PEC OBBLIGATORIA ANCHE PER LE DITTE INDIVIDUALI

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Il 20 ottobre 2012 è entrato in vigore l’articolo 5 del D.L. numero 179/2012 che estende alle imprese individuali l’obbligo – già previsto per le società – di comunicare al Registro delle imprese un proprio indirizzo di posta elettronica certificata (PEC).

Pertanto le nuove imprese individuali che si iscrivono al Registro delle imprese o all’Albo imprese artigiane a partire dal 20 ottobre devono comunicare un proprio indirizzo PEC, mentre le imprese individuali già iscritte alla data del 20 ottobre hanno tempo fino al 31 dicembre 2013 per comunicare al Registro delle imprese o all’Albo imprese artigiane un proprio indirizzo PEC

Attualmente la comunicazione può essere già effettuata attraverso la procedura ComunicaStarweb, mentre la procedura semplificata, utilizzabile direttamente dal portale www.registroimprese.it, è utilizzabile esclusivamente per le società.

Analogamente a quanto previsto per le società, l’ufficio del Registro delle imprese che riceve una domanda di iscrizione da parte di un’impresa individuale che non ha iscritto il proprio indirizzo di posta elettronica certificata, in luogo dell’irrogazione della sanzione prevista dall’articolo 2630 del Codice civile, sospenderà la domanda per tre mesi, in attesa che essa sia integrata con l’indirizzo di posta elettronica certificata.

Maggiori informazioni al Registro Imprese della Camera di Commercio di Rieti, tel. 0746/201364-5 e sul sito camerale www.ri.camcom.it nella sezione Registro Imprese e Repertorio economico amministrativo presente in home page.

ORDINE DEL GIORNO SUL RIORDINO DELLE PROVINCE

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Il Consiglio Comunale di Rieti, considerato che
– il progetto di riordino delle province avviato dal governo è fortemente lesivo
  delle autonomie locali e contrasta con la Costituzione, come ribadito
  all’unanimità dagli Amministratori e Sindaci del Lazio nella sede del Consiglio
  dell’autonomie locali (CAL);
– i criteri di riordino non tengono in alcun conto le particolarità geografiche,
  storiche ed economiche dei territori coinvolti;
– l’effetto di contenimento dei costi è del tutto ipotetico, tanto che non c’è
  nessuna quantificazione dei risparmi che si otterrebbero;
– alla sua eventuale conclusione, il progetto porterà a una ridottissima riduzione
  del numero delle province (circa 36 su oltre 100   province esistenti) con una grave e ingiustificata discriminazione tra le diverse comunità locali, che ancora
  una volta colpisce in maniera particolare le realtà periferiche
;
– a causa della sua conformazione geografica, la situazione della provincia di Rieti è tra quelle più svantaggiate, perché viene
  imposto un accorpamento con una realtà distante dal punto di vista geografico e disomogenea dal punto di vista sociale e
  economico;

Preso atto della volontà dell’Assemblea odierna, impegna
Il Sindaco Simone Petrangeli a mettere in campo tutte le azioni necessarie per concordare con i Sindaci del territorio una gestione unitaria dell’imminente processo di riordino e a promuovere una conferenza dei Sindaci affinché i Sindaci del territorio della provincia di Rieti costituiscano un coordinamento operativo di cui facciano parte effettiva tutti i soggetti Istituzionali, economici e sociali della provincia (gli uffici periferici dello Stato, le associazioni di categoria, le organizzazioni sindacali).

Con l’obiettivo di
–  contrastare in ogni sede e con ogni mezzo, istituzionale, politico e giurisdizionale, il progetto di riordino in corso;
–  attivare ogni possibile strumento di pressione, in occasione della discussione parlamentare di approvazione del progetto di
   riordino, per ottenere una deroga a salvaguardia della provincia reatina;
– garantire l’unità dell’attuale provincia di Rieti anche prendendo in esame diversi assetti territoriali;
– qualora fosse approvato l’accorpamento forzato con la provincia di Viterbo, difendere il territorio reatino, assicurandogli
  un’adeguata copertura in termini di uffici provinciali, statali e di strutture di garanzia dei diritti dei cittadini, a cominciare dal
  diritto alla salute;
– ridurre il più possibile gli effetti negativi per il territorio reatino sul versante dell’occupazione e dello sviluppo economico;
– attivare ogni iniziativa volta a garantire un’adeguata rappresentanza politica del territorio della provincia di Rieti, sia in ambito
  regionale che in ambito nazionale.

