IL 13 MARZO CHIUSURA AL TRAFFICO DI ALCUNE ZONE PER IL PASSAGGIO DELLA "TIRRENO/ADRIATICA"

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La Prefettura di Rieti comunica che il 13 marzo 2010, in occasione del transito della 4° tappa Sangemini/Chieti della 45° edizione della gara ciclistica “Tirreno/Adriatica”, sarà  disposta, per ragioni di sicurezza pubblica,  la chiusura al traffico del percorso della manifestazione compreso tra Madonna della Luce  ( chiusura dalle ore 10.30 ) e Rocca di Corno ( chiusura fino alle ore 12.00 c.ca e comunque fino a cessate esigenze ).

A seguire la tabella con il percorso e gli orari.

INGRESSO IN PROVINCIA DI RIETI (provenienza Lago di Piediluco) 

LOCALITA’

ORARI CHIUSURA

e comunque fino a cessate esigenze 

MADONNA DELLA LUCE                               s.s. 79

10.30

LA SPERA

10.40

BIVIO POGGIO BUSTONE

10.45

QUATTRO STRADE

11.00

RIETI

11.05

BIVIO DEL TERMINILLO

11.05

INNESTO SS.4  SALARIA                                s.s. 4

11.15

BIVIO CITTADUCALE

11.20

VASCHE

11.30

CASTEL SANT’ANGELO

11.35

BORGOVELINO

11.45

ANTRODOCO – ROCCA DI CORNO              s.s. 17

12.00

USCITA DALLA PROVINCIA DI RIETI (direzione L’Aquila)

IL CINGHIALE AL CENTRO DELL'ATTENZIONE IN UN INCONTRO PROMOSSO DALL'AIC

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Il cinghiale sempre più al centro delle attenzioni del mondo agricolo. A dibattere sul tema che anche di recente ha sollevato attese e anche delusioni degli agricoltori della provincia reatina, tocca all’Associazione Italiana Coltivatori di Rieti che in una tavola rotonda mette insieme esperti, tecnici e i principali interlocutori del territorio.

“Il cinghiale in provincia di Rieti: aspetti tecnico-scientifici e corretta gestione” è il tema dell’incontro in programma sabato 13 marzo prossimo alle ore 10.30 nella sala dell’Hotel Quattro Stagioni. 

Tra gli interventi quello di Andrea Amici del Dipartimento di Produzioni Animali dell’Università della Tuscia di Viterbo su “Interazione tra fauna selvatica ed attività Antropiche: aspetti tecnici e normativi”; Riccardo Primi dell’Università Cattolica Sacro Cuore di Piacenza “Aspetti tecnici della prevenzione dei danni da cinghiale alle colture ed al traffico veicolare”; Pietro Calderini dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle regioni Lazio e Toscana “Che cosa si può e si deve fare per una corretta gestione sanitaria della specie”; Sandro Rinaldi del Servizio veterinari Ausl Rieti; “Controlli sanitari sulle carni dei cinghiali abbattuti negli ultimi cinque anni nella provincia di Rieti e situazione epidemiologica” e Carlo Costantini comandante provinciale del Corpo Forestale dello Stato di Rieti “Attività di controllo svolta dal Corpo Forestale dello Stato”.

L’Aic di Rieti raccoglierà gli elaborati tecnici inediti riferiti alle tematiche strettamente collegate al tema del convegno. Tutti i contributi pervenuti entro il 15 giugno 2010 verranno pubblicati in un volume dedicato.

Intanto stamattina 60 donne imprenditrici dell’Aic reatina hanno partecipato all’udienza del Santo Padre a Roma. E’ seguita una cerimonia dedicata interamente al lavoro femminile con particolare riferimento al ruolo delle donne in agricoltura.

 

SOLIDARIETA' AL TERMINILLO PER L'AQUISTO DI UN CANE GUIDA PER NON VEDENTI

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La splendida montagna del Terminillo diventa ancora una volta lo scenario ideale per il II° Trofeo Neve Lions Club Rieti Varrone, che si svolgerà il prossimo 20 Marzo. Una gara di scii alpino, alla quale possono partecipare tutti i lions del Distretto 108 L ( Lazio, Umbria, Sardegna), con tutti i propri amici e familiari.

“Abbiamo voluto organizzare una giornata all’insegna dell’amicizia, dello sport e della solidarietà – ha sottolineato il Presidente dei LIons Rieti Varrone, Ing Davide Silva – il ricavato delle iscrizioni sarà impegnato dal Club per l’acquisto di un cane guida addestrato da mettere a disposizione gratuitamente per i non vedenti della provincia.”

I Lion italiani hanno fondato oltre 50 anni fa, il Servizio Nazionale cani guida per ciechi onlus. Nel 1999, dopo quarant’anni dalla fondazione, i cani addestrati e consegnati dal Servizio ad altrettanti non vedenti, sono stati oltre 1.400 e nel 2006 si raggiunge il traguardo da sempre sognato: quello di realizzare 50 cani guida.

PROGRAMMA:

Luogo raduno:     Hotel Togo ( Pian de Valli)

Iscrizione gara:    dalle 9,30 alle 10,30

Costo iscrizione:  euro 15

Inizio gara:          ore 11 ( slalom)

Pranzo:              (Hotel Togo) ore 13.30 ( euro 20)

Premiazione:       (Hotel Togo), ore 15:00

A tutti i partecipanti verrà consegnato un gadget. Sono previsti premi per i primi  tre classificati di ogni Categoria. E’ previsto un premio per tutti i Clubs e società con più di 5 iscritti.
Per Info contattare:339 9034416, 0746 203774

INCONTRO PER FARE IL PUNTO DELLA SITUAZIONE SULLA SCUOLA PUBBLICA

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“La scuola pubblica sempre più in pericolo”. E’ questo il titolo dell’incontro che si terrà sabato 13 alle 10,30 presso la sala dei Cordari. Interverranno Giovanni Bachelet, deputato e responsabile del forum istruzione del Pd; Annamaria Massimi, presidente regionale della commissione “Scuola, formazione professionale e università”; Fabio Melilli, presidente della Provincia; Giuseppe Rinaldi, coordinatore provinciale Pd e Giuseppe Martellucci, coordinatore cittadino del Pd.

“La giornata di sabato – dichiara il consigliere Massimi – sarà un importante momento per fare il punto della situazione sullo stato della scuola pubblica che sta praticamente andando a rotoli. Sempre più – conclude il consigliere – stiamo assistendo al progressivo declino del sistema scolastico che, con tagli pesantissimi colpisce in maniera impietosa personale docente e non e personale Ata; una riforma che sta avendo e che avrà conseguenze pesantissime su tutto il sistema sociale del Paese”.

ACQUAPUBBLICAEBASTA: I POLITICI LOCALI E LE "LORO" ASSOCIAZIONI PARLANO, LA CAMERA CANCELLA GLI ATO

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Mentre i politicanti locali di entrambe gli schieramenti fanno a gara per apparire come i paladini dell’acqua pubblica e hanno “sciolto” le proprie associazioni di fiducia per propagandare la difesa della nostra acqua.

Mentre tutti gli atti amministrativi e le gestioni attuali (come ampiamente dimostrato e denunciato nei precedenti comunicati) dimostrano che sia il centro-destra, con in testa il Comune di Rieti che ha scelto da tempo una gestione privata dell’acqua, sia il centro-sinistra, con in testa l’amministrazione provinciale e il suo Presidente, che ha sottoscritto ed ha avallato le scelte della Regione Lazio, che già dall’anno 2006 con la “famosa” delibera Regionale ha cercato di privatizzare la “nostra”sorgente “Peschiera-Le Capore”, regalandola ad una multinazionale Acea spa.,(Delibera che porta la firma dell’ex “Verde” Assessore all’ambiente Zaratti, passato ora nelle file di SINISTRA ECOLOGIA e LIBERTA’, che localmente rivendica un risarcimento, avallando la privatizzazione della nostra acqua)…….  

Mentre associazioni di “destra” e di “sinistra” fanno propaganda elettorale tra striscioni, manifesti, presidi e “scampagnate”, ricordandosi ad un mese dall’elezioni che l’acqua è un bene comune e non una merce… ma in questi anni non hanno fatto nulla per evitare la privatizzazione della nostra sorgente..iniziando  dal  non opporsi, anche attraverso un ricorso al Tar del Lazio, alla deliberazione della Conferenza Sindaci dell’Ato3 che aveva ratificato la Delibera Regionale (che privatizzava la sorgente “Peschiera-Le Capore”, con la quale la Provincia di Rieti s’impegnava a rinunciare alla titolarità della concessione sulla stessa sorgente e obbligava i Comuni ha non effettuare rivendicazioni legali future nei confronti del Comune di Roma ed Acea spa) senza che tale ratifica fosse prevista all’ordine del giorno della stessa Conferenza.

