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lunedì 24 Agosto 2026
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Da sabato il pagamento delle pensioni di febbraio 2025

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Poste Italiane rende noto che in tutti i 96 uffici postali di Rieti e della provincia le pensioni del prossimo mese saranno in pagamento a partire da sabato 1° febbraio e saranno disponibili nella stessa giornata anche per i titolari di un Libretto di Risparmio, di un Conto BancoPosta o di una Postepay Evolution che abbiano scelto l’accredito. I possessori di Carta di Debito associate a conti/libretti o di Postepay Evolution, quindi, potranno prelevare in contanti dai 59 ATM Postamat della provincia, senza recarsi allo sportello.

 

Inoltre, i possessori di Carta di Debito associate a conti/libretti potranno usufruire gratuitamente di una polizza assicurativa che consente un risarcimento fino a 700 euro all’anno sui furti di contante subiti nelle due ore successive al prelievo effettuato sia dagli sportelli postali sia dagli ATM Postamat.

 

Per evitare tempi di attesa superiori alla media, Poste Italiane consiglia a tutti i pensionati, ove possibile, di recarsi a ritirare la pensione in tarda mattinata o durante le ore pomeridiane privilegiando i giorni successivi ai primi.

L’ASD Porta Arringo ti porta alla conoscenza del Kayak con pratica anche nel Velino

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L’ASD Porta Arringo nel 2025 promuove una iniziativa rivolta a tutti, grandi e piccini, per avvicinarli al mondo del Kayak. “Tutti i mercoledì, dal mese di febbraio, presso la piscina comunale Micioccoli inizieremo un corso per far conoscere ed utilizzare il Kayak, canoa originariamente utilizzata dagli Inuit – commenta l’Associazione – inizieremo in piscina per apprendere in tranquillità e sicurezza le tecniche fondamentali, per poi spostarci nei mesi più caldi sul nostro splendido Fiume Velino”.

Una uova iniziativa, quindi, che permetterà di conoscere un nuovo sport e vivere appieno il fiume di Rieti.

Oggi 29 gennaio i funerali di Gigi Raccuini. Il ricordo di Simone Miccadei

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Luigi Raccuini, per tutti Gigi, ci ha lasciati lo scorso 27 gennaio 2025. Dal 2003, e per molti anni, è stato il patron del rugby reatino. L'”Amatori Rieti 2003″ ha avvicinato alla palla ovale tanti giovani reatini, dopo qualche anno diventò anche il presidente della prima squadra degli Arieti Rugby Rieti, oggi la sua scomparsa.

“Il mondo del rugby reatino non potrà mai dimenticare la tua dedizione e serietà – commenta Simone Miccadei – a settembre 2024 mi hai fatto la tua ultima telefonata, dicendomi che eri pronto a tornare a dare una mano al mondo rugbistico reatino, purtroppo non hai fatto in tempo, grazie di cuore per tutto quello che mi hai insegnato. Oggi, grazie ai tuoi insegnamenti continuo a fare il dirigente nel mondo del calcio, tra i giovani, come piaceva a te. Grazie Gigi da parte mia e dei tanti che hanno avuto la fortuna di conoscerti. Saremo in tanti a salutarti, fai buon viaggio e ricordati che un rugbista non muore mai, al massimo passa la palla.”

Oggi, 29 gennaio, alle ore 15 nella Chiesa di Regina Pacis si terranno i funerali di Raccuini.

Aborigeni e Pelasgi in Sabina. Ce ne parla l’archeologo Christian Mauri

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Dionigi di Alicarnasso ci informa che in un’epoca molto antica, assimilabile oggi all’età del Bronzo, la Sabina era abitata da un popolo di origine autoctona, gli Aborigeni, molto tempo prima dell’arrivo dei Sabini. Sempre lo stesso Dionigi (“Le antichità romane”, I, 9 e 17-19) riferisce che nella fase finale dell’età del Bronzo (XII secolo a.C.) l’antico popolo degli Aborigeni accolse benevolmente in Sabina i Pelasgi, provenienti dal Mar Egeo e dovuti emigrare nel Lazio. I Pelasgi, costretti a lasciare la propria patria, consultarono l’oracolo di Dodona (in Grecia), il quale rispose loro di affrettarsi a raggiungere la città degli Aborigeni chiamata Cotilia, dove galleggia un’isola e di unirsi con quelle popolazioni. Proseguendo il racconto Dionigi ci riferisce che gli Aborigeni concessero ai Pelasgi alcune terre paludose dell’agro reatino e si fusero con quelle popolazioni. Gli Aborigeni ed i Pelasgi, alleati anche militarmente, intrapresero alcune spedizioni militari che li portarono alla conquista di alcune città, tra cui Cortona e Cerveteri.

