Il giorno 10 e 11 giugno si è svolto il referendum tra i lavoratori Ritel e Arcobaleno per la valutazione dell’ipotesi di accordo sottoscritta dalle OOSS, dalle Rsu e dalla Ritel in Confindustria.
I lavoratori Ritel hanno approvato l’ipotesi con l’82,75% ed i contrari sono stati 17.25%, mentre i lavoratori Arcobaleno hanno approvato l’ipotesi con il 100% dei voti.
Questo risultato valorizza il lavoro svolto in questi giorni dalle OOSS a tutela dello stabilimento.
I lavoratori si caricano inoltre di grandi sacrifici pur di salvare l’azienda dimostrando ancora una volta un grande senso di responsabilità. A questo punto anche la Direzione Aziendale deve fare i suoi sforzi per chiedere tutta partita la positivamente.
E’ necessario inoltre che venga convocato al più presto l’incontro al Ministero dello Sviluppo Economico e chiudere definitivamente la partita societaria con l’ingresso dei nuovi soci e finalmente un ruolo attivo di Finmeccanica, cosa che purtroppo ad oggi non abbiamo visto.
Il Sindacato ed i lavoratori hanno fatto il proprio dovere adesso ci aspettiamo che, dopo tutti gli impegni più volte manifestati, anche il Governo faccia altrettanto.
I LAVORATORI RITEL E ARCOBALENO APPROVANO L'ACCORDO
BRAILLE GAMMA, RICCI: UN'ALTRA AZIENDA REATINA RISCHIA IL RIDIMENSIONAMENTO
Per la solita inerzia della politica locale un’altra azienda reatina rischia il ridimensionamento, con ripercussioni su circa la metà dei lavoratori attualmente in servizio.
La Biblioteca "Regina Margherita" sovvenzionata dal Ministero dei Beni culturali è l’unico mezzo di integrazione dei disabili della vista, in quanto provvede a far stampare, a livello nazionale, tutti i sussidi scolastici, dalla scuola elementare a testi di specializzazione post laurea, compresi i testi musicali, per non vedenti.
Quasi tutto il lavoro a livello nazionale viene eseguito dalla Braille gamma presente a Rieti con un’azienda sita nell’ex stabilimento Bosi legnami, in via salaria per l’Aquila, che attualmente conta un’ottantina di dipendenti.
“L’azienda reatina –spiega Giuseppe Ricci della Cisl di Rieti- ha una fetta di quasi il novanta per cento dell’attività produttiva di cui necessita la Biblioteca. I tagli prospettati dal Ministro Bondi provocheranno una caduta verticale dell’attività produttiva del settore con ricadute sull’occupazione fino a due terzi. Questo significa che se i tagli saranno confermati così come sono entro il 31 luglio, successivamente l’azienda locale avrà un esubero di circa 45 trascrittori (così si chiamano gli addetti all’attività di trascrizione dei testi per vedenti in testi braille).
E questo significa anche una caduta sulle possibilità di integrazione scolastica dei non vedenti. Ciò che la Cisl chiede –continua Giuseppe Ricci- proprio per le ripercussioni che i tagli potrebbero avere sull’azienda reatina, è che la politica locale e in particolare il senatore Angelo Maria Cicolani, come è accaduto per l’emendamento contro la soppressione delle province, intervenga sul Governo in modo tale da scongiurarne l’attuazione.
Inoltre, la Cisl di Rieti, di concerto con le altre organizzazioni sindacali – conclude Ricci- chiede ai vertici dell’Azienda reatina un incontro urgente per verificare l’eventuale impatto che si determinerà localmente e più direttamente, le azioni da attuare per la salvaguardia dei lavoratori a rischio licenziamento.
Come è immaginabile, la decisione intrapresa dal Governo sul settore ha una prospettiva disastrosa per la Braille gamma e per i suoi lavoratori. Senza contare le ricadute nel settore in cui opera, che è poi quello del sociale, visto che si parla di strumenti per non vedenti”.
