La Direzione Generale della ASL interviene sulle accuse avanzate dalla CISL nei confronti dell’Amministrazione e sulla successiva presa di posizione delle altre sigle sindacali apparse in questi giorni sulla stampa-
“Le accuse della CISL riguardano un presunto comportamento antisindacale ma nel merito tornano a sollevare questioni vecchie, su cui sono state già fornite ampie spiegazioni anche a mezzo stampa e che comunque poco hanno a che vedere con le relazioni sindacali. Crediamo comunque che le perplessità sollevate all’interno del mondo sindacale, per voce delle altre sigle, sia la miglior risposta possibile.
Tuttavia quest’ennesima polemica fornisce lo spunto per formulare alcune riflessioni sul particolare momento che sta vivendo la sanità laziale e reatina in particolare.
Le previsioni contenute nella legge di stabilità per il 2016 rafforzano ulteriormente, se anche ce ne fosse bisogno, la necessità di garantire la sostenibilità del SSN. Molte le novità introdotte tra cui la norma che prevede l’inserimento in Piano di Rientro degli ospedali italiani con una differenza tra costi e ricavi negativa per importi uguali o superiori al 10%.
Basterebbe questa sola norma per comprendere quanto sia preoccupante il futuro per la nostra azienda: le prime valutazioni evidenziano infatti un saldo economico pesantemente negativo per l’Ospedale di Rieti. Ci aspetteremmo che tutte le forze interessate a garantire un futuro per la sanità reatina fossero impegnate in una ineludibile opera di riorganizzazione interna, al fine di garantire maggior appropriatezza e qualità delle cure in un’ottica di sostenibilità economica del sistema sanitario locale.
La rete provinciale dei servizi DEVE trovare la strada, possibile, dell’appropriatezza, dell’efficienza e quindi della sostenibilità.
Purtroppo la portata dei cambiamenti è tale da potersi realizzare solo rompendo gli attuali, atavici equilibri, dove, ahinoi, in molti hanno consolidato rendite di posizione e privilegi che ora non sono più difendibili.
Da cui i mal di pancia, il tentativo di difendere le mura, i letti, gli operatori come se fossero proprietà privata. Basta steccati e perimetri, le risorse e le professionalità a disposizione dell’azienda devono poter essere utilizzate in modo efficiente e flessibile, al fine di consentire quelle trasformazioni nel modo di fare sanità a cui siamo tenuti .Questo contrasta con le divisioni, con il continuare a distinguere “il mio dal tuo”.
Il ruolo del sindacato è fondamentale in un simile contesto purché riesca ad essere motore proattivo del cambiamento, uscendo da una logica di difesa di piccoli ed egoistici interessi spacciata per difesa dei diritti di un paziente a cui, in verità, non offriamo l’assistenza che dovremmo.
Parallelamente siamo fortemente impegnati per ridare credibilità ad un sistema amministrativo che, recentemente, ha messo in luce comportamenti gravemente lesivi di ogni principio di trasparenza e correttezza nella gestione della cosa pubblica.
Chi capisce che e’ un momento irripetibile da cogliere al volo fornirà un contributo positivo e costruttivo di proposte, chi no, mettendosi di traverso ad ogni iniziativa e cambiamento senza proporre soluzioni alternative, si assumerà la responsabilità di tutte le conseguenze. Di certo questa amministrazione non si lascerà intimidire. Abbiamo un lavoro troppo importante da svolgere, al servizio della comunità e per la comunità. Non si può tollerare oltre con i personalismi e le rivendicazioni.
La Direzione Generale
ASL: quest’ennesima polemica fornisce lo spunto per fare alcune riflessioni
La Foresta Small non riesce a fermare la capolista Valdiceppo
La Sicoma vola nel primo quarto a suon di conclusioni da tre punti (7 a segno nel solo primo quarto) e di fatto questa “prestazione balistica” dura per il resto del match.
La Foresta Small gioca le sue carte, prova a rallentare il ritmo alternando e adeguando l’assetto difensivo, mentre in attacco si affida al pick and roll, dove il giovane Matteo Salari, Ciavarroni e Pontillo si trovano a proprio agio, cercando poi con insistenza di rifornire i propri lunghi sotto canestro utilizzando a dovere i triangoli offensivi con l’uso del post alto.