ACCORPAMENTO PROVINCE, OGGI AL VESPASIANO IL CONSIGLIO COMUNALE

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Questo pomeriggio, di scena al teatro Flavio Vespasiano, il consiglio comunale di Rieti, indetto dal Sindaco Petrangeli, in vista dell’imminente accorpamento della nostra Provincia con quella di Viterbo.

Ad introdurre i lavori proprio il Sindaco di Rieti: “36 province su 100 verranno cancellate, il processo sarà lungo e difficile. Gli enti dapprima commissariati, poi accorpati, per arrivare infine al voto, un voto di secondo grado, dove saranno i consiglieri comunali ad eleggere i rappresentanti della nuova provincia”. “Il provvedimento contribuisce a delegittimare gli enti locali – continua il Sindaco Petrangeli – convocare questa task force ad iniziativa pubblica, vuole unire la nostra provincia, gli enti locali dovranno lavorare in sintonia. Un confronto pubblico per scegliere insieme come contrastare questo iter legislativo e successivamente governare e guidare l’accorpamento con Viterbo. Dobbiamo difendere l’unità della nostra provincia, prima e dopo l’accorpamento. Fondamentale sarà la contrattazione per far rimanere nel nostro territorio gli uffici pubblici, che rischiano di essere trasferiti altrove. “La proposta che il comune di Rieti fa in questa assemblea – conclude Petrangeli – è di costituire un coordinamento unitario, che veda al suo interno i rappresentati dei territori, i sindacati e i comitati dei cittadini, per condurre una battaglia di salvaguardia del territorio e guidi il processo d’accorpamento con Viterbo. Il comitato lavorerà in maniera collettiva per ricucire il territorio provinciale e sventare un possibile arretramento dei livelli occupazionali”. Ad intervenire anche il Presidente della Provincia di Rieti Fabio Melilli: “l’accorpamento delle province è un tema che riguarda tutta la collettività, ormai ci si avvia alla conclusione di un percorso che nasce da molto lontano, in passato il Governo ha tagliato i fondi alle province, oggi le vuole cancellare”. “Si è arrivati ad una soluzione di mezzo – continua Melilli – un’operazione di accorpamento in un modo inusuale, a due parametri. Solo una questione di numeri, salva le province più grandi e condanna le province più piccole. Da un lato le città metropolitane nascono e si ingrandiscono, le province più grandi restano mentre le province più piccole vengono eliminate, tagliando i collegamenti con i piccoli comuni”. “Venerdì mattina – continua il presidente della Provincia di Rieti – incontreremo il Ministro dell’interno e della Funzione Pubblica, lunedì o martedì prossimo, il consiglio dei Ministri scioglierà le province per portarle alle elezioni a giugno, nelle quali saranno i consiglieri comunali a votare per eleggere i consiglieri provinciali”. “Il problema non è solo la Provincia come istituzione, ma bisognerà salvaguardare i dipendenti, – conclude Melilli – non si è capito che la scomparsa della provincia tocca il modo di essere di un paese, ristruttura la vita cittadina, cambieranno le graduatorie della scuola, non ci saranno più i sindacati provinciali, bisognerà costruire il rapporto con altre realtà”. “Il Governo dei tecnici ha ristabilito una delle cose più inadatte della politica italiana: l’elezione di secondo grado, le province diventeranno grandi comunità montane – è’ quanto affermato da Antonio Cicchetti nel suo intervento – abbiamo perso il bene dell’intelletto, la classe politica ha fatto un passo indietro, va censurato il modo in cui questo Governo sta lavorando. Si mantengono le regioni, che sono la vera piaga nazionale e si cancellano le Province. Bisogna ritornare ad un Governo politico, non possiamo rimanere in mano ai tecnici, solo allora le province potranno affidare le loro speranze ad un Governo che riveda le realtà locali. Se c’era un accorpamento da fare la riforma avrebbe dovuto accorpare le regioni e mantenere le province, tra l’altro non c’è paragone tra il costo di un consigliere regionale e quello di un consigliere provinciale. Puntiamo alla nascita di un governo politico, e sfoltiamo l’articolazione dello Stato, oggi l’apparato non è solo costoso ma è lento, non si è più capaci di correre e non vedo perché dovremmo tornare addirittura alle elezioni di secondo grado”. “Tentiamo, intanto – conclude Cicchetti – di stringere una collaborazione con la comunità di Viterbo, sperando di evitare l’accorpamento con l’avvento di un Governo politico. Bene questa convocazione, anche se non si riscontra una grande partecipazione dei rappresentanti locali”.