RAZIONALIZZAZIONE PROVINCE E RETE OSPEDALIERA VOTATI ALL'UNANIMITA' IN CONSIGLIO PROVINCIALE
Interventi normativi in merito alla razionalizzazione delle Province
Vista la prima stesura del decreto legge n. 78 del 31 maggio 2010 nel quale era prevista la soppressione delle Province con popolazione inferiore ai 220.000 abitanti;
Visto che tale previsione è stata stralciata e non appare nel testo pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale;
Visto che nel testo
Visto che in sede di discussione del Codice delle Autonomie, in Commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati, è stato approvato prima un emendamento che ha riproposto comunque la soppressione delle Province con meno di 200.000 abitanti; poi un sub-emendamento che fissa il limite della soppressione a 150 mila abitanti per le Province con territorio per il 50 per cento montano.
Visto che il testo così formulato salva dalla soppressione la Provincia di Rieti;
Considerato che tra qualche giorno il provvedimento verrà sottoposto al voto dell’aula della Camera dei deputati e poi al Senato della Repubblica e che già in queste ore si registrano affermazioni volte all’innalzamento della soglia demografica;
Approva il seguente
Ordine del Giorno:
Il Consiglio Provinciale di Rieti ritiene necessaria una profonda riforma del sistema pubblico del nostro paese, riforma che può essere proficuamente attuata attraverso l’eliminazione di tutti gli enti, le agenzie, le strutture, che negli anni sono state create soprattutto dallo Stato e dalle Regioni per svolgere funzioni amministrative che la Carta Costituzionale assegna inequivocabilmente ai Comuni e, dove sussistano ragioni di adeguatezza, alla Province;
La riforma della pubblica amministrazione locale può essere realizzata con risultati efficaci soprattutto attraverso una netta definizione delle competenze di Comuni, Province e Regioni, evitando le sovrapposizioni e le duplicazioni che hanno dato origine ad un sistema amministrativo complesso, eccessivamente oneroso ed a volte incomprensibile per i cittadini e le imprese;
Il Consiglio Provinciale di Rieti ha piena consapevolezza che tale processo di riforma debba riguardare anche le funzioni attualmente svolte dalle Province, con l’attribuzione ai Comuni delle funzioni di prossimità che hanno come interlocutori immediati i bisogni dei cittadini ed alle Province il ruolo di soggetti gestori delle reti e delle funzioni di area vasta, prime fra tutte la programmazione, il governo e la tutela del territorio;
Il Consiglio Provinciale ritiene che:
A nulla varrebbe sopprimere le Province se le funzioni che esse attualmente svolgono venissero assolte da nuovi enti e da nuove società, totalmente fuori dal controllo dei cittadini, con costi di nuovi consigli di amministrazione probabilmente superiori agli attuali.
Altro è la soppressione
Risulta peraltro profondamente ingiusto non considerare l’estensione
Il Consiglio provinciale giudica la soppressione della Provincia di Rieti un danno gravissimo da un punto di vista storico culturale ed un colpo mortale per l’intera economia provinciale;
Ad essa seguirebbe i
nfatti la cancellazione di tutti gli uffici periferici dello Stato, dei comandi delle Forze dell’ordine, della Camera di commercio, delle rappresentanze sindacali ed imprenditoriali e delle rappresentanze provinciali del Terzo settore.
Ciò arrecherebbe un danno irreparabile sia per l’imprenditoria che per l’occupazione, costringendo peraltro centinaia di famiglie a lasciare la Città.
Gli stessi dipendenti della Provincia sarebbero costretti a migrare verso l’eventuale nuova sede con disagi economici insopportabili;
Allo stesso modo gli abitanti dei paesi della Provincia sopporterebbero gravi disagi nel dover interloquire quotidianamente con una pubblica amministrazione più distante, in piena contraddizione con l’avvio di una riforma federalista e con la stessa Costituzione che tende a realizzare una maggiore vicinanza tra pubblici servizi e cittadini;
Il Consiglio Provinciale rileva inoltre che:
La peculiare posizione geografica della Provincia di Rieti impedirebbe comunque una unanime adesione a qualsivoglia Provincia del Lazio, aprendo la strada ad una sua definitiva scomposizione ed alla sua dispersione in più Province dell’ Italia centrale;
Il provvedimento vanificherebbe la possibilità concreta di allargamento della Provincia alla sabina romana, processo inevitabile se solo si accelerasse la costituzione della Città metropolitana di Roma, all’interno della quale possono essere individuati gli specifici poteri necessari allo svolgimento, per la città di Roma, delle funzioni di Capitale del paese;
Tutto ciò considerato ed all’unanimità dei voti espressi il consiglio Provinciale chiede:
Al Parlamento di evitare ogni riferimento a soglie demografiche che portino alla soppressione della Provincia di Rieti;
A tutte le forze politiche di sostenere le ragioni dell’esistenza della Provincia di Rieti;
Al sen. Angelo Cicolani di esprimere formalmente con il voto il proprio dissenso qualora il provvedimento fosse sottoposto all’aula
All’assessore Antonio Cicchetti ed ai Consiglieri Regionali di adoperarsi con atti formali perché la Regione attivi il ricorso alla Corte costituzionale nel caso l’approvazione definitiva del testo dovesse prevedere la soppressione della Provincia di Rieti.
