Con una bellissima cornice di pubblico si è concluso, presso il PalaCordoni, il 3° Torneo “Città di Rieti” – categoria Esordienti (2002/2003)che ha visto fronteggiarsi per la finalissima la squadra della “La Foresta Rieti” contro la formazione di Torvaianica.
La vittoria finale è andata alla formazione di Torvaianica che ha vinto meritatamente l’incontro giocato da ambedue le formazioni con grande intensità e spirito agonistico. Complimenti da parte degli Istruttori, dei Dirigenti, degli Accompagnatori e, soprattutto, dei Genitori di tutte le squadre, per l’organizzazione del Torneo ed in particolare per la puntualità delle gare svoltesi nel campo del PalaCordoni e del PalaSpes nelle giornate di sabato e domenica.
Presenti alla premiazione finale l’Assessore Carlo Ubertini, il Consigliere Comunale Fabrizio Marchili, Olivieri Tonino e Enrico e Matteo Pezzotti ai quali va un ringraziamento particolare.
La classifica finale del Torneo:
1- Torvaianica
2- La Foresta Rieti
3- Scuba Frosinone
4- Sora
5- Esquilino
6- Pomezia
7- Foligno
8- Casperia
Con la certezza che il 3° Torneo “Città di Rieti” è stato vissuto all’insegna del sano e puro divertimento oltre ad essere stato un evento legato all’amicizia che solo questo meraviglioso sport sà dare!!! GRAZIE a TUTTI e … alla prossima edizione.
La formazione di Torvaianica si aggiudica il 3° Torneo "Città di Rieti"
Assessore Mezzetti: mercoledì tutti al PalaSojourner
L’Assessore allo Sport, Alessandro Mezzetti, invita i reatini a partecipare mercoledì 11 giugno alla finale, gara 2 di basket tra Rieti e Latina.
“Cosi come domenica la città si è stretta intorno al Fc Rieti – dichiara – mi auguro che gli sportivi reatini, mercoledì alle ore 21, siano in tanti al PalaSojourner affinché il pubblico possa essere davvero il sesto uomo in campo. Anche per ringraziare il presidente Giuseppe Cattani per il grande sforzo che ha compiuto portando Rieti in finale. La grande tradizione del basket reatino, che si sta pian piano risvegliando, ha bisogno della partecipazione e del calore di tutti”.
Carni infette, NAS al Sindaco Petrangeli: non ci sono rischi per salute pubblica
Il Sindaco di Rieti, Simone Petrangeli, ha raggiunto telefonicamente i vertici del Nucleo Antisofisticazione e Sanità dell’Arma dei Carabinieri di Perugia per sincerarsi in merito agli sviluppi dell’indagine, riguardante la commercializzazione di carni bovine infette, di cui si è avuta notizia in data odierna.
Il Sindaco, avendo appreso dalla stampa del presunto coinvolgimento nella stessa vicenda anche di soggetti della provincia di Rieti, ha chiesto agli inquirenti di essere informato tempestivamente nel caso in cui sia necessario emettere specifiche ordinanze a tutela della salute pubblica.
Il NAS, pur mantenendo il riserbo dovuto sulle indagini in corso, ha tenuto a precisare che nel territorio reatino, e nello specifico nel capoluogo, non ci sono rischi per la salute pubblica e gli accertamenti compiuti sono marginali rispetto a quanto accertato altrove.
Carne infetta, coinvolti anche alcuni allevatori della Sabina
Nell’indagine, denominata “Lio”, condotta dal Nas di Perugia sono coinvolti a vario titolo sei veterinari, tre autotrasportatori e cinquantasei allevatori tra i quali uno o più della Sabina.
I Carabinieri hanno ricostruito quella che ritengono sia una vasta organizzazione criminale sulla presunta falsificazione di passaporti e marche auricolari che permetteva l’introduzione sul mercato anche di bovini di razza ed età diverse da quelle certificate dai documenti ed anche colpiti da malattie infettive, alcune trasmissibili all’uomo.
Sembra che alcuni allevatori della provincia di Rieti ospitassero nelle stalle i bovini provenienti dalla Puglia per poi trasferirli in altre province dopo l’opportuna contraffazione dei documenti da parte dei veterinari.
