ALL'ISTITUTO STRAMPELLI IL PREMIO "IL SABINO D'ORO" 26a EDIZIONE

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Nella sala Convegni del Park Hotel Villa Potenziani si è tenuta la cerimonia di consegna dei Premi Onore al merito anno 2010 – premi del Lavoro del Rotary Club di Rieti  e del Premio “Il Sabino d’Oro” giunto quest’anno alla 26° Edizione.

Presenti il Prefetto di Rieti S.E. Chiara Marolla, il Consigliere Regionale On. Lidia Nobili, l’On. Annamaria Massimi, il Consigliere Nazionale CRA Enrico Martinoli, l’Assessore alla Cultura del Comune di Rieti Gianfranco Formichetti, l’Assessore all’Ambiente della Provincia di Rieti Michele Beccarini, il V. presidente vicario del Polo Universitario di Rieti Sabina Universitas Dr. Maurizio Chiarinelli, Il biologo Dott. Vincenzo Mattei,  il Gen.  Antonio Daniele rappresentante del Distretto Rotary Lazio-Sardegna ed i Presidenti dei Clubs Giovanili Luca Pitoni e Giorgia Perelli. Felice Marchioni – Presidente del Rotary Club –  ha trasmesso ai partecipanti il saluto del Sindaco Emili, del Presidente della Provincia Melilli, degli onorevoli Cicchetti e Rositani e del Sen. Cicolani e del Presidente della Fondazione Varrone Innocenzo de Sanctis.

I Premi “Onori al Merito 2010” – premi del lavoro – sono stati assegnati alla maestra elementare ed interprete del teatro vernacolare reatino Anita Pitoni Stella ed “alla memoria” al’indimenticato ristoratore reatino Valentino Aureli detto “Valentino” di Vazia,  premiati dall’On. Lidia Nobili e dall’Avv. Luigi Colarieti – decano del Rotary Club.

Il Premio “Il Sabino d’Oro”  26° Edizione anno 2010 è stato conferito all’ ex Regia Stazione Sperimentale di Granicoltura – Istituto Strampelli di Rieti – oggi Unità di Ricerca CRA – Consiglio delle Ricerche e Sperimentazione in Agricoltura   per aver conservato il patrimonio varietale dei “grani Strampelli” con le teche e le ampolle originali del grande genetista Nazareno Strampelli  ………. ed aver promosso l’intesa tra lo CRA, Regione Lazio ed Universita’ della Tuscia per la  riorganizzazione della rete scientifica in agricoltura con  allargamento all’ambito dello studio della pedologia – scienza dei suoli – della forestazione, dei pascoli appenninici, dei prodotti agroalimentari, delle piante aromatiche e finanche in ambito zootecnico – e riferimento agli aspetti di studio del rapporto tra le caratteristiche peculiari dei terreni e la salubrità e le qualità nutrizionali dei prodotti tipici ….. e per  aver sostenuto la nascita  del Centro Regionale Europeo d’Informazione Ambientale – CREIA – con apertura della sede di Rieti e competenze in materia di educazione ambientale in agricoltura e di  monitoraggio delle condizioni dell’ambiente e dello stato delle colture in atto.”

Il premio “Il Sabino d’Oro” – placca in oro raffigurante il guerriero sabino ed opera dell’artista Adeodato Ciotti –  incisione di Alessandro Melchiorri – venne ideato dal rotariano  Mario Vinicio Biondi ed istituito nel 1975 ;  il Premio viene conferito annualmente da una Commissione del Rotary Club di Rieti, alla persona fisica o giuridica che abbia saputo onorare la Sabina oppure abbia operato ed operi per la sua rivalutazione ambientale o monumentale.  Rappresenta oggi uno dei premi storici e di maggiore significato assegnati  nella Provincia di Rieti.

Il Direttore dell’Istituto Strampelli Marcello Raglione, nel ritirare il Premio, ha espresso parole di gratitudine e precisa manifestazione d’intenti a proseguire nell’attività di ricerca e nei programmi intrapresi. Giunto a Raglione anche il saluto del Direttore dell’Archivio di Stato Roberto Lorenzetti – autorevole studioso dell’opera di Nazareno Strampelli.

Il Premio è stato seguito dal Convegno di approfondimento tecnico-scientifico “L’Eredità di Nazareno Strampelli – valorizzazione e profili di ricerca” che ha visto le relazioni del Direttore Raglione, del Gen. Silvano Landi, dei Drr. Franchi e Falcocchio e della dott.ssa Ilaria Landi. Nel corso della relazioni e’ stato presentato dal Dott. Bernardino Franchi il progetto di ricerca “Rieti-Celiachia” dei D.rri Boschetto e Mattei, che  vede importanti collaborazioni istituzionali e trae le mosse dalla proposta di catalogazione dello straordinario patrimonio varietale del grani Strampelli custoditi presso il centro di ricerca di Rieti.