IL SINDACO HA INCONTRATO IL DIRETTIVO UNINDUSTRIA CONFINDUSTRIA DI RIETI

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Il Sindaco, Simone Petrangeli, e l’Assessore all’Urbanistica, Andrea Cecilia, hanno incontrato lunedì 22 ottobre il Consiglio direttivo di Unindustria e Confindustria di Rieti.

Nel corso dell’incontro, aperto dal Presidente Gianfranco Castelli, si è parlato di semplificazione amministrativa, imposizione fiscale, credito e supporto all’attività dei Confidi, pagamenti della P.A., sostegno al turismo, ruolo del Comune capoluogo nel processo di riordino delle province e dell’importanza della collaborazione tra istituzioni e associazioni di categoria.

Ampio spazio è stato dedicato all’urbanistica: ampliamento della 167, Piani integrati, Plus e Piano triennale delle opere pubbliche. E in tal senso Unindustria e Confindustria hanno sollecitato il Comune ad agire subito, accelerando tutte le iniziative “cantierabili” per cercare di supportare le attività delle imprese.

Il Sindaco Petrangeli e l’Assessore Cecilia hanno fornito una serie articolata di risposte su tutti i temi evidenziati, descrivendo le iniziative intraprese o da intraprendere in futuro nei vari ambiti. In particolare, sui temi dell’urbanistica, il confronto è stato aperto e costruttivo, con la piena disponibilità dell’Amministrazione comunale a collaborare con il mondo delle imprese e le associazioni di categoria.

CONVOCATO IL CONSIGLIO PROVINCIALE

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E’ stato convocato il  Consiglio Provinciale  in seduta straordinaria di prima convocazione  il giorno mercoledi 24 ottobre 2012 alle ore 9.00, presso l’Aula Consiliare dell’ Ente in via Salaria, 3.

ALLA PISCINA DI CAMPOLONIANO LA FINALE NAZIONALE NUOTO ASI 2012

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Si è svolta domenica scorsa 21 ottobre presso la piscina provinciale di Campoloniano in Rieti la finale nazionale del circuito di nuoto ASI, ente di promozione sportiva affiliato al CONI.

Nonostante la defezione all’ultimo momento di numerose squadre attese da tutta Italia a causa di alcuni disguidi di carattere organizzativo da parte dell’ente gestore della struttura ospitante, la manifestazione ha riscosso ugualmente un buon successo nella bella cornice dell’impianto sportivo di Campoloniano facendo registrare anche una discreta affluenza di pubblico. Approfittando del forfait di alcuni forti concorrenti, i ragazzi dell’ASD Nuoto Rieti, alla prima uscita stagionale dopo la pausa estiva, hanno fatto man bassa di medaglie, riuscendo tutti a salire sul podio per la prima volta in una competizione ufficiale.

Assente Erika De Angelis, ormai votata esclusivamente al nuoto pinnato nella cui nazionale è entrata a far parte dallo scorso settembre, tutti i ragazzi di Camillo De Angelis hanno ben figurato, dai più piccoli ai più grandi, mettendo a segno ottime prestazioni: Veronica De Silvestri, i fratelli Salvo, Silvio e Maria Rosa Di Stefano, Daniele Laborante, i fratelli Leonardo e Micol Miccini, Mirko Mariani, i fratelli Simone e Davide Santimarrocchi, i fratelli Lavinia e Riccardo Di Salvatori, Valentino Pìccioli, Ambra Colasanti, Valerio Felicioni, Andrea Santini e Stefano Di Stefano. Un plauso particolare, tuttavia, va riservato a Davide Santimarrocchi che con grande determinazione è riuscito a centrare l’obiettivo di scendere sotto i 30 secondi nei 50 mt. stile libero (29’’70), a Salvo Di Stefano (2002) che sulla stessa distanza ha frantumato i suoi records a stile libero (33’’50) e a delfino (40’’40) e a Mirko Mariani, protagonista di un’eccellente prestazione a delfino nella quale ha abbassato sui 50 mt. il precedente primato di ben 2 secondi (35’’00).

Per la cronaca nella classifica generale a squadre la rappresentativa reatina chiude al terzo posto dietro l’AGEPI SPORT 97 di Roma e alla NEW LINE di Pomezia. In attesa della definizione dei calendari per la nuova stagione agonistica 2013 FIPSAS (nuoto pinnato), ASI e FIN, nel cui circuito di gare l’ASD Nuoto Rieti probabilmente si affaccerà per la prima volta nella sua storia con alcuni dei suoi atleti più quotati, riprendono a ritmi serrati gli allenamenti presso il Centro Sporting Foresta dove dal 1° ottobre la squadra di De Angelis ha trasferito il proprio quartier generale. Risultati e classifiche della manifestazione sul sito dell’ASI
www.asiroma.org.