Alla Presidente della Regione Lazio, qualora il provvedimento fosse approvato, l’immediato ricorso alla Corte costituzionale.
Al Consiglio regionale delle Autonomie Locali di chiedere comunque alla Regione l’attivazione
Ai Sindaci della Provincia, alle forze economiche e sociali ed alle autonomie funzionali, l’approvazione di ordini
Il Consiglio provinciale infine:
si riserva, anche attraverso la conferenza dei capigruppo, di indire una giornata di mobilitazione per sensibilizzare l’opinione pubblica sul rischio di soppressione della provincia di Rieti.
Visto il nuovo Piano per il rientro del disavanzo sanitario nel Lazio;
Preso atto che lo stesso prevede, tra l’altro:
il riordino della rete ospedalieria e la chiusura di dieci ospedali, tra cui il Grifoni di Amatrice,
l’accorpamento delle Asl in quattro macroaree, in particolare nella quarta macroarea dovrebbero convivere la Asl RM E, la Asl RM F, il Policlinico Gemelli, il San Filippo Neri, il Sant’Andrea, INRCA e IDI, oltre a Viterbo e Rieti;
Ritenuto che il presidio di Amatrice rappresenti una insostituibile garanzia di uguaglianza per i cittadini della Provincia di Rieti, in quanto ubicato in un territorio difficilmente raggiungibile in caso di necessità – 995 mt slm e 62 km dal più vicino ospedale -, oltre che ad elevato rischio sismico;
Considerato che l’accorpamento dell’Asl di Rieti sotto un’unica macroarea comprendente per lo più strutture ricadenti in provincia di Roma possa comportare il rischio di una sanità Roma-centrica con grave nocumento per i livelli di qualità del servizio sanitario per i cittadini della Provincia di Rieti e mettere in discussione il diritto della Provincia di Rieti ad avere nei confini del proprio territorio i posti letto di riabilitazione e lungodegenza di cui la Provincia è attualmente carente;
Considerato inoltre che la futura organizzazione della sanità del lazio in 4 macroarea renderà naturalmente marginale la struttura ospedaliera del “De Lellis” di Rieti
Considerato che nel Piano esiste una assoluta indeterminatezza rispetto il presidio di Magliano Sabina;
Considerato infine che la manovra finanziaria mette a rischio l’esistenza delle farmacie rurali;
Ritenuto, pertanto, opportuno assumere ogni utile iniziativa volta a scongiurare i predetti rischi
DELIBERA
Di fare propria in ogni sua parte la deliberazione adottata all’unanimità dal Consiglio comunale di Amatrice;
CHIEDE
Di rivedere un’impostazione eccessivamente punitiva per la sanità di prossimità dei cittadini della nostra provincia;
RIBADISCE
L’importanza e la centralità delle farmacie rurali quali presidi di primaria importanza nei piccoli Comuni rurali e montani
IMPEGNA
I rappresentanti regionali, i parlamentari , il sindaco della Città di Rieti, il presidente della Provincia di Rieti, le istituzioni locali e le organizzazioni sindacali e datoriali ad adoperarsi per la rivisitazione del provvedimento
IMPEGNA
il Presidente e la Giunta ad adottare ogni atto necessario a tutelare la salute e la qualità del servizio sanitario per i cittadini della Provincia di Rieti, ponendo in essere ogni iniziativa utile in ogni sede, ivi compresa quella giurisdizionale
CONSIGLIO PROVINCIALE, MELILLI: FORTE SEGNALE DI COMPATTEZZA PER LA NOSTRA PROVINCIA
“Quella di oggi è stata una bella giornata per la provincia di Rieti. Abbiamo dato un forte segnale di compattezza ed unità, al di là delle differenti posizioni politiche, in difesa dei diritti della nostra provincia.
