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giovedì 18 Giugno 2026
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IL TUTTO ESAURITO PER "LA CONFESSIONE" DI W. MANFRE'

Walter ManfrèGrande soddisfazione degli organizzatori per il “tutto esaurito” registrato fin dai primi giorni di programmazione per “La Confessione”, spettacolo ideato e diretto da Walter Manfrè  replicato anche domenica 8 novembre, alle ore 18,  per accogliere le numerose richieste del pubblico interessato.

La rappresentazione, in scena tutte le sere alle ore 21, dal 31 ottobre e fino a domenica prossima, presso la Sala Farnese di Poggio Mirteto (RI), è un esempio di quello che la critica ha definito il “Teatro della Persona” del celebre regista siciliano.
Lo spettacolo esce dai normali schemi teatrali ponendo ogni attore/peccatore di fronte al suo spettatore/confessore in un rapporto di “uno a uno”
20 inginocchiatoi, 20 attori prigionieri della proprio peccato, della propria colpa da confessare ad altrettanti spettatori.
 
Dopo l’omelia di un prete folle, interpretato da Luigi Rendine, ogni partecipante, seduto al suo inginocchiatoio, ascolterà in solitudine la “confessione” di 10 attori di sesso opposto al proprio.
Nella rappresentazione lo spettatore se è un uomo diventa il confessore di una attrice, se donna, di un attore, amplificando così la curiosità tutta umana di spiare i peccati altrui.
Questi nomi dei 20 interpreti scelti da Manfrè per l’appuntamento sabino:
Stefano Boni, Mara Ceccarelli, Davide Celona, Chiara Condrò, Anton Giulio De Guglielmo, Antonio Di Girolamo, Fiorenzo Francioli, Andrea Lanciotti, Rosa Martino, Andrea Maurizi, Arianna Moro, Daniela Raffaella Nigro, Alessia Pellegrino, Giovanna Pellegrino, Valentina Piazza, Odette Piscitelli, Luca Rinaldi, Francesco Russo, Francesca Staibano, Alfio Zappalà.
 
Il progetto è realizzato dal Teatro delle Condizioni Avverse per l’Officina Culturale “20 case di argilla e di canna selvatica” con il patrocinio  della Regione Lazio Assessorato alla Cultura, Spettacolo e Sport, della Provincia di Rieti  Assessorato alla Cultura e del Comune di Poggio Mirteto.
 
Ricordiamo ancora che, per la particolare struttura dello spettacolo, sono ammessi ad assistere solo venti spettatori a replica, ed è pertanto obbligatoria la prenotazione da effettuarsi telefonicamente al  numero 329.9317192.

I RADICALI SABINI SUI DOPPI INCARICHI

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Sabina RadicaleLeggiamo sulla stampa delle lodi bi-partisan alle dimissioni di Antonio Cicchetti dal consiglio provinciale, al fine dedicarsi al suo incarico in consiglio regionale e lasciare spazio a chi possa lavorare sul territorio provinciale. 
Altrettanto in passato ha fatto Anna Maria Massimi dimettendosi dal consiglio comunale.

Secondo i radicali sabini, questi comportamenti non sono così ammirevoli. In entrambi i casi i consiglieri regionali erano già in carica al  momento della candidatura (alla Provincia ed al Comune); non  immaginavano che il doppio incarico sarebbe stato duro per loro e  penalizzante per il consiglio Provinciale e Comunale?

Come non pensare che la candidatura provinciale o comunale sia stata usata solo come uno specchio per le allodole, un modo per attirare sulla  persona un consenso che altrimenti non sarebbe andato al partito che li candidava?

I radicali da sempre sono sostenitori di un sistema uninominale di tipo  anglosassone: basato sulla persona, sul suo rapporto diretto e responsabile verso l’elettorato; un sistema dove sarebbe inimmaginabile un tale comportamento.

Certo: l’uninominale di tipo anglosassone non è la legge elettorale italiana, e non c’è vincolo alle dimissioni; era quindi lecito, candidarsi a Comune o Provincia.
Ma per rispetto degli elettori cui era stato chiesto il voto per Comune o Provincia, sarebbe stato forse meglio dimettersi (naturalmente dopo l’elezione, non pretendiamo troppo) dal consiglio regionale.