SENTENZA COMMISSIONE GRANDI RISCHI, CER: UNA CONDANNA ESEMPLARE?

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C’era da aspettarselo. La sentenza di condanna ai membri della Commissione Grandi Rischi non poteva non scatenare reazioni e polemiche di tutti i tipi". Ad affermarlo è Crescenzio Bastioni, responsabile del CER protezione civile Rieti. "Nei vari giudizi che vengono espressi, non si può fare a meno di notare che quelle più veementi sono basate su un presupposto totalmente errato: “sono stati condannati per non aver previsto il terremoto. Niente di più falso".

Nel capo di imputazione si legge: “Sono state fornite dopo la riunione informazioni imprecise, incomplete e contraddittorie sulla pericolosità dell’attività sismica vanificando le attività di tutela della popolazione”. Secondo i PM gli imputati “sono venuti meno ai doveri di valutazione del rischio connessi alla loro funzione” anche sotto il profilo dell’informazione. Queste notizie rassicuranti “hanno indotto le vittime a restare nelle case”.

Il quadro che ne viene fuori, confermato dalla sentenza di ieri, è che più che la Scienza – allo stato attuale è quasi unanimemente condivisa l’imprevedibilità di un sisma – ad essere condannata è la cattiva comunicazione del rischio. Quindi smettiamola di parlare di processo alla Scienza, ma piuttosto iniziamo a ragionare su responsabilità, superficialità e cattiva informazione. Di fronte a uno scenario di mesi di sciame sismico, in un territorio ad altissimo rischio, con un pregresso di eventi disastrosi, gli aquilani, sulla loro pelle, sanno che la partita si è giocata sulle eccessive e continue rassicurazioni delle settimane precedenti, che hanno indotto la gente ad adottare comportamenti rischiosi, restando in casa quando sentiva la terra tremare.

Da cittadino, – prosegue Bastioni – preferirei una comunicazione "onesta" basata sul principio che non voglio sentirmi dire "dormite pure sonni tranquilli" ma "siate sempre preparati!". La sicurezza va raccontata, insegnata, fatta entrare nel DNA degli italiani e questo compito spetta, deve spettare, alle istituzioni preposte. Vorrei, sempre da cittadino, essere sicuro che i controlli alle strutture primarie vengano fatti e che le costruzioni (almeno quelle che contano) siano a norma, che siano state identificate e pre-attrezzate le aree predisposte a gestire le emergenze e che il personale (volontario e professionista) sia formato, addestrato e coordinato. Non voglio sentirmi tranquillizzare, ma nel contempo voglio tutte le informazioni possibili per convivere con il rischio che esiste nel territorio in cui vivo, perché è di questo si tratta. Gestire la popolazione come massa incapace di ragionare, significa solo rischiare che nel momento dell’emergenza questa non sia preparata mentalmente e adotti i comportamenti diametralmente opposti a ciò che suggerisce il buon senso. E noi reatini non corriamo meno rischi degli aquilani.

Dalla nuova Amministrazione comunale di Rieti – conclude il responsabile del CER – mi aspetto una maggiore attenzione su questi temi che interessano da vicino la sicurezza dei cittadini, ponendo nell’agenda delle priorità la Protezione Civile e le materie che riguardano la previsione e la prevenzione dai pericoli di calamità, e la capacità di intervenire efficacemente in caso di emergenza.

SCANDALOSO È DIRE POCO !!!

La scelta della data del 13 aprile, per il voto in alternativa a quella del 6 aprile può apparire casuale ma non lo è affatto: votando il 6 di aprile, infatti, i parlamentari alla prima legislatura non rieletti non avrebbero maturato la pensione. Votando invece come stabilito dal Consiglio dei ministri il 13 aprile, ovvero una settimana dopo, acquisiranno la pensione.

E poi parlano di voler fare l’election day per ridurre i costi della politica! Ben altri saranno i costi di queste pensioni, non solo in termini quantitativi, ma anche per  il messaggio dato al paese, perchè questo è il tipico esempio di come fatta la legge viene subito trovato l’inganno.


AL NUOVO DISEGNO DEL TRAFFICO AL CENTRO STORICO I COMMERCIANTI DICONO NO

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Al nuovo disegno del traffico nel centro storico presentato dall’assessore comunale Carlo Umbertini, arrivano le prime proteste da parte dell’Ascom.

