Concerto d'organo e voce a Contigliano

Sabato 13 settembre alle ore 18 ci sarà un altro bel concerto “VOCE E ORGANO” nella stupenda Collegiata di San Michele Arcangelo a Contigliano (centro storico).  Damiana PINTI, Mezzosoprano e Francesco CERA, organista (sul Grande Organo Fedeli del 1747) eseguiranno opere di Monteverdi, Vivaldi, Bach e Mozart.

Giovedì 28 agosto presentazione del 44mo RietiMeeting

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Giovedì 28 agosto alle 12:30 nella sala conferenze dell’Hotel Quattro Stagioni, in piazza Cesare Battisti, sarà presentata l’edizione numero 44 del RietiMeeting, ultimo appuntamento del circuito Iaaf World Challenge,  in programma domenica 7 settembre allo Stadio dell’atletica “Raul Guidobaldi”. Accanto al direttore Sandro Giovannelli (nella foto), che regalerà alcune anticipazioni tecniche sull’evento ed i suoi grandi interpreti, è atteso l’intervento delle autorità locali, tra le quali il sindaco di Rieti Simone Petrangeli. Parteciperanno all’incontro con la stampa anche Vincenzo Mattei, coordinatore provinciale di Telethon per le attività di raccolta fondi, Maria Grazia Valentini in rappresentanza delle Associazioni Amiche di Telethon e Sandro Rinaldi, presidente della Cassa di Risparmio di Rieti, che ha voluto il marchio di Telethon, leader nella ricerca per la lotta alle malattie genetiche, legato al più importante avvenimento sportivo di Rieti. Proposta recepita dal direttore Giovannelli e che permetterà di devolvere una quota dell’incasso in beneficenza. Nella conferenza stampa spazio anche alle grandi novità del RietiMeeting 2014: la prima edizione della manifestazione podistica “Dai Santuari Francescani al Tempio dell’Atletica Leggera” e l’ottava edizione della passeggiata sul Cammino di Francesco Rieti-Fontecolombo-Rieti, manifestazioni a iscrizione gratuita che daranno la possibilità a tanti appassionati di podistica o di percorsi naturalistici di vivere ancor più da protagonisti il RietiMeeting. Maggiori informazioni su questi appuntamenti sono disponibili sul sito ufficiale rietimeeting.com. I vincitori del concorso fotografico indetto dal RietiMeeting saranno annunciati in data 30 agosto.

Sanità reatina, l'Ugl presente alla mobilitazione

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La necessità di una massiccia mobilitazione in difesa della sanità reatina, motiva l’adesione dell’Ugl di Rieti con una nutrita delegazione di quadri sindacali, alla seconda conferenza in programma il 27 agosto alle ore 17:30 presso la sede ALCLI Giorgio e Silvia. Lo rende noto il Segretario Generale Ugl di Rieti, Marco Palmerini. Non vogliamo che la logica dei numeri e di bilancio, danneggino ancora una volta il nostro territorio, prosegue Palmerini. Il nuovo regolamento approvato dalla conferenza Stato-Regioni per la definizione degli standard ospedalieri, se calato sulla nostra provincia così come è stato pensato, sarà il colpo di grazia per il nostro sistema sanitario locale. Il declassamento dell’Ospedale di Rieti, comporterà inevitabilmente la penalizzazione di servizi che attualmente rappresentano anche delle eccellenze per il nosocomio del capoluogo. Il nostro territorio, continua il Segretario Ugl, già fortemente penalizzato, non ha altre strutture sanitarie alternative come invece accade nelle altre provincie; se poi si pensa alle caratteristiche orografiche del territorio reatino, all’infrastrutture viarie e all’elevata età media della popolazione, la richiesta che rivolgiamo ai politici espressione della nostra provincia è quella di un forte impegno per il potenziamento dell’Ospedale di Rieti e dei due presidi di Magliano e Amatrice. Non arretreremo di un centimetro, conclude Palmerini, sulla difesa della sanità reatina siamo pronti ad ogni forma di mobilitazione, le nostre strutture sanitarie devono essere potenziate a tutela di un diritto della popolazione reatina già fortemente sfavorita e defraudata delle proprie risorse.