SI RICONOSCA IL DIRITTO UMANO DELL'ACQUA

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Il Movimento “Acqua Pubblica e Basta!” Provincia di Rieti rivolge a tutti i Sindaci dei Comuni appartenenti all’Ato3 ed al Presidente della Provincia di Rieti in qualità di Coordinatore dell’Ato3 sig.Fabio Melilli, istanza, affinché:

1) Venga inserito all’Ordine del Giorno della prossima Conferenza dei Sindaci dell’Ato3,   l’approvazione della Bozza di Delibera allegata, con la quale:

a) Si riconosca nel proprio Statuto il Diritto Umano all’acqua, ossia l’accesso all’acqua come diritto umano, universale, indivisibile, inalienabile e lo status dell’acqua come bene comune pubblico.

b) Si confermi il principio della proprietà e gestione pubblica del servizio idrico integrato e che tutte le acque, superficiali e sotterranee, anche se non estratte dal sottosuolo, sono pubbliche e costituiscono una risorsa da utilizzare secondo criteri di solidarietà;

c)
Riconosca anche nel proprio Statuto che la gestione del servizio idrico integrato è un servizio pubblico locale privo di rilevanza economica, in quanto servizio pubblico essenziale per garantire l’accesso all’acqua per tutti e pari dignità umana a tutti cittadini e quindi la cui gestione va attuata attraverso gli artt. 31 e 114 del D.Lgs. n. 267/2000;

2)
Tale bozza di delibera venga inserita per la sua approvazione nel prossimo Ordine del Giorno dei Consigli Comunali, dei Comuni appartenenti all’Ato3. 
 
3) L’Amministrazione Provinciale di Rieti e la Conferenza dei Sindaci dell’Ato3 sollecitino e propongano formalmente alla Regione Lazio, ché tale bozza di delibera sia approvata dal Consiglio Regionale e che sia predisposta una Legge Regionale in merito entro il 31/12/2009. (Come già avvenuto per la Regione Puglia che non solo ha sottratto la risorsa Acqua e la sua gestione al mercato approvando tale delibera ma si è impegnata a deliberare un disegno di legge entro il 31/12/2009 che riconosca l’acqua come diritto umano e la cui gestione è senza fini di lucro. Inoltre ha presentato ricorso alla Corte Costituzionale, avverso all’articolo 15 del Decreto Legge del 09/09/2009 relativo all’art. 23 bis della Legge 133/2008, in riferimento alla competenza sulla gestione della risorse idriche, per il conflitto di attribuzione in materia, relativa al servizio idrico integrato, di esclusiva competenza delle Regioni.)   
Il Governo con l’articolo 15 del Decreto Legge del 9 settembre 2009 ha modificato l’art. 23 bis della Legge 133/2008 avente per oggetto la gestione dei Servizi Pubblici Locali di Rilevanza Economica. (Acqua, Energia, Gas, Rifiuti e Trasporto Urbano)
 
La spinta privatizzatrice iniziata già con la suddetta Legge 133, continua e si accentua con le modifiche apportate all’art. 23 bis.
In sintesi, con tali modifiche, si annullano entro il 2011 tutte le attuali gestioni dei Servizi Pubblici da parte delle Spa a totale capitale pubblico.Le partecipazioni da parte degli Enti Locali in Spa quotate in Borsa devono obbligatoriamente scendere al 30% entro il 2012 (Es: Comune di Roma deve vendere entro la fine del 2012 il 21% delle sue azioni ad Acea spa, che diventerà il socio di maggioranza con il 70%, anche se in pratica lo è da sempre, soprattutto nelle decisioni da prendere.). Inoltre si inseriscono le Società Miste tra le gestioni ordinarie.
 
Tradotto: consegnare tutti i servizi pubblici degli Enti Locali in mano a speculatori privati.
Per i cittadini, già colpiti da una crisi economica che non hanno contribuito a creare ma che ne stanno pagando il “conto”, tale provvedimento rappresenta un ulteriore esborso economico, dovuto dal sicuro aumento delle tariffe della gestione dei servizi come (ACQUA, ENERGIA, GAS, TRASPORTI E RIFIUTI) che saranno privatizzati. Infatti il canone attuale sarà aumentato per effetto della quota di GUADAGNO, che spetta alla società privata che li prenderà in gestione. Oltre al fatto che nella stragrande maggioranza dei casi in cui ci sono state già privatizzazioni di tali servizi, il risultato avuto è stato fallimentare. Infatti sono aumentate le tariffe e il servizio non è migliorato. 
 
