Sabina Musica Festival 2015

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Nove concerti in programma con l’edizione 2015 del “Sabina Musica Festival”, unitamente al Concorso nazionale “Città di Magliano Sabina”, giunto alla sua 13^ edizione, dedicato ai giovani talenti italiani che potranno esibirsi su un pianoforte d’eccellenza – un grancoda Fazioli. Gli appuntamenti a Rieti, Magliano Sabina, Farfa, Torri in Sabina, Collevecchio e Montasola. La manifestazione, diretta da Tiziana Cosentino e coordinata da Filippo Proietti, si svolge dal 12 aprile al 19 luglio e coinvolge luoghi di rilevante valore storico-artistico ed importanti spazi culturali della provincia di Rieti (l’Auditorium Varrone di Rieti, la Chiesa Romanica di San Pietro ed il Teatro Manlio di Magliano Sabina, il Santuario di Santa Maria in Vescovio di Torri in Sabina, l’Abbazia Benedettina di Santa Maria di Farfa, il Teatro Comunale di Collevecchio, il Parco Monumentale “Il Monte” di Montasola). I concerti sono ad ingresso gratuito. L’evento è organizzato per iniziativa del Comune di Magliano Sabina con il contributo ed il patrocinio della Provincia di Rieti, della Regione Lazio e della Fondazione Varrone. La manifestazione iniziata domenica 12 aprile alle ore 18 nell’Auditorium Varrone di Rieti con il concerto del soprano Angela Baek accompagnata al pianoforte da Tiziana Cosentino. Queste le altre date del Festival: il 19 aprile alle ore 17:30, nella Chiesa Romanica di San Pietro a Magliano Sabina, il concerto del Coro polifonico “G.G. Carissimi” diretto dal maestro Michele Piazza; il 26 aprile alle ore 16, al Teatro Manlio di Magliano Sabina, il concerto dei vincitori del concorso musicale “Città di Magliano Sabina”, concorso pianistico Premio Sergio Cafaro, concorso violinistico Premio Dario Anselmi; il 2 maggio alle ore 21, nel Santuario di Santa Maria in Vescovio a Torri in Sabina, il concerto per flauto e pianoforte con Marco Caporaletti e Fabio Di Stefano; il 10 maggio alle ore 16:30, nell’Abbazia Benedettina di Santa Maria di Farfa, il concerto del quintetto dell’Orchestra da Camera di Perugia con Paolo Franceschini (violino solista) e Tiziana Cosentino (pianoforte), con musiche di Mozart e Mendelssohn, il 16 maggio alle ore 21, nel Teatro comunale di Collevecchio, il concerto con Luca Venturi (violino), Federico Micheli (violino-viola), Giuliano De Angelis (violoncello) e Filippo Proietti (clavicembalo); il 17 maggio alle ore 16:30, nel Parco Monumentale “Il Monte” di Montasola, il concerto del “FiSaX Duo” con Sirio Boni (sassofono) e Eleonora Tomassetti (fisarmonica), con note proprie di stili e generi musicali assolutamente vari ed eterogenei, unico per originalità e raffinatezza; il 21 giugno alle ore 20, in occasione della “Festa Europea della Musica” a Magliano Sabina, si svolgerà il Concerto del gruppo “Mo’ Better Band”, Funky Marching Street Band, una vera street band di soli ottoni composta da 16 giovani musicisti; Il “Sabina Musica Festival” si conclude il 19 luglio alle ore 16, nell’Abbazia Benedettina di Santa Maria di Farfa, con il Concerto per organo del maestro Antonio Di Marco. Con musiche di Bach, Martucci, Tournemire, Piernè. Info: Ufficio Cultura 0744.910336 Sito web dedicato: www.ilventaglio.info

