Banda POPolare dell'Emilia Rossa: disgusto per la pubblica ammenda del sindaco

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Apprendiamo più con disgusto che con sdegno e rammarico che il sindaco di Rieti (di Sel in una giunta di cosiddetto “centro-sinistra”) ha fatto oggi pubblica ammenda e scusandosi per il nostro concerto di venerdì scorso si è prostrato al cospetto della molto poca “a-politica” Pia Unione. Questo è proprio il genere di esponente che ha distrutto la sinistra classista e comunista nel nostro paese. Quel genere di dirigente della (ex) sinistra che non ha nemmeno il coraggio di difendere le proprie idee e scelte ed è sempre arrendevole nei confronti dei poteri forti. Ci chiediamo d’altro canto perchè tanto livore ed accanimento contro il nostro concerto da parte di preti e fascisti locali? Forse perché al concerto c’era tanta, troppa gente che cantava e ballava con noi canti di lotta e rivoluzionari? Forse perché si teme che gli ideali di ribellione e di cambiamento della società in questo periodo di profonda crisi possano fare breccia, anche tramite la musica, anche in una città come Rieti tradizionalmente non proprio di sinistra? Beh noi facciamo musica proprio con questo obbiettivo! Come Banda POPolare dell’Emilia Rossa non solo non ci scusiamo proprio di nulla ma al contrario rivendichiamo con forza e orgoglio la nostra scelta. Se potessimo tornare indietro nel tempo cento volte faremmo per cento volte lo stesso concerto e per cento volte canteremmo a squarciagola Bandiera Rossa! Vogliamo anche cogliere l’occasione per esprimere la nostra solidarietà a Paola Corradini per la sua tenacia. Ancora una volta si dimostra come siano soprattutto le compagne ad avere le palle di difendere le proprie scelte!…e se qualcuno vorrà nuovamente chiamarci a suonare a Rieti verremo con molto piacere!

InFlora per rifiorire insieme

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“InFlora”, un nuovo incontro tra passato e presente, all’insegna della valorizzazione delle risorse storico-paesaggistiche e di quelle delle persone con bisogni speciali, per rifiorire insieme. La Cooperativa sociale Onlus Loco Motiva – con la collaborazione dell’associazione Porta d’Arce, della Fondazione Varrone e di altri partner istituzionali e del mondo associativo locale – organizza a partire dal 28 giugno a Rieti (in coincidenza con l’evento storico dell’Infiorata della città), una galleria d’arte contemporanea integrata all’aperto, nel quartiere di Porta d’Arce, con esposizioni e installazioni di opere d’arte ad argomento floreale, progettate e realizzate da persone con disabilità. L’evento sarà realizzato da artisti delle città gemellate con Rieti – Ito (Giappone), Saint-Pierre-lès-Elbeuf (Francia) e Nordhorn (Germania) – e dai ragazzi con diagnosi di autismo frequentanti il Centro Sant’Eusanio di Rieti. Le opere saranno stampate su pannelli compositi in alluminio (Dibond) e posizionate lungo il percorso espositivo. “ L’Infiorata e le Chiese in Fiore, tradizionali manifestazioni del quartiere di Porta d’Arce, hanno suggerito il tema e l’argomento del progetto – spiega il presidente della Cooperativa, Nunzio Virgilio Paolucci – L’infiorata è per antonomasia un’opera rispondente al carattere popolare e di temporaneità della pubblic art e della più contemporanea street art. Una Galleria all’aperto, esempio calzante di pubblic art, per stabilire una relazione nuova tra museo, arte e pubblico attribuendo all’arte una utilità sociale per la collocazione stessa della galleria che ne permette una libera fruizione da parte di tutti i cittadini, ma anche perché apporta inevitabilmente una valorizzazione e una rigenerazione di tutte le caratteristiche architettoniche, storiche e ambientali presenti nell’area urbana prescelta”. Presso la Chiesa Sant’Eusanio, inoltre, sarà visitabile l’istallazione “Donna di Fiori”, curata dal direttore artistico Fabio Grassi. Prevista infine una “Mostra fotografica delle infiorate storiche” realizzate a Rieti e in Italia dagli infioratori di Porta d’Arce, presso la Chiesa di San Benedetto. L’esposizione “inFlora” sarà inaugurata alle ore 17 del 28 giugno e sarà visitabile in Via S. Eusanio fino al 19 luglio p.v.

Orvinio, presentati gli amministratori comunali

In occasione del primo consiglio comunale dell’11 giugno, il rieletto per acclamazione (83% dei consensi) sindaco di Orvinio Alfredo Simeoni ha presentato la nuova squadra che amministrerà il comune per i prossimi 5 anni. La giunta a seguito delle nuove riforme sugli enti locali è passata da 4 a 2 componenti, e per tale motivo si è ritenuto utile affidare deleghe anche a due consiglieri. Nello specifico il bilancio è stato assegnato a Luca Cervelli, che ricoprirà anche la carica di capogruppo di maggioranza, mentre Maurizio Forte avrà la delega all’ambiente. Gli assessori sono Anselmo Alessi con delega alla cultura, sport, turismo e spettacolo, che ricoprirà anche la carica di vice sindaco, e Luigi Maria Alessi con delega ai servizi sociali. Il consigliere Giuseppe Marcangeli rappresenterà l’ente presso l’Unione dei Comuni dell’Alta Sabina; completano il gruppo della maggioranza Giovanna Sbrocchi e Giacomo Attilia. Per la minoranza sono stati eletti Ernesto Ragazzoni, Ludovico Biscossi e Fausto Bozza.