Il problema però è stare dietro alle continue folate degli esterni di Valdiceppo che alternano penetrazioni improvvise a repentini scarichi per i tiratori. Se poi ad assistere i ponteggiani ci sono queste ottime percentuali, c’è poco da fare. Meschini prima e Orlandi ed Anastasi poi colpiscono con grande precisione dall’arco e scavano presto un divario molto ampio, impossibile da recuperare.
Da registrare lo stop, nel secondo quarto, di Emanuele De Angelis che ha riportato uno stiramento al polpaccio destro con la speranza di poterlo recuperare al più presto come anche fondamentale è il recupero di Martellucci e Boungou per la prossima partita contro Orvieto.
Sicoma Valdiceppo ‐ La Foresta Small: 88‐58. PARZIALI: 34-17, 20-17, 22-9, 12-15
Valdiceppo: Guede 2, Anastasi 17, Meccoli, Rombi 2, Mariucci 5, Meschini 21, Orlandi 14, Negrotti 8, Urbini, Casuscell 5, Burini 11, Gionangeli 3. All. Pierotti. Ass. Olivieri.
Foresta Small: Annibaldi 6, Livera 8, De Angelis 2, Coletti 2, D’Aquilio 3, Salari M. 14, Cocco, Ciavarroni 8, Ianni 3, Pontillo 10, Vio 2. All. Boldini.
Evade ancora dai domiciliari. Catturato ed arrestato
I militari della stazione di Stimigliano, impegnati in un normale servizio perlustrativo nel piccolo paese sabino, non hanno potuto far altro che constatare che C.A., stranoto alle forze dell’ordine, se ne stava tranquillamente a passeggio per il centro, peccato per lui che allo stato è agli arresti domiciliari dovendo scontare vecchie pene sempre per il reato di evasione.
I militari lo hanno riarrestato e risottoposto alla misura cautelare, così come disposto dall’Autorità Giudiziaria.
Gruppo Coop Centro Italia: presentato il piano industriale 2016-2019
È stato presentato questa mattina, lunedì 1° febbraio, il “Piano Industriale 2016-2019” del Gruppo Coop Centro Italia.
Il Piano, che delinea il percorso futuro della Cooperativa stabilendone gli obiettivi quali-quantitativi, venerdì 29 gennaio è stato deliberato dal Consiglio di Amministrazione, sabato 30 ha ricevuto il parere favorevole degli Stati Generali (l’organismo composto dai rappresentanti della base sociale della Cooperativa) e, nella giornata di oggi, è stato condiviso con i rappresentanti delle OO.SS e dei lavoratori.
L’obiettivo generale è incrementare le quote di mercato per garantire convenienza e occupazione. Si punta all’apertura di 20 nuovi punti vendita.
Dal punto di vista del fatturato l’obiettivo del Gruppo Coop Centro Italia è passare dai 600 milioni di vendite conseguiti nel 2014, agli 800 milioni previsti per l’anno in corso, per raggiungere nel 2019 il traguardo del miliardo di Euro (pari ad una crescita del 66%).
Di pari passo l’incremento dell’occupazione: dai 2.700 lavoratori del 2014 ai 4.000 previsti nel 2019.
La filosofia di fondo del Piano Industriale è costituita da una diversificazione societaria e strategica (tra Coop Centro Italia e Superconti) che permetterà di incrementare le quote di mercato rendendo il Gruppo ancora più competitivo.
Lo sviluppo e l’occupazione saranno sostenuti dalla redditività necessaria in grado di ricostituire in 8 anni il capitale investito per l’acquisto della catena Superconti e di assicurare ulteriore sviluppo sia in aree di tradizionale radicamento (con gli insediamenti in corso nelle province di Perugia, Terni e Siena), sia nei nuovi territori di recente espansione (province di Viterbo e di Roma).
