trattazione sistematica.
Per spiegare le evoluzioni etimologiche dei toponimi, Palozzi dà anche ampio risalto agli stemmi comunali, la cui descrizione molto spesso risulta un vero concentrato di storia locale.
Il risultato è un’opera estremamente godibile, puntuale e piena di riferimenti e curiosità, dal taglio assolutamente inedito nella pur ricca annalistica reatina, che va a collocarsi in una nicchia culturale di grande interesse non solo per gli storici e i linguisti, ma anche per gli appassionati di cose locali.
L’autore
Massimo Palozzi, 42 anni, laurea in giurisprudenza e master in diritto amministrativo, è funzionario del Ministero degli Esteri ed ha prestato servizio presso le ambasciate d’Italia a Teheran (Iran) e Sarajevo (Bosnia Erzegovina). A Baghdad ha fatto parte del team di osservatori internazionali incaricati del monitoraggio delle operazioni di voto in occasione delle elezioni parlamentari svoltesi in Iraq lo scorso 7 marzo. Giornalista pubblicista, ha già pubblicato studi di storia locale. E’ stato assessore alla Pubblica Istruzione del Comune di Rieti dal dicembre 1992 al dicembre 1993.