Replas, la CGIL chiede la revoca dei licenziamenti

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Il 13 giugno 2014, si è svolta presso la sede della Prefettura di Rieti, l’incontro tra le rappresentanze sindacali e i lavoratori della Replas con i rappresentanti della società, che hanno aderito all’invito, per trattare la questione della chiusura della sede della Replas S.r.l. di Rieti. All’incontro, presieduto dal Prefetto, dott.ssa Chiara Marolla, sono stati presenti il Dott. Luciano Galimberti, Consigliere di Amministrazione Tenax S.r.l Ing., Fernando Serafini, Procuratore della Replas S.r.l., il Dott. Luciano De Sanctis Consulente Replas S.r.l., Walter Filippi, Segretario Generale Cgil (nella foto), Emiliano Lelli, Segretario provinciale Filctem-Cgil (nella foto), Giancarlo LILLI e Fabio ALTOBELLI, operai Replas S.r.l. Il Prefetto apre la riunione ricordando l’intervento del Direttore della Federlazio, dott. Zanetti, che ha contribuito a rendere possibile l’incontro e riassume per grandi linee gli eventi che hanno anticipato la chiusura della sede dello stabilimento della Replas di Rieti avvenuto il 26 maggio u.s. e il licenziamento dei dipendenti a far data dal 27 maggio u.s. Prende, poi, la parola il consulente dott. De Santis che intende fare il punto delle varie tappe, precedenti alla chiusura della soc. Replas. Dal gennaio 2014 si è occupato della questione, peraltro già nota ai dipendenti dal 2013 per la crisi a livello nazionale, se non europeo del prodotto (materiali in plastica per l’agricoltura), oggi realizzato a prezzi più competitivi dai cinesi e che ora viene assorbito per lo più dal mercato americano, ove la società ha deciso di spostare la produzione, per i costi troppo onerosi dei trasporti. La chiusura definitiva era ventilata per la fine di agosto 2014, ivi compreso il periodo di pulizia magazzino, riordino ecc.; i lavoratori chiedevano che venissero loro concessi gli ammortizzatori sociali, ma – sostiene il dott. De Santis – i dipendenti sono 13 e la mobilità è prevista per aziende con almeno 15 dipendenti, assunti da almeno 6 mesi, secondo la normativa vigente (legge Fornero). La società ha studiato la possibilità di venire incontro alla richiesta, ma è risultato impossibile, dato che da 15 anni risultano agli atti della società 13 dipendenti a tempo indeterminato; gli altri sono stagionali. Varie sono state le riunioni e, per venire incontro alle esigenze dei lavoratori si è proposto di offrire 3 mensilità di stipendio ai dipendenti licenziati, che corrispondono, grosso modo, a 9 mensilità dell’importo per la mobilità; dopo altri incontri e vari rifiuti delle proposte della società, che non prevedevano la concessione di mensilità nette (che, peraltro, potrebbero essere considerate irregolari dall’INPS, perché dovute quale risarcimento del danno biologico sofferto dal lavoratore solo sulla base di una sentenza del Giudice), alla fine di maggio lo stesso De Santis prospettava di concedere 6 mensilità nette, come ultima proposta, dietro garanzia dei lavoratori di proseguire nella produzione al 70% e l’esclusione di vertenze sindacali. La proposta veniva rifiutata dall’assemblea dei lavoratori e il 23 maggio u.s. i dipendenti entravano in stato di agitazione. Si interrompeva, pertanto, il dialogo. Il dott. Galimberti ricorda come la nascita della Replas negli anni ’80 è dovuta all’importante mercato che aveva il prodotto (reti di plastica destinate alla raccolta dell’olio) per la coltivazione di rilievo dell’olio all’epoca; da qualche anno, venuto meno il mercato dell’olio, causa concorrenza con altri paesi e anche per la modifiche normative adottate in ambito U.E., la Replas è stata costretta a modificare il tipo di prodotto con reti in plastica per il settore agricolo. All’inizio degli anni 2000 vari fattori, tra cui l’entrata in vigore dell’Euro, hanno evidenziato come la sede di Rieti non era più competitiva, per i costi di nolo e il rischio di cambio, dato che il mercato ormai si era spostato verso gli Stati Uniti. Tali motivi hanno portato alla decisione di trasferire la produzione in America. Tra l’altro il prodotto è molto sofisticato e si deteriora se rimane a lungo in viaggio o fermo nei magazzini prima di essere consegnato, con inevitabili costi conseguenti. La Repals ha anche proposto il trasferimento temporaneo di alcuni lavoratori nella sede americana per formare i lavoratori locali, ma i lavoratori reatini hanno, tutti, rifiutato. Oggi le perdite annuali della Replas ammontano a 35.000 euro l’anno e non sono sostenibili. Tale circostanza viene sottolineata anche dall’ing Serafini, in forza a Rieti. Il sig. Lelli, rappresentante sindacale intende precisare le tappe precedenti al licenziamento