In visita a Rieti 38 studenti francesi del liceo Choiseul di Tours

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Il 6 febbraio, 38 studenti francesi provenienti dal liceo Choiseul di Tours, accompagnati dai loro corrispondenti italiani, studenti di alcune classi dell’Istituto Luigi di Savoia di Rieti che li ospitano,  sono stati ricevuti dal Sindaco di Rieti Petrangeli, nell’aula consiliare. Tours e Rieti sono unite da una comune posizione geografica: sono il centro delle loro rispettive nazioni  perciò questo scambio è quasi un gemellaggio, ha ribadito il Sindaco.  Agli studenti  li Primo cittadino  ha rivolto l’invito a coltivare  stretti rapporti di collaborazione e di amicizia perché si rafforzi sempre più il sentimento di cittadinanza europea e di solidarietà  tra le nuove generazioni. Nel programma è prevista una visita a Roma e ai Santuari della Valle Santa. Gli studenti lasceranno la nostra città lunedì 10 febbraio in attesa di ricevere i loro corrispondenti italiani nel mese di marzo.

Primo coordinamento unitario tra Rifondazione Comunista e Comunisti Italiani

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Si è costituito a Rieti il primo coordinamento unitario tra le sezioni cittadine di Rifondazione Comunista e Comunisti Italiani. Nel corso di una partecipata riunione presso i locali della Federazione, in cui è stato fatto il punto sulla situazione politico amministrativa del Comune di Rieti, sono stati eletti i membri del coordinamento cittadino unitario della Sinistra per Rieti, così composto: Roberto Bifolchetti, segretario cittadino; Anna Del Muto, Raffaella Franceschini, Andrej Conti, Renato Fabrizi e Riza Sinani membri del coordinamento.

Alleanza per Rieti: l'Asl reatina al collasso

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Il movimento civico “Alleanza per Rieti” ribadisce ancora una volta la più allarmata preoccupazione per le notizie riguardanti lo stato in cui versa la sanità reatina con specifico riguardo, poi, all’assenza, non ancora colmata dalla Giunta Zingaretti, del nuovo direttore generale dell’ASL locale, venutasi a creare, circa un mese fa, con la rinuncia all’incarico del Dott. Joseph Polimeni. La costante diminuzione del personale dipendente registrato negli ultimi anni assieme alla mancanza dell’imprescindibile figura apicale di gestione, sta determinando un forte ridimensionamento e depauperamento del servizio sanitario pubblico erogato nei confronti della nostra comunità; d’altronde, senza un manager di riferimento, non possono essere attuate le imprescindibili e ormai ineludibili strategie di sviluppo sia occupazionale che dei servizi offerti ai cittadini. Per ciò, Alleanza per Rieti esorta ancora una volta tutte le istituzioni pubbliche locali ed i rappresentanti in Regione di farsi promotori presso la giunta regionale, affinché, immediatamente, venga concesso lo sblocco delle assunzioni del personale medico, paramedico ed ausiliario per riassorbire le unità lavorative che nel tempo hanno cessato il loro rapporto con l’ASL e che si giunga finalmente alla nomina del nuovo massimo dirigente del comparto sanitario. Inoltre, è auspicio che venga scongiurata ogni ipotizzata esternalizzazione dei servizi e al contrario sia garantita la salvaguardia dei livelli minimi di assistenza, soprattutto a tutela delle fasce più deboli della popolazione.