Società reatina truffata per oltre 2,5 milioni di euro. Concluse le indagini della GdF

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I militari del Comando Provinciale di Rieti, nell’ambito dell’attività volta al contrasto di illeciti fiscali e societari, hanno portato alla luce un caso di appropriazione indebita e truffa. Le indagini erano state avviate a seguito delle numerose denunce sporte alla Procura della Repubblica di Rieti da dipendenti e soci di una impresa reatina operante nel settore alimentare attraverso numerosi supermercati. La Procura aveva quindi delegato al Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Rieti i necessari approfondimenti, al fine di ricostruire la vita societaria della medesima fino alla cessazione della sua attività a seguito di una profonda crisi finanziaria. Nel corso delle investigazioni i finanzieri, con l’ausilio degli accertamenti bancari, hanno acquisito elementi nei confronti degli amministratori dell’impresa per il reato di appropriazione indebita delle somme riferibili alle quote stipendiali ed alle indennità connesse (prestito sociale, tfr, cessioni del quinto) e per truffa. In particolare veniva accertato che le figure apicali della società, al fine di procurarsi un ingiusto profitto, si erano appropriati di ingenti somme di denaro ammontanti al oltre 2,5 milioni di euro, di cui avevano il possesso in ragione delle mansioni loro affidatigli, arrecando un danno patrimoniale di rilevante gravità per i rispettivi soci lavoratori e/o prestatori, parte di quest’ultimi, oltretutto, raggirati e truffati in quanto tenuto loro nascosto il reale stato di dissesto finanziario dell’impresa. Sono in corso ulteriori attività volte all’accertamento ed alla successiva contestazione di violazioni in materia di “antiriciclaggio” nei confronti sia di persone fisiche che di intermediari finanziari.

Incidente a Villa Reatina, auto finisce contro panificio

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Questa mattina incidente tra due auto che si sono scontrate sulla Salaria per L’Aquila all’altezza del bivio per Villa Reatina. A seguito dell’impatto una delle due è finita contro la vetrina di un panificio nei pressi dell’incrocio. Sul posto i Vigili del Fuoco hanno provveduto a mettere in sicurezza i veicoli, uno dei quali era alimentato a GPL. Illesi gli occupanti dei mezzi coinvolti.

A Fara in Sabina sabato 30 agosto raccolta sangue dell'Avis comunale

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Sabato 30 agosto dalle 7.30 ore 10.30 l’Avis Comunale di Fara in Sabina organizza una raccolta Sangue presso il punto prelievo dl “Palazzo Università Agraria” Corese Terra. L’Avis si raccomanda di venire a digiuno, si può assumere un caffè, thè o succo di frutta. Requisiti minimi per donare: Peso superiore a 50 Kg No assunzione Farmaci Godere di ottima salute Si può donare dai 18 anni fino ai 65 anni, secondo il giudizio del medico. Gli uomini possono donare dopo 3 mesi dall’ultima donazione, (4 volte l’anno) le donne dopo 6 mesi circa, (2 volte l’anno). Per i nuovi donatori si prega di portare 2 foto tessera, una per fare il tesserino e una per uso ufficio.