che sono diverse, a suo avviso, da quanto riportato dal dott. De Santis. La prima fase non è mai stata caratterizzata dalla volontà della Replas di raggiungere un accordo. La società ha prima proposto 3 mensilità, respinte dai lavoratori, poi 6, nette, ma il fine del sindacato mirava a evitare la chiusura della fabbrica, che provoca l’esclusione sociale dei lavoratori. Pertanto, era necessario un ristoro più importante, almeno 12/24 mensilità, tenuto conto che il licenziamento era illegittimo. Inoltre, se portata la questione in sede giudiziale, il Giudice poteva accertare che i dipendenti erano 15, tenuto conto che per 15 anni 3 lavoratori sono stati sempre interinali. Comunque, a seguito di vari incontri, la volontà dei lavoratori era di arrivare a una gestione controllata e coordinata della chiusura. Invece il 26 maggio i cancelli della fabbrica sono stati trovati chiusi e la trattativa si è arenata. Inoltre il giorno 25 i dipendenti hanno denunciato alla Questura che alcuni macchinari venivano prelevati da rappresentanti della soc. Replas dalla sede di Rieti e trasportati altrove. Filippi, dal canto suo, ringrazia la Tenax per la partecipazione all’odierno incontro; si dispiace della mancata presenza della Federlazio, che ringrazia per aver contribuito allo svolgimento dell’incontro. La società, negli anni passati, era florida e impegnava oltre 20 dipendenti; risulta ai legali del sindacato, dalla documentazione della società, che erano impiegate 13 persone fisse e 3 precarie di 40/50 anni. Pertanto la Replas poteva vantare 15 dipendenti a tutti gli effetti. Per tale motivo ritiene di dover trovare una soluzione perché sostenere che vi erano solo 13 dipendenti è una “furbata”. La proposta ultima di concessione di 6 mensilità nette ai lavoratori, manifestata alla fine di maggio dal dott. De Santis è stata portata all’assemblea dei lavoratori, come previsto, e ognuno è stato libero di accettarla, salvo in ogni caso la possibilità del singolo di agire in giudizio. La società, a seguito dello stato di agitazione indetto il 23 maggio c.a., che era stato regolarmente comunicato e non era diretto a bloccare la produzione, ha risposto portando via i macchinari il giorno 25 maggio e il 26 maggio i lavoratoti hanno trovato i cancelli chiusi, senza ancora aver ricevuta la lettera di licenziamento, poi pervenuta, per il 27 maggio u.s. Il dott. De Santis, al riguardo, specifica che tutti lavoratori del primo turno erano stati informati di non andare al lavoro il 26 maggio anche per non essere preoccupati nel trovare i cancelli chiusi; Il sig. Filippi contesta tale circostanza perché non tutti sono stati informati e, comunque, insiste nella concessione degli ammortizzatori sociali. Sul punto il dott. De Santis evidenzia che sarebbe più conveniente per la società procedere in tal senso, ma manca il dato oggettivo, e cioè che i dipendenti fossero 15. Il lavoratore Altobelli fa presente che i precari, pur avendo maturato un certo numero di anni di servizio, non sono stati richiamati, a suo avviso, volutamente dalla società, pur essendo assolutamente necessari per coprire i turni. I lavoratori si sentono parte viva dell’azienda dove hanno lavorato per decenni e si aspettavano un comportamento diverso. Il sindacalista Lelli richiama la possibilità della Tenax di inserire al suo interno i dipendenti di Rieti, sì da far scattare i benefici di legge e far decadere il contenzioso. Anche su tale punto il dott. De Santis sostiene che ne manca il presupposto; Tenax è società controllante e non ha alle sue dipendenze i 13 lavoratori; l’offerta economica è giustificata proprio dal fatto che la mobilità non può essere concessa . Filippi, in conclusione, richiamando la necessità di trovare una soluzione che vada incontro alle esigenze dei lavoratori in questo grave momento per l’economia di Rieti propone che la società:
  • revochi i licenziamenti;
  • assuma i lavoratori e i 2 precari per creare i presupposti di un’azienda con 15 dipendenti, abilitata a richiedere i benefici della legge Fornero;
  • prosegua il lavoro per i prossimi mesi e, poi all’inizio del 2015, riapra il discorso della chiusura della sede di Rieti.
In subordine, su richiesta esplicita della società, su una possibile alternativa, data la difficoltà di percorrere questa via, il lavoratore Altobelli propone:
  • almeno 36 mensilità per chiudere la vertenza.
Il Prefetto, preso atto delle richieste della rappresentanza sindacale e dei lavoratori, invita la società Tenax a valutare le proposte ora formulate e a voler comunicarne l’esito dopo l’acquisizione delle decisioni del Consiglio di Amministrazione rammentando la grave difficoltà, oggi, di questo territorio di offrire lavoro.

