Si è riunito il Direttivo PRC del Circolo “Luciano Alessandrini” di Rieti per eleggere il nuovo segretario di Circolo. Al centro della riunione il rilancio dell’organizzazione del partito a cominciare dai temi, che dovranno caratterizzare il lavoro politico del circolo nel suo territorio, quali: lavoro, partendo dalle vertenze locali, politiche sociali e giovanili, trasporto, integrazione e immigrazione, unità delle forze di sinistra, sanità e legalità.
Il nuovo segretario, Cosmo Bianchini, già Segretario Nazionale SILP-CGIL, insieme al Direttivo lavorerà fin da subito, a partire dai temi politici, alla costruzione di un percorso comune politico con le forze della sinistra nel nostro territorio.
Segreteria provinciale PRC-SE Rieti
Cosmo Bianchini nuovo segretario PRC
XII Forum ambiente: senza interventi coraggiosi la Terra è sull'orlo del baratro
Dal Forum aperto ieri mattina a Rieti l’appello congiunto per un accordo sostenibile in vista della COP21 di Parigi. “Se non si trova l’intesa la temperatura media globale salirà di 6 gradi entro fine secolo, con conseguenze devastanti soprattutto per i Paesi più poveri” denuncia l’IPCC. “Eppure la riduzione delle emissioni costerebbe solo lo 0,06% del Pil mondiale”.
E’ un mix di forte preoccupazione e timida speranza quella che permea le relazioni degli esperti intervenuti nella prima sessione di lavori del XII Forum Internazionale Greenaccord dell’Informazione per la Salvaguardia della Natura, apertosi stamattina al Teatro Vespasiano di Rieti. Tra timori che il riscaldamento globale produca effetti irreversibili e consapevolezza che, con un’adeguata volontà politica, la tendenza può essere ancora invertita. Ma il tempo sta per scadere.
La fotografia iniziale della situazione è stata offerta da Jean-Pascal van Ypersele, climatologo belga ed ex vice Presidente IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change), che ha illustrato i dati del V Rapporto Valutativo 2013-2014: “i numeri – osserva – evidenziano come il destino del pianeta Terra sia totalmente nelle mani dell’uomo e delle sue scelte. L’influenza umana sui fattori climatici è pari al 95%”. Da qui, un appello a tutti gli attori politici internazionali che si riuniranno a Parigi per cogliere la necessità storica di un accordo sul clima, ormai non più differibile.
“Questi cambiamenti climatici sono una realtà a cui occorre rispondere con una politica globale di mitigazione e adattamento”, ha aggiunto Van Ypersele, sottolineando come oltre all’innalzamento nelle temperature a destare preoccupazione è il livello e l’intensità delle precipitazioni, lo scioglimento dei ghiacciai e l’innalzamento di oltre 30 mt del livello del mare registrato negli ultimi 100 anni. Lo scenario delineato dall’organismo Onu è quindi devastante: “entro fine secolo arriveremo ad un aumento della temperatura media globale tra i 4 e 6 gradi centigradi”. Questi cambiamenti, declinati in termini di abitabilità del pianeta, “non sono ancora compresi dagli stessi addetti ai lavoro”: secondo le proiezioni dell’IPCC l’innalzamento del livello del mare sarà compreso in una forbice tra i 30cm e il metro. Quel che più desta allarme è che gli effetti dell’innalzamento saranno pagati a caro prezzo sulla pelle dei Paesi più poveri, assai vulnerabili in tema di impatto e di adattamento ai cambiamenti climatici.
Come ridurre quindi le emissioni? “Servono tecnologie più pulite per la produzione e il consumo di energia, per contenere al di sotto dei 2 gradi l’innalzamento delle temperature globali, con un intervento di riduzione delle emissioni di CO2 tra il 40% e il 70% entro il 2050”. Interventi importanti ma economicamente sostenibili: “In termini economici avrebbero un costo pari allo 0,06% del Pil mondiale” ha concluso il climatologo belga.