 O per quanto riguarda le associazioni di “destra”, che non si sono mai opposte ad una gestione privata del SII, come quella attuata dal Comune di Rieti, che per far guadagnare azionisti privati fa pagare una tariffa esorbitante ai residenti, con un peggioramento dello stesso servizio idrico. O non si sono opposte, quando il Comune di Roma con in testa il “loro” sindaco Alemanno, nella conferenza dei sindaci dell’Ato 2 del 05/12/2008 ha espresso parere contrario al risarcimento previsto per la nostra Provincia per l’”esproprio” della nostra acqua…nonostante lo stesso Alemanno, lo prometta ogni volta che “passa” per la nostra Provincia.    

Mentre nella nostra Provincia è in scena questo festival dell’Ipocrisia…
La LEGA in Parlamento abolisce gli Ato….

Scandaloso il silenzio assordante dei mass-media su tale provvedimento… che se diventasse legge cambierebbe nuovamente l’intero scenario della gestione dell’acqua in Italia …però nessuno se ne preoccupa…tanto meno i nostri politici o  i nostri rappresentanti istituzionali locali…

E’ notizia di queste ultime ore l’approvazione della soppressione degli Ato idrici e rifiuti da parte della Camera dei deputati attraverso un emendamento, il “comma quinquies all’art.1” del decreto legge n°2 del 25 gennaio 2010, votato con l’ennesima fiducia, titolato “interventi urgenti per enti locali e regioni”. 

Quest’ultimo, oltre ad un nuovo taglio di fondi destinati agli enti locali, aggiunge all’art.1 del suddetto decreto, presto convertito in legge (“Interventi urgenti sul contenimento delle spese negli enti locali”) una modifica all’articolo 2 della legge 23 dicembre 2009, n. 191. Dopo il comma 186 viene inserito il seguente 186-bis che recita:

1-quinquies. All’articolo 2 della legge 23 dicembre 2009, n. 191, dopo il comma 186 è inserito il seguente:«186-bis. A decorrere da un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono soppresse le Autorità d’ambito territoriale di cui agli articoli 148 e 201 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e successive modificazioni. Decorso lo stesso termine, ogni atto compiuto dalle Autorità d’ambito territoriale è da considerarsi nullo. Entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, le regioni attribuiscono con legge le funzioni già esercitate dall’Autorità, nel rispetto dei princìpi di sussidiarietà, differenziazione e adeguatezza. Sono abrogati gli articoli 148 e 201 del decreto legislativo n. 152 del 2006.

Scompaiono così anche gli organi territoriali deputati al controllo dell’operato dei vari gestori del servizio idrico.

Come spiega il sopracitato articolo, nuove autorità dovranno essere designate dalla Regione di appartenenza. L’emendamento approvato non chiarisce però in che modo le Regioni dovranno comportarsi nei confronti degli attuali gestori(anche se siamo sicuri che non saranno toccate) e ne degli Ato come il nostro, che attualmente non hanno individuato un gestore del proprio SII. Mantenere gestioni privatizzate senza giuste autorità di controllo sarebbe un ulteriore beffa che va ad aggiungersi al danno subito dai cittadini in questi ultimi anni

Tale provvedimento entra in contrasto con le ultime leggi approvate in materia dallo stesso Governo, restituendo la piena autonomia della materia acqua alle Regioni, autonomia messa in discussione dall’art. 15 del DL 135/09, che imponeva la privatizzazione di tutti servizi pubblici di rilevanza economica. Un passo indietro, voluto da un partito come la Lega che da sempre ha sostenuto l’efficienza della gestione pubblica dell’acqua, come dimostrano le tante esperienze in Regioni e Province del nord Italia. Iniziando dalla Regione Lombardia che si è dotata di una propria Leg ge in materia d’acqua, che lascia la facoltà ad ogni Comune di scegliere il tipo di gestione che ritiene più opportuna, sottolineando che quella pubblica è risultata la gestione più efficiente, sia in materia di costi che dal punto dell’efficienza del servizio.

Esempio lampante la gestione pubblica del Comune di Milano, la cui acqua (considerata per la sua purezza oligominerale) è una tra le migliori d’Europa e la meno costosa del continente. Tale mossa politica, è da inquadrare anche come deterrente agli annunciati quesiti referendari presentati dai Movimenti che difendono l’acqua pubblica e supportati da alcuni partiti del centro-sinistra, per l’abrogazione delle ultime Leggi in materia di acqua prodotte dal Governo che ne prevedono la privatizzazione. Quesiti referendari che sarebbero votati anche dalla maggioranza degli elettori del centro-destra, contrari ad ogni tipo di privatizzazione dell’acqua.

 E’ in questo frangente che la volontà popolare (sbilanciata ampiamente verso il pubblico) deve riuscire a sovvertire le inclinazioni politiche di questi ultimi tempi che tendono all’affidamento di tutti i beni comuni nelle mani dei privati, privilegiando gli interessi di pochi. Le pressioni provenienti dal basso devono indirizzare tutte le possibili scelte verso una gestione pubblica e per questo motivo c’è un percorso comune da seguire e perseguire. 

Tale provvedimento cambia tutti gli scenari ovviamente anche nella nostra Provincia. La cancellazione degli Ato deve essere vista come una grande opportunità per i Comuni della nostra Provincia per attuare una gestione senza scopo di lucro dell’acqua, attraverso Consorzio Pubblico (art. n. 31 Dlgs 267/00 o Azienda Speciale (art. n. 114 Dlgs. 267/00), garantendo il contenimento dei costi ed una maggiore efficienza del servizio, oltre ad evitare qualsiasi speculazione sull’acqua, bene comune e diritto universale ed inalienabile.

Il Movimento “Acqua Pubblica e Basta!” continua la propria battaglia:
1) Per la difesa della sorgente “Peschiera-Le Capore” e per una sua gestione senza scopo di lucro.
2) Per l’assegnazione della titolarità della sorgente “Peschiera-Le Capore” alla Provincia di Rieti.
3) Per il riconoscimento di un risarcimento alla Provincia di Rieti per gli 84 anni di esproprio della nostra acqua da parte del Comune di Roma e attualmente senza autorizzazione ne concessione da parte di una multinazionale privata, Acea spa. Il risarcimento deve prevedere uno quota da destinare  all’intera Provincia ed una quota che deve ulteriormente essere destinata ai Comuni gravati da vincoli imposti per salvaguardare l’acqua “Romana”.  

 I movimenti per l’acqua pubblica manifesteranno a Roma il prossimo 20 Marzo. A questa iniziativa seguirà una raccolta firme per promuovere i tre referendum abrogativi di tutte quelle norme che hanno privatizzato l’acqua in Italia (fra cui i legge l’art. 15 del DL 135/09 – legge 166/09 – attuale Governo Berlusconi). Nel frattempo i Comuni che si dichiarano contrari alla privatizzazione del servizio idrico, dovranno inserire nel proprio statuto una specifica formulazione che definisca il servizio idrico integrato quale servizio pubblico locale privo di rilevanza economica.

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L'ARTISTA REATINO MAX CIOGLI A PISA CON "IPERSINESTESI"

L’artista reatino Max Ciogli sbarcherà il 13 marzo con la sua originale mostra-concerto “Ipersinestesi – Il colore del suono” alla seconda edizione di PisArt Expò, rassegna di arte contemporanea allestita presso i locali della ex Stazione Leopolda in piazza Guerrazzi a Pisa.

La performance, – realizzata in collaborazione con Arcadia, Arte Studio TreSeiZero e il Centro Arti Visive di Pisa – vedrà le opere pittoriche dell’artista colorarsi secondo i colori corrispondenti alle note dei brani musicali che egli stesso ha composto per l’opera ed è in programma il 13 marzo 2010 alle ore 19 all’interno della rassegna artistica pisana che raccoglie le opere di circa 100 artisti, provenienti da ogni parte d’Italia e opportunamente selezionati, nelle discipline di pittura, grafica, scultura e fotografia e che ospita anche incontri e dibattiti tra noti critici ed esponenti del settore.

Con il format unico al mondo “Ipersinestesi – Il colore del suono”, Max Ciogli, (vincitore del Primo Premio internazionale di pittura Vitakraft e finalista al Premio internazionale G.Belli al Campidoglio 2009)  ha già al suo attivo una serie di mostre-concerto  tra cui  quelle in occasione di Umbria Jazz ’08, ArtExpò 09 di Pitigliano (Grosseto) ed a Greccio (Rieti), nella sua terra natale, ai piedi del santuario dove San Francesco realizzò il primo presepe vivente. Tutto questo in preparazione dei prossimi eventi in programma a Roma, Genova e Copenaghen ed al lancio del suo nuovo disco "E’già domani" in uscita a livello nazionale per il 16 aprile 2010.

