Martedì 11 giugno 2013 alle ore 11,00 avrà luogo a Roma presso il Ministero dello Sviluppo Economico un incontro riguardante la società Ritel.
DEGNI: 100MILIONI DI EURO LO SQUILIBRIO LASCIATO DAL CENTRODESTRA
Il nervosismo del centrodestra è comprensibile. Non solo abbiamo ricostruito analiticamente lo squilibrio finanziario ereditato, prodotto di anni di gestione dissennata e di cattiva amministrazione.
Ma abbiamo individuato anche il percorso per uscire dall’angolo e rilanciare lo sviluppo della Città. I risultati di questo intenso lavoro si dispiegheranno pienamente nei prossimi giorni, con l’approvazione del bilancio di previsione per il triennio 2013-2015, del piano di rientro decennale (2013-2022) e della prima delibera di riconoscimento dei debiti fuori bilancio.
Lo squilibrio è stato messo a fuoco in questi mesi. C’è voluto del tempo perché molte cose erano occultate nelle pieghe della contabilità comunale, mescolate e confuse. Ma ora è stato messo tutto completamente a fuoco e, nel complesso, si avvicina ai 100 milioni di cui si è detto più volte. Si potrà dire che solo parte di questa somma è debito e che una parte è solo squilibrio. Ma tant’è. Il centrodestra ha consegnato un Comune, dopo 18 anni di governo, con uno squilibrio dei conti pari a circa 100 milioni di euro.
Passiamoli in rassegna. 20 milioni è il disavanzo di amministrazione al 31 dicembre del 2012. L’opposizione dice: la gestione di competenza del 2012 è negativa per 3,5 milioni, quella del 2011 è positiva per 4,5. A parte la paternità degli equilibri del 2012, già considerevolmente compromessi al momento del cambio di amministrazione, la differenza di segno del 2012 testimonia la volontà della giunta Petrangeli di non nascondere gli squilibri sotto il tappeto: abbiamo corretto in corso d’anno (con il bilancio di luglio e il riequilibrio di settembre) alcune poste sottostimate (come quelle relative ai consumi energetici) e soprattutto non abbiamo aumentato artificiosamente le entrate con accertamenti fittizi, che avrebbero equilibrato, ma solo formalmente, la gestione di competenza. La realtà è che il bilancio del Comune era giunto ad un punto di rottura insostenibile e il proseguimento dell’allegra gestione degli ultimi anni avrebbe portato ad un sicuro dissesto, con conseguenze negative per i cittadini, i dipendenti comunali e i numerosi creditori (cioè le molte aziende e imprese fornitrici di beni e servizi).
L’opposizione aggiunge: il disavanzo è drogato dalla cancellazione di residui attivi relativi alla 167 per 9 milioni, altrimenti sarebbero stati 11. Prendiamo atto quindi che anche il Consigliere Diana ammette che correttamente sono stati cancellati residui attivi insussistenti di parte corrente per 11 milioni, che non è una cifra insignificante per il bilancio di Rieti. Veniamo quindi ai residui attivi ex-167: nel 2008 sono stati effettuati accertamenti per piani di zona 167 per 3,1 milioni e nel 2009 per 7,2 milioni; pensavamo, come rilevato dalla Corte dei Conti, ad una errata imputazione nella parte corrente, anziché in quella capitale, per raggiungere l’equilibrio del bilancio che, altrimenti, avrebbe mostrato già allora disavanzi di amministrazione; ma la realtà è ancora più negativa: quegli accertamenti erano (salvo una piccola quota) completamente fittizi, tant’è che non è stata possibile alcuna reiscrizione nella parte capitale del bilancio 2013.
10 milioni sono i debiti fuori bilancio al 31 dicembre 2012, di cui 8 saranno riconosciuti dal Consiglio comunale nella prossima seduta e 2 successivamente, perché necessitano di ulteriori approfondimenti. L’opposizione in questo caso tende a scaricare la responsabilità sulla struttura amministrativa, come se questa avesse agito senza impulso del politica (che, anche in questo caso, francamente inimmaginabile, non certo avrebbe fatto una bella figura). Rispondiamo con un esempio: tra i debiti fuori bilancio ci sono i consumi energetici. Bisogna riconoscere 1,6 milioni di debiti verso Hera, gestore di salvaguardia, che non è stato mai pagato. Non sapeva nulla l’Assessore al Bilancio del 2011 che l’Enel aveva disdetto il contratto di fornitura con il Comune per morosità? Che in base alla legislazione vigente ci era assegnato Hera come gestore di salvaguardia ? Che tutto ciò costa al Comune il 30 per cento in più? Che non erano stati iscritti in bilancio gli stanziamenti relativi? Per questo, Consigliere Perelli, la gestione di competenza 2011 è in attivo, non era stata iscritta la luce elettrica tra le spese. Può essere questa una responsabilità solo amministrativa?
