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sabato 4 Luglio 2026
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REAL RIETI, DOMENICA AMICHEVOLE CONTRO LAZIO CALCIO A 5

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Nessuna sosta per la prima squadra del Real Rieti di mister De Simoni. Dopo il successo casalingo contro il Cus Chieti, gli amarantoceleste osserveranno una giornata di riposo nel quarto turno di andata del girone A.

La squadra reatina scenderà ugualmente in campo per una gara amichevole, venerdì, infatti, Adornato e compagni saranno ospiti della Lazio Calcio a 5, nell’impianto To Live di Roma con inizio alle ore 14.00.

“Importante sostenere un test amichevole impegnativo contro una compagine di categoria superiore, ci permetterà di dare continuità al lavoro settimanale non risentendo del turno di sosta, dandoci l’intensità di un impegno ufficiale –  commenta mister De Simoni – di fronte non potevamo chiedere di meglio, visto che il campionato di A1 è fermo per via degli impegni della nazionale”.

Una gara di assoluto valore per continuare a preparare la difficile  trasferta del quinto turno, quando il Real Rieti andrà a far visita a una delle squadre accreditate alla vittoria finale come il Pesaro Five, di buon umore dopo aver sconfitto il Verona.

Per le giovanili è invece la seconda giornata di andata nel girone C del campionato Juniores. Venerdì alle ore 18.00 esordio casalingo per la squadra allenata da mister Cafu. Dopo aver espugnato il terreno romano del Futbolclub, per 3 a 1, al Palamalfatti arriva la Virtus Stella Azzura, che nel primo turno si è imposta 12 a 1 sul Lam Mentana.

Infine, inizia domenica il campionato Under 21. I giovani amarantocelesti, inseriti nel girone N, osserveranno alla prima di campionato il turno di riposo, visto che il girone è di sole 7 squadre. Il Real esordirà domenica 31 ottobre in quel di Orte contro la squadra locale.

POLISYSTEM, FILCEM, FEMCA, UILCEM: ALTRI LAVORATORI CHE ESCONO DAL MONDO DEL LAVORO

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Parliamo della Polysistem, azienda che occupa circa 22 persone, opera nel settore della produzione di guaine per rivestimento impermealizzante di strutture edili.
La ditta è stata acquistata nel 2002 dalla Italiana Membrane che ha sede in Friuli.

Già da qualche anno l’azienda ha fatto ricorso prima alla cassa integrazione guadagni ed alla cassa integrazione guadagni straordinaria con apertura di una mobilità volontaria.

Oggi l’azienda ci chiama al tavolo per una richiesta di mobilità per riduzione di personale in quanto la crisi in atto ha azzerato quasi completamente il portafoglio ordini.

Ancora una volta ci troviamo di fronte all’ennesima azienda, nella nostra provincia, che per crisi, mette fuori dal mondo del lavoro persone, per di più giovani, che avranno ben poche possibilità di ricollocarsi.
Quanto ancora dobbiamo soffrire di questa situazione? Quanti lavoratori ancora dovranno essere penalizzati?

A MONTELEONE SABINO IL PREMIO CULTURALE "OLIVA D'ORO" 2010

Nella splendida della borgo di Monteleone Sabino, torna il premio culturale “OLIVA d’ORO” organizzato dalla Associazione Culturale “Arte 2000” presieduta da Vito Masci. Domenica 24 ottobre, con inizio alle ore 9.30,  la popolazione locale con primo cittadino Paolo Marcari, avranno  l’onore di ricevere illustri ospiti, autorità, giornalisti, relatori e l’ imprenditore Giuseppe Gori  che per il suo impegno a favore delle sviluppo dell’edilizia nel nostro paese riceverà il prestigioso riconoscimento.

Monteleone situata sulle dolci colline della Sabina, cantate dagli scrittori antichi primi fra tutti Orazio, circondata da argentei uliveti, sarà  il palcoscenico dell’evento, il premio culturale “Oliva d’Oro” che si è guadagnato un posto di riguardo tra le migliori manifestazioni culturali del Lazio. All’ombra dei resti dell’anfiteatro romano e della chiesa di Santa Vittoria, si svolgerà la premiazione di Gori.

