Rinnovo Cda Rai, Rositani dopo due mandati è fuori

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Dopo due mandati l’ormai ex consigliere di amministrazione della Rai Guglielmo Rositani ha le valigie pronte per tornarsene a casa, per lui nella tv nazionale dopo due mandati non è possibile la rielezione. Nell’ultima spartizione partitica della Rai, che secondo le parole del Premier Renzi datate 6 mesi fa non ci sarebbe dovuta più essere e che invece…,  troviamo volti della vecchia politica: Carlo Freccero già direttore di Rai 2 e Rai 4 (con i voti del Movimento 5 Stelle e di Sel), Guelfo Guelfi già vicino al premier Renzi (voti del PD), Rita Borioni ex autrice del canale Red TV di Massimo D’Alema (voti del PD) e Franco Siddi ex segretario Fndi (voti del PD). Invece Forza Italia ha voluto nel Cda Rai Arturo Diaconale direttore de “L’Opinione” e Gianfranco Mazzuca direttore de “Il Giorno” ed ex deputato di FI. NCD fa entrare Paolo Messa ex capoufficio stampa dell’Udc.

Il Mountain Bike Club Rieti trionfa alla Terminillo MTB Race

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Dario Mostarda, del Mountain Bike Club Rieti si è aggiudicato il 1° posto assoluto nella prima edizione della Terminillo MTB Race, che ha visto al via da Pian de Valli, nella prima domenica di agosto, circa 150 atleti provenienti da tutte le regioni del centro Italia. Il trionfo dei colori reatini è stato completato dal 1° posto di categoria M2 di Giovanni Marianantoni, dai 2° posti del M4 Maurizio Edoardini (alla sua prima gara) e del M5 Flavio Caperna, veterano specialista di gare in circuito che, costretto al ritiro al campionato XCO di marzo, si diploma campione provinciale per la specialità XCP (gran fondo). Sul podio, come 3° di categoria, anche Giuliano Cicioni M4 e Daniele Arisi M5. Quindi nelle quattro categorie da M2 ad M5, passando per la M3 di Mostarda: due 1° posti e due accoppiate di 2° e 3°! Particolare soddisfazione per il club è che questi risultati giungano ad esattamente 25 anni dal debutto della mountain bike a Terminillo, dove nell’estate del 1990 MTB Rieti organizzò, partendo da Pian de Rosce, una gran fondo valido per il campionato italiano; solo due mesi dopo si tenne in Colorado il primo campionato mondiale. Uno stimolo, questa vittoria e questo anniversario, per festeggiare nel 2016 i 30 anni del sodalizio reatino, forse il più antico d’Italia ancora attivo. E oggi che mai come prima la  mountain bike gode di ottima salute e seguito in città, sarà bello festeggiarlo con tutti i biker reatini ed utile per evidenziare alla città come sport “di tradizione locale” non siano solo l’atletica e quelli di squadra. Complimenti sono infine dovuti al Rieti Riding e al MTB Greccio che hanno organizzato e disegnato la gara, perché organizzare una gran fondo XCP con base Terminillo è cosa più difficile di quanto si possa immaginare.

Sei "Parcheggi rosa" riservati alle donne in gravidanza e alle neo mamme

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L’Amministrazione comunale, dando seguito a una specifica delibera della Giunta, ha avviato la realizzazione di n. 6 “Parcheggi Rosa” riservati alle donne in stato di gravidanza e/o alle neo mamme con prole fino a 3 anni di età, titolari di contrassegno. I nuovi stalli saranno così distribuiti: uno in largo Alfani, due in viale Matteucci nei pressi della ASL, uno in piazzale Angelucci, uno in via Cintia nei pressi dell’INPS, uno nel controviale di viale Morroni nei pressi dell’assessorato alle Politiche socio-sanitarie. Il rispetto delle aree di sosta riservate alle donne sarà demandato unicamente alla responsabilità e al senso civico, non essendo la suddetta categoria di automobilisti compresa tra quelle previste dal Codice della strada. I “Parcheggi Rosa” saranno indicati attraverso un’apposita segnaletica orizzontale e strisce di colore rosa, e verticale con una “P” su fondo rosa indicante “Parcheggio destinato alla sosta delle auto delle donne in attesa o neo mamme munite di apposito contrassegno”. La Polizia Municipale si occuperà di rilasciare i contrassegni non appena i nuovi stalli saranno operativi.