La sperimentazione lanciata da Max Ciogli – pittore, compositore e musicista – con “Ipersinestesi” vede l’opera pittorica dominata dal bianco trasformarsi nello schermo dei colori corrispondenti scientificamente alle note dei brani associati al dipinto.

Il tutto con un effetto fortemente suggestivo ed emozionante.

A supporto  nella  promozione dei suoi eventi e nella divulgazione del suo brand,  Arte Studio TreSeiZero punta ad espandere i confini della sua arte ed allo stesso tempo mira a raggiungere il centro nevralgico della stessa, adattando e studiando la sinestesia, o meglio, la ipersinestesia al fine poterla inserire nei programmi didattici delle scuole sia in Italia sia all’estero.

F.C.RIETI ……… E VAI CON IL QUARTO

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Quarta conferenza stampa per presentare alla città il quarto allenatore in una sola stagione. Il Rieti targato Palombi ha accolto, Salvatore Polverino, il nuovo mister che ieri, dopo la prima seduta di allenamento, si è presentato a tifosi e stampa.

Lo ha fatto mettendo subito le cose in chiaro parlando di motivazioni e di come i giocatori dovranno impegnarsi fino alla fine del campionato altrimenti “chi non se la sente e non ha motivazioni, potrà farsi da parte”. Polverino, napoletano di nascita e toscano d’adozione, ha sottolineato come, per la squadra, ci siano ancora delle possibilità anche se ci sarà molto da lavorare. Intanto proseguono gli allenamenti in vista della gara in terra sarda contro il Selargius che si disputerà sabato su richiesta dei padroni di casa.

Per la partita il nuovo mister avrà a disposizione Gabrieli, Dentamaro e De Simone rientrati dalla squalifica. La gara di sabato sarà fondamentale per vedere e capire come la squadra abbia recepito questo nuovo cambio al vertice.
Errori non sono più ammessi.  

IRCOP, PER LA PARTITA CONTRO SCAURI UN PULLMAN A DISPOSIZIONE DEI TIFOSI

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Mentre continuano gli allenamenti per domenica 14 marzo contro Scauri, la  Ircop Rieti comunica di aver messo a disposizione dei tifosi un pullman per la trasferta.

L’organizzazione sarà esclusivamente a cura dei responsabili la tifoseria, pertanto  tutti i tifosi che vorranno seguire la compagine reatina in questa importante trasferta o necessitano di ulteriori informazioni potranno contattare il numero il 393-6214380.

Chi invece non potrà seguire personalmente l’incontro avrà la possibilità di ascoltarlo dalla voce di Emanuele Laurenzi su Radiomondo che trasmetterà l’intera partita in fm sui 99.9 mhz, in streaming nel sito www.radiomondo.fm e su I-Phone, I-Pod Touch e I-Pad

CONTINUA LA PROTESTA DEGLI ABITANTI DI VAZIA. NON ANDRANNO A VOTARE

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In data  06 marzo si è riunito il Comitato “LA ROTONDA 2010”, per il consueto resoconto ai cittadini sull’evoluzione della realizzazione dell’ormai noto impianto di conglomerati bituminosi in prossimità delle frazioni di Vazia e Madonna del Passo.

In quella sede i cittadini presenti hanno proposto l’opportunità di non andare a votare alle prossime elezioni regionali consegnando la tessere elettorali al Comitato, per riprenderle dopo le elezioni.

Tale protesta per la latitanza delle Amministrazioni coinvolte nell’iter deliberativo dell’impianto in parola che, a tutt’oggi, non si sono pronunciate riguardo la delocalizzazione dell’impianto, richiesta  all’unanimità anche dal Consiglio della III Circoscrizione.
I cittadini, non si fidano delle parole di qualche politicante locale che, cerca di cavalcare la protesta rassicurandoli sulla non realizzazione di tale impianto e vogliono che la delocalizzazione venga ratificata con un atto pubblico.

Sono allo studio le formalità per la raccolta delle schede elettorali prima delle elezioni, che  verranno quanto prima comunicate alla cittadinanza.
Durante la riunione si è parlato di un nuovo probabile scandalo ecologico molto vicino al nostro territorio ( S.Rufina – Cittaducale ) in via dell’Industrie 4 , dove nella sede della
Co.ge.sa. Consult ( impianto di stoccaggio e trattamento rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi ) risulterebbe, da un documento pubblicato nel sito della Regione Lazio, esserci in corso indagini da parte della Procura della Repubblica, ma cosa ben più grave, all’atto della determina del 24/12/2009 della Regione Lazio stessa, aver ricevuto una "esecuzione perentoria di sgomberare tutti i rifiuti stoccati nelle vasche e nelle aree adibite allo stoccaggio". Noi del comitato "la Rotonda 2010" e di " Bassa Tensione "  chiediamo al Comune di Cittaducale, all’Arpa Lazio, all’Amministrazione Provinciale, se questa determina ha avuto seguito e con quali modalità.

Chiediamo altresì al Consorzio del Nucleo Industriale, di rendere pubblico se i componenti del Consiglio di Amministrazione della Società
Co.ge.sa. Consult possono avere a che fare con taluni ruoli e posizioni della gestione del depuratore di proprietà del Consorzio Industriale, in Via Campo Saino.
Nel frattempo ,nella giornata odierna , il Comitato Bassa Tensione insieme ad alcuni residenti del quartiere di Molino della Salce ha avuto modo di visitare il depuratore , come richiesto nella precedente riunione al presidente Ferroni.

Il Comitato ha verificato , oltre alla gestione dell’impianto, anche lo stato dei lavori del "termovalorizzatore" e ancor di piu’ ha rafforzato la convinzione che le strade da percorrere per lo smaltimento dei fanghi possono essere altre , che quelle dell’incenerimento .Non volendo esprimere alcun giudizio sullo stato dei luoghi per la sicurezza dei lavoratori ( chiaramente di competenza degli organi preposti )  ci auguriamo che il Consorzio , per la trasparenza e la sicurezza dei residenti , possa dare la possiilita’ a quest’ultimi , di poter verificare periodicamente , lo stato dei luoghi e il corretto funzionamento del depuratore stesso con una delegazione scelta dagli stessi residenti. Chiediamo  ( o ricordiamo ) al presidente Ferroni ( assente all’incontro svoltosi con l’ingegner Fagiani ) se sono iniziate le procedure di installazione del sistema di sorveglianza dell’ingresso/uscita dei mezzi che smaltiscono i liquidi nel depuratore, come promesso nel precedente incontro nella sede del Consorzio Industriale.

I comitati sopracitati ,si augurano una volta di più, che l’azione della Pubblica Amministrazione possa essere la più trasparente possibile e che ai suddetti quesiti, possano trovare nell’immediato le giuste risposte.
 
Altresi’ i comitati, informano che sono a disposizione dei cittadini di Santa Rufina,  anche loro direttamente interessati alle problematiche di salvaguardia della salute e dell’ambiente, minacciata da insediamenti industriali a forte impatto inquinante, per relazionare circa le conoscenze acquisite ad oggi sulla situazione del territorio del Nucleo Industriale stesso.

 
Si informa inoltre che la III Circoscrizione ha programmato per Sabato 13 Marzo un incontro con i cittadini, invitando il Sindaco, Il Presidente della Provincia, il Presidente dell’ASI, gli assessori all’Ambiente della Provincia e del Comune.

NUOVE TOMBE DI PREGIO ARCHITETTONICO NEL CIMITERO MONUMENTALE

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Nel programma delle Opere Pubbliche da realizzare da parte del Comune di Rieti (biennio 2009-2011), è prevista anche la costruzione nel Cimitero Monumentale di nuove tombe di pregio architettonico nelle aree attualmente libere comprese nei riquadri 1° e 2°.

Si tratta di sepolture di tipologia A, capaci di contenere 8-12 loculi sui quattro lati, e sui due-tre livelli, da disporre lungo il perimetro delle arcate e destinate alle famiglie. Il progetto prevede poi una serie di sepolture di tipologia B in grado di contenere 12 o 16 loculi, disposti su tre-quattro livelli, a seconda delle condizioni geologiche che verranno riscontrate al momento della loro costruzione, per un totale di circa 900 nuove sepolture comprensive di lapide e di cippo marmoreo.

“Il nostro obiettivo – spiega l’Assessore ai Lavori Pubblici  Fabbro – è quello di rendere disponibile un numero cospicuo di nuovi loculi presso il Cimitero Monumentale di Rieti, realizzando tale opera in perfetta conformità con le direttive della Sovrintendenza ai Beni Architettonici del Lazio considerato che il nostro intervento insisterà su un’area del Monumentale costruita negli anni ’40 e, di conseguenza, sottoposta a ben determinati vincoli.