Ai 30 milioni di debiti che vengono dal passato, dalla cattiva gestione politica e amministrativa, ormai certificati e definiti, si aggiungono circa 37 milioni di fatture passive sospese cui corrispondono impegni di spesa, e 5,2 milioni di debiti, sempre al 31 dicembre 2012, cui non corrisponde emissione di fattura. 42 milioni sono i debiti in bilancio. L’opposizione risponde: a fronte di questi debiti ci sono crediti corrispondenti. Una risposta che non può certo essere data alle decine di imprese che hanno svolto lavori o fornito servizi al comune, magari da qualche anno, ed ancora attendono di essere pagate. Abbiamo effettuato una analitica ricognizione delle posizioni debitorie, incontrato decine di imprese, riconciliato il debito, stabilito un piano di rientro. Siamo certi che il nostro lavoro sia stato apprezzato. Abbiamo mostrato di essere persone serie, che non nascondono l’effettiva situazione dei conti.
Perché si sono accumulati tanti debiti? La risposta è semplice: nel corso degli anni sono stati assunti impegni di spesa coperti con accertamenti aleatori, fittizi, di dubbia realizzabilità. Si è badato esclusivamente alla forma (e talvolta neanche a quella) senza considerare la sostanza: se un accertamento non si trasforma in incasso e resta residuo attivo, il bilancio è in equilibrio solo apparente, e la lista dei creditori si allunga, come è accaduto oltre ogni ragionevole misura. E’ questa una responsabilità interamente politica, che non ha saputo né voluto gestire la parte corrente del bilancio in modo equilibrato, compromettendolo strutturalmente. Lo abbiamo ripreso per i capelli.
Il creditore principale del Comune è ASM. Con fatica notevole, per il disordine in cui versava, abbiamo ricostruito con esattezza il quadro finanziario e contabile. L’opposizione dice: con noi il debito verso ASM era arrivato a 24,5 milioni, oggi è a 29,5. Se anche fossero veri questi numeri (e non lo sono) si tratterebbe di una ammissione di responsabilità enorme. In pratica l’opposizione ammette di avere prodotto un debito verso la propria azienda pari alla metà delle entrate correnti che il Comune incassa nel corso di un anno. Veramente una bella strategia. Che infatti si fondava su un atteggiamento assenteista del socio pubblico, prono ai voleri di quello privato che amministrava in piena autonomia (tutte le deleghe operative), senza alcun controllo da parte del Comune (patti parasociali scaduti), gonfiando i prezzi e violando la legge negli approvvigionamenti (acquisti senza gara). Sembra quasi intravedere un disegno tendente a favorire il socio privato (a partire dalla vendita delle azioni, cedute secondo la magistratura ad un terzo del valore e per questo sequestrate): far giungere l’indebitamento nei confronti del Comune ad un livello insostenibile per favorire una scalata del socio privato.
Ma i cittadini hanno impedito con il voto questo disegno: la nuova amministrazione ha indirizzato ad ASM, nella seconda metà del 2012, circa 10 milioni di euro tra versamenti ed anticipazioni bancarie (e il flusso è continuato nel 2013) nonostante le difficoltà di bilancio; abbiamo riorganizzato la governance della società, con la nomina del nuovo Presidente e la selezione del nuovo Direttore, cui saranno affidate tutte le deleghe operative; ridurremo il CDA a 3 componenti. Il debito al 31 dicembre 2012, esclusa la “partita di giro” del TPL, si colloca intorno ai 20 milioni e su questa base è stata avviata una trattativa con il socio privato, per garantire la funzionalità aziendale
(i lavoratori) e gli interessi del Comune, che vuole riprendere pienamente il proprio ruolo di socio di maggioranza.
