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domenica 12 Luglio 2026
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PDCI RIETI: LA NOSTRA SEDE IMBRATTATA CON MANIFESTI DI CASA POUND

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"Nella notte tra il 18 e il 19 marzo i muri e gli ingressi della nostra Federazione Provinciale a Rieti, in via Amatrice 24, sono stati imbrattati, a seguito di un azione squadrista, con manifesti e volantini di chiara matrice fascista da esponenti di Casa Pound di Rieti".

È quanto affermano in una nota Angelo Dionisi e Luca Battisti, presidente e segretario del PDCI di Rieti, e Marco Nobili della Fgci Rieti.

"L’ignobile provocazione – aggiungono – fa seguito al recente episodio verificatosi al teatro Flavio Vespasiano di Rieti in occasione del concerto per i festeggiamenti del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, quando gli stessi esponenti di Casa Pound si sono resi protagonisti di un indebito volantinaggio all’interno della hall del teatro e poi di ripetute offese verbali e minacce al senatore Angelo Dionisi e al segretario della Federazione PdCI di Rieti Luca Battisti, che nell’ordine avevano chiesto dapprima al direttore del teatro, poi a loro direttamente e infine alle autorità presenti che se ne andassero e che comunque fossero allontanati, essendo una presenza illegittima e offensiva in quel luogo e in quel contesto".

Un impegno forte per una mobilitazione della città di Rieti contro il rigurgito della violenza squadrista e fascista è quello che chiedono Dionisi, Battisti e Nobili "alle forze sinceramente democratiche e antifasciste".

Una manifestazione "a difesa dell’Italia democratica e della sua Costituzione, Repubblicana e Antifascista, che spinga questi tristi figuri la dove la storia li ha relegati, dove gli compete, fuori dalla società civile. Dal canto nostro – proseguono da PdCI di Rieti – vogliamo ricordare all’Assessore Formichetti e al Sindaco di Rieti Emili che non c’è strada, non c’è contrada, non c’è paese, non c’è sentiero che non abbia visto scorrere il sangue di un comunista per la libertà dell’Italia, infangata dal fascismo e dai fascisti e riscattata dalla Resistenza, che è il secondo risorgimento della nostra patria.
Seppure siamo noi a chiedere loro da che parte sarebbero stati e, soprattutto, da che parte si collocano oggi, davanti a atti come quello di Casa Pound nei confronti di una forza democratica quale il Partito dei Comunisti Italiani".

"Con quale coerenza – conclude la nota – partecipano alla cerimonia dell’Alzabandiera per festeggiare l’Unità d’Italia e poi sono corresponsabili di un governo di destra, quello di Berlusconi e della Lega, che mina alle fondamenta le ragioni stesse dell’Unità e agisce quotidianamente per dividere l’Italia".

CENTRO SALUTE MENTALE, BIGLIOCCHI: INEVITABILE RISPOSTA A COSTINI

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Caro Costini,
sarebbe sicuramente segno di maturità politica riconoscere onestà intellettuale anche a chi non la pensa come noi.

Non è stato mai mio costume essere “assoldato” da qualcuno per battaglie cui non credevo e non trovo accettabile che venga messa in discussione da te la mia onestà solo perché non la pensiamo allo stesso modo.

Ti avevo invitato ad un confronto scevro da preconcetti sui numeri e da quelli partire per capire se un servizio è utile o no.
Hai preferito buttarla in caciara e trovo nelle tue parole i limiti di un ragionamento pieno di preconcetti e legato a schemi di parte davvero inutili quando si parla di gestione di un servizio pubblico.

Sembra quasi che il problema sia quello di stabilire se vince la sinistra o la destra ed in questo sembri dimenticare la centralità del paziente e le sue esigenze.
Abbiamo condiviso atti pubblici e quindi ritengo tu non possa addebitarmi scarsa attenzione sulle problematiche della sanità ma questo non significa condividere tutte le scelte ed il riferimento che fai sul paziente psichiatrico uguale a qualsiasi altro paziente ha i limiti precisi della medicina.
Limiti che tu sicuramente conosci.

Il continuo riferimento che fai al 118 è sbagliato perché lo scopo vero della medicina territoriale è la possibile gestione domiciliare degli interventi evitando l’ospedalizzazione.
Torno quindi a dire che la verifica dei numeri è fondamentale.
Non dovrebbe esistere una medicina di parte ma un servizio per i cittadini e su quello dobbiamo concentrarci.