Non sappiamo bene se in queste poche righe siamo riusciti a descrivere la gravità di tale decisione, certo che è scandaloso l’ASSORDANTE SILENZIO che circonda questo provvedimento, soprattutto da parte di quei partiti politici che dovrebbero avere la funzione di “opporsi” a simili decisioni.
Ma che conseguenze provoca tutto questo nella vicenda della Privatizzazione della Sorgente “Peschiera-Le Capore” tra Ato2 e Ato3, e nella costituzione della Società Pubblica che dovrebbe (doveva) gestire il SII dell’Ato3?
 
1) Per l’Ato2 che nell’agosto 2002 aveva affidato direttamente (senza gara) ed illegalmente la gestione del suo SII ad una Società Mista, Acea Ato2 spa, secondo le suddette modifiche normative, entro 31/12/2010 vedrà cessare la gestione attuale del suo SII e dovrà fare una gara per un nuovo affidamento. Tutto questo è un ulteriore freno alla già remota speranza di risarcimento irrisorio ( 8 milioni annui, rispetto ai 400 milioni di guadagno di Acea spa) che l’Ato2 attraverso Acea Ato2 spa doveva pagare per il “prelievo” della “nostra” Acqua (Sorgente Peschiera-Le Capore).
 
2) Per l’Ato3, ammesso che il garante per la concorrenza, autorizzi la costituzione della Società Pubblica “in house” che dovrebbe gestire il SII, l’Ato3 (fino a che Acea spa non è sicura di avere per se anche la concessione sulla sorgente, non “caccerà” un centesimo) non riceverà i 3 milioni (che tra l’altro sono insufficienti per la capitalizzazione) “promessi” dall’Ato2 in cambio della privatizzazione della sorgente “Peschiera-LeCapore”. Ma tutto questo non è una novità. Già dal giugno 2007 e già prima della scelta della gestione pubblica dell’Ato3, si sapeva che L’Ato2 (Acea Ato2 spa) non voleva ratificare l’accordo che consentiva ad Acea Ato2 spa di gestire per 30 anni la sorgente “Peschiera-Le Capore” e di conseguenza che non sarebbero arrivati i soldi per capitalizzare la Società Pubblica che doveva gestire il SII dell’Ato3. In virtù di questo, se ce ne fosse stata veramente la volontà di proseguire sulla strada della Società “in house”, avrebbe potuto chiedere già dall’anno 2007, un finanziamento alla Regione Lazio, come ha fatto per esempio, l’Ato della Provincia di Viterbo, che ha ricevuto 7,5 milioni di euro per la costituzione della società pubblica che dovrà gestire il proprio SII. Tutto ciò, secondo le normative vigenti, obbligherà l’Ato3 entro gennaio 2011 ad individuare mediante gara il gestiore del suo SII.
 
Adesso è ora di fare i fatti e smascherare tutti i finti sostenitori dell’ “acqua pubbli
ca”.
Non ci sono più alibi ne scusanti, se l’Ato3 e il suo Coordinatore Melilli, vogliono veramente difendere “l’acqua pubblica”, soprattutto dai provvedimenti privatizzatrici del Governo, sopra citati, c’è solo una reale e concreta possibilità che è quella che l’Ato3 approvi una delibera nella quale si dichiari e si consideri l’ ACQUA COME DIRITTO UMANO, INDIVISIBILE, INALIENABILE E BENE COMUNE, e si riconosca che la gestione del Servizio Idrico Integrato sia un servizio pubblico locale privo di rilevanza economica e che la cui gestione sia attuata attraverso Consorzi Pubblici (art.31 del D.Lgs. n. 267/2000) e Agenzia Speciale (art.114 del D.Lgs. 267/2000).
 
Gestioni quest’ultime che oltre a sottrarre la “nostra” acqua alle leggi di LIBERO MERCATO, consentono un notevole risparmio economico, soprattutto per i Comuni. Basti pensare che un Agenzia Speciale che gestisca l’acqua senza scopo di lucro può essere costituita con solo 120.000 euro (di cui solo 20.000 in cassa). Tutto ciò poteva essere attuato da tempo. Altra prova della non volontà di voler gestire veramente l’Ato e la “nostra” acqua, PUBBLICAMENTE.
Se l’Ato3 vuole davvero che la “nostra” acqua resti pubblica, “ora” sa cosa deve fare.
Il Movimento “Acqua Pubblica e Basta!” Provincia di Rieti, è a disposizione di tutti i Comuni dell’Ato3 per sostenerli e patrocinarli, attraverso i propri consulenti, nel percorso di pubblicizzazione dell’acqua.
 
