“L’integrazione dell’ordinanza regionale del Lazio sulle misure di prevenzione per chi lavora esposto al caldo estremo è un fatto importante ed è il frutto della nostra mobilitazione. Il nuovo provvedimento rafforza le tutele già introdotte e recepisce molte delle richieste che abbiamo avanzato, garantendo maggiore chiarezza e una protezione più ampia per le lavoratrici e i lavoratori esposti alle alte temperature. L’ordinanza – spiega la CGIL – estende infatti in modo esplicito il divieto di lavoro nelle ore più calde anche alle attività di manutenzione del verde, ai cantieri stradali di manutenzione, alle verifiche sui ponti e allo sfalcio dell’erba lungo le banchine. Chiarisce inoltre che le deroghe sono previste esclusivamente per gli interventi indifferibili di pubblica utilità, protezione civile e salvaguardia della pubblica incolumità, per i quali resta comunque obbligatoria l’adozione di tutte le misure organizzative necessarie a ridurre il rischio da calore. Particolare attenzione viene inoltre riservata ai lavoratori più vulnerabili, per i quali il medico competente potrà prevedere specifiche prescrizioni o limitazioni. Si tratta di un aggiornamento importante – aggiunge il Sindacato – che rafforza gli strumenti a tutela della salute e della sicurezza di chi lavora all’aperto ed è esposto alle alte temperature. Ora è necessario che l’ordinanza venga applicata rigorosamente in tutti i settori interessati e che siano intensificati i controlli sul rispetto delle disposizioni previste. Questo risultato rappresenta un altro passo avanti, ma non basta. Sono ancora molti i settori esclusi e, in alcuni casi, sono necessari anche interventi di carattere nazionale da parte del Governo, che continua a restare immobile sul tema del caldo estremo. Mancano inoltre, e continuiamo a chiederle, misure straordinarie di sostegno al reddito per tutte quelle persone che oggi sono costrette a scegliere tra la tutela della propria salute e la necessità di avere un reddito” – conclude la CGIL di Roma e Lazio.



