Procede spedita l’organizzazione del 20° Scopigno Cup Torneo Internazionale di Calcio cat. Allievi Nazionali "Città di Rieti", memorial Manlio e Loris Scopigno che si svolgerà nei giorni 04, 05, 06, 07 Aprile 2012 a Rieti.
Hanno già aderito squadre molto blasonate quali l’Olimpiquè Marsiglia campione di Francia di categoria, i Red Bull di Salisburgo leader del settore giovanile Austriaco, la S.S. Lazio di Simone Inzaghi , la A.S. Roma di Sandro Tovalieri, il Cagliari Calcio, l’Ascoli Calcio, l’organizzazione è in attesa di ulteriori conferme da parte di altri club, però molto dipenderà dal budget che ci sarà a disposizione. Intanto la Rai ha confermato la diretta della Finale e della partita inaugurale.
Noi ce la stiamo mettendo tutta – afferma il Presidente Fabrizio Formichetti – e stiamo cercando di ottimizzare al meglio le poche risorse economiche a disposizione; ringrazio tutti gli sponsor che ci danno fiducia, ma purtroppo all’appello mancano ancora gli enti, a due mesi dall’inizio ancora si brancola nel buio, capiamo benissimo le difficoltà economiche che l’amminstrazione comunale e provinciale stanno attraversando, ma allo stesso tempo siamo consci che la manifestazione quello che prende restituisce per quattro nei confronti della Città e della Provincia di Rieti sia a livello economico che d’ immagine.
Molte saranno le novità del 20° Scopigno Cup a partire dai Premi Manlio Scopigno al miglior allenatore di serie A e B che verranno consegnati durante la manifestazione (favoriti Onte, Reja e Guidolin per la A e Zeman e Pea per la B), il convegno su Manlio Scopigno a cui parteciperanno personaggi illustri del mondo del calcio tra i quali molto probabile la presenza del Golden Boy Gianni Rivera e del giornalista Italo Cucci, la mostra fotografica a cura di Emiliano Grillotti per ricordare i numerosi personaggi famosi del memorial, nonchè una mostra di pittura a tema calcistico e sportivo vista anche la passione per l’arte dei fratelli Manlio e Loris Scopigno, a cura del Centro arte Angioino del presidente maestro Enrico Di Sisto.
IN PIENO SVOLGIMENTO LA PREPARAZIONE DEL 20° MEMORIAL SCOPIGNO
STUDIO EVENTO LANCIA LA SUA CAMPAGNA CON I GORILLA ROSA
“Sulla piazza d’una città la gente guardava con ammirazione un gorilla portato là dagli zingari di un baraccone” cantava De André. Nelle piazze e nelle vie di Rieti sono invece sbarcati due Pink Gorillaz (gorilla rosa) che richiamano il graffito dipinto su un muro di Bristol del celebre street artist Bansky. Pink Gorillaz è dunque forma d’arte che rappresenta cultura che viene offuscata e che vuole essere riportata alla luce.
A Rieti i Pink Gorillaz, per una settimana, hanno dimostrato che la “comunicazione” esiste ancora. E così le strade del centro hanno visto aggirarsi due stravaganti Pink Gorillaz che hanno distribuito “parole” ai passanti grazie a cards e segnalibri colorati riportanti citazioni cinematografiche, musicali e letterarie.
Tutte però con la particolarità di avere come incipit un SE (congiunzione). Il SE che contiene anche due parole: STUDIO EVENTO. Parole che ritornano anche nel nome del fantomatico gorilla, Otto Vendeius, anagramma di Studio Evento appunto, e capobranco dei “Pink Gorillaz”.
E proprio Otto si è “dimenato” e scatenato per la città affiggendo, alla luce del sole e sotto gli occhi stupiti dei passanti, manifesti con citazioni, anch’esse aventi il SE come incipit. Otto ha preso di mira negozi, chiese, Tribunale, banche, luoghi di ristorazione e anche scuole. Fuori da una banca Otto ha pensato bene di affiggere il manifesto recante l’aforisma “SE puoi dimostrare in modo convincente che in fondo non avresti bisogno di denaro, una banca te lo presterà volentieri”.
Al Tribunale è invece toccato “SE non ci fossero persone cattive, non ci sarebbero buoni avvocati”. E così ad andare fino a sabato 28 gennaio quando a chiudere una settimana dove le parole e le citazioni hanno riempito le strade e le menti dei reatini, si è tenuta, in piazza Vittorio Emanuele II, una performance di danza contemporanea e, nei pressi del Ponte Romano, il lancio di lanterne volanti che sono state distribuite ai passanti corredate di istruzioni d’uso e accendini riportanti il logo SE.
