Leggiamo con piacere della perorazione del segretario CISL Pescetelli circa l’apertura dell’Hospice, rivolta al Direttore Generale Gianani.
Ne siamo lieti, perché più se ne parla, più la cittadinanza prenderà coscienza della contraddizione esistente tra intendimenti e fatti.
Per fare questa chiarezza, i consiglieri radicali in regione hanno rivolto il 24 novembre una interrogazione a risposta scritta alla Presidente Polverini per sapere "se è intenzione dell’attuale amministrazione regionale potenziare l’offerta di posti letto di hospice, e in che modo; se ritiene di rendere operativa la struttura inaugurata presso l’ex Ospedale Psichiatrico di Rieti", giacché è il piano di rientro saniario che pur dicendo che i posti al DeLellis sono pochi e non regolari, non li potenzia.
Speriamo che il Direttore Generale (già peraltro meritoriamente sollecitato dall’assesore Boncompagni) trovi dalla lettera di Pescetelli un altro stimolo per interessare la Presidente, affinché dia una risposta, sia ai consiglieri che ai bisogni dei cittadini.
Bisogni dei cittadini che, se non si potessero basare sull’Hospice reatino, non ne troverebbero ad Amatrice o Magliano, possibilità che Pescetelli sembra lasciare aperta: infatti, il piano a proposito di Amatrice e Magliano dice testualmente "non si ritiene opportuno allocare la funzione di Hospice in un presidio così periferico rispetto al bacino di utenza della intera ASL di Rieti".
Casomai si dovrebbero rivolgere a Monterotondo dove, alla faccia del risparmio, la Polverini ha disposto la apertura di un Hospice dal niente; perché mai, se a Rieti c’è n’è uno già pronto? Perché è una diversa macro-area.