Nella prima fase dell’indagine avviata nel 2011 è stato individuato il presunto traffico illecito di bovini malati nati soprattutto in aziende dell’Italia meridionale, che venivano poi avviati alla macellazione grazie all’intermediazione di un’azienda di Perugia e di un’altra di Arezzo e di veterinari che producevano certificati sulla salute degli animali.
Al termine di questa prima fase sono state sequestrate quattro aziende agricole e 500 bovini, subito abbattuti e distrutti, per un valore commerciale di 2milioni e mezzo di euro.
I Carabinieri del comando per la Tutela della Salute, durante la conferenza stampa hanno confermato che l’eventuale rischio di contagio per l’uomo viene comunque scongiurato dalla cottura o dal congelamento della carne.
Dopo i primi 500 capi abbattuti sono ora in corso gli accertamenti sanitari su altri 100 animali rintracciati con la documentazione risultata irregolare.
Codici: ASM deve diventare una società completamente pubblica
Questa mattina il segretario per la provincia di Rieti dell’associazione Codici ha tenuto una conferenza stampa sul futuro di ASM e dei suoi dipendenti.
Il vice sindaco Pariboni nel settembre del 2013, durante un consiglio comunale, affermò che i cittadini del reatino pagano per la gestione dei rifiuti 193 euro a fronte dei 143 euro pagati dai cittadini di altre province, un 35% in più rispetto alla media italiana.
Il piano provinciale dei rifiuti approvato nel lontano 2003 che prevedeva la raccolta differenziata e la costruzione di un’impiantistica del Comune di Rieti, con la quale avrebbe potuto raggiungere l’autonomia nella gestione dei rifiuti, è rimasto fermo.
“Quando fui assessore all’ambiente nel 2009/10 – dichiara Boncompagni – cercai di lavorare per far avviare la raccolta differenziata, che però a tutt’oggi è ferma a qualche quartiere della città, il cittadino non vede il famoso report sull’andamento e quali benefici produce la differenziata, così come non esiste un report su ciò che incassa l’ASM. Abbiamo scritto al sindaco per sapere quali sono le piattaforme dove vengono conferiti i rifiuti e quali sono le tariffe che i consorzi di filiera pagano ad ASM. Quanti soldi incassiamo per il differenziato?”
“Come ex assessore – prosegue Boncompagni – ho sempre voluto la realizzazione di un impianto di trattamento meccanico biologico di proprietà del Comune di Rieti. Vorremmo sapere se questo obiettivo è ancora nell’agenda del nostro Comune o si è deciso di affidare il servizio ad una società. L’impianto deve essere un’opera pubblica nel principio della proprietà dei rifiuti del Comune di Rieti”.
“Qual è il destino di ASM Rieti? Per la nostra associazione – continua il presidente di Codici – il futuro di ASM è una società completamente pubblica. È un problema importante perché il contratto di gestione dei rifiuti è scaduto nel novembre 2012 e quindi è necessario un momento di decisione politica sul futuro di ASM. Codici prevede la salvaguardia delle quote occupazionali, siamo certi che sia fattibile, ed il Comune deve immediatamente dirci cosa vuole fare.”
“Trenta milioni di debito del Comune di Rieti nei confronti di ASM, della quale è proprietario al 60%. L’auspicio – ancora Boncompagni – è che nel breve tempo il Comune ci faccia sapere cosa vuole fare di ASM:
1 un bando di gara per individuare un nuovo partner privato?
2 la ripubblicizzazione?
3 la gara a doppio oggetto?
Codici durante la conferenza stampa ha affrontato anche il problema delle proroghe di affidamento.
“Come associazione – conclude Boncompagni – abbiamo interpellato l’antitrust, che ci ha confermato che la proroga non può essere una precisa dilazione del Comune di Rieti che dal 2012 la usa per andare avanti con il servizio. Eppure nel 2013 lo stesso antitrust si era pronunciato in modo sfavorevole rispetto al continuo prorogare del Comune. Anche la segretaria comunale, la dottoressa Iovinella, nel maggio 2014 esplicitò l’esigenza che il consiglio comunale dovesse parlare in maniera seria e approfondita di ASM e dell’affidamento servizio. Se le cose continueranno a rimanere invariate come associazione provvederemo ad avviare un’azione collettiva per recuperare il 30% in più che il cittadino di Rieti paga rispetto alla media italiana”.