La legalità e la trasparenza si praticano, non ci si riempie solo la bocca

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E’ falsa e intellettualmente disonesta, rispetto alle vere ragioni che hanno portato alla decisione di esternalizzare l’intera gestione del mattatoio, l’affermazione del Sindaco fatta a mezzo stampa, secondo la quale sarebbe stato costretto a questa “sofferta” scelta perché, a suo dire, “rappresenterebbe l’ennesimo buco nero ereditato dalle precedenti amministrazioni”. I bilanci del mattatoio, che a nostro parere, invece, rappresenta per la città una risorsa economicamente e socialmente rilevante, se fosse sfruttato al meglio delle sue potenzialità e non un costo o uno sperpero di denaro pubblico, come da Petrangeli sostenuto, non hanno mai prodotto negli anni una perdita economica così rilevante come è invece accaduto nel 2013, quando alla fine dell’anno la gestione risultava in perdita di oltre 720 mila euro. Se non ricordiamo male, il 2013 è stato un anno interamente ad appannaggio dell’attuale giunta o qualcosa ci sfugge, caro Sindaco!! Il mattatoio sotto le precedenti giunte ha prodotto perdite che mediamente non hanno mai sforato i 300 mila euro, e l’attuale Sindaco lo dovrebbe sapere, visto il suo decennale passato, palesemente assai poco produttivo, di consigliere comunale di opposizione. Altrimenti non si spiegherebbe come mai la cooperativa affidataria avrebbe chiesto con così tanta insistenza e prepotenza l’affidamento dell’appalto. E’ palese che ritiene di realizzarvi un profitto. Quello stesso profitto che, con una gestione attenta e virtuosa, sarebbe potuto essere dirottato nelle magre casse comunali. Garantendo, allo stesso tempo, il rispetto di quelle famose clausole sociali per immaginare un futuro occupazionale al maggior numero possibile di ex borse lavoro, con l’affidamento alle cooperative da questi formate, dei c.d. servizi “complementari”. Allora è evidente e chiaro a tutti che il pesantissimo buco di bilancio è da addebitare esclusivamente ad una gestione fallimentare di questa giunta, che ancora si ostina a non accorgersi delle difficoltà economiche che incontrano le ditte clienti della struttura reatina nel sostenere l’aumento dei costi unitari di macellazione, decisi da questa maggioranza. L’Assessore Pariboni qualche settimana fa, d’accordo con questa impostazione, aveva offerto rassicurazioni in tal senso ai consiglieri presenti in commissione bilancio impegnandosi ad una ri-valutazione complessiva della filiera, conformemente a quello che ha sempre sostenuto e scritto il suo collega al bilancio Marcello Degni. Oggi scopriamo a mezzo stampa la decisione di non occuparsi più del problema mattatoio. Troppo semplice, Assessore! Il coraggio delle proprie idee e la determinazione delle proprie azioni dovrebbero obbligare alle dimissioni la D.ssa Pariboni per manifesta incapacità di far valere le proprie ragioni e di imporsi nei confronti della giunta e del Sindaco. Coinvolgendo in questa battaglia tutti e sette i consiglieri di maggioranza del suo partito, il PD, per presentare un documento di sfiducia contro il Sindaco. Diversamente la città penserà che l’unica vera preoccupazione, per la Vice, è quella di voler mantenere calda la poltrona assessorile e, per i consiglieri di maggioranza, quella consiliare. Anche se obiettivamente non dovrebbe poi servire più di tanto al Sindaco Petrangeli l’accompagnamento verso l’uscita. Lo dovrebbe fare per vergogna. Lui che ha sempre sbandierato la legalità e la moralità, gridate ai quattro venti persino dal Presidente Marroni, si dovrebbe domandare se queste qualità oggi le ritrova nel nuovo affidamento da lui voluto. Lui che sta disattendendo tutte le promesse elettorali fatte. Che, per cultura, è sempre stato il paladino della gestione pubblica dei servizi e che ora sta, invece, esternalizzando di tutto e di più secondo la migliore tradizione liberista. Lo dichiarano i consiglieri comunali Andrea Sebastiani della Lista Civica Rieti che Sviluppa, David Festuccia della Lista Civica Città Nuove, Antonio Perelli e Giuseppe Diana del PDL.

