Non è facile descrivere quello che mercoledì è accaduto qui a casa mia, a Quattro Strade in via Cabrini, forse perché pensiamo che gli altri siano sensibili e attenti come noi e invece ci rendiamo conto dell’idiozia e dell’indifferenza, forse anche dell’odio o dello schifo, che alcune persone nutrono nei confronti degli animali, malgrado chi come me e tanti altri, cerca di far capire con comportamenti e fatti come si amano e si rispettano.
Rieti sta vivendo un periodo drammatico di violenza sui nostri compagni a quattro zampe, fitto di orrendi episodi di avvelenamento in diversi quartieri.
Trovare un bellissimo gattone nero, che veniva dai miei cinque durante il giorno e che in una giornata fredda ho preferito tenere in casa per evitargli la pioggia, appeso a metà dalla finestra a bascula lasciata aperta, come altre volte, per permettere il ricambio d’aria nell’ambiente, è una cosa che non si comprende e non si accetta.
Una situazione inaccettabile, soprattutto se quando rientri senti il gattone che miagola e urla perché forse sono ore che si trova li incastrato e nessuno, dico nessuno dei vicini si è posto il problema di avvisarti per soccorrerlo, pur sapendo dell’amore che nutri per gli animali, sapendo dove lavori e disponendo di tutti i tuoi recapiti telefonici. Non è cosa normale tornare a casa e vedere questa scena, chiamare aiuto senza che nessuno si affacci e ti soccorra, nessuno che ti dia una mano per liberare il gatto che sta soffrendo.
Chiamare i Vigili del Fuoco, che solertemente sono intervenuti come sempre fanno in caso di soccorso, e attenderli mentre sostieni il corpo incastrato, per cercare di alleviare il dolore e che ancora reagisce, ma non sai quanto ancora ce la potrà fare. Giunti i Vigili, sganciarlo e ricoverarlo è stato tutt’uno, ma non è servito a nulla. Dopo diverse ore in una posizione innaturale e traumatica non si può pretendere la salvezza di una vita, è chiedere troppo … e così è finita.
Nel dolore di chi amava questo bel gattone, che chissà da dove veniva e se aveva qualcun’ altro che ora piangerà per lui, resta almeno la certezza di aver fatto l’impossibile, anche questa volta, ma anche la certezza di abitare vicino a gente molto poco rispettosa della vita e del benessere di un animale, tutelato anche dalla legge, ma soprattutto dalla morale.
Gente che forse gode a veder soffrire gli animali, e non si pone nessun problema nel sentirli piangere o lamentarsi, tanto fa parte della natura del mondo, e del resto ci sono gli esseri umani che hanno più titolo ad essere ascoltati, ma peccato che questi “eroi di bontà” non si preoccupino neanche dei loro simili, troppo presi dal loro egoismo e dai propri affari, inebetiti dalla finta economia e dalla finta politica cittadina e nazionale, perdendo di vista la qualità della vita.
Che altra brutta delusione Rieti, anche in questo senso ….!!!!!! Valeria Pitoni, attivista LAV