I bronzi egei rinvenuti nei ripostigli di Piediluco e Contigliano, a ridosso dell’antico Lago Velino, costituiscono la prova archeologica a riguardo della presenza di queste popolazioni pelasgiche in Sabina in questo periodo. In particolare il ripostiglio di Contigliano ha restituito i frammenti bronzei di un tripode, di una ruota e di un calderone, tutti databili tra il XII e l’XI secolo a.C. È stato dimostrato che si tratta di oggetti di origine egea (e più precisamente cipriota), giunti nella costa tirrenica come lussuosi oggetti esotici ed in seguito, sotto forma di rottami, riutilizzati probabilmente per essere rifusi. Il ripostiglio di Piediluco invece, i cui reperti oggi si conservano al Museo Pigorini di Roma, è costituito da coltelli, spade, asce, morsi equini, falci ed alcuni frammenti di origine cipriota. Sembra trattarsi di tesoretti, interrati nel IX secolo a.C. per il timore di una minaccia e non più recuperati (forse a causa delle invasioni dei Sabini). Gli oggetti in bronzo rotti e non più utilizzabili vennero verosimilmente raccolti per essere rifusi. La presenza di oggetti quali spade, asce, lance e morsi equini suggeriscono l’esistenza di uomini armati che si spostavano a cavallo, verosimilmente appartenenti al un ceto sociale preminente.

È probabile che in questo periodo i Pelasgi abbiano importato in Sabina anche alcuni toponimi, da costoro introdotti nella toponomastica locale. Compaiono infatti nella Sabina protostorica alcuni luoghi con nomi di origine greco antica, come nel caso dell’isola di Issa (oggi Montisola) il toponimo Issa già di per sé vuol dire “isola” in greco. Anche i Monti Cerauni, riportati presso Trebula Mutuesca, derivano da Cerauno, termine di origine greca (= tuono), con cui erano indicati i Monti Sabini durante l’età del Bronzo finale. Per non parlare poi dei casi di Casperia e di Matiene (altro nome dell’antica Thora, oggi Sant’Anatolia), toponimi di origine “medio-orientale” forse mediati in Sabina proprio dai Pelasgi.

Tratto dal volume di Christian Mauri “La Sabina prima dei Sabini: gli Aborigeni e l’età del Bronzo. I santuari romani in opera poligonale”, Aracne editrice, Roma 2018.

 

 

Premio Tesi di Laurea Rotary Club Rieti. Chiusura iscrizioni 31 marzo 2025

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Il Rotary Club Rieti istituisce il premio annuale Premio Tesi di Laurea del Rotary Club Rieti | “Premio Rotaract” XIV Edizione – Anno 2025 e bandisce un concorso per l’assegnazione di borse di studio alle migliori Tesi di Laurea, riferibili anche per singoli aspetti al territorio, alla popolazione, al patrimonio artistico, storico, culturale, ambientale, naturalistico e scientifico di Rieti e della sua provincia. Le tesi di laurea (triennale/magistrale) dovranno avere riferimenti espliciti ad almeno uno dei seguenti temi:

  • patrimonio culturale: artistico, musicale, monumentale, storico, letterario;
  • usi e costumi, aspetti linguistici, etnici, storici, politici e religiosi;
  • ambiente, prodotti, agricoltura, aspetti morfologici, geografici, naturalistici, geopolitici del territorio;
  • aspetti antropologici ed inerenti alle popolazioni e alle attività dell’uomo;
  • aspetti edilizi, urbanistici e studio degli insediamenti umani e delle trasformazioni territoriali;
  • aspetti economici e turistici inerenti alle attività produttive ed imprenditoriali, al marketing territoriale e alle prospettive di sviluppo;
  • studi scientifici e ricerca in ambito biomedico, epidemiologico, sanitario;

con esclusivo riferimento a Rieti città, provincia, popolazione, personaggi di rilievo, territorio nella sua accezione più ampia. Al concorso saranno ammessi tutti i laureati che abbiano conseguito:

  • un diploma di laurea triennale (nuovo ordinamento), presso le facoltà della “Sabina Universitas” – Polo Universitario di Rieti (sede distaccata della Sapienza – Università degli Studi di Roma e della Università degli Studi della Tuscia)
  • un diploma di laurea magistrale (ex D.M. 270/04), presso qualsiasi università italiana.

I partecipanti dovranno aver discusso le tesi e conseguito i diplomi di laurea nel periodo compreso tra il 1° gennaio ed il 31 dicembre 2024. Il termine di presentazione delle domande è fissato al 31 marzo 2025. Informazioni e regolamento sul sito www.rotaryclubrieti.it.