Parteciperanno alla consegna del premio: lo scrittore giornalista Franco Piccinelli, lo storico dell’arte Aldo Masciangelo, l’ingegnere Gianni Andrei, il professore Alfredo Carnassale, l’esperta di olio d’oliva Monia Floridi ed altri insigni personaggi del mondo della cultura, dell’arte e della politica. Il premio “Oliva d’Oro” giunto quest’anno alla XII edizione, è stato assegnato tra gli altri  a monsignor Lorenzo Chiarinelli, vescovo di Viterbo, al senatore Giulio Andreotti, al generale Giuseppe Tavormina, all’imprenditore del tartufo Paolo Urbani, recentemente scomparso.

Quest’anno la giuria ha deciso di premiare Giuseppe Gori fondatore dell’ EDILGORI, azienda che si è imposta fin dagli anni ’50,  leader in Italia, nell’utilizzo dei prefabbricati nella produzione degli edifici industriali, capannoni multipiano, strade e travi da ponte. Con una mission orientata alla ricerca, progettazione e realizzazione di prodotti durevoli nel tempo e dalla più elevata qualità costruttiva possibile, la EDILGORI, ha perseguito una strategia mirata allo sviluppo di tecnologie innovative, efficienti ed avanzate con l’utilizzo di materie prime di sperimentata qualità. Il core business dell’azienda è nella realizzazione di strutture complesse con luci e sovraccarichi elevati, tipiche dei centri commerciali o dei parcheggi multipiano con l’impiego di  150 collaboratori scelti tra le migliori risorse umane del territorio ed una ventina di persone appartenenti a squadre fisse esterne.

Il fatturato della EDILGORI è in continua espansione configurabile intorno ai 20 milioni di euro. Tra i progetti realizzati dall’azienda figurano opere di grande pregio progettate dagli  architetti di fama internazionale: Mayer e Portoghesi. Al termine della cerimonia di consegna del premio “OLIVA d’ORO” gli ospiti saranno accompagnati in una visita guidata della mostra pittorica realizzata dagli artisti dell’Associazione “Arte 2000” gemellata con l’Accademia del Desco d’Oro di Tivoli che svolge attività nel territorio laziale e regionale e gemellata a sua volta con l’Associazione dei pittori del Centro d’Arte di Roma “La Bitta” che conta tra i suoi iscritti numerosi artisti dei “Cento pittori di Via Margutta”. L’associazione “Arte 2000” oltre ad organizzare il premio “OLIVA d’ORO” si occupa altresì di valorizzare attraverso diverse forme artistiche il territorio ed i prodotti tipici della Sabina, terra di leggendarie vicende e di cultura secolare dove fioriscono sensibilità e creatività artistica.

L'ON. REICHLIN A RIETI PER PRESENTARE IL SUO ULTIMO LIBRO

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Venerdì, 22 Ottobre 2010, alle ore 18, presso la sala convegni dell’ Hotel Quattro Stagioni, l’On. Alfredo Reichlin presenta il suo ultimo libro, dal titolo “Il Midollo del leone. Riflessioni sulla crisi della politica”.

Alfredo Reichlin, uomo politico, giornalista, scrittore, storico dirigente della sinistra italiana, più volte deputato, ha vissuto da vicino alcuni dei passaggi più importanti della recente storia italiana, dalla Resistenza alla ricostruzione, dalla svolta atlantica del PCI di Berlinguer a quella della Bolognina del PDS.

Nelle pagine del suo ultimo libro, “Il Midollo del Leone” (Laterza, 2010), troveremo raccontanta l’ esperienza politica dell’autore, e il ritratto di molti personaggi con cui ha avuto dimestichezza, da Togliatti a Ingrao, da Trentin a Vittorio Foa.

Ma troveremo anche l’analisi della crisi di ruolo della politica, in conseguenza della globalizzazione finanziaria, e l’esigenza che la Sinistra riesca a ristabilire un nuovo rapporto tra politica e popolo, che diventi in grado di esprimere un nuovo umanesimo.

“Non ho la pretesa di scrivere la storia della sinistra e non voglio nascondere i suoi errori. Mi sembra giusto, però, dire ai giovani di oggi che non partono da zero. È bene che agiscano in modi molto diversi da noi, ma non è sul nulla che poggiano i piedi. Con una speranza: che la società italiana ritrovi il ‘midollo del leone’, come Italo Calvino definì il nutrimento di una morale rigorosa e di una padronanza della storia.”