Il coordinamento nazionale Schneider allo stabilimento di Rieti

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Il Coordinamento Schneider si è riunito presso lo stabilimento di Rieti per portare la solidarietà di tutti i lavoratori del Gruppo all’iniziativa di presidio permanente decisa dai lavoratori del sito all’indomani delle informazioni ed aggiornamenti emersi nell’incontro al MiSE tenutosi il 21 gennaio 2014, della riunione presso la U.I.R di Roma e al mancato rispetto da parte della multinazionale degli impegni assunti in sede istituzionale e all’incontro di Parigi che indicano un drammatico peggioramento del confronto in corso. Per queste ragioni il Coordinamento nazionale ha condiviso la necessità di iniziative urgenti per sbloccare rapidamente la situazione e porre i massimi dirigenti del Gruppo Schneider di fronte alle proprie responsabilità oltre a sollecitare tutti i soggetti istituzionali affinché favoriscano una soluzione industriale per le prospettive dello stabilimento di Rieti. QUESTE LE INIZIATIVE INDIVIDUATE: – Chiedere a firma dei Segretari Generali di Fim-Fiom-Uilm una nuova urgente convocazione da parte del MiSE, alla presenza dei massimi livelli istituzionali, sollecitandolo tra l’altro: o a verificare tempestivamente l’attendibilità di soggetti industriali che avrebbero manifestato interesse, o e ad esercitare con determinazione il suo ruolo istituzionale nei confronti della multinazionale francese; – Sollecitare la Regione Lazio ed il Governo a procedere celermente nella definizione dell’accordo di programma destinato al sostegno diretto di iniziative industriali sul territorio Reatino. – Convocare nella prossima settimana le assemblee di tutti i lavoratori del Gruppo Schneider per informarli e per programmare iniziative di almeno 2 ore di sciopero; – Programmare per il 21 febbraio un’iniziativa di mobilitazione con presidio dei lavoratori di Rieti e delegazioni di tutti i siti Schneider presso la sede centrale a Parigi per incontrare i massimi Dirigenti Schneider. – Chiedere l’immediata riapertura della trattativa per il rinnovo della contrattazione di 2° livello. I Coordinatori Nazionali, Valentino Gervasoni​ Fim, Fabrizio Potetti Fiom, Luca Colonna Uilm, insieme ai Rappresentanti territoriali e le R.S.U. Fim-Fiom-Uilm di Rieti sono impegnati a garantire la presenza alle assemblee per favorire la massima partecipazione e solidarietà di tutti i lavoratori del gruppo. Alle assemblee parteciperanno le RSU del sito di Rieti.

Previsto aumento di organico per il Comando Provinciale VVF di Rieti

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La recente proposta formulata dal Ministero dell’Interno circa un ulteriore incremento del personale operativo (si è passato dalle 16 unità inizialmente previste, alle 24 di qualche mese fa, fino alle 46 appena prospettate dal Viminale) a beneficio del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Rieti, induce le scriventi Organizzazioni Sindacali a sollecitare l’ultimazione dei lavori di messa a norma antisismica dell’edificio che ospiterà il nuovo Distaccamento VVF di Poggio Mirteto. Qualora la previsione dell’Amministrazione dovesse essere confermata, CGIL CISL UIL dei VVF, che come è noto hanno già ottenuto la decretazione ministeriale del suddetto distaccamento, prospettano di far coincidere la consegna della struttura di Capacqua con l’assegnazione del nuovo Personale Permanente e Graduato, impegnando da subito i Vertici in un azione risolutiva. In tal modo, finalmente la caserma dei Vigili del Fuoco sarà immediatamente operativa e potrà così assicurare ai 45 mila abitanti della Bassa Sabina un adeguato sistema di soccorso tecnico urgente per tutte le 24 ore. L’emergenza maltempo di questi ultimi giorni e i numerosi interventi effettuati in tale circostanza dagli uomini del Comando Provinciale VVF di Rieti, come del resto i 700 interventi già prestati nell’anno 2013 dalla squadra di Poggio Mirteto, hanno confermato la necessità non più rinviabile della presenza di un presidio fisso, giorno e notte, di vigili del fuoco in grado di aumentare il grado di sicurezza alla popolazione dei comuni della Sabina Reatina, riconosciuta tale anche da recenti valutazioni tecniche della Nostra Amministrazione. I sindacati confederali, inoltre, ritengono opportuno prevedere e condividere già da ora un concreto e razionale studio atto ad adeguare il dispositivo di soccorso tecnico urgente nel restante territorio provinciale, impiegando dopo l’apertura del Distaccamento VVF di Poggio Mirteto, la “Squadra boschiva” prevista dalla convenzione con la Regione Lazio. Con l’occasione CGIL CISL UIL dei Vigili del Fuoco di Rieti, intendono esprimere la propria gratitudine all’Amministrazione Comunale di Poggio Mirteto per aver garantito l’assistenza logistica alle squadre intervenute nelle ultime ore in Bassa Sabina. Un gesto di profondo rispetto che ancora una volta evidenzia l’alta considerazione della popolazione nei confronti dei Vigili del Fuoco.