Per finire gli ultimi due squilibri: uno scoperto di tesoreria incollato strutturalmente al massimo (intorno ai 10 milioni) e un ammontare cospicuo di risorse di parte capitale da ricostituire (intorno ai 15 milioni). Ed arriviamo così ai 97 milioni che con il prossimo Consiglio comunale saranno “consacrati” nel piano di rientro e cesseranno così di essere mere dichiarazioni giornalistiche. Man mano che, nel corso dello scorso anno, si delineava questo fosco scenario, cresceva la nostra preoccupazione e, nel contempo, la determinazione ad affrontare, in un arco pluriennale, lo squilibrio. Il decreto 174, a dicembre 2012 e il decreto 35, ad aprile 2013, hanno dato nuova linfa ai nostri sforzi. Con le risorse recate da questi provvedimenti, e il nostro sforzo di decisori responsabili (avanzo corrente, realizzato con aumento delle entrate e manovra sulla spesa; dismissioni immobiliari, recupero dell’evasione) si intravede la luce all’orizzonte.
Dalle macerie ereditate si potrà ricostruire, più efficiente e funzionale, la casa comunale, che è un bene di tutti. Resterà un peso annuale di 4,7 milioni, pari alla somma delle rate che annualmente dovremo pagare per il rimborso delle anticipazioni ricevute comprese le rate dei mutui per opere pubbliche, con un controllo stringente da parte del Ministero dell’Interno per vigilare sull’attuazione del piano di rientro.
Oltre a ciò la nuova Amministrazione ha intenzione di intraprendere un’azione di responsabilità nei confronti dei vecchi amministratori che hanno messo in ginocchio la Città e che sono già stati segnalati alla Procura regionale della Corte dei Conti per danno erariale.
Il percorso è ormai segnato: la Giunta Petrangeli non ha fallito, cari esponenti dell’opposizione, ma ha imboccato la direzione del risanamento e si appresta a premere l’acceleratore dello sviluppo. Non vi resta… che piangere.
ASSEMBLEA PUBBLICA DEL COMITATO PER RENZI “L’ALTRO RAGGIO DEL COMPASSO”
In Italia migliaia di ricercatori, imprenditori, sindaci e cittadini attivi nel volontariato lavorano con le radici ben piantate nella tradizione e la testa rivolta alle frontiere dell’innovazione, ma nessuno si occupa di loro perché tutte le energie sono concentrate sull’analisi del retroscena dell’ultima, inutile, polemica politica.
In Italia, e a Rieti, ci autorappresentiamo come una comunità fragile e stanca, incapace di rinnovarsi e credere nel futuro. Invece è vero esattamente il contrario. C’è un tessuto associativo e di volontariato tra i più vitali, in grado di supplire sempre più spesso alle carenze del pubblico. C’è un tessuto sociale composto di giovani, lavoratori e imprenditori che ha in sé le risorse per uscire fuori dalla crisi, e l’ambizione di competere con il resto dell’Italia e dell’Europa.
La politica in Italia non è più, ormai da anni, il luogo dell’innovazione. E invece è partendo proprio dall’innovazione che è possibile uscire dalla crisi, e realizzare il sogno di giustizia sociale che caratterizza la storia dei progressisti. Per realizzare questo però, serve il Pd. Il vero Pd. E il vero Pd è un partito “che non ha paura degli altri, ma è curioso, abbatte i muri, accoglie gli elettori invece di respingerli, ha coraggio e vuole cambiare l’italia, non gli italiani”. Il vero Pd “si occupa di diritti civili ma non dimentica che esistono doveri privati verso la comunità, e combatte la burocrazia perché crede nella forza di un clic contro la potenza di un timbro”. Il vero Pd è un partito aperto, capace di parlare a quei giovani elettori – che a febbraio non lo hanno votato – che più di altri chiedono che la politica torni ad occuparsi del fututo. Il vero Pd crede nel cambiamento sapendo, però, che il cambiamento si realizza cercando di farlo ogni giorno, con impegno costante.
Il Comitato per Matteo Renzi “L’altro raggio del compasso” invita i cittadini all’assemblea pubblica che si terrà sabato 8 giugno alle ore 18:00 presso la sala conferenze dell’Hotel Serena.