Parteciperanno il Coordinatore Provinciale del Partito Democratico, Vincenzo Lodovisi, ed il Consigliere regionale Mario Perilli.

PAOLO FERRERO PRESENTA IL LIBRO "QUEL CHE IL FUTURO DIRA' DI NOI"

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Domani, giovedi 21 ottobre presso la sala conferenze dell’ Amministrazione Provinciale di palazzo Dosi alle 18,00 Paolo Ferrero, Segretario Nazionale PRC SE, presenta il suo libro. "Quel che il futuro dirà di noi"

Il Prc di Rieti invita  gli iscritti , i simpatizzanti, le associazioni e i cittadini a partecipare.

UIL FPL: NON E' PIU' TOLLERABILE IL LIBERO ARBITRIO DEL SALARIO ACCESSORIO

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Come consuetudine di questi ultimi anni viene rinviata  la riunione di delegazione trattante per discutere del salario accessorio dall’anno 2008. Anche se il rinvio è di pochi giorni l’ UIL FPL DICE BASTA!

Se il Direttore Generale del Comune di Rieti intende  fare “ammuina” deve sapere che il limite della tolleranza e della sopportazione è stato oltrepassato.

L’UIL FPL da anni rivendica il tavolo della trattativa per discutere del salario accessorio dei dipendenti.

L’UIL FPL non accetta il fatto che  non si tratti il salario accessorio lasciando al libero arbitrio la gestione dello stesso ad alcuni dirigenti.  La UIL FPL non tollera più:

1. Che si  raddoppi  l’indennità di posizione per qualcuno in assenza di contrattazione e non venga liquidata  a chi ne ha diritto;

2. Che il ricorso al lavoro straordinario puntualmente sfora il budget annuale,  per poi essere liquidato attingendo al budget dell’anno successivo senza chiamare a responsabilità il dirigente o i dirigenti che hanno determinato la maggiore esposizione e questo a danno sempre dei dipendenti;

3. Che, ad esempio nel settore della polizia municipale, lo straordinario serve per liquidare  costantemente chi presta servizio in ufficio (addirittura per  lo più addetti al lavoro di segreteria del dirigente o ad  altre incombenze interne) con picchi  di circa 3.000,00 euro ( gennaio agosto 2010) mentre appare secondario  l’utilizzo delle risorse per attività effettiva di controllo della viabilità etc.»;

4. Che alcuni dirigenti (oseremo dire più “furbastri”) in questi frangenti liquidino indennità (art. 17 lett.f)  ai propri dipendenti e ciò a scapito di tutto il restante personale che avendone titolo non riescono ad avere lo stesso trattamento riservato a “pochi”;

5. Che non si contratti il salario accessorio degli anni  a partire dal 2008 senza avere contezza di come e da chi è stato utilizzato;

E’ chiaro che non vi sono più margini per un dialogo e per una trattativa, ma che, per  porre un freno a questi costanti segnali di insofferenza nei confronti delle OO.SS. sulle  le prerogative sindacali, non rimane che ricorrere Giudice del Lavoro per la repressione della condotta antisindacale ed alla Corte dei Conti perché gli eventuali abusi accertati vengano addebitati ai dirigenti responsabili.

SANT'AGOSTINO PROCLAMATA BASILICA, DOMENICA SOLENNE EUCARESTIA PER RENDERE PUBBLICO IL DECRETO

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La chiesa di S. Agostino è stata proclamata Basilica minore dal Papa Benedetto XVI e domenica 24 ottobre alle ore 11,30, il vescovo di Rieti mons. Delio Lucarelli, celebrerà una solenne eucarestia rendendo pubblico il decreto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina per i Sacramenti, a firma del Prefetto Cardinale Antonio Caňizares Llovera e del segretario arcivescovo Joseph Augustine Di Noia.