II Piano Industriale prevede infatti una redditività significativa derivante da alcune azioni che saranno messe in campo a far data dalle prossime settimane come ad esempio la centralizzazione degli acquisti, il riassetto della logistica con la realizzazione di magazzini specializzati a Castiglione del Lago e a Terni, l’efficientamento delle reti vendita e dei servizi di sede.
Ciò consentirà al Gruppo Coop Centro Italia di conseguire a partire dal 2017 una redditività annua di oltre 20 milioni.
Le scelte del Piano Industriale 2016-2019 prevedono un riassetto lavorativo per circa 90 persone cui viene assicurata – grazie all’ottimizzazione dell’organizzazione del lavoro – stabilità occupazionale e retributiva.
Si stima un cash flow di 30 milioni annui a supporto degli investimenti in corso nonché di quelli derivanti da occasioni di nuovo insediamento.
“Il Piano Industriale presentato – ha dichiarato Giorgio Raggi, Presidente del Consiglio di Amministrazione (nella foto) – permetterà di rafforzare la nostra leadership. Ci auguriamo un confronto dialettico e costruttivo con le Organizzazioni Sindacali. Prossimamente in un apposito percorso assembleare socializzeremo le scelte più importanti del Piano Industriale con tutte le lavoratrici e i lavoratori del Gruppo”.
I punti vendita

"Ciak" famosi sul Terminillo, con cast di attori che hanno fatto la storia del cinema
««…Troupe con cineasti di grido ed attori famosi girarono, al Terminillo, non appena fu possibile raggiungere la località con mezzi a motore, numerosi film di propaganda e di pubblicità, commissionati da privati ed anche da enti pubblici. Quelle compagnie, conseguentemente, soggiornarono per periodi più o meno lunghi per filmare gli scenari più disparati: gli esterni prettamente sportivi e sciistici invernali, trovando nei maestri e negli atleti dello Sci Club validissime contro-figure, gli interni mondani, nei capaci saloni degli alberghi più importanti, il Savoia ed il Roma; a quelli paesaggistici, in qualunque stagione dell’anno. Moltissimi di quei noti attori e personaggi del cinema e del teatro sceglievano il Terminillo anche per le loro vacanze, estive o invernali, dimorando negli alberghi o affittando villette, per lunghi periodi e costituendo ottimi “veicoli” pubblicitari.
Oltre ai documentari ed ai reportage sportivi dei cinegiornali, che nelle sale cinematografiche corredavano le proiezioni dei film, girati e proiettati appena nato il centro sciistico, si passò, nel dopoguerra, a quelli televisivi, non appena il piccolo schermo iniziò ad operare. Anche il mondo del Cinema, quindi, “scoprì” subito il Terminillo, rendendosi conto di poter disporre di magnifici paesaggi e furono tantissime le scene girate nelle località.
Film con “cast” di attori che hanno fatto la storia del cinema italiano trovarono sul monte Terminillo, ed in alcune strutture del centro turistico, scene e fondali naturali per girare esterni: alcuni prima della guerra, altri subito dopo. L’attività si incrementò notevolmente negli anni Cinquanta e Sessanta. Quasi ogni stagione estiva od invernale fece registrare almeno un “Ciak”: sulle innevate piste di sci; nei panorami stupendi che in ognuna delle quattro stagioni il Terminillo ama regalare; o nei lussuosi alberghi che ormai erano cresciuti in numero, qualità e capienza; in qualche villa o “cottage” presso faggeti che circondano la zona di Pian de’ Valli e lungo la Statale fino a Campoforogna, spesso con la partecipazione, come comparse e controfigure, di personaggi e atleti della località. Onorato Onorati, portiere e stretto collaboratore della direzione dell’Albergo «Savoia-Belvedere», che delle iniziative legate al cinema fu un testimone, e per certi versi anche un protagonista, così ricorda quegli anni:
«(…) Mi sembra ieri; arrivavano in albergo clienti come Togliatti e Nilde Jotti (la sua compagna), con la figlia adottiva Marisa Malagoli; il presidente del Consiglio Pella e molti altri uomini politici.
