“Il legno per una Italia più sostenibile e più sicura. L’esperienza dell’Appennino centrale per incentivare l’utilizzo del legno nella ricostruzione e favorire la gestione di un territorio in abbandono” è il tema al centro dell’incontro promosso dalla Struttura Commissariale Sisma 2016 e da FederlegnoArredo con Assolegno, ospitato al Salone del Mobile di Milano, vetrina internazionale dell’eccellenza del design. Un’occasione per fare il punto sui risultati delle iniziative avviate per la ricostruzione post-sisma e sulle prospettive di sviluppo della filiera del legno-arredo nell’Appennino centrale, con particolare riferimento all’utilizzo del legno nelle strutture portanti degli edifici.
All’appuntamento hanno partecipato il Commissario Straordinario per il sisma 2016, Guido Castelli; il Senatore e consigliere politico del ministro Lollobrigida, Giorgio Salvitti; il Presidente di Assolegno di FederlegnoArredo, Claudio Giust; Il Presidente FederlegnoArredo, Claudio Feltrin; il Segretario Generale Fondazione Symbola, Fabio Renzi; il Presidente Cluster Italia foresta legno, Alessandra Stefani, il Presidente del Bim Tronto, Luigi Contisciani e l’imprenditore del legno Stefano Panichi. La partecipazione al Salone del Mobile è stata l’occasione per evidenziare l’impatto delle misure adottate dalla Struttura Commissariale, a partire dall’Ordinanza che prevede una maggiorazione del 10% del contributo per la realizzazione di strutture portanti in legno nei casi di demolizione e ricostruzione di edifici privati con danni gravi (L4).
Un intervento che ha prodotto risultati significativi: in pochi mesi, infatti, la quota di progetti con strutture portanti in legno è passata da una media dell’8% nella fase pre-ordinanza a oltre il 25%. Un dato particolarmente rilevante in un’area tradizionalmente poco orientata all’uso del legno in edilizia, ma che evidenzia al contempo le grandi potenzialità del settore, anche alla luce della dimensione del processo di ricostruzione in corso nel cratere del sisma 2016, oggi il più grande cantiere edile d’Europa. L’iniziativa punta a valorizzare un materiale sostenibile e antisismico come il legno, che nell’area del cratere – oltre 8.000 chilometri quadrati – rappresenta la risorsa locale prevalente (oltre il 70% dsuperficie), oggi in gran parte inutilizzata. Una condizione che, anche a causa degli eventi climatici estremi, contribuisce ad aumentare la fragilità del territorio e i rischi idrogeologici. La crescita della domanda di legno da opera per la ricostruzione sta inoltre favorendo l’avvio di filiere locali, con il coinvolgimento di imprese impegnate nella produzione di materiali per l’edilizia e l’arredo a partire da legno del territorio. Una dinamica sostenuta dalla Struttura Commissariale, con l’obiettivo di contrastare l’abbandono dei boschi e rafforzare il presidio ambientale e la sicurezza del territorio.
In questo contesto si inserisce anche l’esperienza imprenditoriale di Stefano Panichi (Laga Legno), che ha annunciato l’inaugurazione ad Ascoli Piceno di un nuovo impianto con una capacità di 15.000 tonnellate l’anno, a testimonianza delle opportunità di sviluppo economico legate alla filiera del legno. Nel corso dei lavori sono stati illustrati i risultati raggiunti e le prospettive future legate alla gestione del patrimonio forestale, una delle principali sfide non solo per il cratere del sisma 2016 ma per l’intero Paese, dove il livello di utilizzo dell’incremento annuo delle foreste si attesta a poco più del 20%, circa un terzo della media europea. Un dato che evidenzia il potenziale inespresso della filiera, strategica sia per l’industria dell’arredo e delle costruzioni sia per la tutela del paesaggio e la sicurezza del territorio.