Slow Food Day 2015 a Farfa, nel comune di Fara in Sabina

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“Oggi, sabato 18 aprile, l’associazione Slow Food Sabina celebra a Farfa l’edizione 2015 della Giornata Nazionale del socio slow food” ha dichiarato Andrea Cortese, fiduciario della Condotta Slow Food Sabina. I partecipanti si incontreranno presso la Abbazia benedettina di Farfa, nata nel VII secolo d.c. che fu centro di primissimo livello nell’Europa medievale e la cui potenza all’ombra della protezione imperiale da Carlo Magno in poi fu enorme giungendo a controllare buona parte dell’Italia Centrale dalle Marche al Molise, dalla Toscana e l’Umbria fino al Lazio. Oggi l’Abbazia di Farfa, con la sua chiesa, la biblioteca e il borgo antico costituisce la meta religiosa e culturale più importante della Sabina: da qui parte la visita al suo territorio lungo un percorso a piedi che snodandosi tra gli uliveti secolari che ricoprono la valle e oltrepassando un torrente condurrà i visitatori nell’azienda agricola Il Cervo Rampante. Presso l’azienda, che produce olio extravergine di oliva e prodotti derivati come nutelle e salse spalmabili, una raffinata linea di cosmetici a base di olio di oliva, frutta e verdure, verrà consumato un pranzo a base di prodotti locali: pane e olio extravergine di oliva naturalmente, ma anche carciofi di Palombara Sabina, patate di Leonessa, carni arrostite, salumi e formaggi, crostate di frutta e al cioccolato prodotte sul posto. Il programma dello SLOW FOOD DAY prevede anche una parte didattica riservata alle api e ai prodotti derivanti dal loro allevamento: un laboratorio creativo per bambini e l’arnia trasparente didattica dell’azienda Spiccalunto aiuteranno grandi e piccoli a conoscere meglio il valore del lavoro insostituibile delle api in agricoltura. Sulla via del ritorno, la visita all’ovile e al caseificio di Nonno Amarando alle porte di Farfa aprirà una finestra sul mondo della pastorizia, attività rurale che insieme all’apicoltura e all’olivicoltura rappresenta l’identità economica del territorio sabino da sempre. “L’olio, il miele ed il formaggio sono cibi la cui produzione è rimasta quasi immutata nel tempo, sono i testimoni della qualità alimentare ed ambientale della Sabina ed è proprio grazie alla cura del territorio da parte delle aziende come quelle che Slow Food Sabina invita a conoscere – conclude Ines Innocentini, segretario della Condotta Slow Food Sabina – che si è mantenuto incontaminato il paesaggio che circonda l’Abbazia di Farfa, un territorio ricco di boschi ed oliveti, pascoli e borghi antichi, casali e imprenditori oculati che producono ricchezza rispettando l’ambiente, il lavoro agricolo e la qualità del cibo secondo la filosofia Slow Food del prodotto “Buono, giusto e pulito”.

Seminario "Scegli la salute e lei ti verrà incontro"

Pensare alla salute, resta oggi una priorità assoluta per diverse ragioni. Ecco un’ occasione per approfondire in modo significativo le nostre conoscenze. Sabato 25 aprile, alle ore 17.30, si terrà un seminario sulla salute a cura del dott. Raniero Facchini, presso i locali della chiesa avventista a Rieti in piazza Angelucci, 19. Seguirà degustazione. Ingresso libero. Un 25 aprile diverso, per liberarci da pregiudizi alimentari?

