L’ Associazione sportiva dilettantistica Rufinese calcio nella stagione sportiva 2012/2013 parteciperà con la prima squadra al campionato regionale di Seconda categoria; nel farlo ringrazia il Presidente regionale Melchiorre Zarelli e il Comitato regionale del Lazio per aver accolto la domanda di ripescaggio. Continuando inoltre nel percorso di crescita l’A.S.D. Rufinese calcio parteciperà per la prima volta al campionato provinciale Juniores. L’associazione sportiva rende noto che sono aperte le iscrizioni per i ragazzi nati negli anni 1996/1997 categoria Allievi e per i ragazzi nati negli anni 1998/1999 categoria Giovanissimi. Informazioni presso il campo sportivo comunale di Santa Rufina il martedì, mercoledì e giovedì ore 18,00/20,00; contatto telefonico: 339 8407796.
L'A.S.D. RUFINESE CALCIO PARTECIPERA' AL CAMPIONATO DI SECONDA CATEGORIA
ASS.TO SALUTE REGIONE LAZIO: IL DE LELLIS NON RISCHIA IL DECLASSAMENTO
INTERVENTO ANTIDEGRADO A PIAN DI ROSCE
DE LELLIS. INIZIA LA SMOBILITAZIONE, TRASFERITE LE GESTANTI DEL NEONATALE
DA GIUNTA LAZIO 12 MLN PER IL DIRITTO ALLO STUDIO
LA SABINA TRA LE FIAMME DURANTE IL PONTE DI FERRAGOSTO
SCUOLA, IL PLESSO DI GROTTI NON SARÀ CHIUSO
MERCATO ANTIQUARIATO AL TERMINILLO
Per questo fine settimana la consueta fiera dell’antiquariato, solitamente allestita in Centro storico il terzo week end del mese, si trasferirà a Terminillo. Il mercato si svolgerà nel piazzale di Pian de’ Valli.
TERMINILLO LA MONTAGNA DEL CUORE
Negli ultimi anni si e’ assistito ad un aumento esponenziale delle malattie cronico degenerative soprattutto cardiovascolari, respiratorie metaboliche.
L’introduzione di terapie farmacologiche sempre più efficaci e di tecniche chirurgiche/interventistiche sempre più’ sofisticate hanno ridotto la mortalità e la morbilità cardiovascolare aumentando l’ aspettativa di vita.
L’ aumento della durata della vita, coadiuvato dall’ esposizione ai vari fattori di rischio. come l’alimentazione scorretta con conseguente insorgenza di obesità e dislipidemie, tipo di vita stressante con scarsa attività fisica, il fumo, l’esposizione ad agenti inquinanti ecc. hanno prodotto aumento delle cardiopatie cronico degenerative, con inevitabile gravoso impatto economico in termini di invalidità e consumo di risorse. In questo ambito le pratiche riabilitative,intendendo per r riabilitazione l’ insieme dei trattamenti e degli interventi finalizzati al miglioramento o stabilizzazione delle patologie cronico degenerative,assumono sempre più un ruolo attuale.
E’ ampiamente dimostrato che i programmi di riabilitazione riducono le fasi di riacutizzazione, migliorano i sintomi, la qualità della vita.. riducendo inoltre il numero dei ricoveri ospedalieri. Nell’ ambito cardiologico non solo le cardiopatie croniche ma anche le malattie acute e gli interventi invasivi ( infarto, scompenso riacutizzato , by pass ecc) nella fase post acuzie,determinano una ridotta tolleranza allo sforzo, e talora la presenza , o anche solo la paura di sintomi come l’affanno e l’angina possono determinare un ulteriore sorta di danneggiamento secondario dovute ad una sofferenza psicologica con esito depressivo.
Da qui l’ esigenza di soddisfare il bisogno psicologico di sentirsi accompagnati, controllati ed aiutati, sia da un punto di vista cardiologico che psicologico, in questa delicata fase del recupero dell’ autonomia e della salute. Importante e’ il ruolo dell’ ambiente naturale, non modificato dall’ uomo soprattutto nella riabilitazione di pazienti che hanno avuto un alta esposizione ad ambienti ed operatori sanitari( (medici, infermieri,terapie intensive, reparti , ecc)
La montagna può far bene al corpo alla mente e alla psiche. Con il termine di “Montagna Terapia” si indica un approccio metodologico riabilitativo, socio- educativo e terapeutico effettuato dal personale medico e paramedico,anche in strutture sanitarie , localizzato in ambiente montano. Tale attività e’ coadiuvata dalla presenza delle guide e degli esperti del CAI , figure indispensabili per l’approccio, in sicurezza ,delle varie attività.