Anche per questo motivo, alla offerta di nuove disponibilità intendiamo abbinare un aspetto estetico improntato alla essenzialità ed alla uniformità architettonica e cromatica, cercando prima di tutto di dare una risposta concreta, e numericamente consistente, alla sempre più elevata richiesta di loculi che pervengono negli uffici competenti del Comune di Rieti anche per quanto riguarda la disponibilità di spazi da destinare ai nuclei famigliari, tenendo ad esempio conto di alcuni particolari non trascurabili, come l’attuale indisponibilità di cappelle, che ritengo non sarà possibile costruire se non prima di almeno cinque anni”.

Tornando agli aspetti tecnici, l’intera struttura verrà realizzata in cemento armato con un rivestimento, solo esterno, in pietra locale. Altrettanta attenzione sarà posta al già citato aspetto estetico, attraverso la realizzazione di zone in erba, perimetrale di siepi in bosso sempreverde.

I cittadini intenzionati a chiedere la relativa concessione potranno già dimostrare il loro interesse facendo domanda all’Ufficio Cimiteriale del Comune di Rieti, con espressione delle proprie preferenze su tipologia e collocazione della sepoltura e i relativi costi della concessione.

In caso di un numero di adesioni sufficienti si procederà alla progettazione esecutiva, con la successiva chiamata dei richiedenti (in ordine di protocollo e di preferenza espressa) così da poter sottoscrivere il contratto preliminare di concessione che avrà valore novantanovennale.

PRIMO ANNO DI ATTIVITA' A RIETI DELL'ATENEO DI ITALIANO

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Sabato 13 marzo 2010 alle 19.00, l’Ateneo di Italiano celebra il suo primo anno di attività a Rieti in via Sant’Agnese 13/E e offre degustazioni gastronomiche di tutto il mondo con la partecipazione straordinaria di Lady Godiva, performer dai migliori club romani, che proseguirà la serata esibendosi all’ArtCafè di Rieti.

L’ADI offre ai reatini la possibilità di avvalersi di un istituto specializzato per l’apprendimento delle lingue e culture straniere, immergendosi in un contesto internazionale e moderno  all’interno della loro città. L’ADI è da un anno a Rieti, per fornire agli ospiti stranieri l’opportunità di non essere semplici turisti, ma di comprendere il linguaggio e la cultura italiana integrandosi e praticando il più possibile la lingua in un ambiente ancora a misura d’uomo.

A tutti livelli l’ADI  offre corsi in: italiano, inglese, francese, tedesco, finlandese, albanese e molte altre lingue e culture, laboratori di  teatro e lingua, soggiorni di studio, ricreativi, culturali, artistici, sportivi  per adulti e ragazzi,  corsi al servizio dell’arte, della letteratura, del cinema, dell’editoria, corsi aziendali, preparazione alle certificazioni ufficiali, workshop/seminari;

L’Ateneo di Italiano si avvale dei migliori insegnanti madrelingua scelti tra quelli maggiormente qualificati e motivati disposti a spostarsi sul territorio reatino, nazionale e internazionale per fungere anche da ambasciatori di una cultura.

Nell’Ateneo di Italiano la filosofia è: apprendere con piacere. I docenti mettono la loro esperienza al servizio dei discenti per appassionarli alla lingua e cultura prescelta in un contesto vitale e stimolante, grazie anche al materiale autentico creato per svagarsi o impegnarsi imparando la realtà culturale odierna.

PDL: BERSANI, OGGI A RIETI, RISPONDA SU RITEL

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Il Pdl di Rieti, facendosi interprete delle richieste dei cittadini, in particolare dei lavoratori della Ritel e approfittando delle presenza in città del segretario nazionale del Pd, Pierluigi Bersani, chiede allo stesso di rendere noto quanto egli fece da ministro dello Sviluppo economico del governo Prodi nelle inutili e interminabili riunioni che ebbero come unico risultato la cessazione di Alcatel trasformandola in Ritel, con tutto ciò che ne conseguì.

Sarebbe più opportuno che il segretario nazionale del Pd, molto impegnato nella manifestazione di sabato prossimo contro il decreto legge in materia di presentazione delle liste, tornasse a parlare dei problemi reali delle persone e facesse lui un esame di coscienza sull’azione che condusse a danno dei dipendenti dell’azienda reatina.

SPECIAL OLYMPICS AL PRIMO MEETING REGIONALE DI BOWLING

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Si arricchisce di nuove esperienze l’attività della Polisportiva “Noi con Voi” Special Olympics. Dopo il calcio a cinque, gli iscritti del team di Rieti affiliato al movimento internazionale hanno rotto il ghiaccio con un’altra disciplina divertente e capace di regalare forti emozioni: il bowling.

Sabato 6 marzo cinque atleti reatini hanno partecipato al primo meeting regionale “Bowling day” Prova lo sport al “Time City” di Parco Leonardo, Fiumicino, in un pomeriggio indimenticabile organizzato dal Team Lazio di Special Olympics e dalla “S.S. Lazio Bowling” in cui non sono mancati gli applausi di partner, tecnici, dirigenti e familiari. Per alcuni si è trattato di una vera e propria "prima volta", altri atleti avevano già una certa confidenza con palle e birilli: per tutti la gioia di uno strike e l’allegria di un gioco con cui stare insieme e trascorrere una giornata all’insegna dell’amicizia.

Dopo quattro lunghe partite, per tutti c’è stato l’immancabile riconoscimento della medaglia consegnata dal vicepresidente nazionale di Special Olympics Alessandro Palazzotti.

Il prova lo sport per questa disciplina servirà ad introdurre a Rieti una nuova attività di sport unificato, creando momenti e attività integrate, dove l’atleta partner parteciperà alla stessa partita con gli atleti speciali. E la Polisportiva Noi con Voi guidata da Morena De Marco potrebbe presto inserire stabilmente questo sport tra le sue proposte, in base ad un rapporto di collaborazione con la direzione del Bowling di Rieti.

Premio Coni all’atleta Andrea Giordani – In rappresentanza della Polisportiva Noi con Voi, l’atleta Andrea Giordani – che a Fiumicino è stato ancora una volta protagonista della lettura del giuramento che apre ogni manifestazione Special Olympics – ha infine partecipato lunedì 8 marzo alla cerimonia di consegna dei Premi Coni presso la Sala dei Cordari di Rieti, ricevendo il riconoscimento del Comitato Olimpico Nazionale Italiano.

VISITA DEL QUESTORE CASINI AL COMANDO PROVINCIALE DEI CARABINIERI

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Il Questore di Rieti, Dott. Carlo Casini, ha fatto visita al Comando Provinciale dei  Carabinieri, per rinsaldare il rapporto di fraterna amicizia e intensa e sentita collaborazione, che tradizionalmente lega l’Arma alla Polizia di Stato nella nostra Provincia.

Il Dott. Casini è stato ricevuto dal Comandante dei Carabinieri, Col. Maurizio de Vito, da tutti gli Ufficiali, da una rappresentanza dei Comandanti delle 34 Stazioni e dei Carabinieri.

Il Comandante Provinciale ha  ringraziato il Questore per avere avuto la sensibilità di venire a porgere il saluto ai Carabinieri nella loro sede, mentre  il Dott. Casini ha espresso la propria gratitudine per la collaborazione leale e proficua offerta dall’Arma.

Durante l’incontro – che si è svolto in un clima di vivissima cordialità – sono state prospettate alcune linee  guida  che debbono ispirare l’attività di servizio, al fine di assicurare, a tutti i cittadini, quel grado di tranquillità e pace sociale, fondamentali per un proficuo sviluppo civile, all’insegna di un miglioramento della già buona situazione dell’ordine e della sicurezza pubblica.

Nella circostanza, è stato sottolineato il rispetto reciproco e la collaborazione che sono sempre intercorsi, fra l’Arma e la Polizia di Stato, al fine di svolgere il servizio in condizioni ottimali, a tutto vantaggio della popolazione della Provincia. Il Questore ha infine voluto stringere la mano a tutti i militari presenti.

A FARA IN SABINA CONFERENZA SUL TEMA "LA SABINA: IERI ED OGGI"

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Quale destino attende la Sabina? Se ne parlerà nel corso della conferenza “La Sabina: ieri ed oggi”, organizzata dal Lions Club “Passo Corese Sabina Gens” in collaborazione con il Rotary Club “Sabina “Tevere” e con il patrocinio del Comune di Fara in Sabina.

L’incontro sarà preceduto da una visita alla mostra del materiale della tomba XXXVI della necropoli di Colle del Forno – Area della ricerca del Cnr di Roma 1. Parteciperanno al convegno la prof.ssa Paola Santoro, direttore dell’Istituto per gli Studi delle Civiltà del mediterraneo antico del Consiglio Nazionale delle Ricerche, e l’ing. Giuseppe Confessore, responsabile della sede di Roma dell’Istituto di Tecnologie Industriali e Automazione del Cnr e docente di Logistica Integrata presso l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”.

