Ex Zuccherificio, l'odg sull'iniziativa popolare di Coop Centro Italia

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Riportiamo integralmente l’ordine del giorno in merito al riordino urbano dell’area dell’Ex Zuccherificio. Con delibera di Consiglio Comunale n. 48 del 2010 è stato avviato dal Comune di Rieti, in adempimento della legge regionale del Piano casa, articoli 7 “Programmi integrati di riqualificazione urbana e ambientale” e 8 “Programma integrato per il recupero urbano e delle periferie”, un percorso di pianificazione e di destinazione dei suoli come definito dal D. Lgs. 152/06, articolo 6, comma 2 per il recupero delle aree ex industriali di Rieti, della superficie complessiva di circa 40 ettari. Il percorso era finalizzato a favorire, nel pubblico interesse, “le proposte di intervento anche di iniziativa privata tese al raggiungimento degli obiettivi individuati mediante il coinvolgimento di privati nell’opera di realizzazione di infrastrutture non più realizzabili con iniziative e capitali interamente pubblici”. L’Amministrazione intendeva “avviare un processo di rilocalizzazione di iniziative pubbliche e private attraverso un programma di intervento che pianifichi in maniera unitaria lo sviluppo di nuovi insediamenti e di impianti di carattere culturale, ricreativo, congressuale espositivo nonché attività terziarie in genere”. Si confermavano inoltre le linee strategiche della Variante al PRG non ancora approvato e si individuavano i due ambiti ritenuti strategici da sottoporre a Programmi Preliminari di Intervento: nella zona 1 – Centro urbano viale Matteucci e nella zona 2 Centro urbano ex aree industriali. In adempimento alle determinazioni regionali sulla finanziabilità dei Programmi preliminari di intervento strategici si è proceduto ad avviare con avviso pubblico in data 17/09/10 il bando finalizzato a coinvolgere i soggetti privati interessati a fornire proposte di iniziativa privata di avvio dei processi di sviluppo ambientale e recupero delle periferie. In data 17/11/10 la Regione Lazio ha comunicato l’avvenuta concessione di un contributo di euro 15.000,00 per la redazione di un documento preliminare propedeutico alla costruzione dei programmi integrati di intervento. Con successiva Delibera di Consiglio Comunale n. 72 del 12/12/10 è stato preso atto dello studio del “Gruppo di lavoro Aree industriali dimesse” nella cui relazione (Allegato 1) sono indicate le linee guida per individuare le priorità e le modalità di realizzazione del progetto quadro per la riqualificazione fisica, ambientale, funzionale e sociale delle Aree Industriali dismesse ex SNIA ed ex Montedison in diretta connessione con il recupero dell’area dell’ex Zuccherificio. Si propone un “nuovo percorso urbanistico” in quanto “la condizione urbanistica preesistente e quella in via di approvazione definitiva della variante generale, potrebbero non garantire la necessaria efficacia di attuazione alla luce delle odierne diverse condizioni”. In data 15/02/11 è stato conferito dal Comune di Rieti il contratto di consulenza al CRITEVAT Centro Reatino di Ricerche di Ingegneria per la Tutela e la Valorizzazione dell’Ambiente e del Territorio del Polo distaccato di Rieti della Facoltà di Ingegneria dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”. Con la Delibera di consiglio comunale n. 23 del 26/04/11 (Allegato 2) è stato approvato il Programma preliminare di intervento propedeutico alla redazione dei Programmi Integrati di Intervento per il riordino urbano e delle periferie- Ambito 1 – Aree industriali redatto dal Settore IV Pianificazione e gestione del territorio e dal CRITEVAT. Il PRG approvato con DGR 347 del 13/07/2012 individua le aree ex industriali nelle sottozone C2 “Trasformazione urbanistica”suddivisa nel comprensorio n. 1 per l’ex zuccherificio e n. 2 per l’ex stabilimento Montedison e D3 “Attività industriali esistenti di futura dismissione” per l’area dell’ex stabilimento SNIA. e stabilisce tecnicamente che un progetto di trasformazione di un singolo comprensorio, presentato nel rispetto ed in attuazione del vigente PRG non necessita della contestuale trasformazione dei restanti comprensori. IL CONTESTO URBANO OGGETTO DELL’INTERVENTO La città di Rieti, localizzata al margine sud-est della omonima pianura interamente circondata dai monti, alla quota di circa 400 metri sul livello del mare, ha una popolazione (intero territorio comunale di 206,52 kmq) di circa 47.800 abitanti. La superficie urbana complessiva è di 1.200 ettari, dei quali circa 500 sono formati da aree industriali o a destinazione speciale (aeroporto, cimitero, ospedale, zona annonaria, ecc.). La città è il capoluogo di una delle province con il minore numero di abitanti in assoluto e con una delle minori densità di popolazione per kmq. Si tratta quindi di un centro urbano con edificazione non particolarmente densa e contenente oltre all’area naturale circostante il fiume Velino, una grande quantità di aree industriali o con destinazioni speciali sulle quali sarà possibile immaginare i futuri interventi di crescita e riqualificazione urbana senza impegnare nuovo suolo agricolo. Un dato molto interessante per comprendere la collocazione della città è fornito dalla seguente tabella, nella quale è indicata la popolazione totale residente in una serie di aree concentriche centrate sulla città di Rieti; Appare evidente che la popolazione residente entro un raggio di 20 km dal centro cittadino è molto contenuta, non raggiungendo i 100.000 abitanti, mentre ampliando il raggio a 30 km comprendenti Terni e la Sabina, la popolazione supera i 330.000 abitanti e raggiunge (tabella seguente) il milione di abitanti entro il raggio di 50 km. Successivamente, ampliando il raggio fino ai 100 km, la città è parte di una delle aree maggiormente abitate di Italia in quanto comprende l’intera area metropolitana di Roma. La fascia montana che circonda Rieti, formata dalle catene dei Monti Reatini e dei Monti Sabini, pur rappresentando una emergenza paesaggistica ed ecologica di assoluto rilievo per il territorio, ha rappresentato il principale limite nel far assumere al centro urbano un effettivo ruolo di città ove si localizzano servizi ed attività di livello regionale. La recente apertura della superstrada che collega Rieti con la città di Terni, riducendo il tempo di percorrenza da circa 40 minuti a 20 minuti consente il superamento dell’isolamento di Rieti fornendo l’opportunità di intrattenere rapporti fecondi con la città di Terni. Il nuovo ruolo territoriale di Rieti si può inserire nel corridoio nord dell’area metropolitana romana individuato nel percorso Civitavecchia, Viterbo, Terni, Rieti, con possibili sviluppi e integrazioni verso l’ambito territoriale di L’Aquila. IL CONTESTO TERRITORIALE Uno degli elementi principali che impedisce una corretta comprensione del territorio formato dall’area metropolitana romana e dalle province a nord è la mancata corrispondenza tra i confini geografici e quelli amministrativi. La porzione meridionale del bacino del Fiume Tevere (comprendente i sottobacini dell’Aniene, Nera-Velino e Paglia) di superficie 14.000 kmq circa, è infatti suddivisa in più regioni, la parte principale con le province di Roma, Viterbo e Rieti nel Lazio ed una seconda porzione, di dimensione consistente, nella provincia di Terni e in parte Perugia (Umbria), oltre a limitate porzioni in provincia di Macerata (Marche) e L’Aquila (Abruzzo), ancorché le principali città ed attività economiche siano localizzate oltre che a Roma, nelle province di Terni, Viterbo e Rieti. Nell’area, la storica presenza delle quattro strade consolari romane che collegano Roma con i territori a nord, l’Aurelia (SS 1), la Cassia (SS 2), la