L’elevazione del romanico tempio di Sant’Agostino a Basilica non è solo un riconoscimento istituzionale, ma la presa d’atto di un processo di rinnovamento della parrocchia che ha avuto inizio 33 anni fa con l’applicazione dello spirito riformatore del Concilio Vaticano II e con l’accoglienza dei Carismi e Movimenti che lo stesso Concilio ha suscitato. Insieme a tali contenuti d’ordine ecclesiale, è avvenuta la realizzazione di un progetto per il totale recupero edilizio, architettonico e pittorico delle opere d’arte che la Basilica conserva e che sono state tutte restaurate grazie all’intervento dello Stato, della Regione Lazio, della Provincia e del Comune di Rieti, della Fondazione Varrone e degli stessi parrocchiani che non hanno fatto mancare il loro totale sostegno alle iniziative intraprese da mons. Salvatore Nardantonio, parroco di Sant’Agostino da quasi 40 anni.

Insieme ad altre numerose iniziative volte a sottolineare l’avvenimento che ha soprattutto carattere spirituale, ma che riveste un’importanza storica di primaria grandezza, è stato edito un numero speciale del bollettino d’informazione parrocchiale In Famiglia, dedicato all’evento. “Alcune chiese, per la loro particolare importanza storica, artistica o religiosa, – è scritto in un articolo a firma di Luigi Conti – possono essere decorate dal Sommo Pontefice con il titolo di Basilica Minore, con il quale si esprime un particolare vincolo con la Chiesa Romana e con il Sommo Pontefice. Vengono dette “Minori” per distinguerle dalle quattro Basiliche Maggiori che sono a Roma (S. Pietro in Vaticano, S. Paolo fuori le mura, S. Giovanni in Laterano e S. Maria Maggiore). 

Le norme e le indicazioni che attualmente regolano la concessione del titolo e la vita delle Basiliche Minori sono stabilite nel decreto “Domus Ecclesiae” (9 novembre 1989), promulgato dalla Congregazione del Culto Divino. A queste Chiese il diritto canonico concede un abito particolare durante le celebrazioni, l’uso dello stemma pontificio (le due chiavi incrociate sormontate dal triregno, il copricapo papale che unisce tre corone), e soprattutto, (dal punto di vista spirituale è il bene più prezioso) concede di prelevare dal tesoro spirituale della Chiesa Universale in comunione con Pietro per regalare ai fedeli che siano nelle dovute conduzioni l’indulgenza plenaria per i loro peccati. I fedeli che visitano con animo pio la Basilica e in essa partecipano a qualche sacro rito, o almeno recitano il Padre nostro e il Credo, possono conseguire l’indulgenza plenaria alle consuete condizioni (confessione, Comunione, preghiera secondo le intenzioni del Papa): nel giorno anniversario della Dedicazione della Basilica; nel giorno della celebrazione liturgica del titolare (Festa di Sant’Agostino, 28 agosto); nella solennità dei SS. Apostoli Pietro e Paolo ( 29 giugno); nel giorno anniversario dell’elezione del Papa [Benedetto XVI: 19 aprile]; nel giorno anniversario della concessione del titolo di Basilica (17 giugno); una volta all’anno in giorno stabilito dall’Ordinario (22 maggio Festa di Santa Rita); un giorno all’anno a libera scelta di ciascun fedele”.

MONTINO: LA POLVERINI CANCELLA ALTRI 421 INTERVENTI IN TUTTI I COMUNI DELLA REGIONE

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“Polverini taglia i fondi ad Alemanno. La Giunta regionale nei giorni scorsi ha infatti adottato un provvedimento con cui, solo nel Comune di Roma, ha cancellato 17 milioni di investimenti destinati a 69 opere pubbliche. Insomma, la Polverini toglie i finanziamenti al Comune di Roma ed a tutti i municipi.

Stessa sorte per altri 60 milioni, già deliberati dalla precedente amministrazione. La Giunta Polverini così si specializza in tagli.

Dopo quello su ospedali e posti letto arriva anche quello sulle opere pubbliche. Con due delibere, la 441 e la 442 approvate sabato 9 ottobre, è stata data attuazione al comma 32 dell’assestamento di bilancio. Ovvero, revoca completa del piano di investimenti 2010 e revoca della proroga per quello del 2009. In pratica vengono definanziati 490 interventi previsti in 231 comuni nelle province del Lazio che potevano già contare su uno stanziamento di circa 78 milioni di euro. Centinaia di opere pubbliche già decise e finanziate tra cui rifacimenti di manti stradali, marciapiedi, realizzazioni di impianti sportivi, lavori di messa in sicurezza di scuole o realizzazioni di parcheggi, che non vedranno mai la luce.