Nell’ambito delle attività svolte dai club di servizio, i temi culturali hanno un posto di rilievo quando finalizzati alla valorizzazione del territorio. Appare così scontato che due club, entrambi localizzati in Sabina, scelgano un tema che legittimi le origini dei loro insediamenti e crei l’aspettativa del futuro. Questa conferenza si pone l’obiettivo di congiungere in un ipotetico percorso il passato con la realtà attuale.

Partendo dalla conoscenza dei frammenti della storia di un popolo, saranno illustrati i luoghi nei quali una cultura antichissima aveva gettato le basi del proprio sviluppo, spostando poi l’attenzione ai giorni nostri ed evidenziando strategie di sviluppo ed opportunità. Il convegno si propone di generare un maggiore interesse a proposito del territorio e consentire di fare il punto sullo stato di sviluppo di una provincia all’alba della creazione dell’area metropolitana. Quali potrebbero essere gli sviluppi e le potenzialità di una popolazione, ormai europea, nel panorama nazionale? L’incontro è previsto il 13 marzo alle 17 presso la Sala Santa Chiara del Comune di Fara in Sabina.

PROPOSTA DI LEGGE DI FIAMMA TRICOLORE PER L'ELEZIONE DELL'ASSEMBLEA REGIONALE DEL LAZIO

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Il Movimento Sociale Fiamma Tricolore del Lazio ha inviato una proposta di legge al Presidente della Regione e al Presidente del Consiglio Regionale del Lazio e p.c.  al Presidente del Consiglio On. Silvio Berlusconi.

Al fine di:
– meglio regolamentare la partecipazione democratica per l’elezione dell’Assemblea Regionale del Lazio (A);

– di consentire la massima partecipazione popolare e quindi consentire il pieno diritto dell’esercizio del voto a tutte le forze politiche e civiche della Regione (A);
– garantire la legalità e la trasparenza delle operazioni di raccolta delle sottoscrizioni (A);

– consentire la partecipazione e quindi la presentazione delle liste elettorali ai Partiti, ai Movimenti e alle Liste Civiche, visto l’inadeguatezza degli oneri attuali previsti della vigente normativa e regolamenti, come del resto ampiamente dimostrato dalle questioni sorte più volte in merito alla presentazione delle liste per ogni genere di elezioni (A);

– considerare le spese che sostiene l’amministrazione pubblica nel caso fosse  semplicemente libera e incondizionata la presentazione di liste (A);

– favorire la massima partecipazione popolare all’atto stesso di sostegno diretto e quindi alla presentazione delle liste (A);

– incrementare la rappresentanza territoriale e perciò riequilibrare tra le Province, almeno parzialmente, il numero di Consiglieri Regionali, attribuendo il numero dei consiglieri alla luce non solo della popolazione ma anche della superficie territoriale da amministrare (B);

– bilanciare la rappresentanza nel premio di maggioranza tra tutte le liste che compongono le coalizioni legate ad un candidato Presidente, trasformando all’uopo le modalità di determinazione dei Consiglieri inseriti nel “listino” regionale (B);

propone:
A) L’ammissione dei Partiti e delle relative liste di candidati per le elezioni dell’Assemblea Regionale del Lazio avviene con le modalità e i tempi di seguito descritti:
la partecipazione di tutti i Partiti, Movimenti o Liste Civiche alle elezioni dell’Assemblea Regionale del Lazio, richiede per ciascuna lista domanda in carta semplice con firma autentica del legale rappresentante del Partito, Movimento o Lista civica, presentata presso la Corte d’Appello del Tribunale della Circoscrizione Elettorale Centrale di Roma, con imprescindibile contestuale versamento di una cauzione di euro 20.000. La cauzione verrà trattenuta dall’amministrazione pubblica nel caso in cui la lista presentata non ottenga almeno un risultato elettorale proporzionale dell’1%; ovviamente nel caso di superamento del 1%, il rimborso delle spese elettorali previsto dalla vigente normativa si considera comprensivo della cauzione versata all’atto di presentazione della lista.

la partecipazione di tutti i Partiti, Movimenti o Liste Civiche alle elezioni dell’Assemblea Regionale del Lazio, richiede per ciascuna lista numero 500 sottoscrizioni di elettori iscritti nelle liste elettorali dei Comuni della Regione Lazio, firme raccolte in almeno 3 Province della Regione, regolarmente autenticate da Cancelliere di Tribunale competente per territorio; dette sottoscrizioni possono essere raccolte  a partire da 60 giorni antecedenti la data di svolgimento delle elezioni; solo le spese relative al compenso giornaliero del Cancelliere di Tribunale sono a carico dell’amministrazione pubblica, che provvederà altresì a mettere a disposizione dei Partiti, Movimenti e Liste civiche richiedenti, l’elenco dei Cancellieri dei Tribunali della Regione Lazio disponibili per il predetto ufficio (si rimanda ad apposito regolamento per quanto attiene le modalità, gli orari e le giornate di disponibilità dei Cancellieri di Tribunale per  l’adempimento del loro ufficio nei 60 giorni antecedenti la data delle elezioni).  Si specifica che valore legale di autentica per le sottoscrizioni delle liste di Partito, Movimento o Civica lo ha esclusivamente  il Cancelliere di Tribunale. 

B)  Sulla base dell’attuale elezione di 70 Consiglieri e un Presidente della Regione, si propongono le ulteriori modifiche.

            1) Il numero di Consiglieri da eleggere per ciascuna Provincia è determinato sulla base della popolazione  iscritta nelle liste elettorali di ciascuna Provincia.  Per una giusta perequazione del numero dei Consiglieri da attribuire a ciascuna Provincia e al fine di tener presente non solo la popolazione ma anche il territorio amministrato in termini di superficie, i resti utili al raggiungimento del quorum per l’elezione di un consigliere regionale vengono attribuiti via via alle Province che hanno il minor numero di Consiglieri eleggibili sulla base della sola popolazione avente diritto di voto, iniziando l’attribuzione dalla Provincia che esprime il minor numero di Consiglieri eletti.

            2) Listino di maggioranza con 14 Consiglieri, con parità di genere, con ripartizione di almeno 1 Consigliere per Provincia (residenza certificata da almeno 5 anni) e attribuzione di 1 Consigliere per ciascun Partito della coalizione. 

IL MERCATO "CAMPAGNA AMICA" DELLA COLDIRETTI RADDOPPIA

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Dopo Rieti, il Mercato di Campagna Amica, raddoppia, con la piazza di Poggio Mirteto. Gli stand Coldiretti,  il 14 marzo (a partire dalle ore 8 e per l’intera giornata), invaderanno con il loro giallo acceso, e i loro prodotti genuini, anche Poggio Mirteto. 

L’iniziativa è targata Coldiretti ma è stata ben accolta dall’amministrazione che ha concesso in pianta stabile, ogni seconda domenica del mese, Viale Giuseppe De Vito.

“Qui daremo veramente la possibilità di esercitare il chilometro zero – spiega Mauro Zalabra, responsabile di zona  – il 90 per cento delle aziende infatti sono di Poggio Mirteto o provengono dai comuni confinanti, inoltre la filiera sarà rappresentata  in tutta la sua eterogeneità. Partiamo dal vino, olio, formaggi per arrivare al latte (prodotto e confezionato da un’azienda locale), agli ortaggi, dolci, confetture”.

L’edizione mirtense del mercato vedrà anche la presenza degli  agriturismi che illustreranno, attraverso materiali informativi, i servizi offerti.

“Abbiamo mantenuto gli impregni presi – dichiara il Direttore di Rieti e del Lazio Aldo Mattia – Poggio Mirteto è il nostro secondo appuntamento importante dopo Rieti, l’obiettivo è di arrivare a 5 unità nella provincia, in località ugualmente  significative”.

Al mercato sarà affiancato un altro importante evento, ugualmente legato al mondo agricolo: il convegno dal titolo “La sicurezza del lavoro e la prevenzione nelle aziende agricole”, previsto alle ore 9.30, presso la Sala Farnese. Relatori: Simone Miccadei, responsabile ASL e il direttore Aldo Mattia.