SCUOLA CALCIO E SETTORE GIOVANILE FC RIETI: BUONE PROVE NEI TORNEI
Importante prova dei Giovanissimi Regionali del FC Rieti (’98), allenati da Andrea Rogai, giunti ad un passo dalla vittoria nel Torneo di Cesena, disputatosi nell’ultimo fine settimana. La formazione amarantoceleste si è arresa solamente ai calci di rigore al termine della finale con l’Ostuni, con qualche rammarico anche per aver mancato alcune favorevoli occasione nel corso dei tempi regolamentari.
Bene anche le squadre impegnate nel Torneo di Montecatini: nella categoria Pulcini (2002) la squadra allenata da Simone Onesti ha battuto in finale il Sangiovanni Valdelsa. Due terzi posti, invece, per le formazioni del FC Rieti, nella categoria Esordienti (2000 e 2001).
In entrambi i casi a risultare fatali ai piccoli calciatori amarantocelesti sono stati i calci di rigore. Restano, comunque, le belle prove disputate e l’ulteriore dimostrazione del buon lavoro svolto nel corso della stagione calcistica, oltre alla positiva esperienza, anche a livello di socializzazione, fatta in un torneo che ogni anno richiama società di ottimo livello.
CACCIA, RICCI: AL VIA LAVORI NUOVO COMITATO FAUNISTICO VENATORIO
Si è svolta presso la Regione Lazio la prima riunione del Comitato faunistico venatorio presieduto dall’assessore regionale all’agricoltura, Sonia Ricci. "Abbiamo iniziato oggi – spiega in una nota l’assessore Ricci – i lavori del nuovo Comitato faunistico venatorio, che oltre all’approvazione del nuovo calendario nei termini di legge, ha avviato un confronto con tutti i soggetti interessati sulle tematiche strettamente connesse al mondo della caccia e alla salvaguardia ambientale. Tra gli argomenti affrontati: l’adozione di strumenti utili alla gestione faunistica, quali l’Osservatorio Faunistico che raccoglierà dati e informazioni utili sullo status delle specie, l’adozione del tesserino venatorio a lettura ottica e la disponibilità di un nuovo Piano Faunistico Venatorio con il quale la Regione può disciplinare e coordinare la programmazione faunistica e la gestione del territorio nei prossimi anni".
"Un primo importante risultato – conclude Ricci – è sicuramente l’adozione in via sperimentale, a partire da questa stagione, del tesserino venatorio a lettura ottica, che consentirà la registrazione dei dati rendendone possibile l’immediata disponibilità. L’utilizzo del nuovo tesserino sarà esteso a tutti i cacciatori a partire dalla stagione del prossimo anno".
EURIETI, I CHIARIMENTI DEL COMUNE DI RIETI
EuRieti è un progetto nato per recuperare le professionalità reatine che lavorano nel mondo per ri-metterle in contatto con i giovani (studenti e non) residenti a Rieti.
È un laboratorio di culture e passioni che vuole dare un ruolo alla nostra Città in un contesto più ampio dell’attuale, al fine di favorire la crescita culturale e la rinascita di possibilità di studio e occupazionali dei nostri giovani. È un’iniziativa nata per fare “rete” e in quest’ottica si è deciso di partire dal social network più seguito, Facebook. Uno strumento che, a costi ridotti, ti permette di diffondere velocemente dei contenuti.
La comunicazione di questo progetto che include la realizzazione del logo, la definizione di una linea editoriale e lo studio di possibili iniziative dedicate al progetto sono stati affidati ad una professionista reatina, residente fuori Rieti. Particolare, a dirla tutta, che rispecchia perfettamente i principi ispiratori di EuRieti.
Per quanto riguarda i costi, basta consultare l’incarico regolarmente pubblicato sull’Albo pretorio: il professionista ha chiesto il minimo indispensabile (complessivi 3.550 euro lordi da maggio a dicembre in cui è inclusa la progettazione del logo) e nello spirito stesso di EuRieti ha messo a disposizione le sue competenze tenendo ben presente quali sono le condizioni finanziarie dell’Ente. Se non lo avesse fatto – e in passato questo scrupolo lo hanno avuto in pochi a giudicare da quanto e come spendeva le risorse la passata Amministrazione – in molti avrebbero potuto davvero gridare allo scandalo.