Buy Lazio, scadenza fissata per venerdì 20 giugno

In virtù delle numerose domande di adesione pervenute negli ultimi giorni e su richiesta delle Associazioni di categoria del turismo, Unioncamere Lazio, in accordo con l’Enit, con la Camera di Commercio di Rieti e del Lazio, ha stabilito di prorogare di una settimana i termini di adesione al Buy Lazio, il Workshop Turistico Internazionale che si svolgerà quest’anno a Rieti dal 18 al 21 settembre 2014. La nuova scadenza è stata fissata per venerdì 20 giugno.

Maltempo, attiva la Sala operativa del Coi

L’Assessorato alla Protezione civile – visti gli ultimi bollettini di vigilanza meteorologica diramati dalla Protezione civile – comunica l’attivazione, dalle ore 14 odierne e per le prossime 36/48 ore, della sala operativa del Coi del Comune di Rieti (tel. 0746/287215 – 348/8856270).

Incendio nella chiesa di San Francesco sul Terminillo

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Nel primo pomeriggio un’incendio è divampato all’interno della chiesa di San Francesco sul Terminillo. I Vigili del Fuoco arrivati sul posto, dopo un’ora di lavoro sono riusciti ad evitare che le fiamme, che avevano già distrutto il locale caldaie, si propagassero in tutta la chiesa. Ingenti i danni subiti dalla struttura.

Il Sindaco di Rieti si scusa per la scelta della band

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Nel pomeriggio di oggi il Sindaco di Rieti ha voluto incontrare i rappresentanti della Pia Unione di S. Antonio per chiarire definitivamente gli accadimenti legati alla manifestazione di rievocazione della Liberazione di Rieti del 13 giugno. Il Sindaco, scusandosi personalmente per l’infausta scelta delle band che si sono esibite il 13 giugno, frutto di una evidente sottovalutazione degli organizzatori dell’evento, ha tenuto a confermare la riconoscenza nei confronti della Pia Unione per la collaborazione mostrata in occasione delle iniziative per il 70° della Liberazione, compresa la scelta di accettare la proposta del Comitato di esporre la statua di S. Antonio per ricordare il 13 giugno del 1944, e ha rinnovato la stima e l’apprezzamento per le attività e l’impegno di una storica realtà cittadina che coinvolge e appassiona migliaia di reatini. La Pia Unione, prendendo atto delle dichiarazioni del Sindaco e ribadendo il proprio servizio sia alla comunità ecclesiale che a quella civile, ribadisce l’impegno di tenere alto il valore religioso dei festeggiamenti antoniani che, anche a seguito dell’atto di affidamento della Città al Santo letto dal Vescovo il 13 giugno, legano l’intera comunità cittadina a valori universalmente condivisi. Il Sindaco e i rappresentanti della Pia Unione auspicano che nessuno voglia continuare a strumentalizzare un episodio che, per quanto spiacevole, non può di certo condizionare il rapporto di stretta collaborazione e amicizia tra la Confraternita e l’Amministrazione comunale.

Rieti calcio resta in Eccellenza. Fedeli basta proclami, se deve abbandonare lo faccia

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Ennesima domenica amara per il calcio reatino, dopo la sconfitta al Manlio Scopigno nell’andata playoff di promozione, che ha visto il Castelfidardo vincere per 2-1, ieri nel ritorno gli amarantocelesti hanno subito dalla squadra marchigiana un altro 2-1, questa volta però senza possibilità di appello. Un’altra occasione persa per il Rieti Calcio che si vede così bloccato a militare per un’altra stagione in Eccellenza. Squadra, quella amarantoceleste, annichilita dagli oltre mille tifosi marchigiani e dagli errori commessi in fase difensiva, con due svarioni che hanno concesso al Castelfidardo campo libero per due contropiedi che hanno colpito al fianco i reatini (30′ e 35′ primo tempo), inginocchiandoli e infrangendo il loro sogno di promozione. Un intero secondo tempo non è bastato ai giocatori di Punzi per ribaltare il risultato, sarebbero serviti ben tre gol per vincere la finale playoff, e solamente Cardillo al 23′ della ripresa riesce a segnare la rete della bandiera per i reatini. Con il risultato complessivo nelle due gare di 4-2 il Castelfidardo accede alla Serie D con un Rieti Calcio che per l’ennesima volta non riesce a risorgere dal pantano. Unica nota positiva i 150 tifosi amarantocelesti al seguito della squadra, che dopo questa cocente delusione hanno avuto ugualmente la voglia di applaudire e ringraziare i ragazzi di Punzi per avercela messa tutta. Quello che doveva essere un sogno si è invece trasformato in un incubo. La delusione non ha risparmiato il patron Fedeli, il quale ancora una volta ha fatto proclami di partenze ed abbandoni, ma ormai siamo abituati a queste manifestazioni che chiaramente dopo la prima, la seconda volta cominciano a stancare. Abbiamo avuto in passato altri presidenti che spesso e volentieri annunciavano l’abbandono, ma per questo nessuno si è mai suicidato. Non capiamo cosa voglia il presidente Fedeli, la squadra è  sua, i giocatori li compra lui, la società è gestita personalmente, ed allora se in campo la formazione non concretizza cosa vuole? Prenda provvedimenti, acquisti giocatori più forti, faccia tutto quello che ritiene più giusto e opportuno fare, però la finisca con questi proclami ogni volta che il Rieti perde. Se vuole andare via lo faccia, non ci strapperemo certo i capelli. E come il proverbio insegna: “Morto un Papa se ne fa un altro”.

La Pia Unione invece di dissociarsi avrebbe dovuto fare un “mea culpa”

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Da questo giornale abbiamo più volte contestato l’operato del sindaco Petrangeli e della sua amministrazione, stavolta però non ci sentiamo di scagliarci soltanto sul primo cittadino, come molti stanno facendo in questi giorni, dopo l’esibizione musicale della Banda POPolare dell’Emilia Rossa, compresa la stessa Pia Unione Sant’Antonio che nel comunicato stampa del 15 giugno si dissocia riportando quanto segue: “l’evento di natura musicale, organizzato dal solo Comune di Rieti, e senza l’intervento diretto della Pia Unione, non inerisce a scelte condivise tra amministrazione e Pia Unione Sant’Antonio di Padova: questo, sia rispetto ai complessi musicali proposti, sia ai contenuti presentati dopo che la Statua aveva fatto ritorno nella chiesa di San Francesco. Tipologia e contenuti dei complessi musicali esibitisi, rispetto ai quali la Pia Unione esprime la propria totale dissociazione, essendosi palesati come del tutto inappropriati sia nei confronti del precedente momento delle devote e dei devoti del nostro Santo intervenuti in San Francesco”. Riteniamo di non dover attribuire la causa di quanto accaduto soltanto al sindaco Petrangeli (avrebbe certamente potuto scegliere un’altra location), ma attribuirne gran parte anche alla Pia Unione Sant’Antonio per i motivi che riteniamo giusti esternare:  
  • La Pia Unione avrebbe potuto evitare di inserire gli eventi legati al 70mo della Liberazione di Rieti, tra gli eventi del giugno Antoniano, anche perché a nostra memoria non è mai accaduto nel passato, ed è giusto distinguere eventi religiosi da eventi politici;
 
