On. Fusacchia: Abbiamo le ore contate per salvare il Centro Strampelli a Rieti

Riportiamo integralmente nota dell’On. Alessandro Fusacchia riguardo i fondi per il centro di ricerca “Nazareno Strampelli”:

“Siamo alla Camera – in Commissione Cultura, Scienza, Istruzione – e ho appena presentato un’interrogazione a risposta immediata al Sottosegretario Lorenzo Fioramonti del Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca (MIUR) sul destino del centro di ricerca “Nazareno Strampelli” di Rieti, dove all’inizio del Novecento furono condotte le sperimentazioni genetiche sul grano che hanno cambiato per sempre la storia dell’agricoltura mondiale.

RIPARTIAMO DAI FATTI:

A dicembre 2015 è stato approvato (dal Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica–CIPE) un progetto per riqualificare e valorizzare il centro “Nazareno Strampelli” che prevede di sviluppare la filiera olivicola-olearia puntando alla sinergia tra ricerca e impresa, assieme alla tutela del patrimonio legato alla storia e all’eredità culturale di Strampelli, a partire da una preziosa collezione di grani.

l finanziamento complessivo ammonta a 3 milioni di euro, di cui il 50% di fondi ministeriali e il restante 50% di co-finanziamento da parte del CREA e dell’Università della Tuscia. All’interno del finanziamento complessivo sono ricompresi anche i costi legati alla ristrutturazione degli immobili del centro Strampelli, ivi compresa la serra del genetista.
Gli eventi sismici che hanno colpito anche Rieti successivamente all’approvazione del progetto da parte del CIPE hanno danneggiato alcuni immobili, rendendoli inagibili e aumentando il costo complessivo necessario per il recupero degli stessi, senza che sia tuttavia chiara l’entità precisa del danno e impedendo quindi di fatto l’avvio dei lavori di recupero del centro.

Il sito Strampelli versa tuttora in condizioni di inutilizzo con conseguente ulteriore deterioramento e perdita di valore che si aggrava nel corso del tempo;
La quota di finanziamento ministeriale non è mai stata trasferita ai promotori del progetto.
Vari tentativi informali di identificare una sede alternativa transitoria per l’avvio del progetto sono stati esperiti finora senza successo da parte di soggetti coinvolti nel progetto così come da rappresentanti di istituzioni locali e nazionali;
L’Università della Tuscia ha confermato il suo sostegno allo sviluppo del progetto, considerate anche le potenziali sinergie con le attività didattiche che svolge su Rieti.

ALLA LUCE DI QUESTO HO CHIESTO DI SAPERE:

Se il Governo consideri che vi sia oggi un rischio concreto di perdita del finanziamento ministeriale dovuto al ritardo nell’avvio del progetto, e se sia in caso disponibile a promuovere un’iniziativa con gli attori economici, sociali, politici e civili del territorio per valutare ogni ipotesi per sbloccare lo stallo attuale, ivi compresa l’identificazione urgente di una soluzione transitoria e l’eventuale varo di un nuovo e diverso progetto sempre finalizzato al pieno recupero del centro Strampelli.

ECCO COSA HA RISPOSTO IL GOVERNO:

Il progetto era pronto per essere avviato, anche con il materiale trasferimento delle risorse, ai soggetti beneficiari (CREA e Università della Tuscia) già nell’agosto del 2016 attraverso una specifica convenzione messa a punto dagli uffici ministeriali e i soggetti suddetti. Gli eventi sismici dell’agosto e ottobre 2016 hanno reso del tutto inagibili i locali individuati come sede del progetto finanziato. Da quel momento si sono susseguiti gli incontri con tra Ministero, Università della Tuscia e CREA, al fine di individuare possibili soluzioni alternative. Da ultimo, in una specifica audizione, condotta in data 10 luglio 2018 da esperti appositamente nominati dal MIUR per la valutazione e monitoraggio dei progetti FISR, è stato ascoltato il Dott. Menesatti del CREA, il quale ha illustrato il progetto e le difficoltà di realizzazione dovute al terremoto del 2016 che ha colpito proprio l’edificio destinato ad ospitare le attività del progetto. È stato altresì riferito che da quel momento il CREA è impegnato nella ricerca di sedi alternative, ad oggi ancora senza esito. Nel frattempo, nessuna attività progettuale è partita.

Le risorse alla data sono cadute in perenzione e serve quindi, per essere disponibili, procedere alla loro re-iscrizione in bilancio secondo i tempi, modalità e le necessarie procedure previste dalle norme di contabilità pubblica. Il Ministero già dopo gli esiti della specifica audizione, ha rilevato che il perdurare di tale situazione di incertezza non può più giustificare, in termini di efficienza ed efficacia dell’intervento pubblico, il mantenimento del finanziamento a favore del progetto così come configurato. Il MIUR, inoltre, dovendo periodicamente riferire in ordine all’avanzamento dei progetti sia al CIPE sia alla Corte dei conti, si è riservato l’adozione in tempi brevi di adeguate decisioni in merito.

Pertanto, è già nelle intenzioni del MIUR addivenire ad una soluzione qualificata, confermando altresì la propria disponibilità ad esplorare, congiuntamente con i soggetti beneficiari e con ogni altro soggetto interessato, ogni soluzione utile al raggiungimento degli obiettivi al tempo individuati con il progetto.

MIO COMMENTO
(in gran parte è anche quello che ho replicato al Governo in diretta):

Sono contento del chiarimento del Governo ma molto preoccupato perché stiamo per perdere un’occasione unica per la città di Rieti e per tutto il Paese.
Non mi è chiaro se ci sia stata una stima esatta dei danni fatti dal terremoto: ammontano a 100 mila o a 1 milione di euro? Sapere come stanno le cose su questo è dirimente per decidere come procedere.

La soluzione transitoria deve restare tale e non dobbiamo rinunciare a realizzare il progetto nella sede originaria dove Nazareno Strampelli lavorava. Dobbiamo anche fare sinergia tra ricerca e didattica, approfittando dell’investimento che l’Università della Tuscia vuole fare in termini di corsi su Rieti. E dobbiamo coinvolgere tutti gli attori di buona volontà e capacità che possano contribuire a rimettere in moto il progetto Strampelli e fare ciò che già da anni è stato deciso. Tra questi, penso in primis alla Fondazione Varrone.

Bene infine la disponibilità del MIUR a esplorare ogni soluzione utile. Sono a disposizione per aiutare a fare questo lavoro, conoscendo molto bene da un lato il MIUR e dall’altro la situazione a Rieti e gli attori potenzialmente più interessati e interessanti su entrambi i fronti!

In conclusione: dobbiamo scongiurare che dopo il danno (terremoto) adesso ci sia la beffa (perdita dei fondi ministeriali e abbandono definitivo del progetto).Tutti al lavoro, il mondo non aspetta noi.
Siamo noi artefici di ciò che succede (o non succede) a Rieti.”

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