Arrivavano poi attori e registi: Ugo Tognazzi, Giuliano Gemma, Massimo Girotti, Marcello Mastroianni e la moglie; Bice Valori e Paolo Panelli, Antonello Falqui e Luciano Enner; e poi Eduardo De Filippo (che tragicamente perse la figlia di 12 anni proprio da noi, nel mese di gennaio del 1960). Vittorio Gassman era di casa. Ogni qualvolta giungeva la sua prenotazione occorreva allungare il letto della sua cameretta. Ricordo perfettamente un lungo periodo di permanenza in albergo di Gassman e di tutta la troupe televisiva di “Studio Uno”, con il regista Antonello Falqui. E fu in quella occasione che Vittorio Gassman conobbe quella che sarebbe stata la sua seconda moglie, Diletta.
Nell’albergo erano frequenti anche le riprese di tanti film e documentari. In qualcuno fui addirittura inserito tra i comprimari, nella mia qualità effettiva di portiere d’albergo, come nel film “Un Amore senza Fine”, girato nel 1958, nella troupe del quale figuravano tra gli altri Enrico Viarisio, Dino Mincelli, Gina Perbellini, Maria Grazia Agrifeo, Mirella Boni, Nino Taranto, Alberto Farnese, Jannett Vidor, Silvio Bagolini e Mara Lombardo, tutti guidati nelle scene di esterni dall’aiuto regista Mario Terribile….».
Frequentarono poi l’albergo Jean Sorel, Gorgia Moll, Anna Magnani, Totò e molti altri, che allora costituivano l’elite di Cinecittà. Innumerevoli furono, nell’albergo e in tutto il centro turistico, altre scene di film e, soprattutto, scene destinate ai romanzi a fumetti (…)».
Uno dei primi film girati al Terminillo appena terminato il conflitto fu “Lo sbaglio di essere vivo”, una commedia del 1945 diretta da Carlo Ludovico Bragaglia, il cui «cast» era composto da un giovanissimo Vittorio De Sica, da Gino Cervi e Isa Miranda. In alcune scene i protagonisti giungono sul Terminillo a bordo di autobus del Servizio automobilistico reatino, S.A.U.R.A.; si notano scene dell’esterno e dell’interno dell’albergo Belvedere-Savoia, ed angoli suggestivi del paesaggio terminillese. In moltissimi altri film sono presenti scene del Terminillo ne ricordiamo alcuni.
“Il Giudizio Universale”, del 1961, diretto da Vittorio De Sica, con un nutritissimo cast di importanti attori: Sordi, Gassman, Rascel, Fernandel, Melina Mercuri, Stoppa, Manfredi, Silvana Mangano, Ernest Borgnine, Jack Palace, Franco Franchi e Ciccio Ingrassia. «La zia d’America va a sciare», del 1958, per la regia di Roberto Bianchi Montero, con protagonista Tina Pica (nella parte della zia) e con Franca Rame e Virgilio Riento; «Parliamo di donne», prodotto dalla Dear Film di Cecchi Gori, girato nel 1965 per la regia di Ettore Scola, con Gassmann, Eleonora Rossi Drago, Giovanna Ralli, Maria Fiore, Anna Maria Ferrero e Silva Koscyna, con la partecipazione straordinaria di Walter Chiari. «Ragazze di lusso», con Anna Maria Ferrero, Rossana Podestà e altri personaggi, un film nel quale Camosi e Willy furono impiegati in qualità di sciatori esperti e provetti.
È difficile elencare tutti gli attori che, per lavoro, o per diletto, frequentarono la Montagna di Roma negli anni Cinquanta e Sessanta. Molti erano assidui, come Massimo Girotti, Jack Sorel, Gino Cervi. Gina Lollobrigida nel 1949 volle celebrare le nozze con il dottor Mirko Skofic nella chiesetta degli Alpini dedicata alla Madonna della Vittoria; caratteristiche sono le foto della cerimonia con i maestri di Sci: Camosi, Zamboni, Luigi Rossi ed altri che con gli sci fecero gli onori agli sposi.