Programma Elettorale Polverini

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PROGRAMMA ELETTORALE ATTUALMENTE NON DISPONIBILE









CURRICULUM


Programma Elettorale Bonino

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PROGRAMMA ELETTORALE ATTUALMENTE NON DISPONIBILE









CURRICULUM


Curriculum Bonino

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Emma Bonino è attualmente Vicepresidente del Senato della Repubblica, eletta nell’aprile 2008 nelle liste del Partito Democratico. Nella scorsa legislatura è stata Ministro per il commercio internazionale e per le politiche europee nel governo Prodi II e deputato della Rosa nel pugno. Fino alle elezioni politiche del 2006, era deputato europeo e ha fatto la spola tra le sedi di lavoro dell’Unione europea e Il Cairo. Ha puntualmente proseguito l’attività connessa al suo mandato parlamentare, ma al Cairo ha potuto frequentare lezioni di lingua araba, che le consentono oggi di seguire le trasmissioni di Al-Jazeera e di leggere i principali quotidiani del Medio Oriente. Dal marzo 2003 cura per Radio Radicale la rassegna della stampa araba, iniziativa unica nel panorama dell’informazione italiana. E’ divenuta così uno dei più autorevoli esperti e commentatori dei problemi dell’area, letti nell’ottica della militante che opera perché la democrazia si installi anche in quelle regioni evitando sia l’unilateralismo (pur necessario) delle "guerre preventive" sia l’esplosione di una pericolosissima "guerra di civiltà".

E’ in quest’ottica e con queste urgenze che nel gennaio 2004, con l’Ong "Non c’è Pace Senza Giustizia" e in collaborazione con il governo dello Yemen, s’impegna nella organizzazione della prima conferenza intergovernativa regionale che sia mai stata tenuta nel mondo arabo su democrazia, diritti umani e ruolo della Corte Penale Internazionale. Nello Yemen, Emma Bonino già era venuta nel 2003: si stavano svolgendo elezioni legislative, e lei espresse al Presidente Ali Abdullah Saleh la sua preoccupazione perché la partecipazione delle donne alla campagna era assai inferiore a quella avutasi nel 1993. Ma il seme era gettato: oltre 850 personalità arabe e occidentali, 37 ministri, un centinaio di parlamentari ed esponenti della società civile di 25 Paesi arabi e africani hanno potuto discutere, nel corso della conferenza, temi mai affrontati prima in un consesso di questo tipo e livello. Tra i presenti, il Segretario Generale della Lega Araba, Amr Moussa, l’Assistente del Segretario Generale delle Nazioni Unite per gli Affari Politici, Danilo Turk, il Direttore Generale per le Relazioni Esterne della Commissione europea, Eneko Landaburu, il Procuratore della Corte Penale Internazionale, Luis Moreno Ocampo, il Segretario Generale dell’Organizzazione della Conferenza Islamica, Abdelouahed Belkeziz, e rappresentanti di rilievo di associazioni ed organizzazioni non governative. La Conferenza si è tenuta sotto gli auspici dell’Unione europea, con i contributi della Commissione europea e dei governi di Canada, Francia, Germania, Irlanda (Presidente di turno dell’UE), Italia, Olanda, Regno Unito, Svizzera e dall’UNDP (United Nations Development Programme), e si è conclusa con la "Dichiarazione di Sana’a" sottoscritta da tutte le delegazioni presenti.

Emma Bonino e il Partito Radicale Transnazionale hanno progetti ancora più ambiziosi. Nel novembre 2002, in rappresentanza del governo italiano, Emma Bonino aveva partecipato a Seul alla seconda conferenza ministeriale della "Community of Democracies", un’unione informale di Stati che, sulla base di un documento adottato dal "Convening Group", si sono dati l’obiettivo di lavorare per la creazione di una "Organizzazione Mondiale della Democrazia", al fine di rafforzare le libertà civili e politiche nel mondo. Nella crisi delle istituzioni sopranazionali (l’ONU in prima fila) occorre una strategia che dia forza alle democrazie per fronteggiare l’assalto dei fondamentalismi, del terrorismo, del ritorno ai nazionalismi del secolo scorso. E’ un impegno difficilissimo, ma che ogni giorno si dimostra più necessario. Sicuramente, su di esso si proietterà la maggiore attenzione dei radicali e della stessa Bonino, anche a partire dal Parlamento europeo. Esemplarmente, dal settembre al novembre 2002, Emma si era recata in Ecuador alla guida di una missione di osservatori che l’Unione europea aveva inviato per monitorare le elezioni presidenziali, legislative e amministrative.

L’impegno di Emma Bonino è di lunga data. Nel 1976 (il Partito Radicale presentava per la prima volta, nella sua già ventennale storia politica, proprie liste alle elezioni legislative italiane) veniva eletta deputato, assieme a Marco Pannella, Adele Faccio e Mauro Mellini. Aveva solo 28 anni. Era la stagione delle battaglie per i diritti civili ed Emma aveva collaborato con il CISA – il Centro per l’informazione, la sterilizzazione e l’aborto fondato da Adele Faccio – nelle cui cliniche clandestine, utilizzando il metodo Karman, si assistevano le donne che non avevano i mezzi per pagare i "cucchiai d’oro", o per volare all’estero per poter abortire. Nel giugno 1975, dopo un periodo di latitanza, Emma Bonino si autoconsegnava alla giustizia per procurato aborto e faceva della campagna la priorità del Partito Radicale che già, l’anno precedente, aveva vinto il referendum per introdurre il divorzio in Italia. La sua presenza nel Parlamento italiano è stata, da allora, pressoché ininterrotta, e contrassegnata da iniziative, non solo a livello parlamentare, che le hanno procurato un forte credito politico ed umano. Così nel marzo 1999, nel corso di una assemblea dei radicali "per la rivoluzione liberale e gli Stati Uniti d’Europa" poteva accettare una sorprendente candidatura alla Presidenza della Repubblica. Alle elezioni europee del giugno di quell’anno era capolista della "Lista Bonino", che otteneva l’8,5 % dei voti e sette deputati. Del Partito Radicale era stata eletta segretario politico nel 1993.

Mentre la sua attività "italiana" cresce e si sviluppa in vari settori (politica energetica, politica dell’informazione, politica della giustizia, ecc.) nel 1979 – "Anno internazionale del fanciullo" – viene pubblicato il rapporto UNICEF con stime agghiaccianti secondo cui, entro l’anno, sarebbero morti 40 milioni di persone – di cui il 40% bambini. Marco Pannella avvia la campagna contro lo "sterminio per fame nel sud del mondo", chiedendo ai governi un intervento straordinario per le situazioni più urgenti e necessarie. Emma Bonino è da subito coinvolta nell’iniziativa: si apre così, alla parlamentare radicale, il panorama della politica "internazionale". Nell’aprile 1981 insieme ai 113 Premi Nobel firmatari dell’appello radicale contro lo sterminio per fame, fonda l’associazione Food and Disarmement International per coordinare le attività e le iniziative internazionali su questo fronte. Nel febbraio 1986 ne diventa segretaria e lancia il Manifesto dei Capi di Stato in difesa del diritto alla vita" e della "vita del diritto". Con Marco Pannella, nel corso di un incontro ufficiale, illustra a Papa Giovanni Paolo II le iniziative intraprese. Ma, nello stesso anno, promuove anche una campagna internazionale per la difesa dei diritti umani nell’Europa dell’Est, in particolare a favore dei "refuznik", gli ebrei sovietici ai quali viene negato il diritto di emigrazione in Israele: nel gennaio 1987 manifesterà a Varsavia contro la dittatura Jaruzelski, in favore di Solidarnosc. Verrà arrestata ed espulsa.

Nel maggio 1991 la Camera dei Deputati italiana approva una mozione a prima firma Emma Bonino che impegna il governo a impedire la proliferazione delle armi convenzionali e in particolare delle mine antiuomo. Nel novembre 1993, Emma Bonino consegna al Segretario Generale delle Nazioni Unite Boutros Boutros Ghali le 25.000 firme raccolte in tutto il mondo in calce all’appello a favore dell’istituzione del Tribunale ad hoc per i crimini commessi nella ex-Jugoslavia. Nel giugno dell’anno successivo si svolge la vi sita del Dalai Lama in Italia: grazie ai radicali, verrà ricevuto dalle massime cariche dello Stato. E’una tappa dell’impegno di Emma Bonino per i diritti e la libertà del popolo tibetano e la democrazia in Cina. La sua attività internazionale ottiene nuove possibilità di espressione quando, nel gennaio 1995, è nominata dal governo italiano Commissario europeo per gli aiuti umanitari, la politica dei consumatori e la pesca. E’ la prima volta che un radicale ricopre un incarico con funzioni politiche esecutive. A distanza di due giorni dall’insediamento, vola nella ex Jugoslavia, denunciando l’impotenza dell’Europa e il disinteresse dell’ONU rispetto alla cronicizzazione della guerra nei Balcani e alla pulizia etnica in corso. Dopo la caduta di Srebrenica si reca a Tuzla, dove si stanno ammassando migliaia di rifugiati: solo donne e bambini. Solleva l’allarme circa il rischio – che si trasformerà in drammatica realtà – che gli uomini di Srebrenica vengano massacrati dalle truppe di Mladic: "Siamo di fronte a un vero e proprio genocidio; oltre ai 4.000 che mancano all’appello, ci sono 8.000 persone di cui non si hanno notizie. Sono scomparse".