La gestione pubblica del SII dell’Ato3 senza scopo di lucro, può costituire la base per il rilancio della battaglia per una gestione pubblica, anch’essa priva di rilevanza economica della sorgente “Peschiera – Le Capore”, oltre alla legittima richiesta di vedere assegnata alla Provincia di Rieti (Ato3) la titolarità della concessione sulla “nostra” sorgete.
Accanto a tali rivendicazioni il Movimento “Acqua Pubblica e Basta!” chiederà con tutti mezzi leciti che venga riconosciuto un risarcimento per i danni (ambientali, economici e sociali) al territorio della Provincia di Rieti, che dopo oltre 83 anni continua a subire il prelievo della “sua” acqua da parte di una multinazionale, ACEA spa, che senza essere legittimata a farlo, lucra su un bene comune come l’acqua, per far arricchire i suoi privati azionisti, senza “cacciare” un solo centesimo.
 
Per informazioni: email acquapubblicaebasta@libero.it
Per adesioni: www.facebook.com gruppo acquapubblicaebasta!!!

EMILI: ZONA DI BELVEDERE NEL PIENO RISPETTO DELLE NORMATIVE

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Giuseppe EmiliIl Comune di Rieti ha operato nel pieno rispetto delle normative e degli atti propedeutici per il rilascio del permesso a costruire nella zona di Belvedere.
Lo aveva stabilito il Tribunale amministrativo del Lazio, che aveva già negato un’ordinanza sospensiva dei lavori, e lo ha ribadito il Consiglio di Stato con sentenza del 3 novembre nella quale si respinge il ricorso presentato da alcuni privati i quali chiedevano di modificare la decisione del Tar.

Nel dispositivo del Consiglio di Stato si sancisce che il Tribunale amministrativo ha operato con indagini puntuali e verifiche approfondite. La “sicura edificabilità del lotto”, si legge, inoltre, nella sentenza, è prevista dal piano regolatore approvato in via definitiva nel 1972.
Il Consiglio di Stato ha quindi respinto l’appello presentato contro il Comune di Rieti, rappresentato dall’avvocato Stefano Duranti, e ha condannato i ricorrenti al pagamento delle spese legali.
 
A seguito dei due gradi di giudizio, che vedono confermare il corretto operato dell’amministrazione comunale in entrambi i pronunciamenti, il sindaco di Rieti, Giuseppe Emili, dichiara che la vicenda può dirsi conclusa.

RAPINA ALL'AGENZIA 2 DELLA CA.RI.RI.

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Ca.ri.ri. 2Furto con "baciamano" all’agenzia 2 della Cassa di Risparmio di Rieti. E’ un "ladro-gentiluomo" quello che questa mattina intorno alle 10.30 ha messo a segno un colpo nella filiale di piazza della Repubblica che gli è fruttato circa 2.500 euro.
L’uomo, che ha agito col volto coperto armato di una pistola, dopo aver preso i soldi nelle 3 casse dell’agenzia, ha puntato l’arma verso una dipendente e le ha chiesto di accompagnarlo all’uscita.
Una sorta di "sequestro" che si è concluso appena fuori dalla porta della banca: a quel punto il malvivente si è inchinato di fronte alla dipendente, le ha baciato la mano e le ha detto: «Mi scusi signora, ma di questi soldi avevo proprio bisogno».

Si è conclusa così una rapina durata poco più di 5 minuti. L’uomo è entrato nella filiale a volto coperto e, dopo essere saltato sul bancone delle casse, ha estratto una pistola intimando il più classico dei "fermi tutti, questa è una rapina". Presumibilmente si trattava di un’arma giocattolo, visto che i sistemi d’allarme non sono scatti, ma i cassieri colti di sorpresa sono stati costretti a consegnare al malvivente i soldi che in quel momento erano nelle casse.