Ai Giardini ex Manni dal 6 all’8 agosto "Rieti Blues"

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Ritorna Rieti Blues, la rassegna di blues giunta alla sua 6° edizione, organizzata dall’Associazione Underground grazie anche al supporto della legge regionale n.32 sulla cultura. Il Festival, che vede alternarsi sul palco ospiti di fama nazionale ed internazionale, inizierà il 6 agosto alle ore 21.30 presso I Giardini ex-Manni in Via Dei Pozzi, Rieti, ingresso gratuito. Il 6 agosto ore 21.30 si esibiranno “The Cyborgs”, una two men band di blues elettronico che rivisita il blues con originalità ed energia. Il 7 agosto sarà la volta di “Poor Bob feat. Giannasso”, con il blues classico degli anni 30-40 e per concludere l’8 agosto il trio senese “Betta Blues Society”.

Scoperto dai Carabinieri ad innaffiare piante di cannabis. Arrestato

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I Carabinieri della stazione di Leonessa, hanno arresto in flagranza di reato, per coltivazione di sostanza stupefacenti, violenza, minaccia, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, M.R., classe 1994, residente a Leonessa. L’uomo è stato sorpreso dai militari all’interno di un appezzamento di terreno mentre irrorava 5 piante di cannabis indica, di varie dimensioni, vistosi scoperto, spintonava i Carabinieri e si opponeva all’arresto, procurando lievi lesioni ad uno dei militari, giudicate guaribili in 5 giorni. L’arrestato, espletate le formalità di rito, è stato sottoposto al regime degli arresti domiciliari presso la propria abitazione, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria di Rieti.

Si ribalta con il trattore a Castel di Tora

Nel pomeriggio, intorno alle 17.30 a Sant’Anatolia nel comune di Castel di Tora, un uomo si è ribaltato con il proprio trattore. L’uomo è stato soccorso dai Vigili del Fuoco, che lo hanno liberato dalle lamiere del mezzo, e successivamente trasportato dal 118 all’ospedale San Camillo de Lellis.

Sabina Universitas, prende il via il Corso di Laurea in Scienze della Montagna

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E’ stato presentato questa mattina presso la sede del Consorzio Sabina Universitas, alla presenza, tra gli altri, dei soci e dei rappresentanti del Cda, il nuovo corso di Laurea in Scienze della Montagna. Unico in Italia con tale denominazione, il corso punta a formare un laureato con capacità professionali di analisi, progettazione e gestione dei territori montani e delle loro risorse, con particolare riferimento alla realtà appenninica e mediterranea e con attenzione di riguardo a settori chiave come valorizzazione economica e promozione turistica dell’ambiente montano. Gli studenti, acquisendo un’adeguata conoscenza delle materie di base, saranno formati in un percorso che parte dalle discipline forestali ed agrarie fino alla conservazione della biodiversità e della produzione, puntando poi alla raccolta e alla valorizzazione dei prodotti della montagna. Attenzione specifica sarà destinata al settore multidisciplinare dell’ingegneria agroforestale che fornisce gli strumenti necessari all’elaborazione di progetti e lavori per la protezione del suolo e delle sorgenti, per la prevenzione e il contenimento dei processi di degradazione del territorio e per la sistemazione dei versanti e delle sponde fluviali. Infine il corso di laurea punta a fornire le competenze necessarie al recupero dalla marginalità geografica e socio-economica di ambienti. La laurea in Scienze della Montagna consente l’abilitazione all’esercizio della professione di agronomo e forestale junior (previo superamento dell’esame di Stato). Presenti, tra gli altri, il Rettore della Tuscia, ateneo dal quale dipende il Corso, Alessandro Ruggieri; il presidente della Sabina Universitas, Maurizio Chiarinelli; Antonio Angeloni, delegato del rettore dell’ateneo La Sapienza; Renato D’Ovidio in qualità di direttore del dipartimento Dafne della Tuscia e Bartolomeo Schirone, presidente del nuovo corso. “La nostra presenza oggi a Rieti – ha dichiarato il Rettore Alessandro Ruggieri – conferma la volontà di credere nel progetto universitario del territorio e in quello più ambizioso di rafforzare un asse, quello del Lazio Settentrionale, che oltre a svilupparsi su direttrici infrastrutturali sulle quali la Regione sta puntando, può farlo promuovendo un enorme patrimonio culturale e ambientale dal quale non possiamo prescindere. Da Civitavecchia a Rieti, passando per Viterbo, c’è un enorme potenziale e non stiamo facendo altro che provare a farlo emergere sperando in una risposta positiva del tessuto locale con il quale bisogna creare una forte interazione”. Fondamentali, in tale quadro, le risposte del contesto economico e sociale della provincia che, lavorando su altri fronti nodali (come quello di una sede unica universitaria in centro città), possono ora fare la propria parte e mandare i segnali i attesi. La sfida è quindi lanciata e a portarla avanti è il presidente del Consorzio, Maurizio Chiarinelli: “Nonostante le difficoltà economiche del momento e il venir meno, non volontario ma contingente, del contributo fondamentale della Provincia, abbiamo fatto quadrare i conti garantendo l’esistente e rilanciando l’attività con il nuovo corso. Gli atenei della Tuscia e La Sapienza hanno capito il momento venendoci incontro e ora sta a noi far vedere che a Rieti c’è un corso di laurea praticamente unico sul quale poter investire sviluppando competenze forestali, economiche e turistiche capaci di creare occupazione e allo stesso tempo sviluppo”.