Le province e la riforma Delrio, se ne parla a "Report" su Rai 3

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Finalmente qualcuno ne parla! Domani, domenica 19 aprile, la trasmissione di Rai Tre “Report” condotta da Milena Gabbanelli parlerà della situazione delle province alla luce della Riforma Delrio. Una riforma fatta sulla carta che non tiene conto della realtà e che riduce, in alcuni casi elimina, servizi fondamentali per i cittadini. Riforma che lascia seri dubbi sulle capacità dei “soloni” che l’hanno ideata e partorita. Oggi le province sono nel più completo caos istituzionale,un fatto senza precedenti nella storia della Repubblica. Non ci sono risorse per la minima manutenzione delle strade e delle scuole. I posti di lavoro sono in pericolo! Vi sono inadempienze da parte di governo e delle regioni. Basti pensare alla Regione Lazio che latita in materia e il suo presidente non si degna di ricevere le Organizzazioni Sindacali. E’ bastato un annuncio su fb di una probabile manifestazione dei dipendenti della provincia di Rieti per far disdire un appuntamento preso da mesi (inaugurazione albergo scuola di Amatrice) pur di non incontrare i lavoratori. VERGOGNA!!!! A ciò si aggiunge l’assordante silenzio della politica che ha governato la provincia di Rieti negli ultimi 20 anni!!! Riportiamo integralmente un articolo (dal sito fb di REPORT) di Bernardo Iovene “LA SFORBICIATA” :”Nella pubblica amministrazione ci sono 48.000 dirigenti che incassano 800 milioni l’anno solo di premio di risultato. L’abolizione dei consigli provinciali invece ha fatto risparmiare allo stato soltanto 110 milioni di euro. Oggi la maggior parte delle province sono in situazione di predissesto finanziario e non riescono a garantire i servizi essenziali per la gestione delle strade, delle scuole e dell’ambiente, ma il ministro Delrio ai nostri microfoni afferma che le risorse basteranno. Con l’abolizione dei consigli provinciali sono i sindaci dei comuni che, senza alcun compenso, devono gestire le nuove province. La legge ha previsto anche il riordino delle funzioni, ma le regioni che dovevano riprendersi turismo, cultura, sport, sviluppo economico, formazione, centri per l’impiego, servizi sociali e protezione civile, hanno deciso di lasciarli alle province. Qualcuno non ha fatto bene i conti. Ci sono 20 mila dipendenti da ricollocare nella PA, ma non si sa quando e dove. Si è fatto in fretta a complicare la vita dei cittadini con nuove regole, quando ce ne sarebbe una che la semplifica e invece non si riesce a fare: parliamo dell’accorpamento annunciato, e mai realizzato, dei registri automobilistici dell’Aci e della motorizzazione civile.” Il segretario Uil Fpl Rieti Valter De Santis

Seminario sul Mercato elettronico della Pubblica Amministrazione

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Martedì 21 aprile dalle ore 14.30  presso Park Hotel Villa Potenziani si terrà un seminario sul Mercato elettronico della Pubblica Amministrazione, organizzato dalla CNA Rieti in collaborazione con Consip e patrocinato dal Comune e dalla Provincia. Le amministrazioni statali centrali e periferiche per gli acquisti di beni e servizi al di sotto della soglia di rilievo comunitario, possono fare ricorso al Mercato Elettronico della Pubblica Amministrazione, MEPA. Il Ministero dell’Economia ha affidato a Consip Spa, tra gli altri, l’obiettivo di divulgare il MEPA tra le piccole e medie imprese, invitando le Associazioni di rappresentanza  ad aderire all’iniziativa “Sportelli in rete”. Lo sportello attivo presso la CNA di Rieti, nell’ambito delle attività mirate a favorire presso le imprese la conoscenza del “Programma per la razionalizzazione degli acquisti di beni e servizi delle Pubbliche Amministrazioni” illustrerà con l’intervento delle esperte del Consip le caratteristiche, i vantaggi e le funzionalità per le imprese del mercato elettronico. Parteciperanno il Sindaco e il Presidente della Provincia, le esperte Consip, Michienzi e Casari, Pagani della CNA Nazionale. Coordinerà i lavori la direttrice della CNA Rieti, Bufacchi.

Il tenore Enrico Caruso svolse parte del servizio di leva a Rieti, chiesta targa in ricordo