La” Montagna terapia” ha mostrato la sua efficacia oltre che nei pazienti con disturbi cardiovascolari cronici anche nei pazienti adulti e pediatrici con disturbi psichiatrici, patologie metaboliche e broncopneumopatie..
Per quanto riguarda il termine di Montagna terapia cardiologica si intende un percorso terapeutico riabilitativo cardiologico e psicosociale rivolto ai malati cardiologici..Il lavoro e’ interdisciplinare e potrebbe essere coordinato in maniera integrata da .: un cardiologo, un emodinamista, uno psicologo , uno psichiatra, un infermiere, un istruttore CAI, un istruttore di sci e di Nordic Wolking.
Ma affinché tutto ciò avvenga e’ fondamentale che coloro che possono giovare di questo approccio riabilitativo si avvicinino alla montagna. Per i pazienti affetti da malattie broncopolmonari, per i pazienti pediatrici, per i pazienti con patologie psichiatriche non esistono condizioni concettuali che impediscono l’ accesso alla montagna. Per esempio e’ opinione comune che il soggiorno in montagna fa bene ai bambini soprattutto se affetti da asma.
Completamente diversa invece e’la’ la situazione per i cardiopatici, soprattutto nella nostra zona: dove e’ opinione comune , diffusa e radicata che chi ha problemi di cardiopatia non possa andare in montagna, e soprattutto al Terminillo,. indipendentemente da quello che e’ la cardiopatia di base e l’ altitudine.
Su questo argomento il 21 aprile 2012 di quest’ anno e’ stato organizzato dalla azienda ASL di Rieti, presso l’Oasi Francescana di S.Antonio al Monte il convegno "Terminillo non solo neve. La montagna come esperienza terapeutica". Scopo di questo incontro scientifico e’ stato quello di affrontare tali problematiche affinché chi e’ affetto da broncopatie sia dell’ adulto e che bambino, malattie psichiatriche sia dell’adulto che dell’ età evolutiva, ma soprattutto anche chi è affetto da cardiopatia possa giovare dell’ approccio riabilitativo montano.
Durante questo incontro scientifico sono state quindi esaminati i seguenti punti:
– Le indicazioni, l’ assenza di controindicazioni, le controindicazioni alla permanenza in montagna del cardiopatico in relazione
alla cardiopatia di base, altezza della montagna di riferimento
– L’ eventuale necessità e modalità degli adeguamenti farmacologici idonei per le varie cardiopatie, in particolare per l’
ipertensione, cardiopatia ischemica e scompenso, tali da permettere percorsi riabilitativi montani in sicurezza.
– Caratteristiche peculiari della montagna di riferimento
– Caratteristiche geo-fisiche ,climatiche, ambientali e logistiche
– Tipologia di attività’ sportive praticabili e finestra su quelle idonee ai cardiopatici.
– Qualità dell’ aria (l’ assenza di allergeni, la ionizzazione negativa ecc ), che la rendono idonea alla cura di numerose affezioni
broncopolmonari
– Altitudine di circa 1600m che permette di classificare _il Terminillo come montagna a bassa quota e pertanto ’
particolarmente indicata ai cardiopatici,previa selezione dei pz ad alto rischio
– Vicinanza strategica a struttura ospedaliera idonea al trattamento dell’ emergenza cardiologica secondo gli standard più
attuali (UTIC con emodinamica attiva 24/h su 24 raggiungibile in 20 minuti con ambulanza) verosimilmente unica nel suo
genere.
– Vicinanza a grosso bacino d’utenza: Roma a circa 1 ora di macchina
– Possibilità, ad un altitudine che non supera i 1800 m, sia attività’sportiva ludica ricreativa da parte dei familiari
contemporaneamente a quella riabilitativa da parte del paziente. Ciò permette di svolgere attività terapeutica riabilitativa in
un contesto familiare, condizione che amplifica il risultato terapeutico.( es:si pensi ad un nonno che dopo un episodio
infartuale effettua il suo programma di riabilitazione quotidiana insieme ad un nipotino ed il figlio che pratica i vari sport di
altura).
Per quanto sopra l’ASL di RIETI propone una prima esperienza attuativa durante l’estate 2012 rivolta agli ipertesi e cardiopatici in fase di stabilita: PROGETTO 1: TERMILILLO
Durante tale periodo infatti verra’ assicurata la presenza di un cardiologo e di personale infermieristico specializzato appartenete all’ UOC di CARDIOLOGIA-UTIC-EMODINAMICA dell’ OGP di RIETI , durante tale periodo tutti gli ipertesi e i cardiopatici in soggiorno al Termillo potranno effettuare controlli cardiologici gratuiti, potranno inoltre partecipare ad escursioni del cai e corsi di north wolking gratuiti in compagnia dei cardiologi ed infermieri del reparto di cardiologia di Rieti.