La congruità, anzi l’esiguità della somma richiesta, rispetto al lavoro, è testimoniata dalle numerose opinioni di professionisti del settore che nelle ultime ore, attraverso i blog e i social network, hanno espresso il loro dissenso nei confronti di questa polemica, apparsa strumentale e dalla quale traspare evidente la scarsa comprensione dell’argomento in discussione.
“Qualcuno ha misurato la qualità dell’impegno con il numero di fans della pagina, – dichiara in merito l’Assessore alle Culture, Diego Di Paolo – confondendo, evidentemente, lo scopo di proselitismo di un profilo Facebook con lo scopo di creare un network qualificato e interessato. Il numero di fans si ottiene facilmente investendo altri soldi e creando un profilo di altra tipologia “chiedendo amicizie”. Qui si è voluto fare un lavoro di tipo completamente diverso ed ho condiviso pienamente la scelta qualitativa”.
All’Amministrazione comunale si chiede di comunicare meglio, questo sta facendo con l’aiuto di professionisti di fiducia e di adeguati strumenti.
OPERAZIONE “MOUNTAIN HORSE” DEL CORPO FORESTALE DELLO STATO
Gli agenti forestali in forza ai Comandi Stazione Forestale di Borgorose, Fiamignano, e Lisciano nell’ambito dell’operazione denominata “Mountain Horse” (che prende spunto dal fatto che una parte dei controlli ha riguardato l’immissione al pascolo montano degli equidi) hanno effettuato una serie di controlli in attuazione delle norme di polizia veterinaria nel settore zootecnico oltre a quelle di carattere Regionali, Comunali e Usi Civici legati alla “monticazione” (pascolo in montagna).
I controlli si sono concentrati in particolar modo sulle Aziende ricadenti all’interno e in prossimità della Riserva Naturale delle “Montagne della Duchessa” con accertamenti incrociati in relazione agli animali rilevati sul registro di stalla, quelli presenti in stalla e quelli avviati in anticipo al pascolo montano.
Tutti gli animali sia equini, che bovini, ma anche ovini sono stati oggetto di verifica attraverso l’utilizzo del lettore micro chip per i cavalli e marche auricolari per gli altri. Le verifiche hanno riguardato anche gli aspetti legati alle vaccinazione obbligatorie, ai test sull’anemia equina, brucellosi, ecc. Non tutte le aziende controllate sono risulta perfettamente in regola.
Gli Agenti del Corpo Forestale hanno contestato sanzioni amministrative a vario titolo per migliaia di euro, accertando l’immissione anticipata al pascolo di oltre 40 cavalli che invece dovevano trovarsi in stalla. L’attività di controllo nel settore zootecnico da parte degli Agenti del Corpo Forestale, è un aspetto rilevante nella prevenzione per la sicurezza agro alimentare del nostro Paese, che si riflette positivamente sul consumatore all’atto dell’acquisto delle carni ancora prima della macellazione, evitando che vengano macellati, anche clandestinamente animali non in regola con le norme igienico sanitarie previste in Italia, che sono tra le più rigorose.
"FOR MAGGIO 2013", SODDISFATTA L'ASCOM
L’Ascom-Confcommercio di Rieti esprime la propria soddisfazione per i risultati in termini di visibilità e di afflusso di visitatori nel centro storico ottenuti dalla manifestazione “For_Maggio 2013” che si è svolta in Piazza Oberdan a Rieti dal 31 maggio al 2 giugno ed organizzata dall’Associazione culturale GI.GA.GI con il Patrocinio del Comune e della Camera di Commercio di Rieti. Una manifestazione dedicata alle tipicità casearie del Centro Italia, con la presenza di produttori caseari e di altri prodotti tipici della regione oltre che umbri, emiliani, toscani e sardi ed arricchita da alcuni eventi collaterali quali convegni e laboratori, realizzati anche con il supporto di Slow Food.
EVADE DAGLI ARRESTI DOMICILIARI. ARRESTATO
Personale della Squadra Mobile ha arrestato il reatino M.Luciano, del 1959, per il reato di evasione.
Nel pomeriggio di sabato scorso, infatti, le pattuglie della Squadra Mobile, nell’ambito dei servizi straordinari di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti disposti dal Questore di Rieti, hanno effettuato una serie di posti di controllo sulla via Salaria per Roma, principale arteria di rifornimento utilizzata dagli spacciatori per alimentare il mercato reatino degli stupefacenti.