Il voto unanime per i due ordine del giorno e soprattutto la condivisione e la grande partecipazione di sindaci e di rappresentanti delle varie associazioni di categoria, sia esse sindacali che economiche, dimostrano che c’è grande attenzione e preoccupazione nei confronti di problemi che rischiano di causare danni rilevanti al tessuto socio-economico del nostro territorio.
Oggi è emersa la consapevolezza della necessità di combattere tutti uniti per salvaguardare il presidio ospedaliero di Amatrice e di non abbassare la guardia su quello di Magliano Sabina, così come è necessario far capire a Roma le peculiarità di un territorio come il nostro dove anche una farmacia può essere fondamentale per la sopravvivenza di una comunità.
Perciò spero che il Parlamento, dopo aver saggiamente abbandonato la sciagurata ipotesi della soppressione delle cosiddette mini-province, dia avvio a riforme serie che tengano conto della reali condizioni sociali, economiche e storiche delle comunità su cui si va ad incidere. In quest’ottica credo sia fondamentale, oltre che naturale, per la nostra provincia iniziare a lavorare concretamente ad un’ipotesi di allargamento verso la Sabina Romana: per questo motivo è mia intenzione rafforzare il confronto con gli amministratori di quei territori magari anche grazie ad una iniziativa pubblica da tenere a Rieti entro la fine di giugno”.
Alla seduta del Consiglio hanno partecipato il senatore Angelo Maria Cicolani, il consigliere regionale Mario Perilli, 46 tra sindaci e rappresentanti dei Comuni della provincia di Rieti e molti rappresentanti delle associazioni economiche, sindacali e datoriali del territorio.
SCUOLA: PROCLAMATO LO SCIOPERO NEI GIORNI DEGLI SCRUTINI
Il feroce attacco alla scuola pubblica statale prosegue senza sosta: dopo i 150 mila posti di lavoro cancellati, 8 miliardi di euro di finanziamenti tagliati ora la manovra finanziaria colpisce direttamente gli stipendi e le pensioni dei dipendenti pubblici, conferma il blocco delle assunzioni dei precari fino al 2015 !
SCIOPERIAMO per :
1) ritiro dei tagli alla scuola previsti dalla legge finanziaria 133/2008;
2) definizione di un contingente di nuove assunzioni a tempo indeterminato pari a tutti i posti disponibili e internalizzazione di tutti i lavoratori delle ditte che lavorano per la scuola (ex-lsu, co.co.co, a prestazione d’opera);
3) ritiro di tutti i regolamenti e decreti sulle elementari, le superiori e i centri per l’educazione agli adulti;
4) ritiro del decreto “salva precari” e dei contratti di disponibilità per la piena applicazione della legge 124/99 sui contratti a tempo indeterminato sui posti vacanti;
5) avvio di un confronto con e tra tutte le componenti della scuola per il suo vero rinnovamento, ritiro di tutte le circolari contro la libertà di pensiero e d’espressione come quella dell’USR dell’Emilia Romagna;
6) ritiro della Manovra /Massacro.
RdB/USB Scuola, con spirito unitario, ha proclamato lo sciopero nelle stesse giornate in cui è stato indetto dai Cobas, USI, ORSA ma con modalità diverse.
Abbiamo optato per l’indizione di uno sciopero regionale e breve delle attività funzionali.
La RdB-USB Scuola ha ottenuto l’approvazione della Commissione di Garanzia per l’attuazione dello sciopero breve, che permette ai docenti di astenersi dal lavoro solo per uno o più scrutini ed alternarsi nei due giorni consentiti per legge. La legge in questi casi prevede una trattenuta equivalente al compenso orario per le attività aggiuntive “non di insegnamento” cioè a 17,5 euro l’ora.
Lo sciopero degli scrutini è giusto, necessario e soprattutto utile, tanto più mentre il governo si prepara ad emanare una manovra “lacrime e sangue” per continuare a garantire lauti profitti a banche e imprese, scaricando sui lavoratori i costi della crisi. Dal 1993 ad oggi i lavoratori hanno fatto sacrifici per ripianare il debito pubblico che grazie a lor signori è passato dal 107 al 118% del PIL!