Flaminia (SS 3) e la Salaria (SS 4), ha contribuito a formare un’armatura urbana con la presenza dei quattro principali centri, Civitavecchia, Viterbo, Terni e Rieti, posti lungo un arco a distanza compresa tra 70 e 100 km dal centro della capitale. Ne deriva che solo una lettura del territorio che non tenga conto dei confini regionali ma che comprenda il territorio connesso dalla porzione mediana e inferiore del fiume Tevere e dal principale affluente, fiume Nera, può far emergere le peculiarità dell’area. Il territorio formato dalle province di Roma, Viterbo, Terni e Rieti ha una superficie complessiva di kmq 13.835, con una popolazione residente di 4.910.000, circa l’8% della popolazione italiana. Nell’area si produce circa il 10% del reddito nazionale, equivalente al reddito dell’Irlanda. La popolazione equivalente a quella del Veneto vive in un territorio di superficie ridotta di circa un quarto mentre il reddito pro capite è equivalente. È un’area con densità di popolazione superiore a quella complessiva del nord Italia dove si produce per kmq una ricchezza del 60% superiore. Il reddito pro capite della popolazione è analogo. La straordinaria ricchezza di acqua del territorio garantisce la sostenibilità del territorio per la risorsa idrica ad uso potabile, per l’industria e l’agricoltura, nonché una notevole produzione di energia idroelettrica rinnovabile. La produzione di energia idroelettrica è di circa il doppio superiore a quella media dell’Appennino1. In questo contesto l’area a nord di Roma, contribuisce notevolmente alla sostenibilità dell’area metropolitana di Roma, attraverso la presenza delle principali connessioni logistiche (sistema portuale/aeroportuale integrato Fiumicino-Civitavecchia, nodo di Orte), la produzione energetica (polo energetico di Civitavecchia, sistema di centrali idroelettriche lungo il Tevere, il Nera ed il Velino), la principale riserva di acqua dolce della penisola italiana, nonché con la ricchezza ambientale, storica e paesaggistica del territorio. CONSIDERATO che qualsiasi strumento urbanistico dovrà seguire l’iter previsto dalle normative in materia; Considerato che la proposta di trasformazione del comparto dell’ex zuccherificio debba essere valutata all’interno di una visione del territorio allargata al sistema urbano di 200.000 abitanti che è in formazione tra i capoluoghi di Rieti e Terni all’interno del quale si verificherà la condivisione del bacino di utenza per le attività più importanti e che l’offerta commerciale e di servizi urbani esistente e prevedibile nel centro storico di Rieti non sia sufficiente ad attrarre nuovi investimenti, interessi localizzativi che possano creare nuove opportunità di lavoro ed interesse dei cittadini alle attività di svago, tempo libero e formazione culturale. Considerato che la trasformazione dell’area dell’ex zuccherificio possa invece generare lo sviluppo e la trasformazione dell’ambito di via Porrara con funzioni di tipo terziario lungo il percorso di collegamento con la stazione ferroviaria/terminal bus e l’adiacente centro storico, realizzando un ambito urbano che potrà competere per qualità e dimensioni con il centro di Terni e formare insieme ad esso, anche grazie all’esistente collegamento ferroviario, un sistema doppio che possa catalizzare l’interesse degli investitori e dei cittadini dell’area metropolitana romana. Tenuto conto che la Valutazione ambientale strategica dovrà affrontare il tema della accessibilità all’area centrale, che dovrà essere impostata non esclusivamente con i veicoli privati ma attraverso la rete del trasporto pubblico urbano, i collegamenti pedonali e ciclabili e l’esistente linea ferroviaria. Tenuto altresì conto che la rete stradale dovrà essere potenziata in special modo per consentire un facile accesso dalla strada tangenziale Rieti-Terni; IL CONSIGLIO COMUNALE PRESO ATTO della inammissibilità della deliberazione di iniziativa popolare presentata dal comitato Soci di Coop Centro Italia; RICONOSCIUTA la rilevanza cittadina dell’oggetto di cui alla presente proposta di deliberazione e della necessità di attivare la partecipazione dei cittadini sulle modalità di trasformazione del territorio nell’ottica dello sviluppo sostenibile e della riduzione del consumo di suolo; RICONOSCIUTA altresì la rilevanza di trasformare la città introducendo funzioni di terziario che possano accrescere il ruolo di polo urbano all’interno dello sviluppo territoriale integrato del corridoio nord dell’area metropolitana romana e che la crescita economica delle città sia fondata sulla integrazione delle funzioni commerciali con quelle dei servizi al cittadino, dell’artigianato e del tempo libero; RICONOSCIUTA la necessità di rispettare il percorso autorizzativo per la formazione del rapporto preliminare comprendente una descrizione del piano o programma e le informazioni e i dati necessari alla verifica degli impatti significativi sull’ambiente derivanti dall’attuazione del programma di trasformazione urbana, sin dalla fase di cantiere, con particolare attenzione al sistema della mobilità urbana, automobilistica, con mezzi collettivi, pedonale e ciclabile; VERIFICATO che il progetto presentato da Coop Centro Italia (relativamente al Comparto A – Terziario) e che riguarda una superficie utile complessiva di mq 21.229 all’interno dell’area dell’ex Zuccherificio non presenti le necessarie autorizzazioni edilizie comunali e sovra comunali; RITENUTO altresì che gli interventi e i conseguenti investimenti che gli investitori privati hanno intenzione di attivare sul nostro territorio, qualora inseriti all’interno di un corretto e concreto piano strategico di sviluppo, avranno una positiva ricaduta sull’economia e sull’occupazione del nostro territorio; DELIBERA Di riconoscere la rilevanza ed importanza strategica del progetto di recupero dell’area denominata “Ex Zuccherificio” nell’ambito della più vaste aree ex industriali. Si ritenere indispensabile valutare un eventuale percorso progettuale che tenga conto di uno studio complessivo del tessuto cittadino. Di accogliere positivamente la volontà degli investitori privati di attivare un processo di trasformazione urbana e di riqualificazione dell’area “Ex Zuccherificio” ravvisando tuttavia la necessità di inserire le proposte progettuali ricevute in un percorso procedurale che preveda: • Il Riesame ed adeguamento del progetto attraverso la rispondenza alle esigenze degli investitori privati e dell’Amministrazione Comunale di Rieti; • L’acquisizione anche mediante conferenza dei servizi di tutti i pareri tecnici necessari; • Individuazione delle opere che gli investitori privati realizzeranno per conto del Comune di Rieti, di primario interesse pubblico strategico, con particolare attenzione alla viabilità di collegamento con la strada tangenziale Rieti – Terni; • Il mantenimento ed il ripristino delle presenti strutture edilizie legate alla tradizione ed alla cultura del territorio senza alcuno snaturamento delle stesse; • L’utilizzo del massimo grado di pregio architettonico della progettazione, che preveda altresì l’autosufficienza energetica di tutto il comparto; • L’aderenza alle esigenze logistiche dei cittadini; • La verifica dello stato di bonifica del sito; • La condivisione del progetto di trasformazione urbana con la città, con le parti sociali, con le associazioni dei commercianti e delle attività produttive in genere, per giungere ad una soluzione che riesca a coniugare l’interesse pubblico con l’investimento privato proposto. Di dare mandato al Sindaco, alla Giunta Comunale ed ai preposti uffici di individuare con i proponenti il progetto di trasformazione urbana le forme migliori per giungere ad una rapida definizione dell’iter progettuale.