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Il giornalista reatino Tito Cheli scrive al sindaco di Rieti Simone  Petrangeli una lettera chiedendo di porre una targa per il tenore Enrico Caruso nella facciata del fabbricato dove era sita la Caserma di San Fabiano (nelle foto), in ricordo del periodo nel quale  il grande artista napoletano svolse una parte del servizio di leva nella nostra città. “In questi ultimi tempi sono venuto a conoscenza che il celebre tenore Enrico Caruso, nel periodo di leva, ha effettuato il servizio militare nella nostra città, precisamente nella Caserma “San Fabiano”, in Via San Francesco 18, sede del XIII Reggimento di Artiglieria dove è rimasto per 45 giorni. Con la presente, vorrei sollecitare la sua attenzione, trattandosi di un personaggio di grande valore nella storia della musica italiana, come lo è Mattia Battistini, di ricordare quel “passaggio” della vita terrena di Enrico Caruso nella nostra città, ponendo una targa a ricordo di quell’evento sulla facciata del fabbricato sul cui portale in marmo si può ancora leggere “Caserma di San Fabiano”.- Nulla di strano o di particolare, soltanto una memoria nella vita della città dove, tra l’altro, il grande tenore napoletano, grazie alla sensibilità di un ufficiale dell’esercito italiano, trovò motivo per realizzare il suo sogno”. Nota con i particolari di quel periodo. La nascita artistica di Enrico Caruso avvenne a Rieti, città dove il grande tenore napoletano effettuò il servizio militare. Nella capitale partenopea dove il giovane cantava nelle chiese, tutti apprezzavano la grande intonazione della sua voce, ma soltanto a 19 anni Enrico Caruso decise di iniziare lo studio del canto, quando nel febbraio del 1894, venne chiamato al servizio militare e destinato a Rieti, nel distaccamento del XIII Artiglieria nella “Caserma San Fabiano” che si trovava al civico 18 di Via San Francesco. Caruso vestì la divisa militare soltanto per 45 giorni. Secondo una prassi allora in uso, Enrico ebbe la possibilità di farsi sostituire, nell’adempimento degli obblighi militari, dal fratello Giovanni. Una mattina il giovane artigliere napoletano, nella sua camerata della caserma di Rieti, situata in Via San Francesco, mentre lucidava i bottoni della sua divisa cantava ad alta voce. Il canto arrivò agli orecchi del maggiore Magliati comandante della batteria d’artiglieria dove Enrico Caruso prestava servizio. Ascoltata la voce del giovane soldato, l’ufficiale lo avvicinò e gli disse, con principi lontani dalla consueta sensibilità militare, “la sua ugola non può essere rovinata dalla fatica e dall’umidità”. L’ufficiale chiese al giovane artigliere quale fosse la sua professione. Caruso rispose “Ma….aspiro al teatro!”. In serata, il Maggiore lo fece chiamare nel suo ufficio per comunicargli che gli aveva trovato un maestro di canto a Rieti, un maestro che lo avrebbe istruito con la vera tecnica dell’arte per tutto il tempo sarebbe rimasto in servizio di leva a Rieti. L’insegnante era il reatino David Marcucci, successore di Luigi Stame, maestro della Cappella del Duomo di Rieti. Marcucci dava lezioni di canto anche ad altri giovani tra i quali il noto baritono reatino Giulio Mari. Il maggiore Magliati, gli procurò anche la possibilità di continuare a coltivare il canto in casa del barone Costa: un melomane, che individuò i limiti del giovane tenore e lo orientò allo studio di uno spartito estremamente congeniale: Cavalleria rusticana. Come Mattia Battistini, anche Enrico Caruso cantò spesso nella cattedrale reatina. Una volta, ricorda lo storico reatino Francesco Palmegiani, Enrico Caruso si esibì ufficialmente insieme ai cantori della Cappella Sistina a Rieti per una festa religiosa. Il giovane tenore napoletano cantò indossando la divisa di artigliere e per questo fu punito con due giorni di prigione. Caruso cantò anche in un Circolo di Cultura di Via Garibaldi fondato dagli studenti universitari che lo avevano intitolato a Marco Terenzio Varrone. A testimoniare la presenza del tenore napoletano a Rieti anche una nota del sito web del maestro Leonida Forgini, scomparso recentemente. “Quando ero ragazzo ricordo che nell’ambiente musicale reatino di allora si narrava una storia risalente agli anni 1893-94. Mio nonno, Giovanni Forgini, era allora un ventenne e conobbe un soldato che stava svolgendo il servizio di leva a Rieti. Questo giovane napoletano, appassionato di musica incontrò mio nonno violinista e chitarrista e insieme nelle ore di libera uscita facevano musica dilettando i reatini che, come si ricorda, in quell’epoca ne erano veri intenditori”. Era il periodo del verismo e sicuramente si saranno dilettati con le arie composte dai grandi musicisti dell’epoca: Puccini, Mascagni ecc. e con le belle canzoni di Napoli. Quel giovane soldato si chiamava Enrico Caruso. Divenne il più grande tenore del mondo. Svolse la maggior parte della sua attività al Metropolitan di New York. Molti i critici musicali che ritengono che fino ad oggi nessun altro tenore abbia superato nella vocalità il tenore napoletano, come del resto si sostiene per il baritono Mattia Battistini. [cubeportfolio id=”54″]

