La località Arci torna a svelare i segreti della capitale dei Sabini: ha preso ufficialmente il via, dall’inizio di questo mese, una nuova ed entusiasmante campagna di scavi archeologici nel territorio di Fara in Sabina. Questa mattina, il Sindaco Roberta Cuneo ha verificato personalmente l’andamento dei lavori, recandosi in sopralluogo presso il prestigioso cantiere dell’antica Città di Cures, dove un team di livello internazionale composto da docenti, ricercatori e studenti italiani e statunitensi è attualmente impegnato nelle operazioni di scavo. Le attività di ricerca sul campo sono rese possibili grazie alla concessione rilasciata dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’Area Metropolitana di Roma e la Provincia di Rieti: questa fase di ricerche è frutto inoltre di un’importante sinergia coordinata dall’archeologo dott. Simone Nardelli, che ha promosso il coinvolgimento di un illustre gruppo di docenti americani, tra cui Dylan Bloy della University of Tennessee, Knoxville, e Gary Farney della Rutgers University-Newark, da anni attivi nello studio e nella valorizzazione del patrimonio storico della Sabina Tiberina.
Il sito di Cures Sabini rappresenta uno dei cardini dell’archeologia laziale: storicamente celebrata dalle fonti classiche come una delle più importanti e ricche città dei Sabini, patria dei re di Roma Tito Tazio e Numa Pompilio, l’antica Cures custodisce ancora un grande potenziale storico sepolto, in grado di svelare dettagli fondamentali sulle prime fasi della civiltà italica e sulle origini stesse di Roma. “Abbiamo nuovamente avviato gli scavi della meravigliosa città di Cures con l’obiettivo di riportare alla luce un patrimonio inestimabile”, dichiara il Sindaco di Fara in Sabina, Roberta Cuneo. “Investire sulla riscoperta dei segreti di questo sito millenario non rappresenta soltanto un’operazione scientifica di altissimo profilo, ma risponde a un dovere morale che sentiamo forte verso la nostra storia e verso le future generazioni. La nostra intenzione – continua il Sindaco Roberta Cuneo – è quella sia di valorizzare la memoria storica della nostra città sia di proiettare Fara in Sabina su uno scenario turistico e culturale di respiro mondiale. Ringrazio sentitamente la Soprintendenza per la concessione, alla consigliera comunale delegata Paola Trambusti per il costante supporto, al Direttore del Museo Civico Archeologico della Sabina Tiberina dott.ssa Sofia Scafati e tutto il gruppo di lavoro che sta dedicando passione, impegno e professionalità a questa straordinaria avventura”.
L’Amministrazione Comunale continuerà a seguire da vicino l’evoluzione degli scavi. Per rendere i cittadini e gli appassionati partecipi delle scoperte in tempo reale, verrà presto attivato un vero e proprio ‘diario di scavo’ virtuale sui canali di comunicazione del Comune di Fara in Sabina, attraverso il quale verranno raccontate, passo dopo passo, tutte le meraviglie che la città di Cures deciderà di restituire.