Non credo che il problema possa trasformarsi in un dibattito tra noi due e prendo atto di tutti gli interventi che si stanno realizzando in queste ore.
Sono disponibile a chiedere con te un incontro al Direttore Sanitario per le opportune verifiche.

CSM, TRIBUNALE DIRITTI DEL MALATO E ASS. PASS-AGIO: UNA SCELTA CONTRO LE PERSONE PIU' INDIFESE

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L’imminente chiusura del servizio h 24 del Centro Salute Mentale della ASL Rieti, dalle ore 21 alle 8 di mattina e  nei giorni festivi, quindi,  i pazienti psichiatrici in crisi non troveranno più aperto un Servizio che possa accoglierli e gestire con tempestività i loro problemi.

Si tratta, secondo i dati del Servizio, di oltre 100 interventi l’anno a domicilio di pazienti in crisi acuta, per 20 dei quali, ad esempio,  non ci sarebbe stata  altra soluzione, in assenza di un Servizio del genere, che il ricovero nel reparto di Diagnosi e Cura psichiatrica in  Ospedale, con costi e conseguenze ben più onerosi -per la collettività, l’erario pubblico e gli stessi pazienti-  della spesa che la ASL affronta oggi per operatori e struttura.

Non solo, ci risulta che il Servizio notturno  e festivo del CSM svolge il compito delle terapie serali presso le 8 case famiglia psichiatriche ed alcune domiciliari, nonché l’accoglienza per i diversi pazienti che riescono a sfogare  le loro croniche crisi di ansia delle ore notturne recandosi presso il Centro, aperto a tutte le ore.

Certo non tutto va per il meglio rispetto al Centro Salute Mentale (CSM) e crediamo che vi sia un grave ritardo nella  riqualificazione degli interventi del Centro stesso,  in direzione, ad esempio, nella capacità di affrontare le nuove forme di psicosi che colpiscono sempre più i nostri giovani, troppo spesso affrontate con ripetuti ricoveri nel reparto ospedaliero di Diagnosi e Cura, a base di massicce dosi di tranquillanti e letti di contenzione. Ancora misure da “vecchio manicomio”, quasi sempre  inadeguate e dannose  per affrontare e migliorare le complesse condizioni di un ragazzo o di una ragazza di appena 20 anni.

Per ribadire altresì, la necessità di risolvere , una volta per tutte, la tendenza a chiamare sempre più di frequente il 118 e le “Forze dell’Ordine” nei casi di crisi acuta di molti pazienti, con conseguente TSO e ricovero in Ospedale,  a causa delle resistenze del personale medico ad affiancare il personale infermieristico negli interventi domiciliari.

Complessivamente, come più volte rappresentato nella Consulta per la Salute Mentale, occorre uscire dai meri schemi della sanitarizzazione degli interventi, per offrire vie d’uscita sociali (lavoro vero, formazione, organizzazione del tempo libero), ad esempio, ai giovani ed agli adulti oggi lasciati a casa a totale carico dei familiari privi di supporti minimi adeguati.

Non credendo, quindi,  che si possa giustificare la chiusura di un Servizio necessario -da sempre ritenuto innovativo rispetto ad altre realtà italiane- con la scusa delle sue insufficienze e delle sue inadeguatezze, chiediamo alla Direzione della ASL di soprassedere all’infausta decisione di chiudere il Servizio notturno e festivo del CSM e di intraprendere decisamente un percorso di aggiornamento e riqualificazione del CSM e dell’intero Dipartimento Salute Mentale.

CSM, FIALS CONFSAL: CHI GARANTISCE I PIU' DEBOLI?

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In merito alle notizie riferite sull’ipotesi di  ridimensionamento  del servizio riguardante l’assistenza ai pazienti affetti da patologie psichiatriche,  la CONFSAL e per essa la FIALS, (federazione dei lavoratori della Sanità), giudicano l’ipotesi di soppressione del servizio psichiatrico notturno  presso il CSM come un atto “ grave ed irreparabile”. 

Il venir meno di questo importante servizio, oltre a creare un innegabile danno ai pazienti psichiatrici, di fatto eliminerebbe quella necessaria azione di filtro e di valutazione del rischio che riduce disagi e costi per ricoveri  inutili.

L’assistere a prese di posizione di questi giorni che sembrano dettate da spirito ideologico o ancor peggio  a tutela di una ristretta casta di dipendenti, è un atto di estrema gravità se si pensa  ai drammi a cui sono sottoposte persone in grande difficoltà e alle problematiche delle loro famiglie.