E proprio sul fiume una folla stupita e meravigliata ha potuto lanciare le lanterne esprimendo un desiderio come tradizione vuole. Si è chiusa così una settimana all’insegna del Pink Gorillaz raccontata anche sulla pagina Facebook SE vuoicambia che, in pochi giorni ha già raggiunto numerosi contatti, interazioni e condivisioni. Perché, come dice il “gorilla”: SE vuoi cambia.
BICENTENARIO FONDAZIONE PIA UNIONE S.ANTONIO
Sabato 4 Febbraio 2012 alle ore 11,30 presso la sala consiliare di palazzo di città si terrà la presentazione del programma generale del bicentenario di fondazione della Pia unione S. Antonio di Padova. Presenteranno la manifestazione: il priore, Marino Flammini; il segretario, Valentino Iacobucci; il cassiere, Andrea Martellucci. Presenzieranno: Gabriella Sentinelli (assessore regione Lazio), Alessandro Mezzetti (assessore provincia di Rieti), Giuseppe Emili (sindaco di Rieti), Antonio Cicchetti e Lidia Nobili (consiglieri regione Lazio). Modera l’incontro: Fabrizio Tomassoni, responsabile comunicazione Pia unione S.Antonio di Padova.
PETRANGELI: LA MALDICENZA CHE DIVENTA STRATEGIA
COMUNE DI RIETI, PREDISPOSTO IL PIANO DI INTERVENTI IN CASO DI MALTEMPO
SERIE DI AMICHEVOLI PER IL REAL IN ATTESA DELLA RIPRESA DEL CAMPIONATO
Il campionato è fermo a causa degli impegni europei della nazionale, ma il Real continua il duro lavoro in vista della ripresa del campionato prevista per venerdi 17 febbraio, quando al Palamalfatti ci sarà lo scontro diretto col Fiumicino.
Riposo si dunque, ma solo per quanto riguarda il Futsal giocato, perché la mente è ben direzionata alla ripresa della regular season. Dopo il ko di Asti infatti i ragazzi di Miki non possono più permettersi errori se vogliono centrare l’obiettivo salvezza. Il tecnico sta cercando di imporre il suo credo, ma sta lavorando soprattutto sulla mente dei giocatori, provando ad imporre la mentalità vincente, necessaria per invertire il trend. La società ha inoltre programmato una serie di amichevoli per non far perdere il ritmo partita alla squadra. Si parte con l’Omnia Terni, formazione allenata da una vecchia conoscenza del calcio a 5 reatino Marco Abbati. Gli umbri che militano attualmente nel campionato di serie C2, possono rappresentare sicuramente un ottimo allenamento per il Real alla ricerca ancora della giusta chimica di squadra. Si replicherà poi la prossima settimana,per una seconda amichevole in programma martedi 7 Febbraio sempre alle 19 quando al Palamalfatti sarà la volta di Orte, squadra impegnata nel campionato di serie D. Insomma un’ottima serie di test per provare al meglio la tenuta della squadra prima del trittico terribile che vedrà i ragazzi di Miki impegnati con Fiumicino, Bologna e Venezia.MELILLI: SAREBBE PARADOSSALE ELIMINARE LA PROVINCIA ELETTA DAL POPOLO E LASCIARE ALTRI ENTI
“Il dibattito in consiglio provinciale ha fatto oggi giustizia sulla demagogia che circola in molti luoghi del nostro Paese sull’esistenza delle Province.
Per il rispetto che si deve a donne e uomini eletti dal popolo, e al di là delle posizioni di ognuno di noi, è bene che il Parlamento decida una volta per tutte se in Italia debba esistere un ente intermedio tra Comuni e Regioni.
Bene ha fatto il presidente Napolitano a ricordarci che la strada delle riforme non può essere lasciata a metà. E’ ormai evidente a tutti l’errore compiuto dagli ultimi Governi di affrontare il tema delle riforme in occasioni del varo di leggi finanziarie.
Tutti avvertiamo la necessità di snellire radicalmente il nostro sistema pubblico ma sarebbe davvero paradossale arrivare all’eliminazione di un istituzione eletta dal popolo e non toccare le migliaia di enti, agenzie e società dove realmente si annidano gli sprechi ed i costi della politica”.