Più scettico sui possibili accordi politici ottenibili a Parigi è Jairam Ramesh, parlamentare indiano ed ex ministro dell’Ambiente. L’esponente indiano ha rivendicato gli impegni presi in questi anni dall’India in tema di riduzione delle emissioni, ma soprattutto sul fronte energetico con l’aumento del solare, dell’eolico e del nucleare. L’ex ministro indiano ha evidenziato come l’India rappresenti oggi “soltanto il 6% delle emissioni di gas serra” svolgendo rispetto a Cina, America ed Europa il ruolo di “piccolo attore che non ha storicamente contribuito al problema del surriscaldamento terrestre”. Tuttavia il boom economico indiano porterà Nuova Delhi a raggiungere entro il 2030 i livelli di emissioni degli Stati Uniti, e non è pensabile quindi che l’India non prenda impegni sulle questioni ambientali. Sul fronte dell’utilizzo di energie rinnovabili “l’India – ha sottolineato il parlamentare indiano – attraverso forti investimenti sul solare e sull’eolico passerà dall’attuale 6% al 20% entro 2030”. Investimenti saranno fatti anche sull’utilizzo dell’energia nucleare che coprirà entro il 2030 il 6-7% del fabbisogno nazionale. Tutto questo – ha concluso Ramesh – significa che “c’è un ruolo ancora enorme per il carbone e questo mi preoccupa, ma l’India, come la Cina o la Polonia, non si può permettere di abbandonare il suo utilizzo che oggi rappresenta il 65% di fonte di energia, ma entro il 2030 si ridurrà al 50%”.
Forti dubbi sugli impegni finora promessi dai partecipanti alla Conferenza sul Clima di Parigi COP21 sono stati espressi anche da Domenico Gaudioso, capo del Servizio Clima e Atmosfera dell’ISPRA, Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca ambientale. Nel suo intervento il ricercatore di ISPRA ha denunciato di fatto l’inadeguatezza delle misure previste che, “anche se prese tutti assieme, non saranno sufficienti a garantire il rispetto del limite dei 2°C di riscaldamento globale”. Il valore più probabile che si raggiungerà, ha sostenuto Gaudioso, “è un aumento compreso tra 2,7 e 3,6 °C di riscaldamento”. Per sperare che la conferenza di Parigi “non si tramuti in un flop” – ha concluso il ricercatore italiano – “servirà quindi raggiungere un accordo coraggioso non solo dal punto di vista dei contenuti ma anche dal punto di vista giuridico: è importante che il nuovo accordo preveda un meccanismo di revisione periodica in base al quale tutti i Paesi siano obbligati ad aggiornare i propri impegni senza poterli ridurre. Necessario inoltre un meccanismo di monitoraggio e verifica trasparente dell’attuazione degli impegni” ha spiegato Gaudioso.
La Fiom CGIL scende in piazza a Roma
Il 21 novembre la Fiom scende in piazza a Roma, insieme alle associazioni, ai movimenti e alle persone che in questi anni si sono battuti, e vogliono continuare a farlo, per contrastare le politiche di austerità europee, e le conseguenti scelte dei diversi governi del nostro Paese, per affermare i princìpi della nostra Costituzione ponendosi l’obiettivo di riunificare tutto il mondo del lavoro e affermare un nuovo modello ambientale, sociale ed economico, solidale e democratico. Insieme per avviare una mobilitazione vasta che, in coerenza con le lotte dello scorso autunno, coinvolga tutte le categorie del mondo del lavoro e tutta la Cgil.
Il governo non sta ascoltando il Paese ma solo i poteri economici e finanziari più forti.
Non fermiamoci. È il momento di unire e dare voce e rappresentanza al mondo del lavoro, reale maggioranza del nostro paese. Anche i metalmeccanici reatini saranno a Roma insieme a lavoratori di altri settori e pensionati, per dire anche la loro sull’attuale situazione del territorio. I pullman da Rieti partiranno sabato mattina alle ore 7 dallo Stadio Centro Italia.
Dai banchi alla strada, gli studenti progettisti della sicurezza stradale
Il progetto, promosso dalla Polizia Municipale di Rieti, dall’Associazione Famigliari e Vittime della Strada (AFVS) e da Impresa Insieme ha coinvolto, due anni fa, le scuole Secondarie di Primo grado e ora, dopo un nuovo incontro tra i partner, si è sentita la necessità di ampliare questo coinvolgimento anche alle scuole Superiori e, in particolare, di renderli soggetti attivi nella “costruzione” della sicurezza stradale.