Avere sul territorio un servizio come quello attuale garantito dal CSM nelle 24 ore costituisce  un elemento importantissimo di tranquillità ed anche un importante filtro dando risposte immediate per interventi d’urgenza che hanno evitato nel tempo un crescente numero di ricoveri. Infatti in assenza del servizio notturno presso il CSM  i pazienti psichiatrici, disorientati senza più un punto di riferimento certo,  saranno costretti all’ intervento del 118 e delle forze dell’ ordine  per essere   trasportati  al Pronto Soccorso e quindi sottoposti al  ricovero presso il reparto Diagnosi e Cura dell’ Ospedale di Rieti.

Auspichiamo  pertanto che la dirigenza della Azienda USL Rieti  affronti la tematica in oggetto nell’ottica  di garantire la migliore assistenza ai pazienti psichiatrici nel rispetto della loro dignità personale. Tutto questo al di sopra di umilianti speculazioni da qualsiasi parte esse provengano.

OSPEDALE DE LELLIS, IL 5 APRILE IN SCIOPERO OTTANTA LAVORATORI ADDETTI ALLE PULIZIE

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“Condizioni contrattuali riviste al ribasso che si ripercuotono negativamente sull’attività lavorativa per ottanta lavoratori delle pulizie che operano all’interno dell’ospedale De Lellis e presso gli ambulatori della sede di viale Matteucci passati al Consorzio Evolve vincitore dell’appalto”. 

A denunciare quanto sta accadendo, il segretario generale della Fisascat Cisl Rieti Sara Imperatori che annuncia una mobilitazione generale del personale dipendente con uno sciopero in programma il 5 aprile prossimo, se non si troveranno soluzioni in grado di garantire diritti salariali e migliori condizioni di lavoro degli ottanta dipendenti coinvolti”. 

“Secondo l’articolo 4 del Contratto Nazionale Multiservizi –spiega la Imperatori- la ditta che subentra deve mantenere i stessi parametri e le stesse condizioni contrattuali dell’appalto precedente. Viceversa, i rappresentanti sia del Consorzio che della ditta esecutrice del servizio dell’appalto di riferimento hanno ribadito in più occasioni la necessità di dover verificare e di conseguenza modificare, il proprio Piano operativo, questo per assolvere alle necessità ulteriormente avanzate dall’Ente committente tra le quali il lavoro domenicale, surplus di lavoro straordinario e supplementare, riproporzionamento delle attività svolte al mattino e pomeriggio per il cosiddetto personale jolly ed altre attività consequenziali a quelle enunciate.

In  poche parole –continua la sindacalista- la soluzione avanzata per i dipendenti, a partire dal prossimo 29 marzo, sarebbe una turnazione 5 giorni +1 giorno di riposo (fino ad oggi è stato garantito il 6 + 2 che è poi l’orario che generalmente viene applicato all’interno degli ospedali). Tale soluzione, sempre a detta del Consorzio, consentirebbe di garantire i parametri contrattuali in essere e di creare un numero maggiore di personale jolly per il lavoro pomeridiano in forte aumento.

Cosa vuol dire in termini pratici? Che per scendere al 5 + 1 prospettato, devi togliere la sesta giornata con la maggiorazione del 25% e un ulteriore giorno di riposo. Appare evidente che non si tratta di problemi di turnazione, ma di fare cassa sulle spalle di lavoratori il cui stipendio, quando va bene, arriva a 600 euro al mese”.   

La Fisascat Cisl ritiene che le soluzioni prospettate sono incongrue e sbagliate poiché non risolvono le questioni in essere nel cantiere di riferimento. Si tratta di una situazione vergognosa –continua il segretario reatino. Constatare che in un appalto pubblico ci sia ancora  personale costretto a condizioni di tale ingiustizia lascia l’amaro in bocca. Soprattutto quando scopri che in molti casi si tratta di lavoratori in evidente difficoltà economica, con figli a carico, all’interno di un nucleo familiare monoreddito. Senza contare che l’attività svolta dagli ottanta lavoratori spesso risulta a rischio contagio poiché non sottoposti ad avvisi sulle degenze all’interno dei reparti in cui prestano servizio. Gli ottanta lavoratori sono allo stremo, non intendono sottostare a tali nuove misure. Vogliono dire la loro, contare di più, avere pari diritti ed opportunità. 

