AREE SNIA E ZUCCHERIFICIO, PROIETTI: COSA FARNE?

Franco Proietti

Condivido con Tigli le preoccupazioni per il fermo del settore costruzioni. Una crisi nazionale generata dalla più generale crisi economica mondiale, dalle difficoltà di un paese alle prese con il più elevato debito pubblico del mondo nonché dalle scelte o mancate scelte di un governo che naviga a vista e sembra non in grado di pilotare con successo, il sistema Italia nel burrascoso mare del mercato globalizzato.

La crisi del settore però, oltre a pagare il prezzo della inadeguatezza delle istituzioni nel dare impulso al realizzarsi di opere pubbliche per modernizzare le città e l’intero Paese, soffre di una sua specificità determinata dal livello di saturazione raggiunto in Italia dal mercato immobiliare.

Sono d’accordo con lui anche sulla necessità di fare il possibile per stimolare la ripresa e, per quanto riguarda la nostra città, lo fa richiamando giustamente le pubbliche istituzioni reatine a fare la loro parte decidendo rapidamente cosa fare nelle aree Snia e Zuccherificio. 
Evidentemente ha le idee chiare su ciò che deve essere realizzato in quelle aree, e sarà anche la cosa più giusta da fare ma, stante la dimensione spaziale di quelle aree e l’importanza strategica che potrebbero rappresentare per il futuro della città, sarebbe giusto, prima di  dare il via ai cantieri, che venissero  promosse apposite iniziative per illustrare il progetto ai cittadini ed ascoltare il loro parere.

Sarei interessato a conoscere, se concretamente esiste, quel progetto e capire, sperando che non si tratti dell’ennesimo insediamento abitativo non necessario ad una città nella quale cresce l’invenduto di nuove abitazioni e registra lo svuotamento sistematico dei suoi centri storici, qual’è il modello di sviluppo per il futuro della città al quale si ispira.

A Rieti non c’è la necessità di costruire nuove case e, dare il via alla loro costruzione non sarebbe affatto una risposta alla crisi del settore.
In quell’area, che è ormai necessario riciclare al servizio della città, c’è possibilità di lavoro per il settore delle costruzioni, per la ripresa dell’artigianato e del commercio ma, il suo utilizzo, se funzionale ad uno sviluppo  futuro della città che fa perno sul turismo e sulla valorizzazione delle risorse locali, dovrebbe privilegiare il realizzarsi di infrastrutture e strutture di servizio.