Purtroppo ogni giorno dobbiamo aspettarci il peggio da un’amministrazione che si dimostra sempre più lontana dai reali bisogni delle persone. Ormai per il Pdl è diventata la norma scaricare il costo delle divisioni interne sui cittadini, sui Comuni, sui Municipi.  Prima la Giunta “d’oro” per risolvere i guai procurati dall’appetito di Milione, poi la decisione di ridurre a zero la sanità delle Province, oggi i tagli al Comune di Roma, ai Municipi e ai Comuni.  Il filo conduttore è sempre lo stesso: divisioni interne, liti ai vertici e una Regione paralizzata”.
 
Il dettaglio degli interventi definanziati:
Roma e Provincia 273 interventi e 44 milioni e 500 mila euro in meno.
Rieti e Provincia 66 interventi e 6 milioni e 500 mila euro in meno.
Frosinone e Provincia 81 interventi per 14 milioni di euro euro in meno.
Viterbo e Provincia 35 interventi per più di 5 milioni di euro in meno.
Latina e Provincia 35 interventi per 7 milioni di euro in meno.

CARCERE DI RIETI, SARNO UIL: E' UN TOTEM DELLA DISORGANIZZAZIONE DEL DAP

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“Una struttura nuova e funzionale,  operativa per il solo 25%,  già oberata da problemi di sovraffollamento nell’unico reparto attivo,  non può non essere indicata come il vero totem dell’incapacità organizzativa dell’Amministrazione Penitenziaria. Fors’anche riferirsi ad un incredibile  sperpero di danaro pubblico non è  certo un’eresia”

Questo il commento di Eugenio SARNO, Segretario Generale della UIL PA Penitenziari, in visita questa mattina al nuovo carcere di Rieti. Sarno, accompagnato dal Segretario Provinciale Fabrizio Faraci, dal Segretario Regionale Daniele Nicastrini e dal Segretario Nazionale Giuseppe Sconza si è intrattenuto per alcune ore all’interno del nuovo penitenziario

“ La situazione di Rieti è grottesca – rincara SARNO – perché avendo potuto attivare un solo reparto in un complesso nuovo che ha ben cinque reparti ed una ricettività di 250 detenuti ( elevabile a 450),   ci troviamo già di fronte ad un grave sovrappopolamento. Nelle celle originariamente previste ad ospitare un detenuto ve ne sono due (in qualche caso tre) e in quelle costruite per due ve ne sono  quattro. Pertanto rispetto ai 56 posti regolamentari per gli ambienti attualmente disponibili,  stamani erano presenti 105 detenuti.

Nemmeno fosse un evento imprevisto ed imprevedibile quello di aprire un nuovo carcere, il DAP non ha saputo organizzarsi per tempo per attivare il nuovo complesso nella sua interezza. E’ sconcertante apprendere che non c’è una  pianta organica del personale decretata, che non esiste un decreto di apertura, che  si sconosce il livello di sicurezza attribuito alla struttura (costruita con i canoni di una custodia attenuata per detenuti a basso indice di pericolosità).  Dei 105 detenuti presenti : 39 sono in attesa di 1° giudizio, 15 gli appellanti, 12 i ricorrenti, 25  con condanna definitiva e 14 con posizione giuridica mista. Due sono sottoposti a regime di grande sorveglianza, uno a sorveglianza speciale“ 

Dalla visita emergono luci ed ombre che la UIL PA Penitenziari trasferirà in una dettagliata relazione che sarà inoltrata ai vertici del Dipartimento e del Provveditorato Regionale  

“ Pur nel suo limitato utilizzo, la Casa Circondariale di Rieti è tutt’altro che una struttura statica. Sebbene sia aperta da poco meno di un anno ( 28 ottobre 2009),  sono diverse le attività programmate per i detenuti : palestra, teatro sociale, biblioteca, campo sportivo, cineforum, corsi per muratore ed imbianchino.  Ed altre sono in via di attivazione.  Purtroppo il contingente di polizia assegnato  è e resta il punto dolente. La struttura è stata costruita con criteri di sviluppo in orizzontale e ciò determina una grande dispersione di risorse umane. Basti pensare che per accedere al reparto detentivo bisogna oltrepassare ben quattro portinerie.