Per questo la Fisascat Cisl di Rieti –conclude il segretario generale Sara Imperatori- si riserva di predisporre, oltre al citato sciopero per l’intera giornata del 5 aprile, tutte le iniziative del caso non appena l’Azienda esecutrice del servizio metterà in atto quanto enunciato”. 

CARCERE DI RIETI, PROTESTA DELLA UIL PENITENZIARI PER L'APERTURA DEL REPARTO "G"

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La Casa Circondariale di Rieti aperta nell’Ottobre 2009 con 100 Agenti di Polizia Penitenziaria per un solo reparto che poteva contenere circa 60 detenuti, oggi ne contiene oltre 100. Dal prossimo 23 Marzo la Direzione del Carcere ha stabilito l’apertura del reparto più grande dove possono essere ubicati altri 300 detenuti.

La stessa Direzione nell’incontro con le Organizzazioni Sindacali del 21 febbraio scorso ha voluto precisare che tale apertura dovrebbe essere parziale per 150 detenuti, in realtà tale apertura porterà inevitabilmente (per il più grande sovraffollamento della storia penitenziaria della Repubblica Italiana), ad avere in breve tempo i livelli massimi di detenuti, ma rimanendo con solo i 100 agenti distribuiti su tre turni più uno destinato al rispetto dei diritti contrattuali.

Per questi motivi la UILPA PENITENZIARI dopo aver chiesto al Dap di sospendere tale apertura e aver avuto rassicurazioni dal Vice Capo Dr. Emilio DI SOMMA, dobbiamo prendere atto negativamente che questa “promessa” non sarà mantenuta e quindi la CITTA’ di Rieti si ritroverà entro breve tempo con tanti detenuti che nella sua Storia non ha mai avuto, e con pochi Agenti Penitenziari insufficienti a garantire sicurezza al suo interno.

Questo inciderà negativamente anche sul trattamento penitenziario e sui servizi connessi alle traduzioni e piantonamenti fuori dalla struttura penitenziaria. Per questi motivi, dopo aver invitato lo scorso 10 Marzo la Direzione a sopprassedere, ad aver indetto lo Stato di Agitazione con l’esposizioni delle nostre bandiere per evidenziare le nostre preoccupazioni dovuti alla conoscenza negativa su come l’Amministrazione Penitenziaria che non ha progetti e vive alla giornata senza criterio, gestisce questi momenti, siamo costretti a dover protestare il prossimo 23 Marzo dinanzi al Carcere per ulteriormente evidenziare che questa scelta dell’Amministrazione Penitenziaria metterà a rischio la gestione sulla sicurezza del carcere come accade da tempo in altre strutture penitenziarie della Regione Lazio dove la popolazione detenuta ha superato quota 6300 rispetto ai 4500 posti letto, ma con 3000 agenti penitenziari rispetto ai 4136 previsti ma mai avuti!!! Questo dato dovrebbe far comprendere quale siano i metodi del DAP – Dipartimento Amministrazione Penitenziaria e dei suoi uffici inferiori… Tutto questo ci pone nella condizione di dover assumere ulteriori iniziative come doverci fermare pacificamente davanti al Carcere il prossimo 23 Marzo per evidenziare quanto rappresentato.

A CITTADUCALE "PRIMAVERA TRICOLORE"

L’Assessorato alla Cultura nell’ambito delle celebrazioni in occasione del 150 ° anniversario dell’Unità nazionale rende noto gli appuntamenti a ridosso del 17 Marzo, sebbene il programma elaborato sia più ampio e interessi il territorio fino al mese di agosto.

Sabato 19 marzo ore 10.30 presso l’Aula Magna della Scuola Forestale di Cittaducale presentazione del DVD interamente realizzato dagli alunni e dai docenti dell’Istituto Comprensivo Galileo Galilei di  Cittaducale ripercorrente tutte le fasi del Risorgimento a partire dal Congresso di Vienna. Significativo anche  il ricorso alla Fiaba di Pinocchio (1880) per l’approfondimento del tessuto sociale di quel periodo.

Domenica 20 marzo avrà luogo la  manifestazione “Primavera Tricolore” organizzata dal Comune e dalla Pro Loco.  Cerimonia di apertura del ricco programma elaborato dall’Amministrazione Comunale che andrà avanti fino al mese di agosto. Ricco il programma di che prevede tra l’altro anche la partecipazione  della  Fanfara dei Bersaglieri e rappresentanze dell’Arma di Carabinieri, della Scuola Forestale e degli Allievi della Scuola militare della Nunziatella e una cerimonia di commemorazione  di alcuni patrioti civitesi  che svolsero un ruolo di grande rilievo  nell’ambito dei  moti risorgimentali del 1848 nell’allora Regno di Napoli, per poi essere dimenticati dalla storiografia ufficiale.