Un altro evento legato alle frequentazioni, negli anni Sessanta, del Terminillo di gente del cinema e del teatro, me li narra il dottor Mario Bargellini co-proprietario (con il cognato Carlo Marinozzi) del nuovo albergo «Togo-Palace» costruito grazie anche all’aiuto fornito dallo zio Gaetano Turilli. Nella veste di amministratore delegato della società egli trascorreva i fine settimana (siamo negli anni 1966-67) al Terminillo; tale funzione gli dava modo di conoscere molte persone e di stringere varie amicizie.
«(…) Tra queste conoscenze – racconta Bargellini – fu davvero particolare quella con il regista Luigi Zampa, abituale cliente, con la sua famiglia, del nostro nuovo albergo. Zampa, mentre i suoi frequentavano le scuole di sci e le piste della stazione, scriveva e prendeva appunti. Ogni tanto, nei nostri colloqui, mi chiedeva chiarimenti tecnici dal punto di vista medico mutualistico, avendo saputo che ero un medico inserito nell’organizzazione sanitaria e conoscitore delle strutture mutualistiche.
Si era all’inizio degli anni ’70. Venne il momento in cui gli chiesi il perché di quelle domande: “Ho in mente una cosa che vorrei perfezionare”, mi rispose. Era la costruzione di un canovaccio: stava nascendo “Il Medico della Mutua”, con Alberto Sordi. Ci rivedemmo, dopo l’uscita del film, un paio di volte, ancora d’inverno, al Terminillo e mi chiese se il film mi fosse piaciuto. Dissi di sì, anche se, per certi versi, mi sentivo responsabile della “denuncia” di certi problemi.
Il dr. Zampa era un grande signore: faceva domande, scriveva, ma mai che criticasse il sistema sanitario o che avesse del biasimo sui metodi che certi medici (non molti, ma ve ne erano) adoperavano per accaparrarsi mutuati.
La sceneggiatura del “Medico della Mutua” fu stesa, riveduta e corretta proprio in una stanza posta al di sopra della portineria dell’ Hotel Togo. Zampa per un’intera stagione, quasi ogni week-end, lavorò giornate intere a quel progetto.
Il film, andò sugli schermi nel 1968, ed ebbe un notevole successo. Luigi Zampa diresse quel suo lavoro (tratto dal romanzo omonimo di Giuseppe d’Agata) protagonista Alberto Sordi, un ironico e disincantato dottor «Terzilli» medico della Mutua disposto a tutto pur di farsi strada …»».
Antonio Cipolloni.
Foto in alto: 1960, Vittorio Gassman con due sue parteners
Foto in basso: 1949, Gina Lollobrigida tra i maestri di sci del Terminillo il giorno prima delle nozze.

Blocchiamo l’utilizzo dei pesticidi nelle città
In primavera non solo tornano le rondini ma anche le irrorazioni di sostanze altamente nocive e i Gruppi Ricerca Ecologica Lazio scendono in campo insieme a European Consumers per bloccare l’utilizzo dei pesticidi nelle città.
Soprattutto gli zanzaricidi, che vengono spesso irrorati in aree urbane, anche nei pressi di scuole così nei parchi, sono responsabili di gravi danni alla salute.
Già il 23 ottobre 2015 è stato depositato un esposto in Procura nel quale si chiedeva all’A.G. di accertare l’eventuale responsabilità di Enti ai quali spetterebbe, perlomeno in teoria, il compito di vigilare sulla diffusione di prodotti dannosi per l’ambiente.
Tutti i Sindaci del Lazio sono stati formalmente invitati ad assumere ogni misura e cautela volte ad eliminare l’inquinamento e le emissioni prodotte ed i rischi per la salute della popolazione.