Che paghi chi non ha mai pagato, paghi chi ha dilapidato tutte le nostre risorse!
14 giugno giornata nazionale di mobilitazione della scuola in concomitanza con lo sciopero generale del pubblico impiego con manifestazione a Roma ore 9.30 da piazza della Repubblica
LA COMMISSIONE CONSILIARE INTERVIENE SULL'IGIENE E IL DECORO URBANO
La II Commissione consiliare Sicurezza sociale, Sport, Cultura e Tempo libero del Comune di Rieti presieduta dal Consigliere Fabio Nobili si è riunita – in seduta straordinaria – al fine di programmare una serie di iniziative finalizzate al rispetto del decoro e dell’igiene urbana.
In particolare – alla presenza del Comandante del Corpo di polizia municipale e del tenente responsabile del Nucleo igiene urbana del Comune – è stata presa in esame la problematica afferente le deiezioni canine nei giardini e nei parchi pubblici cittadini che hanno provocato rimostranze e numerose segnalazioni da parte degli abitanti.
Partendo dunque dal rapporto tra abitanti del Comune di Rieti (circa 48.000) e cani censiti all’anagrafe canina (5.000) è stata predisposta a breve l’avvio di una campagna di sensibilizzazione attraverso spot istituzionali e l’investimento di risorse in corsi di formazione e informazione dedicati a tematiche ambientali e al rispetto dell’igiene urbana.
Inoltre nei siti in prossimità di parchi e giardini urbani saranno collocati distributori di palette e sacchetti per cani mentre – su indicazione del IV Settore Urbanistica – saranno individuate ulteriori aree di sgambatura per cani oltre a quelle esistenti nel quartiere di Campoloniano e in via Comotti.
A fronte dei maggiori controlli richiesti dai cittadini nelle aree verdi urbane da parte degli operatori della polizia municipale, è stato messo in evidenza come i vigili urbani, pur rispondendo con solerzia ad ogni richiesta da parte dei cittadini, devono comunque garantire priorità di intervento nel settore traffico, viabilità, sicurezza stradale e urbanistica.
"Un incontro importante e proficuo – spiega il Presidente Fabio Nobili – fortemente voluto non solo dal sottoscritto ma anche da tutti i consiglieri membri della Commissione. Abbiamo infatti voluto dare una risposta immediata e concreta alle numerose istanze avanzate dai cittadini che più volte avevano denunciato determinate situazioni chiedendo più rigore nei controlli e maggiore attenzione e sensibilità nei confronti degli utenti – soprattutto bambini – dei nostri parchi".
DALLA REGIONE SBLOCCATI I FONDI PER IL CENTRO RIAH
La Giunta regionale ha deliberato il rinnovo del finanziamento, per 550mila euro, che darà la possibilità ai 332 bambini reatini, affetti da patologie dell’età evolutiva, di poter proseguire i trattamenti terapeutici. Molti di loro fanno parte dell’Atev, l’associazione reatina guidata da Mariano Gatti che si è detto soddisfatto e auspica che a breve si possa arrivare anche all’accreditamento del centro Riah dove i bambini potrebbero seguire la terapia.
E’ da molto tempo che la vicenda va avanti tra promesse e rinvii ora sembra che le cose si stiano muovendo anche grazie all’ultimo incontro svoltosi proprio all’interno del centro Riah cui ha preso parte anche l’assessore regionale Antonio Cicchetti. L’erogazione della nuova trance del finanziamento si è resa possibile anche grazie all’intervento della direzione regionale politiche della prevenzione e dell’assistenza sanitaria territoriale
E' FINALMENTE FINITA LA COMMEDIA DELL'ABOLIZIONE DELLA PROVINCIA
Nel pirotecnico finale ci siamo beati anche di comunicati del PdL, dal senatore fino ad amici della Santanché, che magnificavano il PdL stesso come salvatore della provincia di Rieti accusando le opposizioni di avere ad un certo punto della storia, votato contro un certo sub-emendamento.
Sarà bene ricordare a questi signori che è stato il governo, cioè il PdL stesso a creare questa tragicomica vicenda della soppressione delle province, che è costata più dei benefici che ne sarebbero venuti. L’opposizione ha fatto bene a non entrare in questo gioco che non aveva senso ed anche logica costituzionale.