Melilli: oggi non è il tempo delle polemiche

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“Il Consiglio comunale di Rieti ha compiuto un importante passo in avanti per le sorti del Terminillo. Resta solida la sintonia tra i Comuni e questo lascia ben sperare per una conclusione positiva di una vicenda che nasce nel 2008 con il finanziamento di 20 milioni di euro al quale la Provincia e i Comuni interessati hanno lavorato intensamente e che negli ultimi anni ha subito uno stop drammatico. Ma oggi non è il tempo delle polemiche. La velocità di realizzazione delle opere rappresenta un obiettivo comune sul quale è necessario concentrare tutte le energie. La rinascita del Terminillo si pone in piena sintonia con il rilancio delle aree interne, obiettivo strategico della Comunità Europea, rispetto al quale la Regione e il Governo dovranno individuare i luoghi dove investire risorse ingenti nei prossimi anni. La nostra Regione dovrà scegliere una prima area pilota su cui concentrare le risorse e le aree interne della nostra provincia si candidano ad essere naturalmente il luogo della sperimentazione. Sarà necessaria una buona capacità progettuale e per questo nei mesi scorsi abbiamo costruito, con i sindaci del Cicolano, un percorso volto ad individuare le scelte strategiche su cui concentrare le risorse. Altrettanto dovremo fare per le altre aree interne della nostra provincia ed essere pronti a raccogliere la sfida. I finanziamenti per le aree industriali, le importanti novità relative al Polo della Logistica di Passo Corese, la prossima delibera sul ristoro economico in tema di risorse idriche, la realizzazione degli ultimi tratti della Rieti-Terni e della Rieti-Torano, insieme alle risorse relative alle aree interne rappresentano i cardini per una stagione di rilancio della nostra economia che puo’ diventare presto una solida realtà.  Su tali temi è necessario concentrare l’attenzione del governo nazionale e del governo regionale e per questo stiamo tutti lavorando con una sintonia che è di buon auspicio per il futuro”. È quanto dichiara il deputato e segretario regionale del Pd del Lazio, Fabio Melilli.

Ci siamo anche noi!