  • Fare l’Ostensione per il 70mo della Liberazione di Rieti non ci è sembrata una grande iniziativa, in quanto l’Ostensione fu fatta nel 1926 su esplicita richiesta dei contadini reatini che chiedevano l’intercessione del Santo di Padova affinché facesse cessare le forti piogge che ininterrottamente proseguivano da moltissimi giorni creando danni notevoli alle coltivazioni, pertanto ripetere oggi questo atto straordinario, anche se rivolto alla mancanza di occupazione lavorativa nella nostra città e seppur per un evento di rilievo come la Liberazione, lo riteniamo assolutamente fuori luogo. 
  Dissociarsi, a cose fatte, dall’esibizione musicale della Banda POPolare dell’Emilia Rossa da parte della Pia Unione è troppo facile, e ci da il senso di voler rivoltare la frittata, non per niente l’esibizione è stata pubblicizzata dalla stessa Pia Unione anche nel comunicato stampa dell’11 giugno. Conoscendo l’indirizzo politico del sindaco, la finalità dell’esibizione legata alla Liberazione, avrebbe dovuto allarmare i responsabili della Pia Unione, che avrebbero dovuto evitare di inserire in un programma prettamente religioso un gruppo senza prima informarsi quantomeno sul genere musicale, poi già dal nome era anche facile intuire che il repertorio non può comprendere “Tu scendi dalle stelle” o “Heidi dolce Heidi”. La frittata è fatta, serva almeno da lezione agli organizzatori del Giugno Antoniano, nei prossimi anni prima di dare il nulla osta su qualsiasi evento all’interno delle celebrazioni del Santo che ne verifichino almeno il minimo necessario per evitare figure barbine come quella fatta quest’anno e soprattutto non girare la colpa solo sugli altri, fare oggi un ”mea culpa” invece di dissociarsi sarebbe stato più dignitoso.

Furti in appartamenti, quattro donne arrestate dalla Polizia di Stato

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Personale delle Squadre Mobili delle Questure di Rieti e di Teramo, coordinato dal Servizio Centrale Operativo del Dipartimento della Pubblica Sicurezza ha arrestato tre donne: S.C., del 1979, abitante a Martinsicuro, S.F.M., del 1985 e D.R.R., del 1966, residenti ad Alba Adriatica e sottoposto ad obbligo di dimora nel comune di Alba Adriatica una quarta donna: S.D., del 1975, resesi responsabili di otto furti aggravati commessi e tentati nella città di Rieti. Questa mattina, infatti, gli uomini delle Squadra Mobili di Rieti e Teramo hanno dato esecuzione agli ordini di carcerazione emessi, dal G.I.P. del Tribunale di Rieti Dr.ssa Francesca Ciranna, nei confronti di alcune donne abruzzesi che le indagini esperite dagli investigatori della Squadra Mobile reatina hanno individuato come responsabili di numerosi furti in appartamento commessi a Rieti negli scorsi mesi di marzo ed aprile, soprattutto in danno di anziani. Lo scorso mese di aprile, a seguito dell’intensificazione dei servizi disposti dal Questore di Rieti per la prevenzione e repressione del temuto fenomeno criminale dei furti in appartamento, che, nell’ultimo anno, aveva suscitato particolare allarme sociale, il personale della Squadra Mobile, ha fermato e sottoposto a controllo due pluripregiudicate abruzzesi, appartenenti ai clan degli zingari teramani, D.R.R. e S.F.M.. Quest’ultima, nell’occasione, forniva, peraltro, false generalità, in quanto sottoposta alla misura cautelare dell’obbligo di dimora nel comune di Alba Adriatica. Le donne che viaggiavano a bordo di un’utilitaria dotata di un vano ricavato ad hoc per occultare la refurtiva, venivano trovate anche in possesso di oggetti da scasso. Le ulteriori indagini, coordinate dal Sostituto Procuratore della Repubblica del Tribunale di Rieti Dr. Lorenzo Francia, consentivano agli investigatori reatini di accertare che quel giorno, le pregiudicate, si trovavano in compagnia di altre due donne: S.D. e S.C., con le quali avevano portato a termine un furto nel quartiere Borgo e altri due tentativi nei quartieri di Fondiano e Viale Maraini, forzando, nella circostanza, il portone d’ingresso e la porta di un appartamento. Dall’esame dei tracciati telefonici delle utenze di copertura in uso alle donne, nonché attraverso vari riconoscimenti fotografici eseguiti dalle vittime ed altre attività di indagine, corroborate dal personale della Squadra Mobile della Questura di Teramo, gli Agenti reatini hanno potuto individuare un vero e proprio sodalizio criminale specializzato, dedito alla commissione di reati della stessa specie in tutto il centro Italia. Il gruppo era solito partire al mattino ed aggirarsi con finalità predatorie nelle varie province delle regioni limitrofe, ove al momento la loro posizione è al vaglio delle locali Squadre Mobili. Il modus operandi del gruppo criminale consisteva nel contattare anziani soli, presentandosi loro come venditrici ambulanti, rappresentanti di uffici pubblici, come INPS ed ASL, associazioni di volontariato, come la CARITAS, o addirittura persone conosciute come amiche anche di parenti o di badanti. Le stesse, particolarmente abili nel circuire i malcapitati, suonavano ai citofoni delle abitazioni o richiamavano l’attenzione di anziani affacciati dai balconi, inventando delle storie che gli permettevano di farsi aprire le porte conquistando la fiducia dei malcapitati. Una volta entrate nelle abitazioni, le donne fingevano un malore chiedendo alle vittime un bicchiere d’acqua in modo da potersi accomodare in cucina, lasciando però socchiusa la porta di ingresso dell’appartamento. In pochi minuti, le complici si introducevano, così, in casa “perquisendo” le stanze, soprattutto le camere da letto, ed impossessandosi del denaro e degli oggetti di valore custoditi dagli anziani, in alcuni casi anche per un ammontare di decine di migliaia di euro. Le misure cautelari nei confronti delle donne arrestate, che sono state associate presso la Casa Circondariale di Teramo, sono state disposte per il grave rischio di reiterazione di tali reati, nonché per la gravità della condotta tenuta, aggravata dall’aver agito contro persone anziane ed indifese. La Questura di Rieti invita i cittadini che nell’ultimo anno sono stati oggetto di furti consumati con analoghe modalità, a contattare il personale della III^ Sezione della Squadra Mobile per fornire ulteriori spunti investigativi.