Federlazio: la ripresa è ancora lontana

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E’ stata presentata oggi presso la Federlazio di Rieti nel corso del Consiglio direttivo dell’Associazione di categoria l’indagine congiunturale sulle PMI del Lazio relativa al secondo semestre 2014, con le previsioni relative ai primi sei mesi del 2015. Un appuntamento che la Federlazio di Rieti ha voluto condividere con le maggiori istituzioni del territorio – il deputato Fabio Melilli, il consigliere regionale Daniele Mitolo, il presidente della Camera di commercio di Rieti Vincenzo Regnini, il vice presidente della Provincia di Rieti Enzo Antonacci, il sindaco di Rieti Simone Petrangeli, il sindaco di Cittaducale Roberto Ermini, il sindaco di Fara Sabina Davide Basilicata, il presidente del Consorzio di insediamento produttivo del Nord Lazio Andrea Ferroni – al fine di confrontarsi su iniziative e proposte per il rilancio dell’economia locale, che ancora presenta segnali preoccupanti. “Se nell’indagine congiunturale relativa alla prima parte del 2014, sostenevamo che i dati indicavano una chiara stagnazione, – ha introdotto il direttore della Federlazio di Rieti, Giuseppe Scopigno – ora si può comprendere meglio che avevamo buoni motivi per affermarlo. Quanto emerge dalla nostra rilevazione attuale conferma uno stato d’animo attraversato da non poche venature di sconforto. E tale sentimento è ancora più marcato proprio perché alcune tendenze, rilevate nelle ultime settimane da fonti autorevoli come Banca d’Italia e Istat, potevano autorizzarci a sperare che la ripresa fosse un po’ più vicina. In realtà, alla base di quelle tendenze si ravvisano essenzialmente fatti di natura esogena come le modificazioni dei rapporti di cambio Euro/Dollaro, il calo dei prezzi del petrolio, i provvedimenti di Quantitative Easing adottati dalla BCE, piuttosto che una profonda trasformazione del nostro sistema produttivo, o una ripresa sostanziale della domanda per le nostre produzioni”. Dall’indagine emerge in particolare che, a differenza del resto del Lazio, la provincia di Rieti è caratterizzata da un tasso di crescita delle imprese negativo (-0.36% unica provincia in negativo, rispetto al +1.80% della media regionale), da una più bassa apertura verso i mercati internazionali, oltre che da un aumento delle ore di Cassa Integrazione Guadagni. Nel corso del secondo semestre 2014, il saldo di opinioni sull’andamento di ordinativi e fatturato dal mercato nazionale è peggiorato rispetto al semestre precedente. Una contrazione resa ancora più evidente se analizziamo il quadro relativo all’estero, che fa registrare una netta inversione di tendenza, con un peggioramento rilevato in misura maggiore sul mercato extra Ue, segno di una regressione per quanto riguarda i meccanismi di internazionalizzazione delle nostre imprese. Questa situazione è oltremodo preoccupante se guardiamo alle previsioni fatte dal campione dei nostri imprenditori per i prossimi mesi, che se da un lato vedono un leggero miglioramento per quanto riguarda il mercato nazionale, dall’altro proiettano un’incertezza assoluta relativamente ai mercati internazionali. Segnali scoraggianti arrivano anche sul fronte investimenti e occupazione, con dati che fanno presupporre una tendenza ancora negativa. “Insomma c’è in atto una spirale viziosa – continua il direttore Scopigno – le difficili situazioni di mercato e finanziarie delle imprese generano un clima di sconforto e incertezza; con questi presupposti gli imprenditori sono più restii a fare investimenti; minori investimenti pregiudicano produttività e competitività delle imprese sui mercati. Occorre quindi spezzare questo circolo, con azioni forti di stimolo alla domanda e iniziative di supporto alle imprese, anche a livello locale, che rilancino la fiducia degli imprenditori”. “Tra le