Terminillo Stazione Montana e la conferenza dei servizi "dimezzata". Le associazioni chiedono chiarezza

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Constatiamo che la Conferenza di Servizi svoltasi in Regione Lazio il 29 luglio scorso è stata salutata come un successo dai promotori del Progetto Terminillo Stazione Montana ma la situazione appare molto più complessa di quanto si voglia far credere. Si è trattato infatti di una Conferenza di Servizi “dimezzata”, essendo completamente assenti i pareri sulla Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) e sulla Valutazione di Incidenza (VINCA). Non sono aspetti marginali; nel febbraio scorso un insieme di associazioni ha presentato osservazioni molto circostanziate sia in merito a palesi carenze progettuali dell’iniziativa sia in merito alla incompatibilità del Progetto con le normative nazionali e regionali, in buona parte derivanti dal recepimento di normative europee che è del tutto illusorio pensare di aggirare con una semplice azione “politica”. A queste osservazioni si dovrà invece rispondere in maniera circostanziata. Va anche rammentato che già nel 2010 un progetto analogo – ma per certi versi meno impattante – fu valutato negativamente dalla Regione Lazio e che di conseguenza appare piuttosto prevedibile che si consideri altrettanto incompatibile il progetto attuale, che non risulta aver fatto tesoro della esperienza del precedente (con evidente pericolo di sperpero di risorse pubbliche) La Conferenza “dimezzata” non è quindi da valutare superficialmente, perché i cittadini hanno diritto ad una informazione il più possibile completa. Invitiamo pertanto i promotori del Progetto Terminillo Stazione Montana a fare uno sforzo di trasparenza, rendendo disponibili al pubblico i contenuti dei pareri già ricevuti e facendo il punto su quelli ancora inespressi. Cai Lazio – CAI Rieti – Federtrek – Inachis Rieti – Italia Nostra Rieti – WWF Lazio – WWF Gruppo Attivo Rieti