Diego Crescenzi conquista la Coppa Italia 2014

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Domenica 15 giugno in Val Gandino Bergamo si è tenuta l’ultima prova di Coppa Italia Uisp valevole per la conquista della Coppa Italia 2014. L’organizzazione è stata curata dall’associazione Gandino Bike che ha creato un percorso di tipo naturale su un terreno molto insidioso e il grande caldo ha creato non poche difficoltà a tutti i partecipanti. Il nostro reatino Diego Crescenzi con la sua Monty M5 ha allungato subito le distanze su Castelnuovo e Bonomelli già dal primo giro, andando a siglare una sola penalità. Quattro i giri di gara su quattro zone controllate dai giudici. Nel terzo giro Diego si è permesso di girare a zero penalità nonostante un paio di sezioni fossero davvero difficili per via del terreno molto scivoloso. Sette le penalità totali del reatino contro le 25 del lecchese Castelnuovo. Il commento di Diego: “Il grande caldo ci ha fatto soffrire molto su una gara lunga e impegnativa. Quattro giri sono stati davvero tanti. Sono felicissimo perché ho vinto e ho indossato la maglia tricolore 2014. Meglio di così non poteva andare! Anche la mia Bike Monty M5 è stata messa a dura prova, ma non mi ha dato nessun problema. Bravo anche Castelnuovo che nei due giri centrali si è avvicinato ai miei punteggi. Ringrazio tutti quelli che mi hanno sostenuto e che seguitano a sostenermi. Vi aspetto tutti domenica 22 giugno alle ore 17,30 in piazza Cavour, nei pressi del monumento “La Lira” dove mi esibirò e vi potrò far vedere qualche evoluzione con la mia bici”.

Maltempo su tutto il Reatino. Caduto albero su auto in transito

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Pioggia e forte vento nella giornata di ieri e questa notte. Maltempo che ha coinvolto tutto il Reatino provocando incidenti e disagi alla circolazione stradale, nonché numerosi danni dovuti agli allegamenti. Stamattina infatti, causa maltempo,  lungo la via turanense (bivio Magnalardo) nei pressi del comune di Roccasinibalda una squadra del Comando Provinciale Vigili del Fuoco di Rieti è intervenuta per un albero caduto su una autovettura in transito. Il conducente dell’utilitaria non ha riportato alcuna ferita. I VVF hanno messo in sicurezza il veicolo ed hanno provveduto a rimuovere la grossa pianta sgombrando la sede stradale al fine di consentire la regolare circolazione degli automezzi. La Regione Lazio ha esteso l’allerta  meteo per tutta la giornata di oggi e per le successive 24-36 ore (LEGGI).