“Sentieri in cammino” celebra il centenario della morte di Franz Kafka con Massimo Wertmuller e Anna Ferruzzo

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Il secondo appuntamento di “Sentieri in Cammino”, la rassegna di teatro e musica diretta da Massimo Wertmuller che ha ricevuto il contributo della Regione Lazio, vede protagonista proprio il suo direttore artistico, in scena insieme ad Anna Ferruzzo. Wertmuller interpreta  l’Assicuratore in “K COME KAFKA”, azione teatrale per due attori di Luis Gabriel Santiago con le musiche di Fabrizio De Rossi Re eseguite dal vivo dall’autore. Lo spettacolo sarà presentato sabato 1 febbraio alle 21 al Teatro Comunale “Vicolo Primo” di Poggio Moiano, dopo il debutto nazionale a Torino. Concepito  in occasione dei cento anni dalla morte del grande scrittore praghese, “K come Kafka” è uno spettacolo di teatro con musica dal vivo con due personaggi che, in un turbinio di equivoci, ripercorrono i grandi temi e le atmosfere create nei suoi racconti e nei romanzi da Franz Kafka, maestro della letteratura del Novecento.

Una moglie che entra per errore in un ufficio si affida a un Assicuratore, una sorta di maestro di vita che spiega come in definitiva sia più semplice perdersi nel labirinto del paradosso quotidiano piuttosto che affannarsi a cercarne l’uscita. Massimo Wertmüller è l’Assicuratore (lo stesso Kafka è stato agente per le Assicurazioni), un uomo che va al di là della semplice funzione impiegatizia e si presenta come l’oracolo di una realtà che trascende il reale. Anna Ferruzzo, moglie di un geometra raggiunto da un avviso di comparizione in un Processo e afflitto da una strana Metamorfosi, si dibatte tra la dieta per restare in forma e un’invasione di bacherozzi.

L’equivoco è il protagonista del dialogo serrato che si intreccia a una scrittura musicale emotiva e avvolgente. L’impianto scenico di questo spettacolo richiama un concerto da camera in cui è difficile separare la partitura dalla drammaturgia. Ingresso euro 10. Prenotazioni all’email postmaster@sentieriincammino.com. Info alla pagina Facebook Sentieri in Cammino. Il prossimo appuntamento di “Sentieri in Cammino” sarà, sempre a Poggio Moiano, il 15 febbraio prossimo con Corrado Tedeschi, protagonista in “L’uomo che amava le donne”, testo tratto dall’omonimo film di Francois Truffaut.

Cavalli Infiocchettati 2025 – LE MODIFICHE ALLA VIABILITA’

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In relazione all’edizione 2025 dei “Cavalli Infiocchettati” in programma domenica 2 febbraio, la Polizia Locale rende note le seguenti variazioni alla viabilità:

– divieto di sosta con rimozione in via Mercatanti, entrambi i lati, nel tratto da via Verani fino all’ingresso sotterraneo del centro commerciale Perseo, dalle ore 6 alle ore 24 di domenica 2 febbraio;

– chiusura al traffico veicolare e divieto di sosta con rimozione in via Ciancarelli, entrambi i lati, dalle ore 6 alle ore 24 di domenica 2 febbraio;

– divieto di sosta con rimozione in piazzale Leoni, dalle ore 14 alle ore 17 di domenica 2 febbraio;

– al passaggio dei partecipanti, chiusura al traffico veicolare delle vie interessate dalla manifestazione.

Di seguito si ricorda il percorso dell’edizione di quest’anno: Foro Boario, via Tancia, via Sacchetti Sassetti, via Salaria per Roma, porta d’Arce, via Garibaldi, via Tancredi, piazza Mazzini, via San Liberatore, via Cintia, piazza Marconi, via dei Flavi, via Verani, Centro Commerciale Perseo, via Verani, via Theseider, PalaLeoni (sosta), via Theseider, viale Matteucci, via Sacchetti Sassetti, via Salaria per Roma, piazza della Repubblica, via Porta Romana, Ponte Romano, via della Verdura, via del Porto, via del Burò, via delle Fontanelle, via Gerani, largo Santa Barbara, via dei Tigli, Centro Commerciale Perseo, via Tancia, Foro Boario

Giornata della Memoria, ricordare anche il contributo di Rieti alla Shoah

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“Anche a Rieti si è celebrata, come in tutta Italia, la Giornata della Memoria; è una giornata che si celebra annualmente, un po’ per dovere istituzionale di legge, un po’ per convinzione. La Giornata fu istituita “al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati” quindi allargando la Memoria della Shoah alla deportazione in Germania per scopo lavorativo di militari e civili non ebrei.