Battisti ATC-RI1: senza controllo la proliferazione della fauna selvatica

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È vero negli ultimi anni le richieste dei sopralluoghi tecnici al fine del risarcimento del danno da fauna selvatica sono in netta diminuzione ma il paradosso è dietro l’angolo perché al diminuire dei danni ci si aspettava un diminuire delle popolazione di cinghiali e corvidi, e invece no!!!! Proprio la proliferazione dei suidi e dei corvidi e la mancanza di uno schema di piano per la programmazione degli interventi di controllo numerico delle specie, è effetto ed al contempo causa dell’abbandono delle aree agricole e montane da parte delle popolazioni che oltre alla «sofferenza» dovuta alla recente crisi economica, subiscono gravi perdite della produzione che minano la già precaria economia degli agricoltori e delle loro famiglie. Quindi oggi ci troviamo che nel territorio montano della nostra Provincia non vengono eseguite coltivazioni di pregio molto dispendiose e redditizie quali lenticchia, farro, segale, orzo ecc., che poi verrebbero distrutte dai branchi di suini e corvidi. L’approccio a questo problema faunistico legato alla proliferazione degli stessi, è condizionato pesantemente da una burocrazia caotica e disordinata e dalla sottovalutazione della dimensione sociale di questi fenomeni, e non può essere assolutamente valutato come una faccenda che riguarda solo i singoli agricoltori o allevatori, di fatto lasciati soli a fronteggiare un fenomeno e che in alcune zone della Provincia, ha assunto dimensioni preoccupanti. A differenza di quanto si sia erroneamente ritenuto fino ad oggi, l’ordinaria attività venatoria, così come viene organizzata e gestita, rappresenta una forma di parziale controllo delle specie di cui sopra. Tutti i metodi di contenimento e prevenzione dei danni sono stati fino ad oggi disattesi e hanno provocato un’inutile sperpero di economia (anche pubblica) oltre alla perdita di tempo prezioso degli agricoltori. Quindi in funzione dei piani di gestione delle specie, da oggi in poi ci faremo promotori, verso gli enti deputati, di una giusta attività venatoria di controllo che avvenga sempre con la supervisione degli organi di polizia e di vigilanza competenti e pianificata con gli enti scientifici nazionali, quali l’ISPRA (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale), i cui pareri non assumono carattere vincolante.