Anche rispetto le farmacie comunali, secondo l’associazione Codici, il Comune di Rieti non sta rispettando la normativa vigente che prevede l’impossibilità da parte di ASM della gestione delle stesse.
Codici crede che con la creazione di una nuova società, completamente pubblica, si possa risolvere definitivamente il problema con Asm, della gestione dei rifiuti e delle farmacie.
Dopo l'aggressione, Tiberti di European Consumers, vince una causa
A distanza di oltre 2 anni da una brutale aggressione Marco Tiberti (Responsabile Provinciale di European Consumers), difeso dall’avv. Antonella Aguzzi, oggi ha vinto una causa penale contro uno dei due aggressori e nello specifico Marco Aramini, titolare di un’impresa di bonifica e smaltimento amianto a Cascia.
L’aggressione era scaturita a seguito di una denuncia di Marco Tiberti al Comando Compagnia dei Carabinieri di Cittaducale e alla ASL di Rieti nei confronti della Azienda Aramini che non aveva cantierato l’opera, ne aveva rispettato le procedure di sicurezza e rimozione eternit da un tetto vicino la sua abitazione.
Lotta agli incendi estivi
Inizierà il 15 giugno prossimo, per terminale il 30 settembre, il periodo di massima pericolosità per gli incendi boschivi nella regione Lazio. E al riguardo, la Protezione Civile non fa mancare la sua voce, rivolgendo un appello a tutti i cittadini: “Ci rivolgiamo alle coscienze di quanti frequentano le nostre montagne, in queste settimane di vacanze estive – sottolinea Crescenzio Bastioni, responsabile del C.E.R. di Rieti – perché è dovere di tutti salvaguardare il nostro inestimabile patrimonio boschivo, e laddove si presenti una situazione di criticità legata ad un incendio, di comunicarlo tempestivamente, avvertendo il personale preposto del Corpo Forestale dello Stato, componendo il numero telefonico gratuito 1515”.
In questo modo, ogni cittadino diviene egli stesso vedetta durante i propri spostamenti quotidiani, con ciò supportando l’opera di monitoraggio svolta dai Volontari della Protezione Civile, segnalando tempestivamente ogni avvistamento di colonne di fumo o situazioni sospette da cui possono svilupparsi incendi, permettendo così l’avvio tempestivo delle operazioni di intervento di spegnimento, per il quale anche pochi minuti possono essere decisivi per evitare danni maggiori.
Dalle accurate indagini condotte dal Servizio Antincendio del Corpo Forestale dello Stato, eseguite negli anni scorsi e riguardanti le cause che sono all’origine degli incendi boschivi, è possibile delineare un quadro chiaro del fenomeno. I risultati scaturiti – sottolinea Bastioni – non lasciano dubbi: meno del 2% dei fenomeni di incendio sono attribuibili a cause naturali. Nella quasi totalità dei casi, essi sono attribuibili, per dolo o per colpa grave, alla mano dell’uomo.
La prevenzione in questo caso, può fare molto: una corretta informazione sulle cause che danno origine ad un incendio e sulle responsabilità penali di chi si fa artefice di tali reati, potrebbe risultare un ottimo deterrente. E’ utile ricordare che la prevenzione degli incendi parte, prima di tutto, dai cittadini stessi e da tutti coloro che frequentano i boschi, con il rispetto di alcune semplici regole di comportamento.
È dunque buona norma:
- non accendere fuochi fuori dalle aree attrezzate quando si fanno gite fuori città: è pericoloso e vietato;
- non gettare mozziconi di sigaretta o fiammiferi ancora accesi nelle aree verdi, quando fumiamo in macchina serviamoci del portacenere;
- non parcheggiare le automobili in zone ricoperte da erba secca, perché potrebbe prendere fuoco a contatto con il calore della marmitta;
- durante gite in montagna o scampagnate riporre sempre i rifiuti negli appositi contenitori e, se si vuol fare una grigliata, usare esclusivamente le aree attrezzate.