Obiettivo peraltro facilmente raggiungibile attraverso cinque buone pratiche:
1. vietando a chiunque, con specifiche ordinanze contingibili ed urgenti, la vendita e/o l’utilizzo sull’intero territorio comunale di biocidi chimici di sintesi (ad esempio quelli contenenti piretroidi, piperonil-butossido, diflubenzuron, pyriproxyfen, etofenprox, esteri dell’acido fosforico, DEET, neonicotinoidi altamente tossici per le api e gli altri organismi utili, cloro derivati), diserbanti e disseccanti totali (quali Glifosate, ecc.);
2. adeguando i capitolati per la lotta adulticida per la lotta alla zanzara tigre, derattizzazione e disinfestazione contro altri infestanti, prevedendo espressamente il divieto di utilizzo dei biocidi indicati al punto 1;
3. astenendosi dal disporre irrorazioni in area urbana o antropizzata con i biocidi indicati al punto 1;
4. orientandosi esclusivamente verso la lotta larvidicida biologica, l’eliminazione dei focolai nonché la prevenzione alla creazione di focolai.
5. intensificando le sanzioni ed i controlli di pratiche scorrette nella lotta alla zanzara tigre.
Nell’esposto è precisato come competa a Sindaci (nonché a Commissari Straordinari), nella loro veste di autorità sanitaria locale, “in ossequio all’art. 32 della Costituzione ed al principio di precauzione sancito dal diritto comunitario e dall’art. 3-ter del D. L.vo n. 152/2006”, fronteggiare adeguatamente e tempestivamente la minaccia di danni gravi ed irreversibili per i cittadini e per l’ambiente.
Si chiede, pertanto, che siano recepite nell’ordinamento di ciascuna Amministrazione le best practice attraverso gli strumenti normativi ritenuti più idonei.
Nel contempo, le due Associazioni hanno intenzione di organizzare un premio onde fregiare dello stesso i Sindaci che non irroreranno più i biocidi, ergendo a Comuni Virtuosi le città amministrate dagli stessi.
Peraltro, contro zanzare e affini, esistono efficaci trattamenti di lotta biologica e delle linee guida che hanno probabilmente il solo torto di non fare arricchire le industrie dei veleni. Sperando che la prossima primavera nei nostri cieli tornino solo le rondini!
Lo Sporting Club Poggio Mirteto protagonista al campionato Lega Tennis Uisp
Continua inarrestabile il cammino della squadra dello S.C. Poggio Mirteto nel campionato Metropolitano della Lega Tennis Uisp, dopo aver dominato la 1° fase a girone che si è disputata da ottobre a dicembre con tutte le partite vinte agevolmente la squadra domenica si è imposta nettamente per 3-0 sui campi del Tennis Club Ostia, dove si è visto il ritorno in campo, dopo 10 anni di inattività, del Maestro nonché giocatore Fabrizio Tabellini che ha vinto agevolmente per 6/2 /61.
Nel Singolare n. 2 ha dominato il giovane talento di casa Luca Angelucci che a soli 13 anni ha sconfitto per 6/1 6/1 un avversario Over 40 sulla carta più esperto ma che non è stato in grado di reggere la velocità dei colpi del giovane tennista Romano ma Sabino di adozione.
Lo strapotere del circolo sabino è stato confermato dal doppio vinto per 6/0 6/0 dalla coppia Angelucci Alessandro e Piccione Manuel.
Domenica 7 Febbraio la squadra scenderà di nuovo in campo nel derby casalingo contro il TC Mirtense dove è importante vincere per aggiudicarsi il passaggio al tabellone ad eliminazione diretta ed entrare di diritto nelle prime 8 squadre del Lazio.
Nel Frattempo nel circolo di Poggio Mirteto Scalo continua l’attività della scuola tennis in vista dei campionati primaverili dove sono previste partecipazioni di squadre giovanili e senior.
Questi i vari componenti delle squadre dello Sporting Club Poggio Mirteto:
Tabellini Fabrizio (Maestro e Giocatore), Angelucci Luca, Tabellini Matteo, Piccione Mauel, Danyliv Valentyna, Tabellini Eleonora, Angelucci Alessandro, Santini Ludovico, Egidi Matteo, Polidori Emanuele, Angelucci Greta, Ponziani Gabriela, Giannini Ilaria, Mola Claudio, Manfrè Fabrizio, Cagnucci Antonello.
