“Contestazione
degli atti attuativi dell’assetto universitario, degli incarichi dipartimentali e della graduazione degli incarichi dirigenziali. Richiesta di attivazione della procedura di raffreddamento e conciliazione ex L.146/1990 Le scriventi Organizzazioni Sindacali della Dirigenza Area Sanità esprimono formale e ferma contestazione del metodo e del merito con cui l’Azienda sta procedendo all’attuazione del nuovo assetto organizzativo connesso alla trasformazione universitaria della ASL di Rieti. La vicenda non riguarda una fisiologica riorganizzazione interna, ma un mutamento sostanziale dell’assetto delle strutture, degli incarichi, delle responsabilità gestionali e delle prospettive professionali della dirigenza medica ospedaliera. Proprio per tale ragione, essa avrebbe imposto un percorso preventivo, trasparente, documentato e
rispettoso delle prerogative sindacali. Le Organizzazioni Sindacali contestano, in primo luogo, la nomina dei Direttori di Dipartimento effettuata in assenza di un reale ed effettivo percorso di confronto, tanto più alla luce del decreto del Tribunale di Rieti, Sezione Lavoro, del 24
marzo 2026, che ha già accertato la condotta antisindacale dell’Azienda per violazione degli obblighi di relazione
sindacale. Parimenti, le OO.SS. contestano la progressiva trasformazione delle UOC originariamente ospedaliere, indicate nell’atto aziendale come strutture a “gestione mista SSN/Università”, in strutture di fatto destinate a direzione
universitaria, attraverso atti successivi, formule non univoche e documenti aziendali non coerenti con quanto rappresentato nei tavoli di confronto, senza alcuna motivazione e istruttoria sulla scelta delle unità operative da
trasformare. Questo ha come conseguenza diretta che sono state scelte per la trasformazione anche UOSD i cui responsabili sono per contratto selezionati tra il personale interno alla ASL. La cosiddetta “gestione mista” non può essere utilizzata come strumento per sottrarre alla dirigenza medica ospedaliera incarichi, funzioni, responsabilità, autonomia gestionale e prospettive di carriera. Né può diventare il
presupposto per modificare l’assetto delle Unità Operative senza una preventiva istruttoria tecnica, organizzativa, economica e sindacale. Le Organizzazioni Sindacali contestano inoltre ogni ipotesi di graduazione degli incarichi dirigenziali che non sia preceduta dalla
trasmissione completa della documentazione necessaria, dalla chiara evidenza dei criteri applicati, dalla certificazione dei fondi contrattuali e da un confronto effettivo sugli effetti diretti e indiretti per la dirigenza
medica del SSN. In particolare, le OO.SS. chiedono formale evidenza documentale, contabile e contrattuale che l’eventuale
attribuzione di incarichi di direzione a professori universitari o a personale universitario equiparato non determini
alcuna incidenza negativa, diretta o indiretta, sui fondi contrattuali, sulla retribuzione di posizione, sulla retribuzione di risultato, sugli incarichi professionali e gestionali, sulle funzioni apicali e sulle complessive prospettive di carriera dei dirigenti medici ospedalieri.
Per tali ragioni, le OO.SS. chiedono formalmente:
1. la sospensione immediata dell’efficacia degli atti relativi alla nomina dei Direttori di Dipartimento.
2. la sospensione di ogni atto, anche attuativo o consequenziale, volto alla trasformazione diretta o indiretta
delle UOC da direzione ospedaliera a direzione universitaria;
3. la trasmissione integrale del protocollo d’intesa Regione-Università e di ogni ulteriore accordo,
istruttoria, verbale, nota, schema organizzativo o atto applicativo riguardante l’integrazione tra ASL Rieti
e Università;
4. la trasmissione delle delibere, determine e atti preparatori relativi agli incarichi dipartimentali, alla nuova
organizzazione aziendale, alla graduazione degli incarichi e all’eventuale attribuzione di direzioni a
personale universitario;
5. la trasmissione della relazione tecnico-finanziaria, della certificazione dei fondi contrattuali e del parere
dell’organo di controllo competente, con indicazione analitica degli effetti sui fondi della dirigenza Area
Sanità;
6. la certificazione formale dell’assenza di effetti economici negativi, diretti o indiretti, per i dirigenti medici
ospedalieri;
7. l’apertura immediata di un tavolo regionale con Regione Lazio, ASL Rieti e OO.SS. della Dirigenza Area
Sanità;
8. la sospensione della graduazione degli incarichi dirigenziali contestati sino alla conclusione del confronto
e alla consegna integrale della documentazione richiesta.
Le OO.SS. precisano che la partecipazione a eventuali incontri, tavoli o procedure non potrà in alcun modo essere
interpretata come acquiescenza agli atti già adottati o come rinuncia alle contestazioni formulate, restando espressamente riservata ogni ulteriore iniziativa sindacale, amministrativa e giudiziaria a tutela della dirigenza
medica ospedaliera. Per quanto sopra, le scriventi Organizzazioni Sindacali proclamano lo stato di agitazione della Dirigenza Area Sanità della ASL di
Rieti e, ai sensi della L. 146/1990 e della Legga 83/2000, le scriventi OO.SS. attivano la procedura di
raffreddamento e conciliazione presso la Prefettura di Rieti, richiedendo la convocazione urgente delle parti al
fine di esaminare le criticità esposte. La riorganizzazione della sanità reatina non può essere realizzata mediante atti opachi, nomine contestate, svuotamento progressivo delle strutture ospedaliere e compressione delle prerogative della dirigenza medica del SSN. Le OO.SS. chiedono pertanto il blocco immediato degli atti contestati, la consegna della documentazione richiesta e l’apertura di un confronto reale con i responsabili regionali della sanità pubblica”.
Così nella nota i Segretari Regionali delle Organizzazioni Sindacali della Dirigenza Area Sanità