priorità da affrontare – afferma il presidente della Federlazio reatina, Riccardo Bianchi – c’è quella di mettere i risparmi e le attività finanziarie al servizio delle attività produttive. Inoltre, senza un programma di investimenti che rianimi una domanda interna ormai asfittica, non vi saranno serie possibilità di rilanciare strutturalmente la nostra economia e di far svolgere al soggetto pubblico il suo ruolo strategico di volano dell’economia. L’idea che la crescita e l’ammodernamento di un grande paese possa fare a meno degli investimenti pubblici, dalla connessione internet ad alta velocità alle opere infrastrutturali per migliorare il collegamento di beni e persone, non funziona. Al contrario, in Italia, la spesa pubblica corrente aumenta (e le tasse di conseguenza) e la spesa per gli investimenti diminuisce, accompagnandosi a un degrado infrastrutturale e del territorio che è sotto gli occhi di tutti”. “Inoltre – continua il presidente Bianchi – è ormai inderogabile recuperare il ruolo di paese manifatturiero. In tal senso, riteniamo che nei prossimi anni i paesi tradizionalmente sviluppati, e in particolare quelli europei, avranno la possibilità di riprendere una parte del terreno perduto, a patto di riuscire a implementare le nuove tecnologie, come ad esempio quelle legate alla manifattura digitale, per dare risposte più rapide alle richieste di mercato. Non sarà tanto importante essere grandi, quanto essere flessibili e veloci nella riposta ai cambiamenti. Le potenzialità sono enormi, ma gli investimenti necessari non sono indifferenti. Per questo, guardiamo con favore alla partecipazione dell’Italia al programma “Industry 4.0”, e ci sembra inoltre confortante la strategia di rilancio dell’industria manifatturiera che la Regione Lazio ha pubblicamente presentato poche settimane fa. Ciò dimostra la consapevolezza di avviare su questo territorio un percorso di reindustrializzazione e di recupero di competitività se vogliamo veramente girare pagina rispetto al passato. Le premesse dunque sono buone. Ci auguriamo tutti che questo programma possa realizzarsi compiutamente e in tempi ragionevolmente brevi, così da conseguire i risultati auspicati. Su questo la Federlazio non farà mancare il proprio contributo, rendendo partecipi le aziende associate di questa importante sfida della reindustrializzazione proposta dalla Regione”. “Per quanto riguarda il tema dello sviluppo locale – conclude Bianchi – come Federlazio siamo fermamente convinti che la provincia di Rieti possa e debba coniugare insieme l’offerta di una qualità della vita che non è comparabile a quella di altre aree industriali del paese, con quella relativa allo sviluppo di un sistema di convenienze per le aziende esistenti, e per quelle potenzialmente interessate a venire. Mutuando le esperienze che si stanno facendo in altre parti d’Italia, sarebbe opportuno che le istituzioni locali mettano in cantiere un piano di “marketing territoriale” che sia in grado di identificare Rieti come un territorio dove è facile fare impresa e a condizioni vantaggiose. Una sorta di piano industriale “dal basso”, che contempli ad esempio politiche di sconti sui tributi locali, diminuzione degli oneri di urbanizzazione, possibilità di stralci ai piani urbanistici, pratiche online, semplificazione amministrativa. Un progetto, insomma, che parta dalla modernizzazione degli strumenti amministrativi classici e punti ad aprire un dialogo con le imprese che puntano sul capitale umano e che, localizzandosi a Rieti, possano trovare l’ambiente a loro più favorevole, anche in considerazione sia dell’auspicata imminente presentazione dei bandi relativi all’accordo di programma, sia della prossima apertura del polo logistico di Passo Corese, che potrà favorire non poco la movimentazione delle merci sia in ambito nazionale che internazionale”.