ALL'UNANIMITA' IL CONSIGLIO PROVINCIALE DICE NO ALL'ITALIA SENZA PROVINCE
Nel Consiglio provinciale che si è tenuto questa mattina premesso che la grave situazione economica e finanziaria impone che tutte le istituzioni si facciano carico dell’equilibrio dei conti pubblici e, allo stesso tempo, di rilanciare la crescita del Paese;
che solo attraverso l’impegno e il concorso di tutte le istituzioni della Repubblica è possibile coniugare risanamento, equità e crescita in una prospettiva di coesione sociale e territoriale;
che l’Italia ha oggi bisogno di un profondo processo di riordino istituzionale con un percorso di riduzione degli sprechi nella spesa;
che il Parlamento il 28 dicembre 2011 ha approvato in via definitiva la legge di conversione del decreto legge 201/2011 che contiene, nell’art. 23, commi 14 – 22, disposizioni che prefigurano uno svuotamento dell’istituzione Provincia, fino alla scomparsa della stessa;
Considerato che il Governo ha definito e varato norme che impattano direttamente su istituzioni che sono previste come elementi costitutivi della Repubblica dalla Costituzione senza prevedere, anzi volutamente escludendo, qualunque forma di confronto e preventiva condivisione con i rappresentanti delle Province; che l’articolo 23, commi 14 – 22, dal punto di vista del merito, è palesemente in contrasto con i principi e le disposizioni costituzionali che disciplinano i rapporti tra lo Stato e le autonomie territoriali ed, in particolare, gli articoli 5, 114, 117 (comma 2, lettera p) e comma 6), 118 e 119 della Costituzione ed è, altresì, incongruente con i principi generali e con la disciplina degli enti locali del nostro ordinamento; che la norma, lungi dal consentire risparmi – come indicato espressamente dalle relazioni tecniche della Camera e del Senato, che non hanno ritenuto di potere quantificare alcuna cifra dai risultati delle misure stesse – produce notevoli costi aggiuntivi per lo Stato e per la Pubblica amministrazione, ingenera caos nel sistema delle autonomie e conseguenze pesanti per lo sviluppo dei territori; che la norma non tiene minimamente in conto dell’aumento della spesa pubblica, pari ad almeno il 25% in più, che si avrebbe dal passaggio del personale delle Province (56.000 unità) alle Regioni o dal trasferimento di competenze di area vasta ai Comuni; che il decreto non considera l’impatto che il trasferimento delle funzioni e delle risorse oggi gestite dalle Province (12 miliardi di euro secondo gli ultimi dati del Siope) avrà sui bilanci e sull’organizzazione delle Regioni e dei Comuni già oggi gravati dalle difficili condizioni di sostenibilità del loro patto di stabilità; che il decreto non considera la difficoltà a computare e trasferire il patrimonio e il demanio delle Province: 125.000 chilometri di strade, oltre 5.000 edifici scolastici, 550 centri per l’impiego, sedi, edifici storici, partecipazioni azionarie dotazioni strumentali, ecc; che la norma impone una modifica della normativa tributaria, poiché le entrate tributarie, patrimoniali e proprie delle Province dovranno passare in quota parte a Regioni e Comuni per garantire il finanziamento delle funzioni, proprio nel momento in cui si stanno verificando le condizioni per il passaggio dalla spesa storica ai fabbisogni standard nelle Province attraverso l’attuazione delle norme sul federalismo fiscale; che la norma avrà effetti devastanti sulle economie locali, poiché produrrà il blocco totale degli investimenti programmati e in corso delle Province, perché i mutui contratti dalle Province, nei casi in cui questo fosse possibile, dovrebbero essere spostati alle Regioni o alle altre amministrazioni locali, e che ostacolerà i diversi progetti, anche pluriennali, finanziati dai fondi strutturali Ue o da sponsor o fondazioni bancarie in cui sono impegnate le Province, con il serio rischio di interrompere la gestione delle attività e dei connessi importantissimi flussi di spesa; E’ stato approvato il seguente ordine del giorno: Le Province richiedono unitariamente alle Regioni di promuovere i ricorsi di fronte alla Corte Costituzionale, per fare dichiarare l’incostituzionalità delle disposizioni contenute nell’art. 23, commi 14 – 21, del decreto legge 201/2011 che violano i principi costituzionali di autonomia e democrazia e sono in contrasto con la forma di stato prevista dal titolo V, parte II, della Costituzione. Le Province richiedono unitariamente al Governo e al Parlamento di approvare una riforma organica delle istituzioni di governo di area vasta che sia basata sulle seguenti priorità: 1. Intervento immediato di razionalizzazione delle Province che dovrà essere effettuata in ambito regionale, mantenendo comunque saldo il principio democratico della rappresentanza dei territori, con organi di governo eletti dai cittadini e non nominati dai partiti. 