Grazie ad approfondite ricerche storiche è stato infatti possibile ricostruire le vicende politiche ed umane di questi personaggi che pagarono il loro attivismo con il carcere e furono liberati in seguito all’impresa garibaldina.

La manifestazione si aprirà la mattina del 20 marzo  alle ore 10,00 con la deposizione di una corona d’alloro nel monumento alla medaglia d’oro Bernardino Leoni e proseguirà con la sfilata in Corso Mazzini delle rappresentanze in Piazza del Popolo con l’omaggio da parte del Sindaco alle autorità. Faranno  seguito la solenne Messa  di commemorazione dei  patrioti e l’allestimento di stand espositivi e mostre di reperti storici.

Dopo il banchetto “tricolore” presso Palazzo Dragonetti  nel pomeriggio ci sarà in Piazza del Popolo uno spettacolo di canti e danze popolari a cura del Gruppo Musicale “L’albero di canto” di Antrodoco ed esibizione della Fanfara dei Bersaglieri con concerto e carosello. La manifestazione, si concluderà  nella Cattedrale di S. Maria del Popolo  con  un concerto lirico vocale ed un recital di poesie risorgimentali con inizio alle ore 21,00 che vedrà la partecipazione del Coro Lirico dell’Umbria e del Coro Mattia Battistini di Rieti diretti dal Maestro Alessandro Nisio.

150° UNITA' D'ITALIA A STIMIGLIANO, CONSEGNATI ATTESTATI E ONORIFICENZE

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Cerimonia ufficiale, a Stimigliano in località scalo, per la celebrazione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia.

Erano presenti tutte le autorità civili e militari del territorio compreso il vice presidente della provincia di Rieti Oreste pastorelli, le locali associazioni e i combattenti e un folto pubblico che ha assistito ai momenti solenni della manifestazione, come il Picchetto d’Onore davanti al monumento dei caduti e una rappresentanza a cavallo dell’Assointerforze in collaborazione con il Co.S.Int croce rossa garibaldina.
 
Il Sindaco di Stimigliano Franco Gilardi,ha poi deposto una corona di alloro presso il monumento ai caduti e ha tenuto un breve discorso istituzionale di saluto ai convenuti, incentrato sul concetto di unità nazionale.
 
Dello stesso tono anche i discorsi del Presidente dell’Associazione nazionale Interforze Luca Frongia, e di Oreste Pastorelli.  Alla cerimonia era presente come illustre ospite dell’amministrazione comunale e dell’Assointerforze il Generale di Corpo d’Armata l’Onorevole Alessandro Della Posta – Comandante dei Corpi sanitari Internazionali e Deputato del parlamento mondiale per la sicurezza degli stati.

Nella circostanza il Generale Della Posta insieme al Presidente Frongia hanno consegnato una targa del premio Militum alla Cultura proprio al Vice presidente della provincia di rieti,oltre che a tutti gli alunni delle scuole elementari e medie.

Inoltre, l’Alto Ufficiale e il presidente di Assointerforze hanno insignito le onorificenze del Sovrano Ordine Militare di Cavalleria Hospitaliera di Sant’Ignazio de Loyola – un’ordine sotto l’alta benedizione apostolica di Benedetto XXI a 8 esponenti del territorio sabino. Di seguito i loro nomi: il Dr. Franco Gilardi Sindaco di Stimigliano – Pasquale Piscitelli Comandante di Stazione CC Stimigliano – Claudio Gerini Marisciallo della GdF – Gaetano Dibartolo Marisciallo CC – Luciano Gianfelice Comandante stazione CfS Cottanello – Onesto Armeni Maggiore della Polizia Locale dell’Unione dei Comuni.

Le personalità insignite dall’ordine sono stati nominati Cavalieri di grazia magistrale.

La cerimonia si è svolta nella sala consiliare allestita a mostra sul 150°. La mostra organizzata dalle associazioni del territorio e dall’Assointerforze ripercorre tutte le tappe dal 1861-2011 con l’esposizione di documenti originali e libri storici oltre che di uniformi e iconografie risalenti dal risorgimento fino all’unità d’italia. La mostra rimarrà aperta fino a domenica 27 presso il palazzo municipale di Stimigliano.