“Con 28 miliardi di investimenti il cratere sisma 2016 è oggi il più grande cantiere edile d’Europa. Aver previsto una maggiorazione per chi sceglierà di ricostruire con strutture in legno è un segnale importante per il settore che sta dando risultati straordinari che ci incoraggiano a continuare questa sfida dove il legno rappresenta un asset strategico del territorio» commenta Guido Castelli, Commissario Straordinario al sisma 2016. “L’obiettivo è dare seguito e consolidare questa dinamica virtuosa che attraverso lo sviluppo di una filiera legno 100% italiana, oltre ad assicurare una maggiore stabilità del settore, valorizza al meglio questa preziosa risorsa per la creazione di nuova occupazione, uno sviluppo sostenibile e, al contempo, migliorare il controllo del territorio, rendendolo così meno fragile. Crescita e lavoro, inoltre, sono quelle precondizioni essenziali per incentivare le persone a restare nella loro terra. Si tratta di una strategia complessa e articolata, che stiamo adottando grazie al costante sostegno del Ministro Lollobrigida e alla fattiva collaborazione di tutti gli attori intervenuti oggi, valorizzando l’enorme patrimonio forestale dell’Italia centrale attualmente in stato di abbandono. Il bonus legno sisma è un incentivo che partendo da una necessità emergenziale come il sisma sta mettendo le basi per un’economia stabile e duratura dell’Appennino centrale con la nascita di nuove filiere”.
Il Senatore Giorgio Salvitti, consigliere politico del ministro Lollobrigida: “Questo progetto nasce dalla visione del Commissario Castelli, con l’obiettivo di salvaguardare le aree interne e contrastare lo spopolamento. Fondamentale sostenere quelle filiere, come quella del legno, che puntano a creare un sistema di crescita e sviluppo. Curare i boschi, infatti, significa prendersi cura dell’ambiente. Un intervento che si sposa con l’azione del Governo Meloni di tutela e valorizzazione delle aree interne, sulle quali abbiamo stanziato 1,3 miliardi di euro. Lo abbiamo fatto estendendo la Zes in alcune zone di Umbria e Marche; puntando su Generazione terra di Ismea, per mutui al 100% garantiti ai giovani agricoltori, e con la legge sulla montagna che prevede un credito d’imposta del 10%, destinato agli imprenditori agricoli, per investimenti a difesa dell’ambiente. Lo facciamo perché siamo convinti che dove c’è economia i territori vivono”.
“I risultati presentati oggi confermano come il legno possa avere un ruolo centrale nella ricostruzione postsisma, non solo in chiave di sostenibilità ma anche di sicurezza e qualità del costruito. Promuovere l’utilizzo del legno nella ricostruzione significa accelerare la transizione verso un’edilizia più resiliente” sottolinea Claudio Giust, Presidente di Assolegno di FederlegnoArredo. “Il legno è un materiale chiave per la decarbonizzazione, ma anche un motore di sviluppo economico e sociale. Il nostro auspicio è che si riesca finalmente a cambiare direzione per il nostro Paese che continua a importare legname dall’estero, pur disponendo di una vera ricchezza naturale rappresentata dalle foreste che coprono il 40% del territorio nazionale. L’esperienza dell’Appennino Centrale dimostra che se si lavora in sinergia e vengono attivate politiche efficaci è possibile attivare filiere locali, contrastare l’abbandono del territorio e creare nuove opportunità per le imprese. Come Assolegno stiamo varando una serie di iniziative volte a promuovere la filiera corta, ridurre la dipendenza dai mercati esteri e valorizzare le risorse italiane, operando nell’ambito della Strategia Forestale Nazionale in sinergia con il MASAF, al quale va il nostro ringraziamento per la costituzione del recente gruppo di lavoro per la “valorizzazione dei prodotti legnosi nazionali e per lo sviluppo del sistema foresta–legno–edilizia”, di prossima convocazione, che come FederlegnoArredo siamo chiamati a coordinare”.
“L’imminente apertura di una nuova segheria ad Ascoli Piceno con una potenzialità di lavorazione di 15.000 t./anno di legno – afferma Fabio Renzi, Segretario generale Fondazione Symbola – è un passo fondamentale nella realizzazione e nello sviluppo di uno dei progetti strategici più importanti e lungimiranti del programma NextAppennino: quello relativo alla gestione forestale sostenibile nell’area del cratere sisma 2016 che è interessata dal 70% dal bosco. Un progetto fortemente voluto da Symbola che ha svolto un ruolo anticipatorio e determinante anche nel promuovere la valorizzazione del patrimonio forestale dei comuni e l’associazionismo fondiario tra residenti e proprietari”.