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“Giusto lavorare per trovare una soluzione, si sta lavorando sulla possibilità di variazioni normative per salvaguardare lavoratori ed enti interessati” è quanto si legge nel quotidiano locale Rietinvetrina del 01.04.2014 (LEGGI) e del 04.04.2014 (LEGGI), dichiarato dall’Assessore al Personale del Comune di Rieti Paolo Bigliocchi. Il Comitato ex Lavoratori Asu del Comune di Rieti, gruppo composto da tredici unità, a suo tempo presentò un esposto a tutte le autorità competenti e ricorse attraverso il proprio legale, al Tribunale ordinario di Rieti, Sezione Lavoro, in attesa dell’udienza fissata per il prossimo 24 aprile, si sente solidale con i lavoratori attualmente in Asu presso il Comune di Rieti, ribadendo comunque che ogni ipotesi di soluzione di variazione normativa di legge, non potrà essere fatta ad personam, in virtù di una fantomatica convenzione dichiarata illegittima dalla Corte dei Conti e dalla stessa Regione Lazio soprattutto per mancanza dei requisiti giuridici da parte dei 24 lavoratori. La stessa riguarderebbe anche gli ex Asu ricorrenti in quanto aventi gli stessi “requisiti” degli attuali lavoratori ASU del Comune di Rieti. Nota del Comitato ex lavoratori ASU del Comune di Rieti.

Denunciato per incendio colposo un 65enne di Amatrice

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Le fiamme si sono sviluppate nel pomeriggio di ieri intorno alle ore 15 circa in località “Casaletto” del Comune di Amatrice. Ad intervenire prontamente gli uomini del Corpo Forestale dello Stato ed i Vigili del Fuoco che per spegnere le fiamme hanno operato fino a tarda sera. Parallelamente alle operazioni di spegnimento, sono state immediatamente avviate le indagini da parte degli agenti del Comando Stazione Forestale Amatrice, tese ad accertare ed individuare le cause dell’incendio e le eventuali responsabilità. Dai primi accertamenti è emerso che le fiamme si erano sviluppate in una proprietà privata per poi coinvolgere il limitrofo bosco di cerro (Quercus cerris) caratterizzato da un fitto sottobosco. Sul posto è stata identificata una persona di circa 65 anni, proprietaria del terreno da cui si erano generate le fiamme. Il fuoco era stato probabilmente acceso per bruciare dei residui vegetali, ma il vento deve aver alimentato le fiamme che, sfuggite al controllo, si sono rapidamente ed inesorabilmente propagate al bosco. Sul posto è stata richiesta la presenza dei “repartatori” del Comando Provinciale in forza al Nucleo Operativo Speciale (N.O.S.) per attuare i rilievi e gli accertamenti necessari a definire le cause e la dinamica dell’incendio, al fine di produrre tutta la documentazione necessaria a corredo dell’informativa di reato (incendio colposo) anche attraverso prelievi e campionamenti di terreno e materiali combusti. La persona identificata quale responsabile dell’incendio, è stata deferita alla Procura della Repubblica di Rieti e ora dovrà rispondere del reato di incendio colposo, che prevede pene che vanno da uno a cinque anni. Tra la casistica degli incendi di origine colposa, quelli causati per lo smaltimento di residui vegetali rappresenta un’alta percentuale. Oggi, con il Decreto Legislativo n. 136 del 10 dicembre 2013, la distruzione dei residui vegetali, considerati rifiuti, contempla conseguenze penali rilevanti, indipendentemente dal fatto che cagioni poi un incendio boschivo. Si ricorda il numero verde 1515, gratuito sia da rete fissa che mobile, per segnalare tempestivamente qualsivoglia tipologia di manomissione ambientale.

Studenti di Contigliano ospiti del Tg per ragazzi di Rai Gulp

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Gli alunni dell’Istituto Comprensivo di Contigliano saranno ospiti domani, mercoledì 9 aprile, della trasmissione  Rai Tiggì Gulp in onda alle 16.30 sul canale 42. Circa 30 studenti appartenenti alle classi  prime e seconde delle sezioni A e B della scuola secondaria di I grado sono stati invitati negli studi Rai di Saxa Rubra per parlare del progetto Comenius a cui stanno partecipando insieme ad altri dieci istituti di altrettanti paesi europei. Le tematiche affrontate dal progetto che saranno trattate nel telegiornale per ragazzi riguardano i cambiamenti climatici e la sostenibilità ambientale. Una delegazione di alunni di Contigliano ha già affrontato la prima trasferta in Spagna, a Orihuela. Il confronto con le altre realtà scolastiche continua attraverso scambi continui di informazioni e nel corso della primavera 2015 sarà proprio la scuola reatina a ospitare le delegazioni estere. All’interno del progetto sarà attivata da venerdì 11 aprile presso la scuola media una stazione meteo digitale in grado di rilevare in tempo reale dati su temperatura dell’aria, umidità, velocità e direzione del vento, quantità e intensità di pioggia. I dati della centralina verranno trasmessi ed elaborati da un software opportunamente predisposto.

Passa in consiglio la variante per l'alberghiero, bocciata la delibera Coop

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Approvata in consiglio comunale, con 17 voti favorevoli, 2 astenuti e 7 contrari la variante per la costruzione del nuovo Istituto alberghiero. La discussione terminata poco prima della mezzanotte, ha visto inizialmente qualche tensione nella maggioranza, soprattutto in relazione alle dichiarazioni dell’assessore Cecilia: “siete chiamati ad una scelta difficile, votando no perderemo il finanziamento, viceversa approvando, vi assumerete un importante onere”. Prima della discussione della variante è stata bocciata, con un solo astenuto, e senza la presenza della minoranza, che l’ha definita illegittima, la delibera di iniziativa popolare promossa da Raggi della Coop Centro Italia. Il sindaco ha comunque garantito che si tenterà di dialogare con il presidente di Coop Centro Italia per trovare altre strade per il recupero dell’ex area industriale.