Non un questionario per indagare le cattive abitudini dei ragazzi alla guida, ma per raccogliere le loro opinioni sul tema, comprendere il grado di conoscenza del tema e rendergli “progettisti della sicurezza stradale” facendo assumere loro un ruolo da protagonisti e quindi promotori di iniziative volte alla individuazione e segnalazione delle cause che provocano direttamente e indirettamente gli incidenti stradali.
Il particolare fine sarà raggiunto attraverso l’impiego della metodologia della formazione-intervento.
“La formazione-intervento – dice Renato Di Gregorio, metodologo e amministratore di Impresa Insieme – postula che le persone apprendono non quando si trasferisce loro delle conoscenze chiedendo di assumere comportamenti, ma quando le si mette in un ruolo di progettista del miglioramento delle condizioni reali con cui si presenta un fenomeno. Migliorare le condizioni di partenza induce la persona a documentarsi sul tema per trovare delle soluzioni credibili e tale azione consente alla fine di sviluppare un’autoformazione. Le persone che conoscono il problema e si battono ogni giorno per debellare gli aspetti negativi della mobilità diventano allora le persone da consultare, con cui dialogare e non più solo da temere o da assecondare”.
Per giungere alla definizione del questionario i docenti di tutti gli istituti reatini di Medie e Superiori si sono incontrati presso il Comando di Via della Foresta con i partner. A quell’incontro ne ha fatto poi seguito un altro al quale hanno preso parte anche una delegazione di studenti, scelti dalle scuole stesse, che sono stati investiti del ruolo di “ambasciatori” del progetto nelle rispettive classi per apprendere prima e poi riportare il ruolo ce si auspica di voler fare assumere ai ragazzi. Per questo fine ad ognuno dei ragazzi è stato chiesto di stringere un “patto” in qualità di progettisti della sicurezza stradale.
Le dirigenti che hanno scelto di aderire al progetto, anche grazie all’entusiasmo con cui i docenti intervenuti al primo incontro del 30 settembre hanno relazionato sul progetto, sono: Paola Testa dell’IC Villa Reatina, Domenica Pedica dell’IC Angelo Maria Ricci e Carla felli dell’IC Minervini Sisti, Mariarita Pitoni dell’IIS Luigi di Savoia, Lidia Nobili dell’ISS Marco Terenzio Varrone e Alessandra Onofri dell’IPSSEOA Costaggini Alberghiero.
In questa fase si sta procedendo con l’analisi e, come strumento di indagine, è stato scelto il questionario. Dalla elaborazione delle risposte si potranno ricavare le proposte progettuali concrete che verranno discusse assieme alla comunità educante (composta da tutti coloro che svolgono un ruolo significativo nell’educazione,istruzione e formazione dei giovani) e per le quali i consulenti di Impresa Insieme, assieme ai partner, si impegneranno per trovare le risorse necessarie per la loro realizzazione.
L’esigenza di riprendere il progetto, ha spiegato l’Ingegner Cricchi, dell’Associazione Famigliari Vittime della Strada, era legata al fatto di voler coinvolgere, non più solo gli studenti delle scuole Medie, ma anche quelli delle Scuole Superiori. Secondo quanto evidenziato dalle statistiche, infatti, i soggetti più esposti ai rischi della strada sono proprio i ragazzi tra i 14 e i 21 anni, ma sono sempre gli stessi ragazzi, in questa fascia di età, ad avere la giusta maturità e ad essere pronti per assumere il ruolo di progettisti della sicurezza stradale.
La riunione tra la comunità educante è prevista per inizio dicembre, in quel contesto, partendo dall’analisi dei dati offerti dai questionati, ci si confronterà per attivare processi di integrazione e collaborazione tra tutti gli attori trovando soluzioni di innovatività, trasversalmente e all’interno di ciascuno dei settore che compongono la comunità educante. Le azioni definite permetteranno di costituire uno spazio di riferimento più consono per ricomporre la comunità educante stessa e renderla capace di occuparsi, in modo integrato, dei giovani, della loro educazione, della loro formazione e del loro orientamento.
All’incontro faranno seguito delle giornate di sensibilizzazione nelle scuole in cui interverranno anche il Comando e l’AFVS.