Dispiace peraltro che la Lorenzin avesse ritirato invece il suo altro sub-emendamento 0.14.50.2 che prevedeva la "soppressione delle province nei cui capoluoghi vengono istituite le città metropolitane. I comuni che non entrano a far parte delle aree metropolitane confluiscono, secondo il principio della continuità territoriale, con le modalità previste dalle leggi vigenti, nelle province confinanti con la provincia soppressa".
Da tempi non sospetti ripetiamo che la provincia di Rieti, ora "salva", non avrà alcuna prospettiva se non disopravvivenza clientelare, se non riuscirà ad aggregare i comuni della Sabina Romana. Questo potrà avere anche maggiore urgenza quando saremo in grado di scoprire gli effetti della annunciata aggregazione sanitaria alla provincia di Viterbo, appena inventata dalla Polverini.
Sorto il limite di 220mila (poi 200) in tanti si erano magicamente accodati a questa prospettiva di "allargamento"; tornati ai 150 + 50% di montagne (Amatrice garantisce…) tutti tranquilli; adesso poi
che l’intero emendamento è sparito, figuriamoci! Vedremo chi continuerà a lavorare con noi radicali
per questa ridefinizione e chi preferirà continuare a coltivare senza rischi il proprio orticello.
A SELCI EQUIRADUNO, PIATTI TIPICI, CANTI E RACCOLTA FIRME PER IL REFERENDUM SULL'ACQUA
La manifestazione organizzata dal Comune di Selci,
Nella piazza principale Slow Food Casperia e Sabina animerà la settima sagra del fallone con vini, oli dop sabina selezionati dalla Guida agli extarvergini di Slow Food Editore, creme al tartufo, miele, formaggi e salumi locali. Le signore Maria e Tilde condurranno, assistite dalla giovane Alessia con una grande voglia d’imparare l’antica tradizione locale di fare la pasta, il laboratorio sui maccaroni a fezze; mentre Donatella di Casperia produrrà in diretta la ricotta con latte di pecora. Uno spazio: "Slow Food educa" sarà dedicato ai laboratori per i bambini e alle filastrocche di Gianni Rodari, del quale quest’anno ricade il trentennale della sua scomparsa, musicate da Stefano Panzarasa. del gruppo Orecchio Verde del Parco dei Monti Lucretili. Lo Slow Food Sabina insieme al Comitato promotore raccoglierà le firme sui referendum per fermare la privatizzazione dell’ acqua; aprire la strada per la ripubblicizzazione; eliminare i profitti dal bene comune acqua.
LA COLDIRETTI CON I PICCOLI STUDENTI DELLA BASILIO SISTI E DELLA MINERVINI
Più di mille piccoli studenti della Scuola Media Basilio Sisti e della Scuola elementare Luigi Minervini incontreranno il mondo della produzione locale, a coronamento del lavoro svolto nell’ambito di un Progetto regionale sull’educazione alimentare.
Sarà un’occasione unica per i due Istituti, da un lato per presentare i lavori dei ragazzi (verrà proiettato anche un dvd autoprodotto) dall’altro per rivolgere quesiti al mondo della produzione. Saranno infatti presenti il direttore provinciale e regionale Aldo Mattia e 5 produttori COLDIRETTI: Colantoni Teodoro di Poggio Nativo (olio).
L’azienda agricola Nesta di Magliano Sabina (vino a latte), l’azienda agricola Verde Sabina di Fara Sabina (prodotti giardinaggio – orto), l’azienda agricola Nonna Papera di Contigliano (dolci tipici) e l’azienda agricola di Stocchi di Leonessa (formaggi di pecora). Tra i relatori anche la Sabina Universitas. Con il mondo dell’università i bambini avranno l’opportunità di confrontarsi sul tema alimentazione, con quello della produzione parleranno invece dell’importanza dei prodotti tipici e del chilometro zero.
“Cercheremo di far capire ai piccoli il concetto di eticità del lavoro svolto dall’impresa agricola – spiega Mattia – legato alla qualità e ispirato al rispetto della salute e dell’ambiente”.
A manifestazione conclusa verranno distribuite ai presenti un quintale di ciliegie della sabina reatina.