Per le adesioni al progetto contattare l’ UFFICIO U.R.P del Terminillo ore 9-13 e ore 15-18, 0746 258081
Per eventuali informazioni potete contattare al 346 3731382 la dott Isabella Marchese Responsabile del Progetto Multidisciplinare Terminillo non solo neve: La montagna come esperienza terapeutica.
Per i pazienti ipertesi , cardiopatici e loro familiari che vorranno soggiornare al Terminillo in sistemazione alberghiera
TAGLIO PROVINCE, LE ISTITUZIONI LOCALI DOVRANNO ESSERE PROTAGONISTE NEL DEFINIRE IL NUOVO ASSETTO
Con l’approvazione da parte del parlamento del decreto sulla “spending review” le speranze di tenere in vita la Provincia di Rieti sembrano ridotte al lumicino.
È evidentemente condivisibile la decisione del governo Monti di puntare anche sulla riduzione della spesa per contenere un debito pubblico che sfiora ormai i duemila miliardi di euro ma, condividere non significa rinunciare ad osservare che il taglio delle Provincie, così com’è previsto, non ci convince.
Tale provvedimento, rimasticato più volte non a caso, prima di essere varato e sganciato da un opportuno riordino più generale dello Stato, sembra voluto solo per tacitare il crescente malessere dei cittadini chiamati ancora una volta a sopportare nuovi salassi. Con esso si offre loro, insofferenti verso la politica e la esosità dei suoi costi, il contentino di un taglio, più simbolico che sostanziale.
È del tutto evidente infatti che, la cancellazione di tanti Consigli Provinciali e la riduzione dei componenti le Giunte, consentirà di ottenere solo modesti risparmi a meno che non si preveda di tagliare, una eventualità impensabile, anche una parte sostanziale del personale impiegato. Se a ciò si aggiunge che la sua attuazione, oltre a provocare immaginabili disfunzioni e contenziosi logoranti, comporterà anche spese non marginali nella fase di riordino delle nuove Provincie aggregate e per risettarne il loro funzionamento, appare ancor più evidente la discutibilità di tale decisione.
Presumibilmente queste riflessioni, difficili da contestare, non sortiranno alcun effetto. La natura del provvedimento non cambierà e non è difficile ipotizzare che a nessuno, anche dopo l’elezione del nuovo parlamento, verrà in mente di metterlo in discussione stante l’acutezza di una crisi economica e sociale che agita i sonni di milioni di italiani i quali, a torto o a ragione, considerano il sistema politico-istituzionale troppo esoso e assolutamente inadeguato.
Se così stanno le cose, non si può continuare a sperare che tutto torni come prima è pertanto necessario che le istituzioni locali, si attivino subito per mettere le nostre comunità in condizioni di poter giocare da protagoniste nel definire l’assetto istituzionale nuovo del quale dovranno entrare a far parte.
L’urgenza di guidare sin da ora tale processo, indipendentemente dagli esiti dei ricorsi in atto, è data dalla constatazione che sono in corso iniziative di diverso segno tese ad orientare le popolazioni su aggregazioni tutte da verificare. Iniziative che bisognerebbe far confluire in un unico alveo lungo il quale, evitando straripamenti e fughe in avanti, si possa giungere tutti uniti al traguardo.
Non ho ancora matura o la convinzione su quale sarebbe l’aggregazione più congeniale agli interessi delle nostre popolazioni ma, mi è chiaro però che, se non si riuscirà a coinvolgere le diverse realtà nel ricercare insieme la migliore possibile via d’uscita e se non si eviterà di dividerci tra chi vuole aggregarsi con Roma, chi con Terni, chi con l’Aquila o Viterbo, usciremmo da questo frangente avendo: lacerato il tessuto che ci ha accomunato per decenni; gettato le basi per non contare quando saranno maturi i tempi delle scelte; creato le premesse per risultare marginali nelle nuove entità istituzionali che si andranno a costituire.
È per evitare tutto ciò che, le popolazioni reatine delle diverse zone, devono presentarsi saldamente unite all’appuntamento. Devono ricercare caparbiamente e trovare l’unità perché essa è la condizione, non solo per conseguire l’approdo più utile ma, soprattutto, per esercitare, nella nuova entità istituzionale che si andrà a comporre, il peso necessario nel difendere le giuste istanze di tutto il reatino.