I cittadini contestano lo spettacolo musicale offerto dal Comune

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Pubblichiamo integralmente una lettera giunta in redazione, scritta e firmata da alcuni cittadini che contestano lo spettacolo musicale della “Banda POPolare dell’Emilia Rossa” tenutosi in piazza San Francesco il 13 giugno, spettacolo offerto dall’amministrazione comunale di Rieti. Egregio Sindaco Petrangeli, anche questa volta lei ha messo del suo: ancora una volta ha espresso il suo lato peggiore. Chi le scrive è un gruppo di cittadini presenti a piazza San Francesco la sera del 13 giugno in visita al Santo come molti reatini legati alla tradizione. Lo scenario che si è presentato ai nostri occhi era decisamente non consono al contesto. La presenza del gruppo “Banda POPolare dell’Emilia Rossa” a nostro parere era inadeguata e inaccettabile. Arrivati a piazza San Francesco abbiamo notato che i fedeli erano costretti a districarsi con imbarazzo e disagio tra gli spettatori del concerto, sporcizia  e rumore impediva loro di raccogliersi in preghiera all’interno della Chiesa. Rileviamo ai suoi disattenti occhi quanto inopportuno fosse ospitare il concerto in quel luogo nel periodo del Giugno Antoniano. Si può essere credenti o meno, di destra o di sinistra, ma il rispetto viene prima di tutto e per l’ennesima volta questa giunta ha dimostrato di non averne. Poniamo anche una domanda all’opposizione che siede nel Consiglio Comunale su come mai tanto scandalo e indignazione siano solo postumi e non al momento in cui è stata resa nota la partecipazione di determinati gruppi musicali. Ci duole evidenziare l’apparente inattività dei suoi “avversari politici” e chiediamo quindi all’opposizione cosa ha fatto concretamente e fattivamente per impedire la presenza, finalizzata e strumentale alla propaganda politica di parte, di un gruppo musicale schierato con frange politiche ben precise. Infine, e non da ultimo, esprimiamo ai nostri concittadini vicinanza e solidarietà per l’ offesa ricevuta dai politicanti che hanno votato, i quali non si sono fatti scrupolo di umiliare lo spirito che da secoli anima la popolazione reatina. Lasciamo al suo “buonsenso” (???) la decisione di giustificare quest’ignominia o di tacere dignitosamente.

Esplode serbatoio, auto distrutta dalle fiamme

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Una squadra del Comando Provinciale Vigili del Fuoco di Rieti è intervenuta alle ore 03,30 circa in località Borgonuovo di Tarano per l’incendio di un’autovettura alimentata a GPL. Qualche minuto prima che giungessero i VVF, il serbatoio della Mercedes è esploso non causando per fortuna danni a cose o persone. Le fiamme sono state domate dal personale del 115, evitando così che le stesse potessero estendersi alle vicine abitazioni

Allerta meteo estesa alle prossime 24-36 ore

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Sono stati numerosi gli interventi già effettuati e quelli ancora in corso nella giornata di oggi dei Vigili del Fuoco, a seguito delle forti piogge cadute su tutta la provincia di Rieti. Le squadre si sono adoperate per affrontare l’emergenza maltempo, in particolare gli interventi più rilevanti, si sono registrati a Magliano Sabina e a Rieti città con allagamenti di strade, abitazioni e rimozione di rami dalle sedi stradali. La Regione Lazio ha esteso l’allerta meteo dalle prime ore di lunedì e per le successive 24-36 ore Il Centro Funzionale Regionale rende noto che il Dipartimento di Protezione Civile ha emesso un Avviso di condizioni meteorologiche avverse (ad estensione dell’Avviso del 13 giugno 2014), con indicazione che dalle prime ore di domani e per le successive 24-36 ore si prevedono sul Lazio “il persistere di precipitazioni diffuse, a prevalente carattere di rovescio o temporale. I fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, possibili grandinate, forti raffiche di vento e frequente attività elettrica. Il Centro Funzionale Regionale ha emesso altresì un Avviso di criticità idrogeologica nelle Zone di Allerta del Lazio: codice arancione sulle zone Bacini Costieri Nord, Bacino Medio Tevere, Appennino Rieti, Roma, Aniene, Bacini Costieri Sud, Bacino del Liri. La Sala Operativa Permanente della Regione Lazio ha emesso l’Allertamento del Sistema di Protezione Civile Regionale e invitato tutte le strutture ad adottare tutti gli adempimenti di competenza. Si ricorda che per ogni emergenza è possibile fare riferimento alla Sala Operativa Regionale al numero 803.555.

Frontale sulla Salaria per L'Aquila

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Sulla Salaria per L’Aquila due automobili si sono scontrate frontalmente nel tratto stradale tra Cotilia e Canetra. Una delle due vetture, una Ford Fiesta ed una Nissan Juke, per cause da accertare, è finita nella corsia opposta. Sul posto sono giunti i Vigili del Fuoco ed il personale del 118 che ha trasportato i passeggeri della Nissan all’ospedale de Lellis in condizioni non gravi.