Da anni a Rieti la cerimonia istituzionale si concentra su questi ultimi, anche perché i deportati “per lavoro” furono 600-800mila e i deceduti 37-50mila. Più facile quindi offrire la testimonianza di eredi dei deportati sopravvissuti che degli eredi degli 8mila ebrei, quasi tutti uccisi. Sarebbe importante però coltivare anche la memoria della sorte degli ebrei passati per questa provincia e del ruolo, non passivo, che la nostra comunità ebbe nel loro sterminio. Ci riferiamo in particolare ai 14 ebrei, tra cui 5 bambini, deportati il 6 gennaio 1944 verso Fossoli da cui presero la via di Auschwitz dove donne, bambini ed anziani furono avviati direttamente alle camere a gas; solo uno di loro, il 30enne Leone, fu selezionato come abile al lavoro; marchiato 180042, riuscì a sopravvivere e tornò (anche a Rieti) in cerca di tracce di genitori, moglie e quattro figli da cui era stato separato sulla banchina del treno, appena scesi dal carro bestiame in cui avevano viaggiato per 5 giorni. Nel dopoguerra sopravvisse vendendo oggetti di valore che era riuscito a nascondere ad Amatrice con l’aiuto di Emilio Santarelli (di cui sarebbe anche giusto onorare la memoria), mentre quanto portato a Rieti fu trafugato.

“Ruolo non passivo” di questa provincia, sì. I pochi di noi che abbiano sentito parlare di questa storia, di queste vittime innocenti, sarebbero portati a pensare che quanto qui accadde fu “doloroso ma ahimè inevitabile”; che Rieti non si trovò “suo malgrado in un flusso che non poteva arrestare”. Non è così, non fu così. Al contrario, Rieti si pose sulla cresta dell’onda, prima provincia a consegnare i “propri” ebrei.

Le infami leggi razziali del 1938 avevano fatto degli ebrei degli italiani di seconda categoria, ma come italiani erano protetti dal genocidio tedesco. La svolta ci fu con la Repubblica Sociale, che a Novembre del 1943 dichiarò tutti gli ebrei come “stranieri” e, durante quella guerra, “appartenenti a nazione nemica”. Il 30 Novembre un ordine di Polizia ne chiese ai Capi della Provincia l’arresto e il concentramento. A Rieti fu immediato l’arresto delle famiglie di “ebrei stranieri” che si trovavano in domicilio coatto a Rivodutri, Leonessa, Amatrice, Borgo Velino. Non furono concentrati in un campo (quello di Granica, allora non completato, non era utilizzabile) ma in carcere, analogamente ad altre provincie.

L’aspetto che caratterizza però Rieti fu l’immediata deportazione verso Fossoli, anticamera della deportazione verso Auschwitz: le altre provincie li avevano sì concentrati (in campi, edifici, carceri) ma senza “cederli” se non da fine gennaio, quando probabilmente si giunse tra tedeschi e RSI ad un accordo (di cui non si è trovata traccia documentale ma che è nei fatti). Per onorare e fissare in città la memoria di quei fatti e non lasciarli solo ai libri, il 6 Gennaio dello scorso anno, 80° dell’evento, come Associazione Sabina Radicale abbiamo posto all’ingresso dell’ex carcere di Santa Scolastica, in via Terenzio Varrone, una targa che ricorda quei fatti. Alla cerimonia parteciparono Provincia, Prefettura, Diocesi.

Qualche settimana fa abbiamo segnalato agli istituti scolastici reatini l’esistenza di questa memoria “visibile”; non sappiamo se si sia riusciti a cogliere questa opportunità.
Abbiamo inoltre rivolto al Comune un’istanza perché la targa, affissa allora prima di ricevere i dovuti permessi, sia autorizzata, sperando che ciò ne faccia una riconosciuta parte della Città. Crediamo sia importante, nel coltivare la memoria, riuscire ad innervarla con le storie delle persone che vissero quei fatti e che i segni nei luoghi compensino la sempre maggiore lontananza nel tempo.”

Così nella nota Sabina Radicale

►VIDEO – Il comandante Sivoccia racconta l’arresto dello spacciatore extracomunitario trovato con 5.000 euro e droga

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Il comandante Arma Carabinieri, Carlo Sivoccia, racconta l’arresto del marocchino trovato con 5.000 euro e droga nel parcheggio autobus Stazione FS di Rieti

Lotto, a Casperia vincita da 47mila euro

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Lazio a segno con il Lotto. Nell’ultimo concorso, come riporta Agipronews a Casperia, in provincia di Rieti, sono stati infatti vinti 46.950 euro grazie a una quaterna, quattro terni e sei ambi. L’ultimo concorso del Lotto ha distribuito premi per 7,1 milioni di euro, per un totale di 106 milioni di euro da inizio 2025.

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