Archivio di Stato. Terminato il corso su fonti cinematografiche e fotografiche

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Si è concluso con successo il corso sulle fonti cinematografiche e fotografiche nella didattica e nella ricerca storica organizzato dall’Archivio di Stato di Rieti e dall’istituto Luce. Vi hanno partecipato numerosissimi insegnanti e operatori culturali che hanno svolto anche una parte attiva raccogliendo e catalogando, anche in collaborazione con i loro studenti,  numerosi documenti visivi. Le due docenti del corso Patrizia Cacciani, responsabile del settore didattico dell’Istituto Luce e Letizia Cortini docente universitaria ed esperta  del settore, hanno fornito a tutti i partecipanti gli strumenti del mestiere portandoli a creare essi stessi i contenuti che stanno progressivamente confluendo in uno specifico sito web che sarà presto on line. Particolarmente soddisfatto il direttore dell’Archivio di Stato Roberto Lorenzetti che ha annunciato una replica del corso nel prossimo autunno anche per consentire la partecipazione a tutti coloro che in questo primo corso non è stato possibile ammettere per il raggiungimento del limite massimo dei partecipanti.

100 anni di Intercultura, premiata l'opera di Michela Ciani

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Il 15 aprile si è svolto presso l’Auditorium Varrone il Convegno “100 anni di AFS”, Volontariato, Solidarietà ed Informazione Interculturale. In questa importante occasione è stata premiata l’alunna Michela Ciani del Liceo Artistico “A. Calcagnadoro” della sezione Design Moda. Michela ha vinto il primo premio della categoria grafica con l’opera “TOCCARE CON MANO”. L’alunna, valentemente coadiuvata dalla docente Margherita Grillotti, ha realizzato un manifesto tridimensionale che vuole ripercorrere la storia di Intercultura dalla sua nascita ai giorni nostri, utilizzando sapientemente vari tipi di tessuti. Tutte le opere presentate al Concorso saranno esposte presso la Sala Mostre del Comune di Rieti da domenica 19 aprile.

Comuni Dimenticati, incontro al Ministero su presidi ospedalieri aree disagiate

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Il Presidente dell’Associazione dei Comuni Dimenticati, Sindaco Sergio Pirozzi, ha partecipato nella giornata di lunedì scorso ad un incontro bilaterale ad alto livello presso il Ministero della Salute.  Le istanze dell’Associazione sono state esposte e discusse alla presenza del Direttore Generale della programmazione sanitaria, dott. Renato Alberto Mario Botti, e del Capo dell’Ufficio Legislativo, l’Avvocato di Stato Maurizio Borgo. Il Sindaco Pirozzi ha esposto le problematiche e le argomentazioni a difesa dei presidi ospedalieri di zone particolarmente disagiate, che i rappresentanti apicali del Ministero hanno espressamente ritenuto meritevoli di approfondimento, oltre che legittimamente poste. Pertanto, l’Associazione è stata invitata a far sentire la propria voce nell’ambito di un tavolo di monitoraggio sull’attuazione dell’emanando Decreto Balduzzi che sarà a breve costituito presso il Ministero della Salute, e a predisporre una base di lavoro contenente le proposte considerate essenziali per garantire il mantenimento della rete di emergenza-urgenza nei centri situati in aree disagiate. L’impressione forte che si è ritratta dall’incontro è quella di un interesse concreto alla comprensione dell’incidenza e dell’estensione del problema, e la volontà di lavorare insieme per la ricerca di soluzioni condivise. La posizione e le richieste del Presidente dell’Associazione Pirozzi saranno inoltre portate all’attenzione della Conferenza Stato Regioni, specialmente nella prospettiva della riforma costituzionale in atto. “Voglio ringraziare il Ministro On. Beatrice Lorenzin, grazie alla sua sensibilità si è aperto un importante percorso di mediazione, incentrato sul superamento della logica dei “numeri” riguardo ai territori interni e marginali del Paese – dichiara il Presidente dell’Associazione Sergio Pirozzi –  sono realtà dimenticate ma che non vogliono essere tali, sono territori dove ogni giorno si lotta per difendere il diritto a vivere nei luoghi che si amano”