Maltempo, tavolo agroalimentare in regione per i danni

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“Primo punto all’ordine del giorno del prossimo tavolo agroalimentare, convocato per il prossimo 14 febbraio, sarà dedicato ai danni alle coltivazioni e ai terreni agricoli dovuti al maltempo che imperversa da una settimana sulla nostra regione”. Lo dichiara in una nota l’assessore all’agricoltura Sonia Ricci. “Il nostro territorio è stato interessato da eventi meteorologici di straordinaria portata, che hanno danneggiato violentemente le campagne, i fabbricati, le attrezzature e le scorte di mangimi degli animali. Sarà nostro impegno coordinarci con le associazioni di categoria e gli operatori del settore, presenti al tavolo, per avere un monitoraggio puntuale dei danni e intraprendere le opportune azioni a sostegno dei produttori e degli agricoltori fortemente provati dall’alluvione”.

Rischio idrogeologico, geologi del Lazio: le istituzioni si assumano le proprie responsabilità

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Nei giorni scorsi l’ennesimo evento meteorico rilevante ha coinvolto la Capitale, con effetti particolarmente drammatici nella parte settentrionale del territorio comunale (Labaro e Prima Porta) e in quella sud-occidentale (Ostia e Infernetto), nonché nei limitrofi Comuni di Fiumicino, Riano e la bassa Sabina. Sono ormai anni che assistiamo agli stessi scenari, e spesso nelle stesse zone. Che il dissesto idrogeologico sia un’emergenza gravissima per il nostro paese l’Ordine dei geologi del Lazio lo dice ormai da decenni. Nella nostra Regione 372 comuni, il 98% del totale, hanno almeno un’area a rischio di frana o di esondazione, in cui è a repentaglio la vita umana e più di 350mila cittadini vivono in aree potenzialmente a rischio idrogeologico. “Alla rapida espansione urbana e alla crescita degli abitati e delle periferie metropolitane, con conseguente impermeabilizzazione di estese superfici – denuncia il presidente Roberto Troncarelli – quasi mai è seguito l’adeguamento delle infrastrutture per lo smaltimento delle acque meteoriche. A volte, poi, si è giunti ad urbanizzare e edificare intensamente anche aree di naturale pertinenza fluviale o comunque facilmente inondabili, così che oggi ci troviamo di fronte a una situazione in molti casi irrimediabilmente compromessa, dove è difficile, quando non impossibile, realizzare anche gli interventi di messa in sicurezza. Ma la politica e gli amministratori si ricordano solo il giorno dopo che il dissesto idrogeologico è un’emergenza nazionale”. Le leggi in materia di difesa del suolo ci sono così come ci sono i Pai, Piani di Assetto Idrogeologico, che individuano le aree a rischio e le misure per la sua mitigazione. Che fare dunque? “Bisognerebbe – continua Troncarelli – mettere in pratica quel piano nazionale per la messa in sicurezza del territorio, che da anni i geologi continuano a considerare urgentissimo. Ripeto ormai da tempo immemore che noi non dovremmo avere un minuto libero. Invece i geologi presenti all’interno delle strutture pubbliche sono ancora troppo pochi e i liberi professionisti scarsamente impegnati. Siamo stanchi di dover ribadire tutto questo solo quando si verifica una situazione emergenziale”. L’Ordine dei Geologi Lazio da sempre svolge la propria opera di sensibilizzazione e di sussidiarietà nei confronti delle istituzioni e degli enti preposti al governo del territorio, nelle situazioni di emergenza, di previsione e prevenzione di questi rischi. Per meglio svolgere questi compiti ha anche istituito al suo interno un Gruppo di Protezione Civile. “E’ necessario tuttavia – rimarca il presidente dell’Ordine – che le stesse istituzioni mostrino maggior sensibilità, interesse, e si assumano le loro responsabilità nei confronti di problematiche che investono tutela del territorio e sicurezza dei cittadini, altrimenti tutto il bagaglio di conoscenze scientifiche rimarrà inutilizzato. Non si può più pensare di ridurre i livelli di rischio per le popolazioni solo attraverso opere di difesa, ma bisogna creare una nuova consapevolezza nei cittadini affinché si impegnino a contribuire alla mitigazione del rischio tenendo comportamenti corretti, poiché ormai dobbiamo imparare a convivere con questo rischio”. Un’altra azione fondamentale per ridurre i rischi presenti è “assicurare la manutenzione ordinaria dei corsi d’acqua, dei versanti e delle opere esistenti, ma – chiosano i geologi del Lazio – anche la delocalizzazione di insediamenti ed attività a rischio, il potenziamento delle reti di monitoraggio e dei sistemi di pre-allertamento. Il nostro Ordine, così come fatto da altri ordini regionali, già da tempo ha proposto alla Regione Lazio l’attivazione di presidi territoriali, di supporto agli enti locali. Purtroppo siamo ancora in attesa di risposta”.