Demenze nel territorio della Bassa Sabina – L’Alleanza possibile tra volontariato e Istituzioni
Sabato 21 novembre, dalle ore 10.00 alle ore 12.30, a Poggio Mirteto, presso la Sala delle Culture in via Riosolo 33, organizzato da AMAR e Distretto Sociale “ Bassa Sabina”, con la partecipazione dell’ASL di Rieti, avrà luogo l’incontro sulle “Demenze nel territorio della Bassa Sabina – L’Alleanza possibile tra volontariato e Istituzioni”.
I soggetti affetti da demenza, nell’ambito del territorio provinciale sono circa 3.000 (dato presunto perché non si è mai fatto uno studio epidemiologico territoriale); nella bassa Sabina sono circa 1.000/1.200
Se nell’ambito del Distretto 1 , c’è qualche servizio attivo (CDA di Cantalice – AD fatta da volontari per gruppi ristretti di malati), nell’ambito di questo territorio c’è il deserto dei Tartari; non vi sono servizi attivi e tutto l’onere dell’assistenza è delegato alle famiglie che si trovano sole ad affrontare questo enorme problema.
Quest’incontro, aperto a tutti, cittadini, operatori, volontari, familiari dei malati, rappresenta il primo passo per riconoscere – affrontare il problema della demenza; ad esso dovranno seguire altre iniziative fatte di concerto tra volontariato – Istituzioni civili e sanitarie finalizzate a costruire una rete di supporto per le famiglie dei malati.
Il volontariato dunque, inteso come gruppo di persone formate e motivate che si rimboccano le maniche e si mettono al lavoro, cerca supporto e collaborazione nelle Istituzioni che devono tutelare i diritti fondamentali dei loro cittadini.
Santa Barbara nel Mondo, il 21 la presentazione degli eventi
Sabato 21 novembre alle ore 11 nella sala consiliare del Comune si terrà la presentazione dei 15 giorni di eventi per Santa Barbara nel Mondo – Voce dei senza voce.
Interverranno il Vescovo di Rieti, Mons. Domenico Pompili, il sindaco di Rieti Simone Petrangeli, il consigliere regionale, Daniele Mitolo, il dirigente del Liceo Scientifico Carlo Jucci, Stefania Santoprete, e il presidente dell’Associazione Culturale Santa Barbara nel Mondo,Pino Strinati.
L’edizione 2015 di Santa Barbara nel Mondo, come da Bolla Pontificia, durerà dai 7 giorni precedenti fino ai 7 giorni seguenti la festa del 4 dicembre. Come ogni anno prosegue la collaborazione con gli Istituti Scolastici reatini che quest’anno vedrà coinvolto il Liceo Scientifico “Carlo Jucci”.
Il simbolo dell’edizione di quest’anno sarà la Croce dei migranti di Lampedusa, ideata e realizzata da Franco Tuccio, falegname dell’isola, costruita con i legni delle barche affondate e spiaggiate davanti alla marina di Lampedusa. La croce è stata benedetta da papa Francesco in Piazza San Pietro per poi partire per un giro d’Italia. Per questo verranno premiati i Vigili del Fuoco ed i Marinai di Lampedusa, tra i migliori del Mondo, che con serietà e grande senso civico, agiscono in sinergia per salvare le vite di chi si trova in difficoltà.
La manifestazione è promossa dal Consiglio Regionale del Lazio, il Comune di Rieti, la Diocesi di Rieti, la Prefettura di Rieti e il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco.
Tutto il programma dettagliato su www.santabarbaranelmondo.it
Bar interno al de Lellis, Comune: diffida partita dopo sopralluogo Nas
L’Amministrazione comunale precisa che le notizie diffuse sugli organi di informazione, in merito alla vicenda del bar interno all’ospedale San Camillo de Lellis di Rieti, sono fuorvianti.
In seguito a un sopralluogo compiuto dal NAS dei Carabinieri l’Amministrazione comunale ha diffidato il gestore del bar a somministrare al pubblico bevande e alimenti in quanto l’autorizzazione in suo possesso è limitata all’esercizio a favore dei soli dipendenti Asl iscritti al Cral.
Dunque il Comune non ha sospeso la licenza di esercizio al gestore bensì ha solo avviato un procedimento ai sensi della 241/90 su espressa indicazione dell’Arma dei Carabinieri.