Bocce, Capitino e Rieti trionfano ai campionati regionali juniores

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Giornata decisiva, il 7 giugno, per le competizioni giovanili a squadre organizzate dal Comitato FIB del Lazio. Il palcoscenico sempre lo stesso: il Centro Tecnico Regionale di Roma. Grazie a una formula di gioco apprezzata dai ragazzi, dai tecnici e dal pubblico, le formazioni si sono affrontate in più tappe fino ai verdetti definitivi arrivati proprio sabato scorso con l’ultimo, palpitante atto. Per la categoria maggiore, gli juniores, sono giunte alle semifinali a eliminazione diretta le prime due squadre di ciascun girone composto da 4 formazioni. La prima ad aggiudicarsi il diritto di disputare la finale per il primo e secondo posto è stata Latina. Impostasi per 6 a 2 contro I Fiori 1, ha reso superflua l’ultima prova di corsa, l’ormai celeberrima “navetta”. Navetta che invece è stata determinante per stabilire l’altra formazione in lizza per la prima piazza. Dopo le partite tradizionali infatti, perfetta parità tra Capitino e Roma 1. 31 a 24 netto in favore della formazione frusinate nella prova più atletica, e accesso alla finale guadagnato ai danni della formazione capitolina. Pausa pranzo e poi via ai capitoli conclusivi, iniziati in contemporanea nel pomeriggio. Per il terzo e quarto posto ha avuto la meglio I Fiori 1. In vantaggio nell’incontro 5 a 3 dopo le partite tradizionali, il 30 a 27 nella navetta ha consentito loro di consolidare perentoriamente il terzo gradino del podio. Il titolo è andato invece a Capitino, in chiusura dei set tradizionali ancora una volta sul 4 pari contro la formazione pontina. L’agevole vittoria della navetta con il punteggio di 32 a 18, tuttavia, fisserà la differenza definitiva. Altro risultato di lustro per l’attivissima società della frazione di Isola del Liri dunque, stavolta alla ribalta nelle categorie giovanili. Di rilievo nondimeno anche la prestazione generale della compagine di Latina, piegata soltanto nel rush finale: buonissimo secondo posto. Mai in forse invece il responso dell’altra manifestazione, quella riservata ai più piccoli. Nella categoria Esordienti infatti, doppio trionfo delle formazioni reatine che sbaragliano il campo infliggendo distacchi abissali nei punteggi ai pari età del resto della regione. Rieti 2 è stato un autentico mini-panzer nel corso di ogni giornata, conquistando con determinazione e ottima tecnica, evidenziate sin dalle prime battute dai suoi componenti, la gara. Coinvolto nella premiazione, oltre a parte del comitato organizzatore presieduto da Vincenzo Santucci, il Presidente Romolo Rizzoli. Presente a testimoniare l’apprezzamento federale positivo dello sforzo organizzativo attuato dal Comitato FIB Lazio, ha ribadito, nel suo breve discorso, l’attenzione che la Federazione tutta rivolge e dovrà rivolgere incessantemente verso il mondo giovanile. Non possono dunque non far piacere i complimenti ricevuti per le “belle e interessanti iniziative” realizzate in tale ambito, e soprattutto la grande partecipazione che ne è scaturita. Grazie a tutti i partecipanti e complimenti ai vincitori ma soprattutto alle società che ancora investono risorse per formare nuove leve. La volontà di propagare quest’idea vincente non deve spegnersi mai, se si vuole realmente crescere. I campioni regionali Esordienti di Rieti 2. Rocco Maria Di Bartolo, Lorenzo Di Bartolo, Matteo Chiaretti, Francesco Casazza, l’istruttore Davide Matteocci e il Presidente del C.P. Andrea Micheli Classifica finale Esordienti: 1° RIETI – punti 2.464 2° RIETI – punti 1.262 3° I FIORI – punti 1.178 4° ROMA – punti 172

La Pia Unione si dissocia dallo spettacolo offerto dal Comune di Rieti

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Il consiglio direttivo della Pia Unione Sant’Antonio di Padova di Rieti, con riferimento alla discussione sorta in città all’indomani della serata del 13 giugno 2014, intende precisare quanto segue, IN MANIERA ESAUSTIVA: – La responsabilità morale e organizzativa dell’evento della scrivente nasce, si sviluppa e trova compimento ESCLUSIVAMENTE nel momento liturgico della Ostensione straordinaria della Statua del Santo e nell’atto di affidamento della Città di Rieti a Sant’Antonio di Padova. Detta unica motivazione religiosa è stata dettata dalla volontà del Consiglio di voler condividere con la popolazione un forte momento di rinnovato affidamento a Sant’Antonio di Padova, in un contesto storico ed economico che vede la Città di Rieti dibattersi in pesantissime difficoltà, dal versante 0ccupazionale a quello di prospettiva. Non dimenticando la concomitanza del 70° anniversario della Liberazione della Città di Rieti che, tuttavia, è stata condivisa e interpretata dalla Pia Unione Sant’Antonio come evento storico, manifestatosi quale segno della protezione del Santo verso la popolazione tutta della città stessa. Questo e solo questo ha motivato l’inserimento della sua memoria nel programma dei festeggiamenti; – quanto sopra esposto, peraltro, ha trovato conferma nella presenza di S.E. Mons. Vescovo, il quale non solo ha voluto condividere l’intero atto liturgico ma ha anche letto l’Atto di affidamento al Santo e impartito la Benedizione ai convenuti con la reliquia; – il successivo evento di natura musicale, organizzato dal solo Comune di Rieti, e senza l’intervento diretto della Pia Unione, non inerisce a scelte condivise tra amministrazione e Pia Unione Sant’Antonio di Padova: questo, sia rispetto ai complessi musicali proposti, sia ai contenuti presentati dopo che la Statua aveva fatto ritorno nella chiesa di San Francesco. Tipologia e contenuti dei complessi musicali esibitisi, rispetto ai quali la Pia Unione esprime la propria totale dissociazione, essendosi palesati come del tutto inappropriati sia nei confronti del precedente momento delle devote e dei devoti del nostro Santo intervenuti in San Francesco; – la Pia Unione Sant’Antonio conferma, nel secolare rispetto dei suoi Statuti, la propria apoliticità, apartiticità politica di ogni genere. La sua azione, infatti, consiste esclusivamente nella diffusione del Vangelo di Gesù Cristo, attraverso la conoscenza del messaggio di Sant’Antonio di padova e la messa a disposizione della propria storia al servizio dell’azione quotidiana della Chiesa diocesana.

Auto finisce dentro al lago Turano. Sul posto i Vvf

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Nel pomeriggio, un’auto, per cause da accertare, è finita dentro al lago Turano nel comune di Ascrea. Per il recupero dell’autovettura sono intervenuti i Vigili del Fuoco con un’autogru ed il Nucleo Sommozzatori del comando di Roma.