Pubblichiamo integralmente la lettera scritta dall’ass.comunale e componente del coordinamento provinciale del Pdl Felice Costini al presidente dell’ASM di Rieti Luigi Gerbino.
"Luigi,
leggo su alcuni giornali locali che il sindaco sarebbe giunto alla decisione di rinominarti alla presidenza dell’Asm.
Sembra pertanto giungere a conclusione una querelle che a questo punto mi vede sconfitto, essendo io da sempre, a viso aperto, contrario a questa soluzione.
Sono tante le cose che ci dividono, visione politica, incompatibilità caratteriale, metodologia d’azione, ma una cosa abbiamo sempre condiviso: la grande passione per la politica, quella passione che ti ha contraddistinto quando hai ricoperto l’incarico di coordinatore di Forza Italia, dando forse per la prima e unica volta una struttura organizzativa e un radicamento a un partito che da sempre sembrava più un coacervo di contraddizioni e interessi individuali che un’organizzazione politica.
Ed oggi proprio a questa passione, che entrambi abbiamo e che ci ha portato negli anni a fare sacrifici e rinunce, che io mi appello, per chiederti di fare Tu un passo in dietro, di essere Tu ad evitare al sindaco Emili, al senatore Cicolani, al Pdl di commettere un atto che macchierà in modo indelebile l’immagine di una coalizione, di una parte politica, di uomini che in questi anni hanno rappresentato un punto di riferimento fondamentale per la nostra città, anche e soprattutto sul piano dell’etica pubblica.
Io non sono un appassionato del dibattito tra giustizialismo e garantismo: si è giustizialisti quando il problema è dell’avversario, si è garantisti quando colpisce noi stessi e Ti dirò che sono anche convinto che saprai dimostrare l’estraneità ai fatti che ti vengono imputati, ma oggi, in questo momento storico, con la crisi di credibilità che la politica tutta e i suoi uomini stanno attraversando, il far finta di nulla, il credere che un atto, incomprensibile sul piano etico, come la conferma di un amministratore indagato per tentata concussione, sarebbe un regalo gratuito a quel cancro che sta avanzando nel sistema Paese che si chiama antipolitica, a coloro cioè che attraverso il qualunquismo, la demagogia, il vuoto di ideali e di proposte vogliono accreditare che l’intera classe politica è composta da uomini che agiscono solo per interesse personale.
E io e te sappiamo bene che non è così, anzi, che chi realmente si impegna, prova ad amministrare, generalmente paga la propria visibilità con importanti rinunce personali, sia affettive che materiali. E allora in nome della politica, della credibilità dell’intero centrodestra, fai un gesto che nobiliterebbe te e tutta la classe politica, dimostrando che a muoverti non è l’arroganza del potere ma la voglia e la volontà di servire la tua città. Accettare di essere nominato in questo modo, al di là delle parole del sindaco, non può non far aleggiare sospetti, retro-pensieri, l’idea di innominabili ricatti che imporrebbero al sindaco stesso e al partito di dover nascondere sotto il tappeto la questione che ti riguarda, al fine di evitare guai peggiori dovuti a quanto tu potresti dire o fare, ed ancora il fatto che tu abbia la necessità di rimanere aggrappato alla carica che ricopri per avere il tempo di nascondere, cancellare, riparare atti imbarazzanti da te compiuti alla guida dell’azienda. Proprio perché sono convinto che nulla di tutto questo sia vero, proprio perché sono convinto che tu abbia il diritto di difendere la tua onorabilità, la tua innocenza, proprio per questo ti chiedo di fare un passo indietro: ne uscirai rafforzato, ne avresti il plauso generale, dimostreresti di essere migliore di tanti, a tutti i livelli, costretti a rimanere attaccati alla poltrona, perché privi di una storia personale, finanche di strumenti per vivere.
Quando la tua faccenda giudiziaria sarà risolta, e te lo auguro sinceramente in modo positivo, hai la mia parola d’onore che sarò il primo a richiedere al sindaco la tua nomina, avendo tu dimostrato di meritarla per statura personale. Oggi sarebbe solo la vittoria di un sistema marcio oramai destinato alla discarica della storia, un sistema che sta crollando per la miseria degli uomini che lo hanno rappresentato, incapace di dare al Paese qualcosa di più dell’arroganza e della superbia del potere. Noi, in questa piccola provincia, dove valori antichi ancora hanno un senso dimostriamo di essere diversi. Domani il Paese avrà bisogno di uomini seri per ricominciare".
Cordialmente
Chicco Costini