Durante i controlli, gli agenti hanno fermato una autovettura che, con sorpresa degli investigatori, era condotta dal pregiudicato M. Luciano, il quale, alcuni giorni fa, era stato arrestato per spaccio di sostanze stupefacenti e messo a disposizione dell’Autorità Giudiziaria in regime di arresti domiciliari.
L’uomo, sottoposto a perquisizione non è stato trovato in possesso di stupefacenti, ma è stato ugualmente arrestato per essere evaso dagli arresti domiciliari dove era in attesa del primo grado di giudizio per spaccio di droga. Nella giornata di ieri l’uomo è stato giudicato per direttissima e condannato dall’Autorità Giudiziaria alla pena di otto mesi di reclusione da scontare presso il proprio domicilio in regime di arresti domiciliari.
ASL RIETI, AL VIA DA OGGI IL SIT-IN DEGLI EX LAVORATORI
"Finalmente qualcuno dovrà ascoltarci, – a dichiararlo gli ex lavoratori ASL di Rieti – perchè da oggi comincia un presidio permanente di fronte alla Direzione della ASL reatina per chiedere il reintegro di 54 ausiliari dell’Azienda Sanitaria che da più di un anno si ritrovano senza lavoro".
Un lavoro che nasce da selezioni pubbliche avviate dalla stessa ASL attraverso l’ufficio di collocamento, un lavoro precario fatto di rinnovi semestrali o annuali intervallati da vuoti di qualche mese riempiti da lavoratori interinali che, questa volta sembrano aver preso definitivamente il nostro posto. Infatti, nonostante si sia svolta anche nel 2012 una selezione che avrebbe dovuto reintegrarci, questa improvvisamente viene sospesa per assumere a chiamata diretta proprio 54 lavoratori interinali senza alcuna formazione specifica.
"Noi non vogliamo una guerra tra poveri, ma riteniamo che la pubblica amministrazione debba seguire i principi di trasparenza, efficenza, efficacia ed economicità che la legge impone. Invece, questa è l’ennesima vicenda che dimostra come questi principi vengano disattesi a tutti i livelli amministrativi e istituzionali. Ci hanno sempre detto che il patto di stabilità impediva le assunzioni e poi vediamo che viene aggirato con questi trucchi. Troppi passaggi non sono chiari, qualcuno dovrebbe spiegarci perchè tutto si è fermato nonostante dagli scambi ufficiali tra Regione Lazio ed ASL emerga che le assunzioni erano condizionate ad un semplie "Piano organizzativo aziendale". Si chiede quindi se la ASL abbia mai presentato questo piano ed eventualmente perchè non è stato preso in considerazione dalla Regione Lazio".
"Resta il fatto che i Direttori Generale e Amministrativo della ASL di Rieti hanno permesso l’assunzione di lavoratori interinali senza alcuna selezione pubblica e sostenendo costi di gran lunga superiori a quelli che avrebbero avuto contrattualizzandoci.
Per tale motivo siamo qui anche per chiedere alla nuova giunta regionale di prendere subito in mano la situazione, sedendosi ad un confronto con noi, e di provvedere all’immediata rimozione dei responsabili della ASL ed eventualmente dei funzionari della Regione Lazio che non hanno rispettato gli accordi.
Con rabbia ma con piena consapevolezza di quello che abbiamo vissuto vogliamo finalmente raccontare la nostra verità, le tante verità su un pezzo di mala sanità reatina e laziale.
Abbiamo visto troppi sperperi dentro molti reparti della ASL, ma abbiamo sempre dovuto tacere per paura di perdere il posto di lavoro".
"Oggi non possiamo più tacere perchè molti di noi sono in serie difficoltà familiari e vogliamo che la nostra battaglia diventi di tutti i lavoratori e utenti della ASL. Per questo chiediamo al Sindacato, che fino ad oggi è stato troppo distante dalle nostre istanze, di prendere una posizione netta e non scendere a compromessi con la politica.
Cogliamo l’occasione per ringraziare il Tribunale per i diritti del malato, Cittadinanzattiva Rieti e il movimento civico Rieti Virtuosa che hanno partecipato questa mattina al sit-in e ci stanno sostenendo nel fare chiarezza sulle responsabilità che saremo pronti a dimostrare anche di fronte alle Autorità Giudiziarie che vorranno vederci chiaro su questa vicenda".