Petrangeli: il mattatoio in un anno e mezzo non ha trovato soluzione

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“Ricevo impropriamente a mezzo stampa la remissione della delega sul mattatoio comunale da parte dell’Assessore Pariboni. La mia presa d’atto è l’epilogo di un fatto che ha visto coinvolta la Giunta a valle di una gestione della vicenda sostanzialmente fallimentare. Il mattatoio comunale è l’ennesimo buco nero ereditato dalle precedenti amministrazioni che in un anno e mezzo non ha trovato soluzione. Solo nel 2013 il Comune ha incassato 80 mila euro e ne ha spesi oltre 800 mila. Una situazione insostenibile che grida allo scandalo se pensiamo che stiamo facendo grandi sacrifici per garantire servizi ben più delicati, come quelli alla persona. Nessun Comune in Italia gestisce ancora in proprio un’attività commerciale che può garantire un servizio di qualità e posti di lavoro. In conseguenza di ciò la Giunta, per evitarne la chiusura, altrimenti inevitabile, ha deciso di intraprendere l’unica ipotesi in campo, ossia quella dell’affidamento in concessione del servizio. Dopo un anno e mezzo di inerzia la Giunta è intervenuta e il Sindaco in persona, unitamente al Dirigente competente, si è speso personalmente per garantire i livelli occupazionali e per il reimpiego, nella gestione esterna, di tutti gli operatori a partita iva. Il Comune ha emesso un avviso per cercare cooperative sociali (le uniche per le quali è possibile un affidamento diretto) disponibili a gestire la struttura senza oneri per la collettività e si appresta, finito il periodo transitorio, a fare un bando per la concessione di lunga durata della struttura.  Vogliamo interrompere lo sperpero di denaro pubblico e non intendiamo tornare indietro.”

Nuova sospensione per il comandante della Polizia Municipale Aragona

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Ancora una sospensione per il comandante della Polizia Municipale di Rieti Enrico Aragona, raggiunto ieri da un secondo provvedimento disciplinare. Dopo la sospensione di quindici giorni, per presunte irregolarità sulle ferie godute,  la nuova sospensione, stavolta per la durata di due mesi, riguarda la presunta vicenda del camper (LEGGI). Anche con il nuovo provvedimento viene confermato il congelamento dello stipendio.