2. Ridefinizione e razionalizzazione delle funzioni delle Province, in modo da lasciare in capo alle Province esclusivamente le funzioni di area vasta. 3. Eliminazione di tutti gli enti intermedi strumentali (agenzie, società, consorzi) che svolgono impropriamente funzioni che possono essere esercitate dalle istituzioni democraticamente elette previste dalla Costituzione. 4. Istituzione delle Città metropolitane come enti per il governo integrato delle aree metropolitane cosi da consentire la aggregazione ad altre province di comuni non ricadenti nel sistema metropolitano. 5. Riordino delle amministrazioni periferiche dello Stato, legato al riordino delle Province. 6. Destinazione dei risparmi conseguiti con il riordino degli enti di area vasta ad un fondo speciale per il rilancio degli investimenti degli enti locali. Per conseguire questi obiettivi le Province individuano i seguenti strumenti: • l’approvazione urgente di un una norma – nella legge di conversione del Decreto Legge 29 dicembre 2011, n. 216 “Proroga di termini previsti da disposizioni legislative” – che superi l’ipotesi del commissariamento delle Province che dovrebbero andare al voto nella primavera del 2012 e che consenta di prorogare la scadenza degli organi democraticamente eletti fino all’approvazione di una riforma organica delle Province. • l’immediata approvazione della Carta delle Autonomie, inspiegabilmente bloccata al Senato, per definire “chi fa che cosa” ed eliminare i costi e le disfunzioni prodotti dalle duplicazioni delle funzioni e per razionalizzare l’intero sistema istituzionale locale, in attuazione dei principi previsti dal nuovo Titolo V, parte II, della Costituzione; • la rapida approvazione delle proposte di riforma costituzionale attualmente depositate presso la Camera dei Deputati sul riordino delle Province e delle Città metropolitane, per assegnare alle Regioni un ruolo centrale nel dimensionamento di tutte le istituzioni territoriali. Il Consiglio provinciale dice no ad un’Italia senza Provincia perché: • Ci sarebbero meno garanzie democratiche. • Verrebbero garantite meno opportunità a chi è più debole. • Diminuirebbe l’identità locale fatta di storia e cultura. • Le Istituzioni si allontanerebbero dai cittadini. Il Consiglio provinciale chiede: 1. ai Parlamentari del territorio di farsi promotori in Parlamento di iniziative volte a garantire l’esistenza delle Province intese come strumento di partecipazione democratica dei cittadini nel governo del territorio; 2. alle organizzazioni sindacali di mobilitarsi contro l’abolizione o allo svuotamento delle Province, per tutelare le persone che ci lavorano; 3. Alle forze economico-sociali di mobilitarsi per ristabilire un punto di riferimento istituzionale certo nel territorio, per garantire il rilancio degli investimenti per lo sviluppo locale. 4. Ai cittadini tutti, agli uomini di cultura, alle associazioni e ai gruppi di volontariato di manifestare il loro amore per il territorio, opponendosi all’abolizione o allo svuotamento delle nostre Province, o alla loro trasformazione in enti nominati dai partiti e non eletti direttamente dal popolo.A POGGIO MIRTETO IL "CARNEVALONE POGGIANO"
Da domenica 12 a domenica 19 Febbraio a Poggio Mirteto si svolgerà il “Carnevalone Poggiano”, il più antico carnevale del Lazio. A Poggio Mirteto una settimana di eventi che si concluderanno con il corso mascherato, la tradizionale sfilata dei carri allegorici, che inizieranno alle ore 14,30 di domenica 19, guidati da Maestà Carnevalone. Quella di quest’anno per il “Carnevalone Poggiano” è la 150ma edizione
NOBILI SULL'ACCORPAMENTO SCUOLE CISLAGHI-MARCONI
“Ritengo che sia stata una scelta positiva l’accorpamento della scuola ‘Cislaghi’ alla ‘Marconi’” è quanto dichiara il consigliere comunale Fabio Nobili (Pdl) in riferimento al recente Piano di dimensionamento scolastico. “Secondo la precedente disposizione – aggiunge Nobili – la ‘Cislaghi’ era stata accorpata alla scuola ‘Pascoli’, in tal modo si sarebbero creati disagi per le famiglie e per gli alunni che dal quartiere Quattro Strade che avrebbero avuto come riferimento l’istituto di Campomoro”. Il consigliere Fabio Nobili ribadisce, infine, il proprio rammarico per il mancato coinvolgimento della commissione Scuola del Comune di Rieti in un argomento così delicato che riguarda tutta la città.