Sanità, L'On. Melilli scrive ai Sindaci della Provincia di Rieti

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Pubblichiamo integralmente una lettera inviata dal deputato Fabio Melilli a tutti i sindaci della provincia di Rieti e per conoscenza al presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti. Ho seguito nei giorni scorsi il dibattito che si è sviluppato intorno ai destini della sanità della nostra provincia. Ho evitato di intervenire pubblicamente, aggiungendo la mia voce alle tante che hanno espresso allarme e preoccupazione per quello che sta avvenendo per due ordini di ragioni: la prima perché ho ritenuto opportuno che fosse la regione a dover chiarire, con gli elementi che sono in suo possesso e che penso possano rasserenare il dibattito e dare certezze alla nostra sanità. Naturalmente senza che ciò mi impedisse di svolgere nei confronti della stessa il naturale lavoro di pressione e di persuasione della bontà delle nostre ragioni. La seconda perché in questo tempo, dove la strada più facile per le stesse classi dirigenti sembra essere non la ricerca di soluzioni ma una gara a chi protesta più energicamente, cerco di ricordare a me stesso che alle classi dirigenti è dato il compito di evidenziare le criticità e dare soluzioni e non di soffiare sul fuoco della protesta, anche se questo secondo mestiere sembra essere più pagante in termini di consenso. Per me sarebbe stato in verità anche facile non essendo tra coloro che governano la regione, ma il ruolo che svolgo nel mio partito e soprattutto la condivisione dello straordinario percorso di cambiamento che stanno ponendo in essere Nicola Zingaretti, la sua giunta e la sua maggioranza, mi impedisce di unirmi al coro di chi protesta pensando di lucrare un consenso a breve ed evitando di affrontare le vere questioni che sono in campo. Così mi permetto di riassumerle, facendo anche uso della memoria, che spesso difetta nelle analisi che ascolto. La sanità della nostra regione vive una situazione di grave anomalia da quasi un decennio. Il commissariamento, che è derivato dalla situazione debitoria, ha di fatto, attraverso i tecnici dell’Economia, espropriato sovranità alle classi dirigenti della nostra regione ed ha costretto i manager a misurarsi con una situazione nella quale nulla era rimesso alla loro autonomia, nemmeno la più banale delle assunzioni. Senza alcun dubbio i volumi di spesa incontrollata ed irrazionale hanno riguardato, non soltanto per dimensione, soprattutto la Capitale e credo che di tutto ciò la regione non possa non tener conto. Ci è sembrato chiaro per questo che la prima cosa da fare fosse creare le condizioni per l’uscita dal commissariamento ed il conseguente ritorno alla normalità, che sola può tornare a farci sperare in un miglioramento del diritto alla salute per i nostri cittadini ed in un riequilibrio territoriale che avverto come necessario ed inderogabile. Lungo la strada dell’uscita dal commissariamento la regione sta operando con efficacia, insieme ad alcune azioni che hanno dato buoni frutti e che riguardano il riconoscimento ottenuto nei giorni scorsi di quasi 400 milioni di euro per la nuova situazione demografica (riconoscimento che veniva negato al Lazio da troppi anni); la possibilità di rinegoziare il debito (per il quale pagavamo interessi assurdi per le condizioni attuali del mercato) che, con una produttiva azione parlamentare, abbiamo consentito anche alla nostra regione, con un risparmio di 90 milioni l’anno ed infine lo sblocco di oltre 600 milioni per l’edilizia sanitaria, inspiegabilmente incagliati nelle maglie dell’inefficienza e della lentezza della burocrazia. Stiamo insomma, forse per la prima volta, lavorando per restituire speranza e futuro agli operatori della sanità e soprattutto agli utenti. Non era stato fatto prima e, come tutte le cose difficili, si sconta qualche contraddizione. Ed è senz’altro una contraddizione aver concentrato soprattutto sulla Capitale gli hub di elaborazione delle analisi con soluzioni che comportano peraltro tempi lunghi ed ingenti spese per investimenti. E naturalmente lavoreremo per correggere quella scelta. Ma l’obiettivo, per una politica seria, resta quello di tornare a dare dignità alla sanità dei territori del Lazio. Nel frattempo non ci si può non confrontare con la situazione data. E la situazione data, per quanto ci riguarda, vedeva la chiusura degli ospedali di Magliano ed Amatrice insieme ad altri 22 ospedali del Lazio ed un indebolimento costante soprattutto sul versante delle risorse umane per il de’ Lellis. In entrambi i casi abbiamo tutti, da subito, lavorato per cercare soluzioni che trovassero il consenso delle comunità locali e mi pare che siamo avviati verso soluzioni di soddisfazione. Per Amatrice la soluzione “Casa della salute” rischia di non essere funzionale alle esigenze di un territorio così fragile per numero di utenti e sono certo che la Regione saprà individuare la soluzione migliore. Essa peraltro è a portata di mano, perché il Comune aveva trovato un’intesa con la precedente Presidente della Regione (in verità debbo dire con molte perplessità da parte nostra) e quella è una soluzione che secondo me, possiamo migliorare. Faccio un po’ di fatica a capire il rigurgito secessionista e barricadero (o forse lo capisco benissimo), quando esistono atti della Regione che il Comune ha condiviso e che nessuno smentirà. In quegli atti, condivisi dal Comune, non c’era la salvezza dell’ospedale ne’ la tutela di una zona svantaggiata e mi pare davvero stravagante che qualche politico oggi, dopo tre anni di imbarazzante silenzio, torni a a parlarne. Solo per esercizio di memoria vorrei anche ricordare che