Dall’Europa continua a guardare all’Africa. I campi profughi che si stendono a perdita d’occhio nella regione di Goma in Zaire (2 milioni di Hutu ruandesi) sono la tragica eredità di un conflitto etnico culminato nel genocidio del 1994. Emma Bonino si reca nella regione nel marzo 1995 per sostenere il diritto dei profughi all’assistenza umanitaria e per ribadire l’impegno finanziario dell’Europa. L’anno successivo rappresenta l’Unione europea nella missione umanitaria congiunta Europa/USA nella regione dei Grandi Laghi; da parte americana partecipa Brian Atwood, responsabile dell’Agenzia statunitense per la cooperazione, USAID. L’analisi dei due maggiori donatori di aiuti umanitari converge: la crisi non è più sostenibile e richiede un intervento politico urgente dell’ONU o delle grandi potenze: purtroppo, le cancellerie non ascoltano l’appello. In occasione dello stesso viaggio, Emma Bonino visita la Somalia, un paese oramai allo stremo e nuovamente nelle mani dei signori della guerra (nei pressi di Kisimaio il convoglio umanitario della Bonino finisce sotto il fuoco dei guerriglieri di Aidid) e il Sud Sudan, violando l’embargo aereo imposto dal regime di Khartum, al fine di riavviare gli aiuti umanitari diretti a quelle popolazioni, vittime di una crisi "dimenticata". Successivamente, Emma Bonio incontra l’Alto Commissario ONU per i rifugiati, Sadako Ogata, in visita a Bruxelles, per trovare una soluzione almeno momentanea per i profughi ruandesi. Nella tormentata regione dei Grandi Laghi ritorna nel novembre 1996 e gennaio 1997, mentre in Zaire è in corso un’offensiva pilotata da Ruanda e Uganda per abbattere il regime di Mobutu. Fra gli obiettivi militari è anche la rimozione dei campi profughi: sarà una gigantesca caccia agli Hutu, che si svolgerà senza testimoni nelle foreste tropicali. Emma difende il diritto di questi profughi all’assistenza umanitaria, ne cerca le tracce e ne ritrova circa 200.000 nel campo improvvisato di Tingi-Tingi. E’, dice, "un popolo che non esiste". Nel corso di una missione umanitaria nel febbraio 1999 in Guinea Bissau, teatro di scontri armati dal giugno ’98 fra il governo di Nino Vieira e una "giunta" ribelle guidata dal Generale Mené, i due contendenti accettano di incontrarsi – per la prima volta a Bissau – in presenza di Emma Bonino. E’ un passo verso l’assenso definitivo ad un piano di pace bloccato da mesi. Successivamente, raggiunge in elicottero Freetown, la capitale della Sierra Leone assediata dai ribelli, dove incontra il Presidente Kabbah. Visita l’ospedale Connaught dove affluiscono a centinaia i civili di ogni età mutilati a colpi di machete dai ribelli del Revolutionary United Front. "La Sierra Leone costituisce oggi – dirà al ritorno in Europa – un monumento vivente alla stupidità della violenza dell’uomo. E’ la frontiera delle nuove barbarie, contro la quale non c’è altro antidoto che quello della ragione e della solidarietà umanitaria".

Vari i quadranti, varie le occasioni di intervento ma sempre prioritario, per Emma Bonino, è l’impegno per la promozione dei diritti civili e delle libertà, senza le quali – come spesso ripete in assonanza con Amartya Sen – non c’è possibilità né speranza neanche di sviluppo economico: durante una missione umanitaria a Cuba, nel maggio 1995, aveva incontrato Fidel Castro e, in presenza del corpo diplomatico europeo, gli aveva sottoposto il grave problema del rispetto dei diritti umani, soprattutto quelli degli oppositori del regime. Alla partenza della missione, Castro libererà sei detenuti politici che erano stati oggetto di una campagna internazionale promossa dalla stessa Emma Bonino quando era Segretaria del Partito Radicale Transnazionale. In occasione dell’anniversario dell’occupazione cinese del Tibet, nel marzo 1996, partecipa alla prima marcia europea per la libertà del Tibet organizzata dal Partito Radicale Transnazionale. Ad agosto, in occasione di una missione ufficiale in Birmania, visita semiclandestinamente la leader storica dell’opposizione birmana, Aung San Suu Kyi, Premio Nobel per la Pace 1991. Si reca anche in Thailandia per fare il punto sulla situazione dei rifugiati Karen a rischio di espulsione e in Cambogia per il problema delle mine antiuomo di cui il paese è infestato. Nello stesso mese incontra Sonia Gandhi a Nuova Delhi e discute della situazione dei diritti civili in Asia.

Prende così piede un progetto ambizioso, quello di poter sostenere la crescita della democrazia nel mondo attraverso strumenti anche giuridici atti a sanzionare l’uso della violenza e delle pratiche antidemocratiche più gravi. Nel 1998 Non c’è Pace Senza Giustizia e il Partito Radicale organizzano varie conferenze cui Emma Bonino partecipa attivamente (Parigi, Malta, Montevideo, Atlanta, Roma, New York, Dakar), per stimolare l’interesse dei Paesi delle Nazioni Unite verso l’istituzione di un tribunale penale con giurisdizione internazionale sui crimini di guerra. Nel giugno, finalmente, viene convocata una conferenza diplomatica ad hoc, che si terrà a Roma. In rappresentanza della Commissione europea, Emma Bonino svolgerà un ruolo di impulso politico e di mediazione: nonostante resistenze e difficoltà fino all’ultima ora, il 17 luglio 1998, 120 Paesi approvano lo Statuto del Tribunale Internazionale sui Crimini di Guerra. Il giorno dopo, assieme a Kofi Annan, Segretario Generale dell’ONU, può festeggiare in Campidoglio il successo della conferenza. Sempre in tema di sviluppo della democrazia, nel luglio 2003 organizzerà a Roma, Palazzo Giustiniani, una tavola rotonda sul ruolo della comunità internazionale nella promozione della democrazia e dello stato di diritto, cui prenderanno parte, tra gli altri, l’ex primo ministro del Sudan, Sadek el Mahdi, l’ex primo ministro del Bangladesh, Sheikh Hasina, l’ex ministro della sanità francese, Bernard Kouchner, Saad Eddin Ibrahim – intellettuale democratico egiziano – e il presidente della commissione diritti umani dello Shura Council (la Camera alta del parlamento yemenita) Mohamed Al-Tayeb.

Nell’ottobre 1998, riceve dalle mani del principe Felipe di Borbone il prestigioso premio "Principe delle Asturie", e lo dedica alla leader dell’opposizione birmana, Aung San Suu Kyi. Aveva chiesto ed ottenuto di condividere il premio con un gruppo di donne attive nel campo dei diritti umani: così si ritroverà sul palco della premiazione con Fatiha Boudiaf, vedova del presidente algerino assassinato nel 1992, Olayinka Koso-Thomas, nigeriana che lotta da più di 15 anni per l’abolizione della mutilazione femminile, Graca Machel, Presidente della Commissione ONU per la difesa dei bambini vittime della guerra, Rigobe rta Menchù, Premio Nobel per la Pace 1992, Fatana Ishaq Gailani, fondatrice del Consiglio delle Donne Afgane, e Somali Mam, Presidente dell’Associazione cambogiana che combatte la prostituzione infantile. Con molte di loro i contatti si sono rafforzati negli anni successivi su obiettivi legati alle campagne contro le mutilazioni genitali femminili, i diritti delle donne afgane e la lotta contro la prostituzione infantile.

Come Commissaria europea, Emma Bonino ha intanto dovuto fronteggiare complesse situazioni. Nel febbraio 1995, tra Canada ed UE esplode un contenzioso sui regolamenti per la pesca dell’ippoglosso. Un peschereccio spagnolo in acque internazionali viene minacciato a colpi di cannone dalla marina canadese. La Commissaria alla pesca definisce il fatto "un atto di pirateria internazionale". Nonostante lo scontro diplomatico sia violento, Emma Bonino riesce a raggiungere nell’aprile, alla fine di un duro negoziato, un accordo con i canadesi. Poche settimane dopo, il Marocco interrompe gli accordi di pesca con l’UE. Dopo trattative, condotte nelle fasi più delicate direttamente con re Hassan II, a novembre giunge alla firma di un nuovo accordo. Nel febbraio 1997, Emma Bonino è nominata "Personalità Europea 1996", un anno dopo Helmut Kohl, da una giuria presieduta da Jacques Delors, in riconoscimento del suo coraggio umanitario e della sua fede nel futuro dell’integrazione europea. Nel marzo, l’epidemia della "mucca pazza" mette in seria difficoltà la Commissione di Bruxelles. Il Presidente Jacques Santer decide di affidare ad Emma Bonino la gestione della crisi e le assegna la competenza in materia di sicurezza alimentare. Emma Bonino negozia con il Regno Unito misure severe per il controllo della malattia, evita la censura del Parlamento europeo e ristabilisce gradualmente la fiducia dei consumatori nel consumo della carne.