- in caso di principio di incendio o di incendio attivo non bloccare le strade fermandosi a guardare le fiamme, in modo da non intralciare l’arrivo dei mezzi di soccorso e le operazioni di spegnimento.
Cosa è vietato fare:
Si ricorda che qualsiasi operazione di bruciamento di stoppie a scopo pulizia e di accensione di fuochi liberi per qualsiasi uso, è vietato nel periodo estivo riconducibile alla massima pericolosità di incendio boschivo. È permesso il bruciamento controllato del materiale di risulta dei lavori forestali, avvertendo il locale comando di stazione forestale entro le 48 ore precedenti, da svolgersi in assenza di vento ed in giornate particolarmente umide, circoscrivendo il terreno ed isolandolo con mezzi efficaci ad arrestare il propagarsi del fuoco. Il fuoco deve essere sempre custodito, chi lo accende è personalmente responsabile degli eventuali danni che ne possono derivare. Anche ripulire i pascoli con l’uso del fuoco, è vietato nel periodo estivo.
Come e a chi segnalare incendi:
Chiunque (popolazione, personale pubblico, volontari) avvisti o riceva segnalazione di un incendio boschivo ne deve dare immediata comunicazione al Corpo Forestale dello Stato, chiamando immediatamente – senza dare per scontato che qualcuno lo abbia già fatto – uno dei seguenti numeri:
1515 Numero nazionale di pronto intervento del Corpo forestale dello Stato;
115 Numero nazionale di pronto intervento dei Vigili del Fuoco (in particolare, qualora l’incendio boschivo rappresenti una minaccia per le abitazioni o l’incolumità dei cittadini);
803.555 Numero verde regionale (Sala Operativa Regione Lazio per la segnalazione degli incendi boschivi).
La collaborazione nel segnalare la presenza di un incendio è di estrema utilità, per questo bisogna mantenere la calma e parlare con chiarezza; dare nome, cognome e numero di telefono e indicare con precisione la località e il comune dell’area che sta bruciando; segnalare le dimensioni dell’incendio precisando se sul posto ci sono già persone che stanno intervenendo; prima di riagganciare, assicurarsi che il messaggio sia stato ricevuto attendendone conferma nel caso di segreteria telefonica.
Cosa rischia chi provoca un incendio:
Chi, in violazione delle prescrizioni, adotta comportamenti che possono innescare incendi di bosco, rischia sanzioni fino a 10.000 euro.
Sotto il profilo penale:
• reclusione da 4 a 10 anni, se l’incendio è provocato volontariamente in maniera dolosa;
• reclusione da 1 a 5 anni, se l’incendio viene causato in maniera involontaria, per negligenza, imprudenza o imperizia.
Oltre alle sanzioni penali, chi provoca un incendio può essere condannato al risarcimento dei danni che possono raggiungere cifre anche molto elevate. Sotto il profilo delle indagini – conclude Bastioni – è importante sottolineare il metodo giuridico-scientifico delle evidenze fisiche (M.E.F.), utilizzato dalle squadre specializzate del Corpo forestale dello Stato, che lo impiega per accertare le cause colpose o dolose degli incendi, il punto d’innesco e le conseguenti attribuzioni di responsabilità.
Convegno di studi: “Guerra, resistenza tra Umbria e Sabina”
Si terrà giovedì 12 giugno il convegno di studi storici sul tema “Guerra, resistenza tra Umbria e Sabina”, con cui si chiudono le iniziative dell’Archivio di Stato sul tema del settantesimo della liberazione di Rieti.
Il convegno organizzato d’intesa tra l’Archivio di Stato e la Caserma Verdirosi si terrà in entrambe le sedi istituzionali, la mattina, dalle 9 alle 13 presso l’Archivio di Stato e il pomeriggio dalle 15 alle 18,30 presso la Verdirosi. Al termine del convegno si terrà la visita al rifugio antiaereo e alle altre bellezze della caserma Verdirosi come il chiostro di S. Agostino, l’oratorio di San Pietro Martire e il singolare museo militare.
