“Il riferimento alle dichiarazioni rilasciate dall’ex Sindaca del Comune di Longone Sabino a seguito delle dimissioni contestuali di sei consiglieri comunali, riteniamo doveroso fornire ai cittadini una ricostruzione chiara delle ragioni che hanno portato alla conclusione anticipata dell’esperienza amministrativa. La crisi non nasce oggi e non può essere ridotta a un singolo episodio. Affonda le proprie radici fin dall’inizio della consiliatura. Già nel primo Consiglio comunale di insediamento del 18 giugno 2024, un consigliere eletto nella maggioranza rassegnò dimissioni irrevocabili, denunciando l’assenza di una reale prospettiva di lavoro condiviso, la mancata valorizzazione delle competenze presenti nella squadra e le prime avvisaglie di un accentramento decisionale, con il conseguente venir meno dello spirito di cambiamento proposto agli elettori. A distanza di oltre due anni, quei timori si sono purtroppo dimostrati fondati. Nonostante quel primo segnale politico, abbiamo scelto di proseguire con senso di responsabilità, garantendo sostegno all’Amministrazione e cercando di preservare stabilità, dialogo e collaborazione. Lo abbiamo fatto nella convinzione che le difficoltà iniziali potessero essere superate nell’interesse del paese.
Così non è stato. Con il passare dei mesi si è consolidato un metodo di gestione sempre più accentrato, nel quale il confronto preventivo con i consiglieri di maggioranza è diventato sempre più raro e il contributo della squadra amministrativa sempre meno valorizzato. Scelte rilevanti per il territorio venivano assunte senza un reale coinvolgimento di coloro che erano stati chiamati dai cittadini a condividere responsabilità e indirizzo politico. La maggioranza si è trovata progressivamente ridotta al ruolo di semplice ratificatrice di decisioni già assunte. Questo aspetto è sempre stato condiviso e lamentato da TUTTI i Consiglieri di Maggioranza ed ha prodotto una distanza crescente tra la Sindaca e la maggioranza che l’aveva sostenuta, fino al venir meno di quel rapporto fiduciario che costituisce il presupposto essenziale per amministrare qualsiasi ente pubblico. In questi due anni non sono mancati tentativi di ricomposizione. Abbiamo promosso confronti, avanzato proposte, cercato mediazioni e scelto più volte la strada della responsabilità anziché quella dello scontro. Purtroppo ogni tentativo si è rivelato insufficiente. Le dimissioni contestuali di sei consiglieri comunali non rappresentano quindi una scelta improvvisa né un gesto dettato da motivazioni personali: sono la presa d’atto di una crisi politica e amministrativa divenuta insanabile, e TUTTI i Consiglieri di Maggioranza erano consapevoli di questa crisi e a conoscenza dei malumori e delle potenziali (e inevitabili) conseguenze.
Un ulteriore chiarimento riguarda i progetti per il territorio. Non corrisponde alla realtà sostenere che eventuali difficoltà future dipenderebbero dall’arrivo del Commissario straordinario. Abbiamo sempre sostenuto e approvato gli atti di competenza del Consiglio necessari a consentire al Comune di partecipare a bandi, reperire finanziamenti e proseguire gli interventi programmati. Non a caso le dimissioni sono arrivate dopo la scadenza della presentazione dell’ultimo bando. In più occasioni il Comune non è stato in grado di intercettare risorse che avrebbero potuto rappresentare un’importante occasione di sviluppo per il territorio, sia a causa di ritardi nella predisposizione o nella presentazione delle candidature, sia per una insufficiente capacità di partecipare alle misure di finanziamento rese disponibili, comprese quelle riconducibili al PNRR. Emblematico è il fatto che, dopo oltre due anni di sostanziale immobilismo sotto questo profilo, soltanto negli ultimi mesi l’Amministrazione abbia avviato la partecipazione a due procedure di finanziamento, nel tentativo di accedere a nuove risorse. Un’iniziativa certamente positiva, ma tardiva e dall’esito ancora incerto, che non può compensare le numerose opportunità che, nel frattempo, avrebbero potuto essere colte attraverso una programmazione più attenta e tempestiva.
I progetti correttamente avviati continueranno il proprio iter secondo le procedure previste. Eventuali rallentamenti o criticità non potranno essere attribuiti alla gestione commissariale, ma dovranno essere valutati in relazione allo stato effettivo delle procedure e al completamento, nei tempi necessari, degli adempimenti preliminari indispensabili. Con particolare riferimento alla piazza di San Silvestro, il buon esito dell’intervento dipende innanzitutto dal corretto e tempestivo completamento degli adempimenti propedeutici, compresi quelli relativi all’acquisizione dell’area interessata. Se tali passaggi non sono stati eseguiti nei tempi dovuti (quanto tempo è stato perso prima di decidere di acquisire l’area interessata?) la responsabilità non può essere spostata sul Commissario, che subentra in una situazione amministrativa già definita dallo stato degli atti esistenti. Le dichiarazioni rese dall’ex Sindaca appaiono pertanto orientate a spostare l’attenzione dalle reali cause della crisi: la progressiva rottura del rapporto politico e fiduciario con la maggioranza consiliare. Il nostro gesto non è un atto di contrapposizione personale. È un atto di responsabilità istituzionale e di trasparenza verso i cittadini.
Sarebbe stato più semplice rimanere nel proprio ruolo, per opportunismo, attendendo la scadenza naturale del mandato e convivere con una situazione ormai compromessa. Abbiamo invece scelto di assumerci la responsabilità delle nostre decisioni, dichiarando che non esistevano più le condizioni per amministrare il Comune in modo efficace, condiviso e coerente con il mandato ricevuto dagli elettori. Longone Sabino merita un’Amministrazione capace di ascoltare, condividere le decisioni, valorizzare le competenze e lavorare unita per il bene della comunità. Dopo oltre due anni di tentativi e confronti, abbiamo dovuto prendere atto che queste condizioni non esistevano più. O meglio, forse non sono mai esistite”. I Consiglieri Comunali dimissionari