Pertanto le 93 unità  di polizia penitenziaria sono totalmente insufficienti, se si considera che sono ben 35 i posti di servizio direttamente connessi ai servizi di sorveglianza da coprire ogni giorno a  cui occorre sommare le 5 unità addette al Nucleo Traduzioni e Piantonamenti e le 25 unità impiegate in attività istituzionali d’ ufficio o in servizi complementari.   Il locale Nucleo Tradizioni e Piantonamenti dal 1 gennaio al 30 settembre 2010 ha effettuato 287 traduzioni, mobilitando 409 detenuti attraverso l’impiego di 1039 unità di polizia penitenziaria. Riteniamo che sia necessario rivedere in alcuni punti l’organizzazione del lavoro e costruire percorsi di trasparenza per l’accesso ad alcuni servizi.

Su questo solleciteremo la direzione a convocare le OO.SS. per un confronto. Inoltre non si può non rilevare – conclude il Segretario Generale della UIL PA Penitenziari – che pur riferendoci ad una struttura nuova cominciano ad emergere i soliti problemi strutturali comuni agli edifici penitenziari di nuova costruzione. In particolar modo ci si riferisce alle infiltrazioni di acqua piovana, alla  mancata installazione di un impianto di aspirazione dei fumi di scarico degli automezzi ( che il personale è costretto ad inalare per accedere in istituto attraverso il percorso pedonale ricavato all’interno della porta carraia)  , alla mancata informatizzazione degli accessi ( che vengono ancora registrati in forma amanuense) ed alla inadeguatezza dei box office per gli agenti addetti alle sezioni detentive, privi di qualsiasi impianto di climatizzazione o aerazione. “

GLI STUDENTI DI INGEGNERIA DELLE RETI AVVILITI PER LA MANCANZA DI RISPOSTE, PRONTI ALLA PROTESTA

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Abbiamo appena saputo del nulla di fatto alla conferenza di stamattina riguardo il nostro corso di laurea, e siamo molto avviliti per ciò, tutte le università italiane hanno ricominciato tranne noi, si era detto che avremmo ricominciato insieme al corso di Roma ma quest’ultimo è ripartito ieri e noi ancora non sappiamo niente, inoltre dato l’intervento del ministro Gelmini che decretava di fatto la chiusura di molte facoltà per mancanza di fondi siamo sempre più tesi.

La nostra speranza si sta pian piano trasformando in rabbia. Siamo stati presi in giro per troppo tempo oramai e non ne possiamo più. Nessuno degli “addetti ai lavori” si è attivato realmente e noi siamo sempre più abbandonati a noi stessi. Con il presente comunicato vogliamo dire che se entro la fine di questa settimana non abbiamo notizie certe riguardo il nostro futuro adotteremo metodi di protesta ben più radicali di quelli adottati finora.

Siamo stufi delle prese in giro dalla Sabina Universitas e da La Sapienza, abbiamo chiesto un incontro con il Rettore e ci è stato negato e in più ormai nessuno risponde più alle nostre mail, anzi qualcuno ha addirittura inviato un virus all’indirizzo di posta che abbiamo creato appositamente per dialogare su questo problema, stanno tentando in tutti i modi di metterci i bastoni tra le ruote ma noi non molleremo, la nostra istruzione è un diritto che nessuno potrà mai negarci anche se a quanto sembra a nessuno dei politicanti locali interessa niente della chiusura del corso, né tantomeno ai vertici di Sabina Universitas,  ai quali in realtà non è mai importato niente di ingegneria delle reti, basti vedere che i professori che finora hanno tenuto lezione al nostro corso hanno delle retribuzioni arretrate fino al 2007.

Intanto chi ci sta rimettendo siamo noi che all’inizio di tutti i corsi universitari ancora non abbiamo una sede dove studiare. Ribadiamo di voler restare a Rieti in quanto il viaggio verso Roma sarebbe molto svantaggioso in termini logistici ma soprattutto economici. Il corso era e deve restare a Rieti.

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