Il convegno sugella la collaborazione istaurata tra i due enti dello stato, l’Archivio di Stato e la Caserma Verdirosi. Grande soddisfazione è stata espressa dal direttore dell’Archivio di Stato dott. Roberto Lorenzetti e dal comandante della Verdirosi, gen. Giancarlo Villa che hanno sottolineato la straordinaria risposta che si è avuta dalla città con migliaia di cittadini che stanno quotidianamente visitando la mostra e il rifugio della Verdirosi.
Il convegno affronterà il tema della resistenza nell’area umbro-sabina con un inquadramento generale sulla questione laziale che sarà fatto nella prima relazione da Antonio Parisella, direttore del Museo della Liberazione di Roma. Saranno quindi affrontati aspetti specifici della guerra di liberazione nel reatino (Antonio Cipolloni), con l’approfondimento sulle vicende della brigata Gramsci (Tommaso Rossi), sulla battaglia di Poggio Bustone (Marco Venanzi e Alessandro Portelli)
La questione della prima zona libera d’Italia sarà affrontata da Renato Covino, professore all’università di Perugia, mentre la questione della rappresaglia e della controrappresaglia è stata affidata ad Angelo Bitti. Il ruolo del clero reatino ed in particolare del vescovo Migliorini, sarà affrontato da Ileana Tozzi mentre Luciano Sarego affronterà il tema della resistenza nell’alta Sabina. Il governo alleato nella provincia di Rieti sarà il tema affrontato da Marilena Giovannelli, mentre la questione delle battaglie aeree sul cielo di Rieti saranno il tema dell’ultima relazione di Edoardo De Santis Passarani, propedeutica alla successiva visita al rifugio antiaereo.
L’Archivio di Stato e la caserma Verdirosi comunicano che per la visita al rifugio antiaereo e alle altre strutture della caserma, in questa occasione non ci sarà bisogno di alcuna prenotazione. La visita avverrà al termine del convegno al quale tutti i cittadini potranno liberamente partecipare.
Il 13 giugno celebrazione Anniversario Liberazione di Rieti
Venerdì 13 giugno alle ore 21 a Piazza San Francesco, in occasione del 70° Anniversario della Liberazione di Rieti dall’oppressione nazifascista (13 giugno 1944) e in concomitanza con l’ostensione della statua di Sant’Antonio, alcuni cittadini leggeranno sul palco brani ispirati alla Resistenza e alle ore 22 circa si terrà il concerto della Banda Popolare dell’Emilia Rossa e a seguire quello di Muro del Canto.
“Io non rischio” campagna nazionale per le pratiche di protezione civile
Per il quarto anno consecutivo il volontariato di Protezione Civile, le istituzioni e il mondo della ricerca scientifica si impegnano insieme nella campagna informativa nazionale per le buone pratiche di protezione civile. Sabato 14 e domenica 15 giugno saranno quasi 3.500 i volontari, appartenenti a 21 organizzazioni nazionali, nonché a gruppi comunali e associazioni locali di protezione civile, che allestiranno punti informativi “Io non rischio” in 220 piazze distribuite su quasi tutto il territorio nazionale per sensibilizzare i propri concittadini sul rischio sismico. Nel Lazio saranno 18 le piazze “Io non rischio”, di cui 8 nella città di Roma.
Protagonisti della campagna – che si svolge sotto l’Alto Patrocinio del Presidente della Repubblica – sono i volontari e le volontarie, formati per diffondere la cultura della prevenzione di protezione civile nei territori dove operano ordinariamente. A sostegno delle associazioni di volontariato, fondamentale sarà anche la partecipazione delle istituzioni locali – Sindaci, strutture di protezione civile regionali, Anci e Upi – alla campagna, affinché l’iniziativa sia davvero un’importante occasione di corretta informazione alla popolazione, aspetto prioritario nell’ambito dell’azione di protezione civile sul territorio.
La piazza interessata nella nostra provincia è Piazza Pantano a Pescorocchiano, con i volontari di Fin.
Sul sito ufficiale della campagna, www.iononrischio.it è possibile consultare i materiali informativi su cosa sapere e cosa fare prima, durante e dopo un terremoto o un maremoto.