Coldiretti, oltre 100 agricoltori reatini alla giornata del Ringraziamento
“Ringrazio il Signore quando, ogni volta che vado in giro, vedo una bandiera gialla della Coldiretti. Quella bandiera rappresenta tanta gente che lavora e onora i nostri campi, la nostra terra”. Sono le parole del vescovo di Viterbo che ha presieduto la Giornata del Ringraziamento organizzata dalla Coldiretti del Lazio al santuario romano del Divino Amore.
In chiesa oltre duemila persone e tra queste anche una rappresentanza di oltre cento agricoltori arrivati dalla provincia di Rieti.
“Negli anni 60/70 abbiamo abbandonato i nostri campi perché soggiogati dal miraggio dell’industria, abbagliati dal boom dell’edilizia. Oggi – ha detto il vescovo Fumagalli nella sua omelia – abbiamo riscoperto il valore dell’agricoltura, abbiamo ritrovato il piacere di dedicarci alle nostre produzioni tipiche e alle attività tradizionali del nostro recente passato, creando nuove opportunità di crescita e nuove occasioni di lavoro. Ma ora dobbiamo saper fare rete, dobbiamo imparare a stare insieme, a condividere questo ritrovato percorso perché esso sia duraturo e possa portarci lontano”.
Poi il vescovo ha rivolto un appello alla politica. “Perché la terra torni ad essere strumento per creare benessere a vantaggio di tanti – ha detto Fumagalli rivolgendosi al presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, seduto in prima fila – le istituzioni e la politica debbono garantire alle imprese agricole, almeno in questa fase iniziale, un forte sostegno”.
La cerimonia è stata caratterizzata dalla consegna dei cesti ricolmi delle produzioni tipiche di tutte le province e dalla benedizione dei mezzi agricoli e degli stand del mercato di Campagna Amica allestito nel piazzale del santuario. Alla celebrazione erano presenti, oltre al governatore Zingaretti, anche il nuovo assessore regionale all’agricoltura Carlo Hausmann, il segretario generale della Coldiretti Vincenzo Gesmundo, il presidente e il direttore regionale della Federazione del Lazio, David Granieri e Aldo Mattia.
Mezzogiorno in famiglia, Amatrice vince ancora
Amatrice continua a vincere a “Mezzogiorno in famiglia” su Rai2. Domenica 31 gennaio il comune di Amatrice ha superato Pellegrino Parmense. Al termine delle sfide al comune che conterà più vittorie verrà assegnato uno scuolabus. L’appuntamento è per sabato 6 e domenica 7 febbraio, dalle ore 11,00 alle ore 13,00, per la diretta della nuova puntata.
Lavoratori Enterprise senza lavoro e senza soldi
La situazione delle lavoratrici e dei lavoratori della Enterprise è diventata paradossale.
Dopo essere stati licenziati a fine 2014 con un accordo che vedeva l’impegno del Gruppo Angelantoni (proprietario della Enterprise) a trovare una soluzione occupazionale all’interno del Gruppo ed al pagamento di tutte le competenze dovute, siamo arrivati al 2016 con i lavoratori che sono rimasti senza lavoro e senza i dovuti pagamenti.
L’azienda dopo aver attivato la procedura di liquidazione con il conseguente licenziamento di tutti dipendenti, non avendo più le condizioni per far fronte alla liquidazione, è ricorsa alla richiesta di concordato preventivo presso il Tribunale di Rieti dal 10 Aprile 2015.
“Nonostante tutto questo tempo e nonostante le numerose sollecitazioni, siamo arrivati ad oggi senza avere nessuna risposta – commento D’Antonio della Fiom CGIL – e con le lavoratrici ed i lavoratori che sono ancora in attesa di quanto loro dovuto. Riteniamo questa situazione che si è creata inaccettabile ed invitiamo il Gruppo Angelantoni a sollecitare il Tribunale di Rieti per dare le dovute risposte”.
“Capiamo i problemi che può avere il Tribunale – conclude D’Antonio – ma questi non possono ricadere sulle spalle delle lavoratrici e dei lavoratori della Enterprise. Nei prossimi giorni faremo un’assemblea per decidere insieme ai lavoratori le iniziative da mettere in campo per avere il prima possibile delle risposte e sbloccare tale situazione”.