L’associazione dei commercianti riunita per valutare l’ipotesi ha bocciato in pieno il disegno del Comune perché creerebbe un ulteriore danno ai negozianti del centro. Ad essere contestata soprattutto la zona pedonale, che aggiunta ai varchi attivi, è vista solo come un ulteriore ostacolo per i clienti. Tra l’altro non è pensabile prevedere il blocco della circolazione tra le mura cittadine senza prima prevedere una soluzione alternativa che consenta il parcheggio al di fuori della zona a traffico limitato e un servizio ditrasporto pubblico per raggiungere il centro. Con la zona pedonale si eliminerebbero molti parcheggi, quelli dentro via Cintia e quelli davanti alla Prefettura. I commercianti ricordano al sindaco di Rieti Petrangeli la promessa fatta in campagna elettorale di disattivazione immediata dei varchi in attesa di un progetto condiviso per la Ztl, promessa non mantenuta.  

ACCORPAMENTO PROVINCE, COSTINI: E' DEPRIMENTE L'IMMAGNE DELLA CLASSE POLITICA REATINA

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L’immagine che la classe politica locale sta dando in questo momento drammatico, determinato dallo scioglimento della nostra provincia, e dall’oramai ineluttabile accorpamento con Viterbo, è a dir poco deprimente.

Dopo aver deriso gli allarmi da più parti lanciati, dopo aver disertati i numerosi consigli provinciali convocati sul tema, quasi che lo scioglimento fosse un problema della casta dei consiglieri,oggi è un rincorrersi di comunicati ed iniziative il cui unico fine sembra essere quello di trovare un minimo di visibilità.

Se la memoria non mi inganna oltre un anno fa il Presidente Melilli convocò un consiglio aperto ai sindaci, alle associazioni, ai sindacati, quando la prima proposta di scioglimento fu avanzata dal governo Berlusconi, ed in quell’occasione ben pochi sentirono il bisogno di essere presenti, di partecipare di  esprimere il proprio dissenso. Allora fu detto, in modo unanime,che solo se fossimo riusciti a far comprendere alla popolazione il rischio ed il danno che sarebbe derivato da quel provvedimento e si fosse creata una vera mobilitazione popolare, forse si sarebbe potuto frenare questo inutile ma demagogico provvedimento. Ma ce lo dicemmo in pochi, e quasi nessuno ha poi fatto nulla, se non nel suo piccolissimo l’Associazione Area Rieti nel corso di Notti Dinamiche.

L’assenza dei partiti, la totale irresponsabilità dei nostri rappresentanti nei vari livelli di governo, espressione di quel declino della politica e delle classi dirigenti che più volte abbiamo denunciato e la cui immagine è oggi finalmente sotto gli occhi di tutti ha fatto il resto.

Oggi vedere  il Sindaco di Rieti accorgersi finalmente che lo scioglimento della provincia significa innanzitutto la morte del nostro comune, e convocare un consiglio in teatro (sic) il cui scopo  reale è più che altro la risposta alla proposta al comitato dei sindaci guidato da Melilli, fa sorridere. Arriva tardi, privo di qualsiasi ruolo reale, è l’ennesima operazione immagine di un Sindaco che ha dimostrato in questi mesi di non essere in grado di decidere, di fare scelte, unicamente preoccupato della propria immagine, che è sempre più priva di sostanza, con una maggioranza divisa al suo interno, priva della necessaria esperienza per affrontare un momento così delicato della vita del nostro territorio.

La posizione del centrodestra si commenta da se, privo di idee, di leadership, incapace di fare autocritica, costretto con il suo capogruppo provinciale (tra l’altro con una posizione che condivido) ad accodarsi al presidente Melilli pur di trovare qualcosa da dire che non sia mero gossip.

Purtroppo oggi c’è, a mio parere, ben poco da fare per poter salvare quella provincia che fu voluta, con lungimiranza, dal cavalier Benito Mussolini, per tenere insieme e cercare di sviluppare quei territori interni e montani, penalizzati dalla vicinanza di una metropoli onnivora qual’è Roma. E allora è giusto che i comuni scelgano avendo come priorità l’interesse primario del territorio. Che per Rieti, e tutto il montepiano non può che essere il passaggio in Umbria e con Terni, a cui ci legano comuni esigenze economiche, vicinanza geografica, facilità di collegamento e soprattutto ci permetterebbe di abbandonare quella cloaca che è la Regione Lazio, lasciando ai novelli Eliogabalo le feste con porci e vestali.

Così come è normale che i comuni del Cicolano vadano in Abruzzo, Amatrice con Ascoli, e la Sabina completi la sua integrazione di area suburbana della capitale. Il resto mi sembra solo accanimento terapeutico, di medici distratti che tentano di rianimare un paziente in coma irreversibile solo per non essere denunciati dai parenti, giustamente infuriati.