Approvato in consiglio comunale il piano per il Terminillo

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Riportiamo la relazione dell’Assessore Pariboni relativo al Piano d’interventi per il Terminillo approvato oggi in consiglio comunale:

L’art. 39 della Legge n° 31 del 24/12/2008 ha istituito, nel bilancio Regionale, un capitolo di spesa denominato “Interventi per la ristrutturazione e l’ampliamento degli impianti sciistici siti nel comprensorio sciistico Monte Terminillo” per il quale si prevede uno stanziamento iniziale di 20 milioni di euro Il progetto Terminillo Stazione montana – turismo responsabile muove pertanto da una consapevolezza.

Essa viene sinteticamente riportata nelle premesse della Deliberazione di Giunta Regionale n° 68 del 24/02/2012 che attuando l’anzidetta Legge Regionale riconosce “che il comprensorio sciistico del Monte Terminillo, nelle aree dei Comuni di: Rieti, Cantalice, Micigliano, Leonessa e Cittareale rappresenta una delle più importanti realtà turistiche destinate alla pratica dello sci, nel Lazio”.

Subito dopo la delibera dà realisticamente atto “che le relative stazioni sciistiche, i vari impianti articolati sul territorio di cui trattasi, negli ultimi anni sono andati via via regredendo, sia in ragione di una obsolescenza degli impianti, sia anche per l’assenza di una visione complessiva e integrante degli impianti stessi”; e inoltre che: “detto mancato sviluppo è da ricondurre anche all’assenza di una gestione moderna ed economicamente sostenibile dell’impiantistica, delle attività ricreative, dell’albergazione e di quant’altro preordinato allo sviluppo del settore, […. ] infatti, l’odierna forma di gestione e le attuali condizioni socio economiche dell’area non risultano idonee ad attrarre i sufficienti capitali privati per un efficace rilancio e , pertanto, senza un intervento pubblico le condizioni di cui trattasi sarebbero destinate a permanere”.

Il progetto Terminillo Stazione montana – turismo responsabile, correntemente con la consapevolezza che ha reso necessario un intervento pubblico, muove anche da un obiettivo, questa volta riportato all’interno protocollo di intesa, sottoscritto il 27/12/2011, dai Comuni di Rieti – Cantalice – Micigliano e Leonessa, dalla Provincia di Rieti e dalla stessa Regione Lazio

Esso tende verso “la messa a sistema dell’intero comprensorio del Terminillo, perseguendo una condizione di auto sostenibilità, con un dimensionamento ottimale e sinergico dei singoli impianti, anche nella prospettiva di una gestione unica degli impianti dell’intero comprensorio” .

E’ stata pertanto la concretezza, o meglio l’ineluttabilità, della concessione del finanziamento regionale, (sostanzialmente rivolto alla ristrutturazione e all’ampliamento degli impianti di risalita), ad innescare quel “processo virtuoso” che ha visto la collaborazione fra i Comuni di Leonessa – Cantalice e Micigliano, i quali, insieme alla Provincia di Rieti, (nel ruolo quanto mai attuale di ente di supporto all’attività dei Comuni) e in ultimo il Comune di Rieti, hanno elaborato un progetto complessivo di sviluppo comprensoriale, un progetto di larghe vedute e che guarda al futuro con prospettive assolutamente incoraggianti.

Un Progetto di comprensorio:

– che  se da un lato: consente di realizzare un sistema infrastrutturale di trasporto con fune che collegherà Rieti a Cantalice, passando per Micigliano e Leonessa;

– dall’altro: tende a preservare e valorizzare tutti gli aspetti e le bellezze naturali del Terminillo, offrendoli al mercato turistico regionale come un sistema unitario e inscindibile; ultima occasione per lo sviluppo e il rilancio socio economico del Monte Terminillo e delle comunità che ad esso fanno riferimento.

Un progetto comprensoriale che per quanto riguarda Rieti:

– che se da un lato vede il Comune, per dotazione impiantistica, dimensione territoriale e quota di finanziamento attribuito (2,3 milioni), rappresentare circa il 20% del comprensorio sciistico che si intende realizzare,

– dall’altro attua ricadute economiche, per indotto e livelli occupazionali, i cui benefici interesseranno per l’80% il Comune di Rieti e il suo tessuto produttivo.

E’ vero, il progetto comprensoriale, di cui il Comune di Rieti è compartecipe, rappresenta l’ennesimo intervento progettuale per il rilancio del Terminillo, dopo che i precedenti si erano infranti nelle pastoie burocratiche, nei campanilismi, e nei veti incrociati delle diverse appartenenze politiche;

Ma è anche vero che è, la prima volta, che un progetto di rilancio del Terminillo, vede:

– il sostegno e la partecipazione convinta di tutti i Comuni interessati, che rappresentano i veri promotori dell’iniziativa;

– il coinvolgimento della Provincia, non nel ruolo di governo, ma nel ruolo di facilitatore dei processi;

– il supporto, convinto, della Regione Lazio, nel ruolo di supervisore e controllore dei procedimenti di autorizzazione oltre che quale finanziatore del progetto.

È il disegno che negli anni 70 auspicava il professor – Leonardo Benevolo – il quale, incaricato dall’Ente Provinciale del Turismo di Rieti, della redazione di un Piano Razionale di Sviluppo che comprendesse l’intero territorio del Terminillo, cioè anche le zone ricadenti nei Comuni di Leonessa, Posta, Antrodoco, Castel Sant’Angelo, Micigliano, Cittaducale, Cantalice… auspicava che “almeno i piani regolatori dei Comuni interessati all’anello alto – Rieti, Cantalice, Leonessa, Micigliano, Cittaducale – potrebbero utilmente essere riuniti in un Piano Intercomunale, da redigere per iniziativa dei Comuni stessi riuniti in Consorzio, oppure della Provincia di Rieti in attesa della costituzione del consorzio medesimo” e concludeva “in ogni caso, per la gestione del piano, sarà indispensabile giungere ad un durevole accordo fra i cinque Comuni, i quali potrebbero federarsi a questo scopo, dando vita ad un Ente per lo sviluppo del Terminillo ….”