il decreto n. 80 della Presidente on. Polverini, non contemplava posti letto di riabilitazione e prevedeva soltanto come eventuali, alcuni posti letto di RSA. Non è un caso se essi ad oggi non sono stati attivati. Per Magliano stiamo dando significato e sostanza vera alla casa della salute e stiamo lavorando per vedere quali sinergie si possono mettere in campo con Civitacastellana perché si dia vita in quei territori ad una integrazione vera dei servizi in un area strategica per la nostra provincia. Per quanto riguarda l’Ospedale di Rieti, come è noto, qualche settimana fa è stato sottoposto ad intesa in Conferenza Stato Regioni, il regolamento che doveva essere emanato da tempo, relativo agli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi dell’assistenza ospedaliera. Il regolamento fissa, nelle sue tabelle allegate, popolazioni di riferimento per l’ottimale svolgimento delle tipologie di assistenza ospedaliera. Esso è stato elaborato dalla comunità scientifica e credo tutti noi faremmo fatica a contestarne la fondatezza. Il compito spetta agli esperti e credo che nei prossimi mesi esponenti della comunità scientifica non mancheranno di farsi sentire. E’ evidente che definire una soglia di popolazione, con riferimento alla quale diventa ottimale la prestazione di un servizio ospedaliero, può creare allarme non solo a Rieti ma in ogni parte d’Italia, visti i bacini di utenza di centinaia di Ospedali Italiani, per la gran parte, escluse le grandi città, dimensionati su soglie demografiche molto simili alle nostre (si guardi ad esempio la vicina Terni, provincia di 230.000 abitanti, dove però in verità non mi pare si stiano registrando allarmi o mobilitazioni contro il Regolamento Lorenzin). In relazione a quelle dimensioni quantitative è ovvio che le Regioni dovranno modellare il sistema ospedaliero, ma non potranno non tener conto della tipicità delle singole realtà territoriali, pena un grave impoverimento dell’offerta sanitaria nell’intero paese. D’altronde i modelli organizzativi più avanzati ai quali dobbiamo guardare, offrono soluzioni che consentono di conciliare la debolezza numerica dell’utenza con la opportunità di raggiungere livelli di prestazione adeguati. E fa bene la Diocesi di Rieti a ricordarci che l’algebra mal si concilia con il diritto alla salute. E’ per questo che ho voluto attendere il pronunciamento della Regione che qualche giorno fa ha ribadito che nessun servizio di quelli attuali verrà cancellato dall’Ospedale di Rieti ma che anzi ci avviamo ad un potenziamento dell’Ospedale stesso che sappia fare giustizia della grande mole di mobilità passiva. La dichiarazione molto opportuna del Presidente Zingaretti dovrebbe poter porre fine agli allarmismi ma tutti dovremo vigilare e nessuno abbasserà la guardia affinché i servizi sanitari nella nostra provincia vengano non ridotti ma piuttosto migliorati. Credo che le nostre rivendicazioni debbano piuttosto concentrarsi sull’ottenimento di un numero congruo di posti letto di lungodegenza e riabilitazione di cui da decenni rivendichiamo il diritto, ponendo fine allo scandalo che vede chi ha bisogno di cure riabilitative, doversi recare nella capitale o nella provincia di Roma, quando le condizioni ambientali fanno della nostra provincia il luogo ideale per cure di tale natura. E dovremo concentrarci sull’obiettivo dell’accreditamento di un numero congruo di posti letto in RSA, senza dover attendere, come nel passato, lunghi anni prima di ottenerlo (a questo proposito l’accreditamento della struttura di Montebuono è un ottimo segnale) e sulla ipotesi, recentemente sostenuta anche dalla Direzione Aziendale, di clinicizzazione di alcuni reparti del de Lellis che sappiano “sprovincializzare” un po’ il nostro ospedale. La negativa incidenza della mobilità passiva deve infatti essere aggredita con più energia ed è necessario farlo tornando a credere nelle potenzialità del nostro ospedale, anche se ciò dovesse comportare la diminuzione di qualche rendita di posizione o la marginalizzazione di qualche desiderio di chiusura dei confini, rischio che pure ogni tanto corriamo. Mi pare a questo proposito difficile non affrontare con coraggio il tema del cambiamento di un modello organizzativo ospedaliero che risale a quaranta anni fa. Non possiamo dimenticare inoltre che la particolare orografia del nostro territorio fa di esso il luogo che, più di ogni altro, ha bisogno del potenziamento della medicina territoriale. Tutto questo ci siamo impegnati a difendere e le energie che profonderemo saranno rivolte a far recuperare alla nostra provincia un gap durato decenni, ricordando però sempre che se non si esce dal commissariamento, nessun manager potrà assumere responsabilità e dare risposte all’altezza di quello che legittimamente si attende la comunità provinciale. Il prossimo atto aziendale a cui la dottoressa Figorilli sta molto opportunamente lavorando e le scelte che la Regione compirà da qui a dicembre saranno inevitabilmente il banco di prova di tutto ciò. Ben vengano quindi le mobilitazioni e la sensibilizzazione degli operatori se esse sono rivolte alla salvaguardia del diritto alla salute delle nostre comunità e non alla difesa di rendite di posizione. Per quanto mi riguarda non potrò che essere al loro e al vostro fianco non senza contestare le affermazioni di chi, attraverso un vittimismo di maniera e con preoccupanti vuoti di memoria, pensa di recuperare un po’ di credibilità perduta. Sono certo che i cittadini sapranno distinguere le strumentalizzazioni dalle sacrosante rivendicazioni e credo che i Sindaci faranno prevalere queste ultime, insieme alle ragioni dell’unità e della difesa del nostro territorio.