Martina si tifa a prescindere

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E’ impensabile il solo avere qualche titubanza nel tifare o meno Martina Rita Caramignoli dopo la giornataccia nera di oggi, è impensabile per il semplice motivo che lei fino ad oggi ci ha riempito di emozioni, ci ha fatto vivere intensi minuti incollati al televisore o sullo schermo di un i-Pad o di un telefonino per vedere le sue gare in vasca. Martina ha fatto vivere questa città, le ha dato quelle scariche elettriche che le mancavano da anni, quei salti sulla sedia che c’eravamo scordati, una gara andata storta non può cancellare minimamente tutto quello di grande che questa nuotatrice, la nostra nuotatrice, ha costruito. Diciamocela tutta, a parte Roberta Bruni e la Npc in Serie A2 lo sport reatino da anni si asciuga le ininterrotte lacrime, Martina invece è riuscita a portare il nome di Rieti a Berlino, a Gwangju (Corea del Sud) a Kazan (Russia), lei è riuscita a portare i colori, non solo quelli azzurri della nazionale ma anche quelli amarantocelesti, sui podi d’Europa e di mezzo mondo. Il colpo psicologico di questa mattina per la mancata qualificazione alla finale mondiale nei 1.500 stile libero è stato duro e lo abbiamo avvertito anche noi vedendo le lacrime di Martina subito dopo la gara, ma è dopo una caduta che ci si rialza. Bisogna metabolizzare la giornataccia, liberare la testa e andare avanti. Lavorare, lavorare ancora di più per migliorarsi. I complimenti che i fan più veri hanno rivolto a Martina sono la testimonianza che lei ha trasmesso qualcosa di grande a tante persone, ha trasmesso quelle emozioni che fanno venire i brividi sulla pelle, quell’entusiasmo che per lei non si spegnerà mai. Oggi il suo sorriso è stato messo in ombra dalle salate lacrime, ma come il più freddo degli inverni alla fine finisce e le nuvole devono lasciare spazio al sole. Così Martina deve ripartire, con il solito sorriso sulle labbra, consapevole della sua forza e del suo talento, noi tifosi le staremo accanto incitandola e tifando per lei, accompagnandola per mano verso la prossima vittoria. Forza Martina e grazie di tutte le straordinarie emozioni che ci hai regalato e che continuerai a regalarci, perchè Martina si tifa a prescindere!