Uomo muore schiacciato dal furgone che stava riparando
Nel primo pomeriggio di oggi un uomo di 78 anni, F.P., è morto schiacciato dal furgone che stava riparando di fronte casa.
Il fatto è avvenuto a Chiesa Nuova, Rieti.
Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco e il 118, ma per l’uomo non c’è stato nulla da fare.
Da ricostruire la dinamica dei fatti.
Rieti, tentata truffa ad anziana. Interviene la famiglia e blocca tutto
Nella mattinata di oggi un’anziana signora è stata vittima di tentata truffa.
Il telefono ha squillato, la donna è andata a rispondere come sempre fa, ma questa volta dall’altra parte della cornetta c’era qualcuno che la voleva truffare.
La persona dall’altra parte del telefono l’ha avvertita che la figlia era stata coinvolta in un incidente stradale, l’assicurazione era bloccata e per aiutarla sarebbero serviti 5.000 euro.
Il contante era necessario in breve tempo quindi il sedicente avvocato che stava seguendo la figlia avrebbe inviato un suo dipendente a casa dell’anziana donna per riscuotere i soldi e che, nel caso in cui non fossero stati disponibili, avrebbe preso al loro posto dell’oro.
La signora insospettita da quanto ascoltato al telefono ha provato immediatamente ad avvertire i familiari, ma in un primo momento la linea era stata bloccata, solo in un secondo momento è riuscita a mettersi in contatto con loro i quali l’hanno prima di tutto tranquillizzata sulle condizioni di salute della figlia e poi hanno contattato i Carabinieri per sporgere denuncia.
A Rieti è il decimo caso.
Fate molta attenzione a chi chiama in casa o a chi suona al campanello, controllate sempre i cartellini delle società che inviano il proprio personale e diffidate da chi chiede denaro.
Anche a Rieti truffe domestiche, i consigli della Polizia di Stato
Incaricati di noti gestori di utenze domestiche, assicuratori o sconosciuti, che dichiarano di essere amici di parenti, telefonano o si presentano a casa chiedendo denaro? Non aprite la porta e chiamate le Forze dell’Ordine!
E’ questo il consiglio della Polizia di Stato per prevenire quello che sta diventando un fenomeno dilagante in ogni città d’Italia e che, anche a Rieti in questi ultimi giorni, si è verificato non di rado.
Stuoli di truffatori agiscono in tutta la penisola approfittando della buona fede dei cittadini, non solo anziani, con il solo scopo di carpirgli tutto il denaro possibile.
I casi più frequenti sono:
• Finti incaricati di utenze domestiche convincono, durante la sottoscrizione di contratti, di consegnare anticipi in denaro;
• Falsi assicuratori chiedono somme di denaro necessarie a risarcire automobilisti danneggiati da vostri comportamenti alla guida, o anche da parte di prossimi congiunti;
• Operai si presentano a casa per effettuare lavori mai richiesti;
• Sconosciuti fingono di essere amici di prossimi congiunti, creditori nei loro confronti, anche di piccole somme di denaro o che si fanno ambasciatori per recapitare somme di denaro a parenti ed amici della vittima bisognosi.
In particolare negli ultimi tempi, nel capoluogo reatino, si sono registrate, ancora una volta, situazioni in cui cittadini hanno ricevuto false telefonate da parte di avvocati, assicuratori, da Forze di Polizia o da finti danneggiati, che comunicavano l’accadimento di un incidente stradale in cui un parente prossimo era stato coinvolto privo di copertura assicurativa ed hanno richiesto, ottenendole, somme di denaro per evitare “spiacevoli” inconvenienti e maggiori risarcimenti, oppure che era stato arrestato ed erano necessarie delle somme di denaro per poterlo liberare.
La Questura di Rieti, raccomanda ancora una volta ai cittadini che potranno incappare in situazioni simili, di evitare contatti con sconosciuti, aprire le porte della propria abitazione o recarsi in istituti di credito su sollecitazione di terzi e chiamare immediatamente i numeri di soccorso pubblico per raccontare quanto sta accadendo e permettere, così, alle Forze dell’Ordine di individuare ed assicurare alla giustizia questi pericolosi truffatori.