FC Rieti, giovedì la presentazione della squadra

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Giovedì 28 agosto, prima dell’amichevole contro il Cantalice, ci sarà la presentazione ufficiale ai tifosi ed alla città del nuovo Fc Rieti. L’appuntamento è fissato alle ore 16,30, allo stadio Manlio Scopigno (l’amichevole inizierà, invece, alle 17.00) quando lo speaker Marco Ferroni introdurrà chiamando in campo all’”americana”, ruolo per ruolo partendo dai portieri per concludere con i componenti del reparto offensivo, tutti i protagonisti della prossima stagione a ricevere l’applauso del pubblico che per la circostanza il club si augura particolarmente numeroso e caldo. Insieme alla squadra, sarà anche l’occasione per presentare lo staff tecnico e dirigenziale della società amaranto celeste, con il presidente Franco Fedeli che saluterà i suoi nuovi giocatori ed il pubblico presente. A fare da cornice anche tutte le formazioni del Settore giovanile del Fc Rieti. Una mezz’ora, quindi, di particolare intensità che avrà l’obiettivo di rendere ancora più saldo il legame tra la nuova squadra e l’ambiente sportivo reatino, in vista di un nuovo campionato che, come tutti si augurano, possa regalare grandi soddisfazioni. L’appuntamento, dunque, è per giovedì pomeriggio 28 agosto, alle ore 16,30, allo stadio “Manlio Scopigno-Centro d’Italia”.

Chiusura con il botto del Farfa Voice Festival

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Sono arrivati direttamente da Milano e nonostante conoscessero già la Sabina, dopo aver realizzato il loro ultimo album “Rosso 50″ al Tube Recording Studio di Fara in Sabina nell’aprile scorso, era la prima assoluta dei CopaRoom nel Lazio. Lo spettacolo della Swing Band di ieri sera ha rappresentato un viaggio nei classici dello swing americano, capolavori scritti da Cole Porter, Rodgers & Hart, George Gerswhin, Thelonious Monk e molti altri grandi autori dell’ epoca, non tralasciando però, la discografia di artisti degli anni ’50 come come Natalino Otto, Fred Buscaglione ed il Quartetto Cetra. Insomma uno spettacolo davvero unico con alcuni tra i musicisti più interessanti della scena nazionale: Angelo D’Alessandro (voce), Sara Pacitto (voce), Lucio Enrico Fasino (contrabbasso), Alessandro Sicardi (chitarra), Domenico Mamone (Sax baritono e contralto) ed Eric Cisbani (batteria). In apertura per il Premio SMS si è esibita la band del cantautore marchigiano Marco Bollettini. Il vincitore otterrà una Produzione discografica con la Emme Produzioni Musicali. Soddisfatto il Direttore Artistico Enrico Moccia:” un grandissimo successo per il Farfa Voice Festival, oltre le più rosee aspettative. Migliaia di spettatori hanno assistito in quattro serate ad 8 concerti. Un viaggio nella musica attraversando il Soul di Ainè, il Rock di Gianna Chillà, il Folk di Raffaella Misiti e Le Romane e lo Swing dei CopaRoom. E poi gli artisti del Premio SMS, autori di musica originale e convincente, ovvero, Nico Maraja, Roberto De Luca, Eleonora Betti, Marco Bollettini. Una quattro giorni in cui l’artigianato locale e l’enogastronomia hanno contribuito a rendere magica l’atmosfera incredibile della splendida Abbazia di Farfa”. In conclusione, Il Padre Priore Dom Eugenio Gargiulo, come rappresentante dell’Abbazia di Farfa e della Fondazione Cremonesi, ci da appuntamento al 2015, con  un programma concertistico, che con grande probabilità ci lascerà stupiti ancor più delle prime due edizioni… Non ci resta quindi che aspettare il prossimo anno, dando un arrivederci al Farfa Voice Festival 2015!