Nei primi 7 mesi del 2015 caduti nel Lazio 26.478 fulmini

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La rete di rilevamento fulmini italiana elaborata e di proprietà di CESI, detta SIRF-Sistema Italiano Rilevamento Fulmini, che fa parte della rete pan-europea EUCLID, monitora ogni singolo fulmine, 24 ore su 24 tutto l’anno, ed è composta da 16 sensori situati sul territorio nazionale. Ogni sensore è collegato tramite internet al centro operativo presso la sede di CESI a Milano. Grazie all’estrema velocità di ritorno del dato e alla copertura omogenea della penisola, il monitoraggio dei fulmini è utilizzato per l’allerta di nowcasting (previsioni a poche ore) alle strutture sensibili e alla popolazione. È ormai, infatti, ampiamente provata la stretta correlazione tra la numerosità dei fulmini all’interno di un temporale o di un ciclone e l’intensità della precipitazione. Questo conferma che la mappatura dei fulmini è uno strumento affidabile in grado di segnalare i fenomeni intensi in formazione e in arrivo con qualche ora di anticipo, sufficienti a mettere in atto le procedure di emergenza già pianificate. I dati sui fulmini in Italia Nei primi 7 mesi del 2015 sono caduti sul territorio nazionale 408.831 fulmini, con un netto calo rispetto all’anno precedente. Il 2014, infatti, sarà ricordato come l’anno peggiore dal 2000, con quasi 3,2 milioni di fulmini caduti, molti dei quali ad altissima intensità, rispetto a circa 1,7 milioni nel 2013. Dai dati rilevati da SIRF, luglio e agosto sono i mesi in cui, in questi anni, è caduto il maggior numero di fulmini sul nostro territorio. Negli ultimi 15 anni, la Regione più colpita è stata la Toscana (808.395 fulmini), seguita da Piemonte (706.665 fulmini) e Lazio (658.815 fulmini). Nonostante il calo generalizzato rispetto al 2014, da gennaio a luglio del 2015 in Piemonte (con oltre 96 mila fulmini rispetto ai 41 mila dello stesso periodo dell’anno precedente) è stato registrato un incremento pari a +134% e in Trentino Alto Adige pari a +163% con 24.697 fulmini, rispetto ai 9.365 dello stesso periodo del 2014. Questi dati rappresentano una testimonianza evidente delle conseguenze legate ai cambiamenti climatici. La Regione meno interessata dal fenomeno, in questi primi sette mesi, è il Molise in cui ne sono caduti poco più di 2.000. I dati del Lazio Nel Lazio, negli ultimi 15 anni (2000-2014), sono caduti 658.815 fulmini su una superficie di 17.228 km2. Il mese maggiormente interessato da questo fenomeno in media è luglio seguito da settembre e giugno. Nei primi sette mesi del 2015, sono stati registrati 26.478 fulmini, rispetto ai 39.517 dello stesso periodo del 2014 (-32,9%). Nel 2015 è stato registrato un picco nel mese di giugno con 16.461 fulmini. “Il SIRF rappresenta – ha detto Domenico Andreis, Direttore Divisione Engineering & Environment – Ismes, CESI – uno strumento di elevata tecnologia, tutta italiana, che permette di monitorare il nostro territorio e avere a disposizione ogni ora una mappa dei punti di impatto dei fulmini (http://www.fulmini.it/public/info/mappa-fulmini.asp). Registrare con un certo anticipo lo scatenarsi di un temporale e individuarne l’intensità grazie al sistema di rilevamento ideato e ideato da CESI consente di gestire eventuali danni ad apparati e costruzioni e soprattutto salvaguardare le persone da incidenti causati dai fulmini. Collaboriamo attualmente con la maggior parte delle analoghe reti di rilevamento presenti in Europa: quasi tutti i Paesi del nostro continente, infatti, sono dotati di una rete di sensori equivalenti a quelli di SIRF e i dati registrati sono facilmente integrabili. Questa rete rileva al meglio le cosiddette ‘bombe d’acqua’ su buona parte del territorio europeo e traccia un quadro complessivo della caduta dei fulmini”. Le 20 regole d’oro per evitare incidenti in caso di temporali: In casa: • spegnere il televisore, staccare la spina e l’antenna; • evitare di venire a contatto con rubinetti o tubi dell’acqua e di fare la doccia o il bagno; • non utilizzare apparecchi elettrici (ad esempio phon, ferro da stiro), non eseguire riparazioni elettriche a contatto e/o direttamente sull’impianto, e utilizzare il telefono solo in caso di urgenza. In automobile: • chiudere finestrini e porte o portelli e non toccare parti metalliche o l’autoradio. Ricordiamo che l’automobile, in caso di temporale, può essere considerata un buon rifugio. È, infatti, una gabbia metallica che conduce a terra la corrente tramite le gomme bagnate. Inoltre la poca distanza dalla macchina a terra è sufficiente a innescare un arco elettrico ricreando una messa a terra sicura. In montagna: • prima di fare una gita informarsi sempre sulle condizioni meteorologiche; • se si è sorpresi da un temporale già sul percorso, cercare di scendere di quota o di trovare un rifugio chiuso (non sotto alberi o punte) ed evitare assolutamente le parti “ferrate” del percorso; • se si rimane all’aperto restare in un luogo lontano da punte o alberi e assumere una posizione accucciata. Da tenere presente che la montagna, essendo a elevate altitudini, è un luogo molto esposto ai fulmini. Al mare: • non rimanere in acqua durante un temporale; • se possibile non rimanere in spiaggia ma ripararsi in un luogo chiuso, oppure rimanere seduti o accucciati. Nel caso che il fulmine colpisca la superficie dell’acqua, che è un buon conduttore, la corrente si disperde investendo eventuali bagnanti. La spiaggia, inoltre, è un luogo aperto e piano in cui anche un uomo in piedi può fungere da “punta”. Al parco: • allontanarsi dagli alberi il più possibile e trovare riparo in un luogo chiuso; • se non si può trovare riparo, restare accucciati in un’area lontana da punte; • se si è in bicicletta scendere di sella e allontanarsi dalla bici (se metallica). In campeggio: • restare in un luogo chiuso come la roulotte; • uscire dalla tenda e trovare un rifugio chiuso ma, se si deve restare in tenda, accucciarsi e restare distanti dai pali metallici; • evitare giochi con aquiloni o simili e di pescare con canna da pesca. In barca: • se si è in vicinanza di un porto andare all’ormeggio o navigare sottocosta; • se siete in barca a vela l’albero è esposto ai fulmini quindi sistematevi lontano dallo stesso e lontano da elementi metallici; • se è tecnicamente possibile si può buttare l’ancora facendola passare attorno all’albero e l’eventuale corrente si scaricherà attraverso l’ancora in mare; • se il temporale non si allontana, riprendere la navigazione e cercare di portarsi velocemente in un’altra zona; • in una barca a vela sarebbe necessario che tutte le strutture metalliche fossero ben connesse fra loro e con il bulbo, mediante cavi elettrici, in modo che il fulmine abbia sempre un percorso verso l’acqua.