E’ pertanto sbagliato, come viene spesso riportato dagli organi di stampa, definire questo, il progetto “Orlandi”, forse per equipararlo ai progetti dei suoi tanti predecessori. Questo è invece un piano di sviluppo nato dalla volontà e dalla partecipazione dei Comuni e dei territori e delle comunità che essi rappresentano. Non è un progetto di uno solo ma è un progetto complesso, interdisciplinare, al quale hanno lavorato diversi tecnici ed esperti, ciascuno dei quali ha messo la propria competenza a servizio dell’obiettivo comune.

Sono circa venti gli esperti che a vario titolo hanno contribuito alla redazione del progetto; ingegneri ambientali e geotecnici, dottori forestali, geologi, biologi, architetti, economisti, periti demaniali, individuati dai Comuni e coordinati dalla Provincia al quale spetterà il ruolo di promuovere i procedimenti di autorizzazione anch’essi altrettanto complessi.

Con il contributo offerto dagli esperti si è colta l’occasione, inedita, per avviare e portare a compimento una approfondita analisi del territorio che oggi ci consente di avere, per tutto il comprensorio, il quadro completo e dettagliato dei rischi geologici (distacco delle valanghe, caduta massi e frane); della vegetazione autoctona, della flora e della fauna; delle peculiarità geologiche, delle caratteristiche ambientali; delle risorse idriche, dell’atmosfera.

Ogni dettaglio progettuale è stato analizzato alla luce di quanto emergeva dai sopralluoghi e dai rilievi strumentali e la conoscenza “scientifica” del territorio che ne è derivata, ha orientato tutte le scelte progettuali, dall’individuazione dei tracciati delle piste, alla localizzazione degli impianti di risalita, dei bacini idrici, dei sistemi di difesa e protezione, delle infrastrutture logistiche e di servizio.

E’ vero che il progetto che oggi si sottopone all’approvazione del Consiglio non è il progetto complessivo da sottoporre a Valutazione di impatto ambientale che, avendo valenza co mprensoriale, è di competenza della Provincia quale Ente di Area Vasta.

E’ anche vero che il progetto che oggi si sottopone all’approvazione del Consiglio, in termini di infrastrutture di trasporto, riguarda solo due dei sedici impianti di risalita previsti dal progetto di comprensorio; ma è indubbio che l’analisi conoscitiva effettuata dai Comuni e dalla Provincia, ai fini del procedimento di valutazione di Impatto ambientale, oltre che ad orientare gli interventi previsti per i singoli Comuni, (nel senso da contenerne gli impatti nei diversi aspetti), ha consentito l’individuazione di strategie di sviluppo e valorizzazione dell’ambiente più mirate e consapevoli, alcune delle quali trovano grande spazio e visibilità all’interno del progetto stesso per essere realizzati contestualmente agli impianti. Poiché, se da un lato, l’area del Terminillo risulta gravata da tanti vincoli che già ne garantiscono la tutela e la salvaguardia; dall’altro lato nessuno degli strumenti di pianificazione e di tutela ambientale che si sono susseguiti e accavallati in questi anni, ha mai espressamente vietato la realizzazione di impianti di risalita, o reso incompatibile lo sviluppo della pratica dello sci con la necessaria tutela dell’ambiente.

Piuttosto è stato riconosciuto che il contributo, in termini di visibilità e attrattività, che proviene dalla presenza di efficienti sistemi di collegamento a fune, costituisce il presupposto, e il giusto traino, per lo sviluppo del turismo ambientale ed escursionistico; un presupposto necessario ma il solo in grado di assicurare le risorse umane ed economiche necessarie alla salvaguardia del territorio, altrimenti destinato al godimento di pochi o peggio all’abbandono e al degrado.

In questo scenario, gli obiettivi gestionali e amministrativi previsti dal Piano di Coordinamento Provinciale, nel senso della creazione di uno specifico organismo di tutela per il monte Terminillo, possono trovare spazio e sostegno nella realizzazione del progetto di comprensorio; che vede, fra i sui obiettivi, non solo la realizzazione degli impianti di risalita, ma anche di tutte le attività di valorizzazione e tutela ambientale e paesaggistica, gestite dai Comuni associati, in quanto soggetti rappresentativi delle comunità locali, o attraverso organismi a loro riconducibili.

Il progetto “Terminillo Stazione Montana, turismo responsabile”, è pienamente conforme alle Linee Guida del progetto di Territorio n.4. Terminillo e Monti Reatini. “Per una nuova cultura della montagna” parte integrante del PTPG di Rieti, infatti si pone l’obiettivo di:

– collegare le singole realtà locali in una unica realtà funzionale;

– perseguire lo sviluppo sostenibile a 360 ° : economico, sociale, occupazionale ed ambientale, puntando su una offerta turistica della stazione montana durante tutto l’arco dell’anno e per tutte le fasce di utenti, nel pieno rispetto dell’ambiente naturale;

– riqualificare e recuperare le strutture esistenti nei paesi pedemontani, capaci di soddisfare la ricettività turistica sia in estate che in inverno escludendo la realizzazione di nuova cubatura per strutture ricettive.