Un bottino tutto sommato "magro", anche in considerazione del fatto che il grosso dei soldi si trovava nelle cassaforti a tempo che si aprono solo dopo 20 minuti dalla richiesta che deve essere effettuata da uno degli operatori di sportello. Un rischio che il ladro si è ben guardato dal correre e così, dopo aver arraffato ciò che poteva, è sceso dal bancone e ha messo in atto il sequestro di cui sopra.
Nel momento in cui la dipendente sequestrata è rientrata nella filiale due dipendenti hanno provato a rincorrere il malvivente senza riuscire a raggiungerlo: l’uomo si è allontanato correndo in direzione della caserma dei vigili del fuoco dove presumibilmente aveva lasciato un’automobile o dove c’era  un complice ad attenderlo.

L’allarme è scattato immediatamente e sono partite le ricerche delle forze dell’ordine che hanno utilizzato anche un elicottero per le perlustrazioni dall’alto. Dell’uomo, però, nessuna traccia. Tutti i dipendenti dell’agenzia 2 della Cariri sono stati ascoltati in Questura dove hanno ricostruito i momenti della rapina cercando di dare dettagli che potessero indirizzare le indagini. Stando alle testimonianze, il rapinatore non sembrava un italiano e, dall’accento, sembrava un europeo dell’est.

IL PDL PRESENTA UN ODG IN CONSIGLIO PROVINCIALE SUL CROCIFISSO NELLE SCUOLE

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Chicco Costini - Pdl RietiIl PDL reatino ha presentato un ordine del giorno al Presidente della Provincia di Rieti, Fabio Melilli sul crocifisso nelle scuole.
“Abbiamo presentato un ordine del giorno, da discutere al prossimo consiglio provinciale, per chiedere al presidente della Provincia, di intervenire al fine di garantire che in tutte le scuole del nostro territorio rimangano esposti i crocefissi”. Lo riferisce il capogruppo del Pdl alla Provincia di Rieti, Felice Costini, in riferimento a un’iniziativa condivisa anche da altri consiglieri di centrodestra, tra cui Manuel Salini e Lidia Nobili.

“Nel documento – continua Costini – chiediamo al consiglio di respingere con fermezza il pronunciamento della Corte europea per i diritti dell’uomo, ritenendolo privo di fondamento e di fondatezza culturale. La croce, oltre al suo significato religioso, riveste nel nostro Paese una portata simbolica profondamente radicata nel nostro popolo, avendo da sempre rappresentato un messaggio di pace, di cultura, di condivisione di valori e di tolleranza”.

“Il Consiglio di Stato italiano – ricorda il capogruppo Pdl – rigettò la stessa istanza, con la seguente motivazione: ‘il crocefisso è diventato uno dei valori storici della costituzione italiana e un simbolo della coscienza civile del popolo italiano’. Anche per questo non possiamo che rifiutare quanto sentenziato dal Corte europea”.

BAGNOLI OPERATO A VILLA STUART, FUORI GIOCO PER 3 O 4 MESI

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Bagnoli Rieti basket clubIl centro Simone Bagnoli, assistito dallo staff medico e dai dirigenti della Ircop Rieti Basket Club, si è sottoposto questa mattina a Villa Stuart alla ricostruzione chirurgica del LCA.
L’intervento, eseguito dal prof. Pier Paolo Mariani, è perfettamente riuscito. 

Purtroppo infatti, alla luce del nuovo e decisivo controllo specialistico in artroscopia,  la distrazione del LCA con ematoma interno si è rivelata, di fatto, di grave entità e molto più seria di quanto si temesse in un primo momento all’esito del primo controllo. Di conseguenza è stato necessario intervenire direttamente e subito in artroscopia sul legamento.
 
I tempi di recupero stimati per il ritorno in campo di Simone Bagnoli sono di 3 o 4 mesi valutabili in base alla risposta fisica dell’atleta e comunque saranno stabiliti dallo staff medico della Ircop RBC in collaborazione con il prof. Mariani che rimarrà in contatto e a disposizione della società amarantoceleste.

L'ASSESSORE MEZZETTI A " FIERACAVALLI" DI VERONA

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cavalloDomani 7 novembre l’assessore alle Politiche turistiche della Provincia di Rieti, Alessandro Mezzetti, sarà a Verona in occasione di Fieracavalli, la principale rassegna di settore giunta alla 111^ edizione, per partecipare al Tavolo di lavoro Internazionale sul Turismo Equestre e scuderie didattiche. In questa occasione sarà presentata "L’ippovia del Tancia" un progetto patrocinato dalla Provincia di Rieti e realizzato dal Circolo equestre le Cerque che prevede 8 percorsi, per un totale di circa 300 chilometri, all’interno della provincia di Rieti da poter interamente percorrere a cavallo.