Entra nella sfera dei suoi interessi il Medio Oriente, su cui si addensano nubi minacciose, anche per l’inadempienza dell’Iraq rispetto ai moniti e alle sanzioni internazionali e della stessa ONU. Durante una missione umanitaria in Iraq nell’agosto 1997, visita il Kurdistan iracheno (non viene autorizzata a recarsi nel sud del paese). Incontra rappresentanti del governo di Baghdad, tra cui il Vice Premier Tarek-Aziz, cui ricorda che i danni inferti alla popolazione da 30 anni di dittatura eccedono largamente quelli provocati da 6 anni di embargo"occidentale". Nel settembre, organizza una missione in Afghanistan per verificare lo stato d’avanzamento dei progetti dell’ufficio umanitario della Commissione e a Kabul rimane ostaggio dei talebani per quattro ore. Al ritorno in Europa, denuncia il regime di terrore che regna in quel tormentato paese, sottolineando in particolare la condizione delle donne e la politica di repressione religiosa. Promuove la campagna internazionale "Un fiore per le donne di Kabul", che culminerà l’8 marzo dell’anno successivo. Quando il regime dei talebani cadrà, mentre a Bonn è in corso la conferenza internazionale per assegnare all’Afghanistan liberato un governo provvisorio, lancia, con il Partito Radicale Transnazionale, una campagna a favore della presenza di donne nel nuovo governo. Oltre seimila parlamentari, ministri, personalità e cittadini da più di cento paesi prenderanno parte alla giornata di digiuno prevista per il 1 dicembre 2001. E’ il primo satyagraha globale della storia radicale. Due le donne elette a far parte dell’esecutivo ad interim e una sua rappresentante, Soraya Rahim, ministro per le questioni femminili, interverrà al XVIII Congresso del Partito Radicale Transnazionale (Ginevra, 4- 7 aprile 2002).

Nel dicembre 1997, Emma Bonino rappresenta la Commissione europea alla Conferenza di Ottawa per la firma del Trattato per la messa al bando delle mine antiuomo, l’ "arma dei vigliacchi". Nel corso delle sue missioni umanitarie, in Iraq come in Afghanistan, in Cambogia come in Bosnia, aveva incontrato centinaia di vittime da mine. Già nel 1994, come relatore alla Commissione Affari Esteri della Camera dei deputati, aveva ottenuto la decisione unilaterale del Parlamento italiano per un bando totale delle mine antiuomo.

Nel marzo 1999, per porre fine alla repressione etnica delle truppe di Belgrado in Kosovo, la NATO inizia una serie di bombardamenti dissuasivi. I profughi di etnia albanese si contano in centinaia di migliaia. Emma Bonino e Javier Solana, Segretario Generale della NATO, si incontrano al quartier generale della NATO in vista della missione umanitaria della Bonino nella regione, per avviare un coordinamento funzionale tra i responsabili delle operazioni militari e gli attori dello sforzo umanitario. Emma Bonino visita i posti di frontiera in Albania e Macedonia dove si riversa il popolo kosovaro: "Una deportazione di massa di esseri umani che si affacciano senza più identità in un futuro che appare come un abisso buio", dirà al suo ritorno. Si prodiga per intensificare lo sforzo umanitario dell’Unione europea e promuovere il coordinamento tra gli interventi internazionali.

Il 27 dicembre, come abbiamo ricordato, si "trasferisce" al Cairo. Al Parlamento europeo è membro della Commissione Esteri e della sottocommissione per i Paesi del Mashrek e gli Stati del Golfo. Con una delegazione parlamentare si reca nel maggio 2002 in Arabia Saudita e nello Yemen, ribadendo la necessità politica, anche dell’Europa, di investire il possibile affinché la giovane democrazia parlamentare yemenita possa progredire rafforzando le strutture dello stato di diritto di cui ha scelto di dotarsi. Nel giugno, torna a Kabul per l’inaugurazione della Loya Jirga – la prima assemblea legislativa afgana – per partecipare, invitata dalle femministe del paese, ad una conferenza internazionale dal titolo "Donne in marcia per l’Afghanistan", e ratificare una "carta afghana dei diritti femminili" da proporre alla riunione dei capi tribù. Sin dall’inizio, segue la vicenda giudiziaria dell’intellettuale democratico egiziano Saad Eddin Ibrahim che, arrestato il 26 giugno 2000 e imputato di quattro capi d’accusa, tra cui frode e corruzione, viene condannato a sette anni di reclusione per aver, tra l’altro, "pregiudicato l’immagine dello Stato" . La sentenza di condanna è stata annullata nel febbraio 2003 anche grazie alla campagna internazionale cui Emma Bonino ha partecipato ottenendo il sostegno del Parlamento europeo.

Una particolare attenzione Emma Bonino è venuta infine svolgendo, negli ultimi anni, ai nuovi aspetti della "questione femminile". Aveva iniziato il suo impegno civile con i temi del divorzio e dell’aborto, e dunque questo ritorno è naturale, sia pure in un contesto diverso, quello internazionale. Secondo stime dell’OMS, 130 milioni di donne e bambine nel mondo sono state vittime della crudele pratica della mutilazione genitale femminile, e ogni anno due milioni rischiano di subirla. Nel giugno 2000 i deputati radicali europei avevano presentato una proposta di risoluzione di denuncia, e nel novembre di quell’anno avevano organizzato una "Giornata di conoscenza". Grazie ad un fortunato e utilissimo incontro di sinergia politica con AIDOS, l’Associazione Donne Italiane per lo Sviluppo presieduta da Daniela Colombo, da anni attiva in questo settore, il 10 dicembre 2001 viene avviata, con una conferenza internazionale al Parlamento europeo, una campagna – "StopFgm" – a sostegno della lotta delle donne africane che si battono da oltre 20 anni con tanta determinazione quanta carenza di possibilità sinergiche e visibilità internazionale. Dal 21 al 23 giugno 2003 StopFgm organizza al Cairo una conferenza internazionale sulle linee-guida di una legislazione che ponga le basi per la totale eradicaz ione di questa vergognosa pratica. Partecipano i rappresentanti dei governi dei 28 paesi interessati, le due massime autorità religiose egiziane, l’Imam Tantawi e il rappresentante della Chiesa Copta. E’ presente anche la signora Suzanne Mubarak.

Le urgenze della politica internazionale e i nuovi assetti dell’area mediorientale post-Saddam, ancora in via di definizione, la inducono a tornare in Iraq a sette anni dalla precedente visita. Accompagnata dagli eurodeputati radicali Gianfranco Dell’Alba e Marco Cappato, la visita si svolge dal 21 al 24 marzo 2004, in coincidenza con il primo anniversario della guerra. La prima tappa è Nassiriya, dov’è di stanza il contingente militare italiano. Incontra il Governatore della provincia Dhi Qar, Sabri al Rumadyah, e un’ampia rappresentanza di donne locali. Nei due giorni successivi, la delegazione radicale si sposta a Baghdad per una riunione con l’ambasciatore Paul Bremer, proconsole americano in Iraq che ha illustrato i passaggi più delicati del processo di transizione dei poteri a un governo provvisorio iracheno, e per incontri con gli interlocutori istituzionali iracheni (membri dell’Interim Governing Council e ministri del governo provvisorio), di ogni etnìa (sciita, sunnita, curda, turcomanna…), tra cui Adnan Pachachi, possibile futuro Capo dello Stato e Raja Khuzai, che si è prodigata in sede di stesura del nuovo testo costituzionale affinché fossero respinte le proposte ispirate dal fondamentalismo etnico-religioso. La delegazione incontra anche rappresentanti della società civile, tra cui la presidente di una delle associazioni più impegnate per i diritti delle donne, Widad Kareem. Il messaggio emerso da tutti questi incontri è univoco: "non ci piace essere occupati ma neppure che andiate via". L’esigenza che emerge è quella di non abbandonare gli iracheni al loro destino dopo 25 anni di dittatura, di ricomporre un quadro basato su di un’alternativa multilaterale, assicurare quel minimo di sicurezza essenziale per far ripartire l’economia, garantire un passaggio dei poteri rapido ma anche sostenibile, arginare il terrorismo in nome dell’"indivisibilità" della sicurezza nel mondo. Sulla via del ritorno, la delegazione radicale si ferma a Kuwait City dove incontra le associazioni delle donne – in un paese dove le donne non possono neppure votare – per esporre e concordare le azioni a sostegno e promozione della democrazia liberale, a partire dai principi già sottoscritti da decine di Governi arabi con la "Dichiarazione di Sana’a".