Nel progetto di comprensorio, hanno inoltre il giusto spazio e approfondimento:- gli interventi a sostegno delle iniziative di recupero ed educazione ambientale: come il recupero del vivaio di Pian de Rosce e la valorizzazione di percorsi naturalistici

– la valorizzazione di importanti peculiarità vegetazionali e habitat naturali censiti grazie alle analisi effettuate propedeutiche alla valutazione di impatto ambientale, attraverso l’utilizzo di strumenti di tutela, fortemente rappresentativi e riconoscibili a livello nazionale, quali per esempio la creazione di veri e propri monumenti naturali nell’area della sella di Leonessa e Vallonina.

In merito agli stretti ambiti comunali, occorre precisare, in via preliminare, chele iniziative svolte dal Comune di Rieti a sostegno della pratica dello sci e più in generale dello sviluppo del Terminillo sono state, nel tempo, condizionate dal difficile e non sempre proficuo rapporto con l’attuale concessionario dei pochi impianti di risalita attivi.

Lo stesso progetto, per la parte che interessa il Comune di Rieti, ha rischiato di impantanarsi, nelle pastoie burocratiche e giudiziarie che oggi regolano gli impianti in concessione, e solo la visione comprensoriale e di largo respiro che abbiamo anzidetto, può scongiurare tale pericolo.

La proposta progettuale che oggi viene sottoposta all’approvazione dal parte del Consiglio consente al Comune di dotarsi degli strumenti tecnici ed operativi per emanciparsi, solo se necessario, dalla dipendenza dal concessionario:

– con la seggiovia Togo, si prevede di realizzare un accesso privilegiato e dignitoso all’intero comprensorio da Pian de valli

– con la seggiovia Colle di mezzo, viene assicurata la fruizione delle seggiovie Cardito sud, di competenza provinciale, e “Cardito nord”. Quest’ultima, grazie all’accordo con il Comune di Cantalice, sarà finalmente riposizionata utilizzando il contributo regionale attributo al Comune di Rieti.

Inoltre, il progetto per l’ambito di Rieti:

– prevede e detta le linee di indirizzo per la messa in sicurezza e l’adeguamento funzionale delle piste affinché risulti compatibile con la tutela delle praterie montane;

– regola gli usi civici con l’Amministrazione separata;

– consente il potenziamento del sistema di innevamento programmato attingendo alle risorse idriche presenti nel Comune di Micigliano;

– prevede di potenziare la dotazione di servizi e logistica a servizio delle Piste da sci di fondo in loc. cinque confini, che soffrono, come noto, di una preoccupante carenza di strutture di accoglienza che rischia di pregiudicarne il futuro.

In ultimo, sono messi in sinergia con il progetto di sviluppo tutte le dotazioni infrastrutturali esistenti o da realizzare: la piscina in corso di ultimazione in località la valletta e il campo di altura; il parcheggio interrato di pian de valli; il parcheggio della Malga nel comune di Micigliano in grado di sopperire alla carenza di parcheggi.

Senza escludere che, nel corso dell’istruttoria alla procedura di valutazione di impatto ambientale, possano concordarsi con la Regione Lazio ulteriori iniziative infrastrutturali, in primis la possibilità della realizzazione di una viabilità alternativa alla SS4 bis del Terminillo per uscire da Pian de Valli; oltre che un nuovo parcheggio antistante il piazzale Togo all’interno della proprietà regionale ex APT ora concessa in comodato alla Provincia di Rieti.

Sarebbe comunque auspicabile (e su questo stiamo lavorando) una normalizzazione dei rapporti con il Concessionario; ciò potrebbe comportare la rilocalizzazione o il ri-posizionamento delle seggiovie previste dal progetto, in ossequio al principio, concordato con la Regione, che una volta ottenuta la compatibilità ambientale degli impianti così come previsti, ogni loro spostamento o riduzione di ingombro non comporterebbe l’attivazione di una nuova procedura di Valutazione.

Per concludere, faccio presente che se da un lato: l’approvazione del progetto da parte del Consiglio Comunale, consentirà alla Provincia di promuovere la procedura di valutazione di impatto ambientale del progetto di comprensorio e, contestualmente, di attivare la conferenza dei servizi per la realizzazione degli impianti che beneficiano del finanziamento regionale; dall’altro, lo stesso Consiglio, nell’esercitare la propria competenza nell’individuazione e nella localizzazione delle infrastrutture di trasporto a fune, dovrà successivamente pronunciarsi in merito alla gestione degli impianti previsti e dei complessivi e interdisciplinari interventi richiamati.

In tale prospettiva, per gli impianti, le possibilità di gestione previste dalla norma regionale (L.R. 59/83) sono le seguenti:
– la Gestione diretta da parte del Comune come ad esempio sono gli impianti di Leonessa – Campo stella

– la Gestione mediante aziende speciali

– la Gestione in concessione

Come ad esempio sono gli impianti in concessione di Pian de valli o quelli da realizzarsi a spese del concessionario di opere pubbliche per i nuovi impianti di Vallonina. In questo quadro, il piano di sostenibilità economico finanziaria del progetto di comprensorio elaborato dalla Provincia a corredo della VIA potrà essere utile ad orientare le future scelte gestionali che dovrà adottare il Comune.

Da quanto appreso nel corso delle riunioni di coordinamento promosse dalla Provincia, in un ottica necessariamente comprensoriale, che comprende anche gli impianti del Comune di Rieti i quali rappresentano circa il 25% del totale ivi compresi gli impianti del concessionario: il rapporto fra i ricavi attesi (stimati in base alle presenze annue molto sottodimensionate circa 250 300 mila ingressi e costi dell’abbonamento contenuti circa 22-25 euro/giorno) e i costi di gestione, consentirebbe margini di esercizio tali da consentire il rimborso dei finanziamenti necessari alla realizzazione dell’intero progetto, circa 30 milioni, che si aggiungerebbero a quelli messi a disposizione dal finanziamento pubblico (19 milioni) e quelli previsti in capo al concessionario di Vallonina (15 milioni).