A Verona domani si parlerà, infatti, delle ultime novità in fatto di viaggi e cavalli e di ippovie. I partecipanti, tour operator, centri e associazioni equestri, referenti politici e rappresentanti del turismo equestre di diverse nazioni europee, avranno la possibilità di discutere delle varie alternative che il futuro delle attività del turismo equestre offre.
 
“E’ una grande occasione per l’intero territorio reatino – dichiara l’assessore Mezzetti – Il progetto che andiamo a presentare può davvero rappresentare un valore aggiunto per la nostra provincia. Dare la possibilità a chiunque lo desideri di vistare e scoprire le bellezze storico-naturalistiche in perfetta sintonia con l’ambiente circostante andando a cavallo, ma anche passeggiando o andando in bicicletta, credo che rispecchi pienamente le vocazioni della nostra terra. Abbiamo un immenso patrimonio da far conoscere e credo che andare a promuoverlo in queste manifestazioni che richiamano i principali attori del turismo di settore internazionale sia il modo migliore per farlo”.

PREVISTI 20 INTERVENTI IN PROVINCIA PER L'ACCESSO ALLA BANDA LARGA

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Internet banda largaSaranno 20 gli interventi previsti nella provincia di Rieti per garantire l’accesso alla banda larga nel territorio reatino.

Gli interventi sono stati resi possibili grazie alla collaborazione tra l’Amministrazione provinciale e l’Infratel, la società di Sviluppo Italia che realizza infrastrutture a banda larga, all’interno di un accordo di programma stipulato da Ministero delle Comunicazioni e Regione Lazio che consentirà di realizzare nel Reatino una rete di backhauling ottici per la diffusione della banda larga e quindi contrastare e ridurre il digital divide per i cittadini della provincia.

In ogni progetto si prevede la costruzione di una tratta in fibra ottica, che collega una rete in fibra esistente lungo una dorsale extraurbana con le aree non raggiunte dalla rete a larga banda (sbraccio).
A seconda delle necessità tali collegamenti potranno consistere in tratte di infrastruttura di posa esistenti (tubazioni o palificate) o da infrastrutture di posa di nuova realizzazione.
Grazie alla collaborazione tra Infratel e la Provincia di Rieti i primi cantieri, realizzati grazie all’utilizzo di tecnologie di scavo di tipo trenchless che consentono un minimo ingombro stradale e rapidità di intervento, sono stati già avviati.

A MONTEBUONO LAVORI IN CORSO SU ABITAZIONE ABUSIVA

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ForestaleLe “Sentinelle Verdi” in servizio in agro deI Comune di  Montebuono  località “Via Spezzano”   notavano  che su un fabbricato erano in corso dei lavori di manutenzione, accertando che per gli stessi non era stata presentata la prevista D.I.A. (Dichiarazione di Inizio Attività) presso il Comune.

La violazione avrebbe comportato una sanzione amministrativa di carattere pecuniario.
Al fine di approfondire la tipologia di intervento gli Agenti si portavano presso l’Ufficio Tecnico del Comune, dove grazie anche alla fattiva collaborazione della Polizia Municipale, emergevano fatti che davano un impronta diversa alle indagini.
Infatti il fabbricato  oggetto del controllo, dove erano in corso lavori di manutenzione in assenza di DIA, avrebbe dovuto essere abbattuto a suo tempo, perchè la cubatura ad esso correlata era stata sfruttata  dai proprietari, per realizzare un fabbricato ex novo attualmente adibito ad abitazione da parte dei medesimi.

La ricostruzione dei fatti, faceva cambiare completamente la connotazione giuridica del reato, per cui si procedeva nei confronti dei responsabili, per violazione alle norme urbanistiche (D.P.R. 380/2001) informando dei fatti l’Autorità Giudiziaria, per i provvedimenti di competenza.

Parallelamente il Comune di Montebuono, emetteva un’ordinanza di sospensione dei lavori e demolizione delle opere ritenute ovviamente abusive.

Significativa la sinergia tra Ufficio Tecnico, Polizia Municipale e Forestale grazie alla quale si è potuto ricostruire tutto l’iter urbanistico dei fatti descritti, consentendo di dare la giusta connotazione giuridica al reato, che inizialmente avrebbe originato una semplice sanzione amministrativa.

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