CSM, MASSIMI PD: IL DIBATTITO E' UNA RIVINCITA POLITICA CHE NON TIENE CONTO DEI MALATI

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Il dibattito, non nuovo, circa la riduzione del funzionamento del Centro di Salute Mentale da 24 a 12 ore, ha più il sapore di una rivincita politica, che non tiene conto delle necessità dei malati e delle loro famiglie.

Preoccupazione e perplessità derivano, infatti, dalle possibili conseguenza che il previsto taglio di turni può provocare.

Molti degli interventi svolti dal servizio notturno del CSM si traducono in assistenza domiciliare, in assenza della quale aumenterebbe il numero dei ricoveri in ospedale, con conseguente incremento della spesa, anziché del risparmio previsto.

L’ARES 118, che dovrà sopperire all’assenza di attività notturna degli operatori del centro, dispone di tutte le figure professionali necessarie a questo tipo di interventi? Prima di effettuare tagli e modifiche, non sarebbe opportuno provvedere ad una adeguata formazione del personale del 118?

Eliminare servizi che permettono di contenere i ricoveri, a fronte di una generale riduzione di posti letto, non rischia di ingolfare un servizio sanitario ospedaliero già in grave difficoltà e di metterne ancora più in discussione l’ auspicata efficienza?

Prescindendo da questioni ideologiche o di sterile disputa politica, sarebbe a nostro avviso essenziale che venisse avviato un confronto con gli operatori del settore, associazioni e sindacati, al fine di valutare la reale attività svolta dal CSM e operare scelte che, nell’indiscutibile bisogno di contenere i costi, territorializzino i servizi anziché accentrarli in ospedale, e potenzino il CSM di ulteriori servizi in linea con quanto avviene in altre esemplari realtà presenti sul territorio regionale e nazionale.

CICCOMARTINO CGIL FP: COSTINI FAREBBE BENE A SCENDERE DALLE PALAFITTE IDEOLOGICHE

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Si ostina, Costini, dall’alto della palafitta ideologica che si è costruito, a fare un caso dell’articolazione oraria del servizio psichiatrico, denunciando come un intollerabile spreco il fatto che tre infermieri, in turno, operino anche di notte.

Il tutto per una spesa aggiuntiva totale annua inferiore a 30.000 euro, che però a conti fatti fa risparmiare alla ASL di Rieti, risorse ben maggiori in termini di minori ricoveri. Mai una parola, Lui che è assessore al Comune di Rieti, sulle spese per consulenze, portaborse, “convenzioni” di centinaia di migliaia di euro a cooperative (vedi S.Michele Arcangelo) sulla cui utilità per i cittadini del capoluogo più tassato di Italia si potrebbe discutere.

Per fare alcuni esempi citiamo:
Gli oltre 800.000 euro annui spesi dal Comune per “chiamate dirette” (articoli 90 e 110, e cioè uffici di staff- postaborse degli assessori e altre chiamate dirette di stretta competenza della politica);

I quasi 100.000 euro annui per una attività di consulenza per gli appalti (ma i dirigenti che ci stanno a fare?);

I quasi 500.000 euro annui per la convenzione con la cooperativa S.Michele Arcangelo (che Lui conosce bene) per la manutenzione di impianti sportivi;

Le spese per “Pubblicità e comunicazione” (pare  che solo nel 2010, solo nel settore della Polizia Municipale, siano stati spesi circa 50.000 per pubblicità, tutti con la stessa ditta e , sempre pare, senza alcuna procedura di evidenza pubblica);

Le centinaia e centinaia di migliaia di euro “elargite” per la gestione del contravvenzionale alla ditta Cespol (sempre senza gara) che sempre pare, ha continuato per tutto il 2010 ad emettere fatture a costi vergognosi nei confronti dei cittadini reatini che sono sempre quelli del capoluogo con la tassazione locale più alta d’Italia.

Potremmo continuare a lungo.
Se ritiene Costini, di avere un po di dignità di Amministratore, batta almeno un colpo rispetto a quanto avviene nel Comune dove Lui è assessore (e quindi partecipa alle decisioni), se non altro per acquisire maggiore credibilità quando si ostina a sfogare il suo “furore ideologico” (nascondendolo dietro contestabilissime motivazioni di razionalità della spesa) e fungendo da paravento a ben meno nobili motivazioni (di altri), furore ideologico che evidentemente non ha la possibilità di esercitare in altri ambiti.

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