Con queste ipotesi economico finanziarie i Comuni di Leonessa, Cantalice e Micigliano si sono già associati sotto forma di un consorzio di gestione. Consorzio al quale saranno conferiti gli impianti di proprietà degli stessi comuni associati ivi compresi quelli della Vallonina una volta realizzati da parte del concessionario.

La possibilità per il Comune di Rieti di aderire al consorzio di gestione, potrebbe rappresentare una opportunità per cogliere i vantaggi e le economie di scala derivanti dal comprensorio unico, fermo restando la necessità di definire al più presto i rapporti con l’attuale concessionario degli impianti anche attraverso gli strumenti che il progetto di comprensorio mette a disposizione del Comune.

In sintesi, ritengo di poter affermare che “Il riferimento centrale del progetto di comprensorio, – per il quale oggi il Consiglio Comunale di Rieti metterà il primo tassello con l’approvazione della progettualità relativa all’ambito reatino -, è una nuova cultura della montagna che non faccia perno più solamente su un turismo “mordi e fuggi”, caratterizzato dall’arrembaggio domenicale e che con il Terminillo non costituisce alcun rapporto. Tale diverso atteggiamento nei confronti della montagna si fonda su una relazione più stretta, culturale, con il contesto ambientale e con il suo significato antropologico, ma anche economico e produttivo.”

Decideremo insieme i passi successivi, ciò che oggi è finalmente ineludibile è l’approccio comprensoriale al Terminillo, la condivisione con tutti i Comuni interessati di un progetto di sviluppo che vuole fare del potenziamento del bacino sciistico il volano per valorizzare le risorse ambientali e paesaggistiche di questa montagna, con la consapevolezza che “È necessario maturare una nuova cultura della montagna, che le dia un nuovo senso all’interno delle più generali dinamiche dello sviluppo, in grado di sostenere un progetto di sviluppo fondato sulle risorse locali ed, in particolare, su quelle naturali; un progetto di sviluppo locale che sia sostenibile, durevole e sia in grado di proporre e promuovere un’immagine della montagna diversa, più aperta e ricca di significati; un progetto di sviluppo locale fondato sulla produzione di beni ambientali e simbolici, sulla riappropriazione culturale del territorio, sulla costituzione di un rapporto empatico e coinvolgente tra il turista ed il contesto ambientale, su una fruizione che abbia più occasioni, più motivi, più modalità di esprimersi, un arco di tempo più ampio per esplicarsi.

Bisogna sviluppare una progettualità che sia in grado di rendere tutto ciò anche un’attività economica capace di produrre reddito.”

Ed oggi è auspicabile che a muovere questo primo fondamentale passo verso questo ambizioso ma realistico progetto di sviluppo per il Terminillo sia l’intero Consiglio Comunale di Rieti, unitamente ai consigli comunali degli altri Comuni del comprensorio.

Casperia scelta per gli spot Balocco

A distanza di un anno e mezzo, dopo alcune scene della fiction “Rossella 2” (Raiuno), i riflettori sono nuovamente puntati su Casperia. Infatti, i prossimi spot pubblicitari della Balocco, nota industria dolciaria italiana, saranno girati nel borgo sabino, scelto da The Family, società milanese incaricata di realizzare il lavoro, dopo aver scandagliato attentamente tutta l’Italia centrale. Le riprese inizieranno martedì prossimo e si concluderanno venerdì, interessando diversi angoli del centro storico e della campagna circostante.

La Small Basket Cittaducale vince il Memorial "Luca Lunari"

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Fine settimana decisamente impegnativo per i giovani atleti sabini della Small basket che hanno dovuto affrontare le amichevoli del Memorial “Luca Lunari” e, a seguire, la prima gara dei play off di campionato. La Small Basket Cittaducale, in collaborazione con la Foresta Basket Rieti, ha vinto la quinta edizione del Memorial di Basket giovanile, categoria Aquilotti nati nel 2003/04, intitolato alla memoria di Luca Lunari, giovane studente reatino scomparso sotto le macerie del tragico terremoto avvenuto nel capoluogo abruzzese nel 2009. Le giovanissime promesse del basket, con una prova di orgoglio e voglia di vincere, hanno battuto la temibile formazione del San Cesareo (RM) con il punteggio di 38 a 36. Una partita molto tirata, composta da 6 tempi da 6 minuti ciascuno ed incerta fino alla fine, mettendo in evidenza un collettivo Foresta-Small veramente all’altezza della situazione, facendo ricredere non solo i dirigenti delle società ma anche gli infaticabili coach, Ugo Cocuccioni e Gioacchino Fusacchia. A coronare la kermesse di questo fine settimana, nonché di una splendida stagione sportiva, anche la vittoria in casa contro il Cannara bk, partita dei play off vinta senza alcuna esitazione per 65 a 46.

Aggredisce la sorella ed il cognato per futili motivi. Arrestato

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I Carabinieri del Norm di Poggio Mirteto hanno tratto in arresto in flagranza di reato il cittadino rumeno B. C. D. del 1989 che in evidente stato di alterazione alcoolica aveva aggredito per futili motivi la sorella ed il cognato procurandogli lesioni alle mani. I militari intervenuti sul posto contemporaneamente ad un’ambulanza del 118 sono stati aggrediti dall’uomo che in preda ai fumi ha procurato ad uno degli operatori sanitari lievi contusioni. Tradotto nella caserma di Passo Corese l’uomo è andato nuovamente in escandescenza scagliandosi contro gli stessi militari della pattuglia procurandogli questa volta lievi traumi agli arti superiori. Il 25enne è stato trattenuto nelle camere di sicurezza e controllato a vista a disposizione dell’A.G. in attesa del rito direttissimo.