POLIZIA DI STATO: SETTE PERSONE DENUNCIATE ED ESPULSO UNO STRANIERO

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In questo inizio settimana sono state identificate 361 persone, controllati 274 veicoli e sanzionate 65 contravvenzioni al Codice della Strada che hanno comportato il ritiro di 11 documenti di circolazione.

In particolare personale della Squadra Volante, impegnata nei servizi di controllo del territorio, ha denunciato in stato di libertà il reatino C.A. di anni 38, che ha ingiuriato e minacciato con un coltello da cucina un messo notificatore dell’Equitalia, recatosi nella sua abitazione per consegnare una cartella esattoriale di pagamento.

La Volante ha inoltre denunciato in stato di libertà, P.A., romano del 1982, fermato a bordo della sua autovettura con un falso contrassegno di assicurazione di responsabilità civile.

La Sezione della Polizia Postale di Rieti ha invece denunciato i romani F.A. del 1989, D.S.A. del 1962 e S.V.J. del 1981, per il reato di truffa, poiché hanno falsamente posto in vendita su Ebay uno smartphone.

Inoltre, la Sezione della Polizia Stradale di Rieti ha denunciato per guida in stato di ebbrezza il romano S.V. del 1954 ed il ternano R.F. del 1987. Nell’ambito dei servizi di contrasto all’immigrazione clandestina, infine, lo straniero di nazionalità peruviana P.C.E.A. del 1965 è stato espulso dal territorio italiano

REGNINI CONFERMATO NEL COMITATO DIRETTIVO ASSOCIAZIONE INTERREGIONALE CAMERE DI COMMERCIO

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Il presidente della Camera di Commercio di Rieti, Vincenzo Regnini, è stato confermato all’interno del comitato direttivo dell’Associazione interregionale Camere di Commercio del Centro Italia che comprende Lazio, Marche, Umbria, Toscana, Abruzzo e Molise.

Presidente è stato nominato Alberto Drudi, presidente della CCIAA di Pesaro e Urbino, vicepresidente è stato eletto Giovanni Tricca, presidente della Camera di  commercio di Arezzo.

L’Associazione opera nella realizzazione di studi e reti che abbracciano l’Italia centrale e, a livello interregionale, effettua tra l’altro progettazioni e studi su sistemi fieristici, coordinando l’attività di promozione e realizzazione di infrastrutture.

Il comitato direttivo dell’Associazione ha ribadito a questo proposito che un’attenzione particolare sarà riservata allo sviluppo delle infrastrutture, sia stradali sia portuali sia aeroportuali Intendiamo, con l’obiettivo inoltre di incrementare il rapporto di collaborazione fra l’Associazione interregionale, le Province e le Regioni del Centro Italia, come previsto dal patto di Cagli. Si è anche auspicato un’azione politica che sappia valorizzare l’Italia di Mezzo e le sue enormi potenzialità, rafforzandone il ruolo di cerniera, di equilibrio, fra Nord industrializzato e Sud delle tante emergenze.

Tra gli altri obiettivi individuati come prioritari, lo sviluppo delle attività legate alla politica del turismo e la costituzione di un gruppo di lavoro che segua tutti i quartieri espositivi delle sei regioni e favorisca forme di stretta collaborazione, in modo da attrarre importanti eventi di livello nazionale e internazionale, a vantaggio delle imprese e dell’economia nel suo complesso.

I FINALISTI DEL BANDO CREARR 2010

La Giuria del Concorso Nazionale CREARR per la libera creatività teatrale, composta da Ferruccio Marotti, Franco Clavari, Rossella Battisti, Tiziano Panici, Enrico Blasi, Valeria Andreozzi, Luca Pascucci, Rossana Ciarameletti, Luca Palombi, intende innanzitutto ringraziare la Provincia di Rieti per aver dato vita con la compagnia La Casa dei Racconti, direttore artistico del circuito teatrale "Il Cammino dei Racconti", a questa iniziativa così importante per la vita culturale delle più giovani compagnie italiane.

Sono stati recapitati alla giuria del bando quasi 200 progetti provenienti da tutta Italia e dalla Provincia di Rieti. Notando il buon livello di molte proposte e la vivacità immaginifica di diverse formazioni, la scelta di una prima selezione non è stata facile, cionostante si è arrivati ad indicare 40 progetti:

Teatro dei Venti (Modena), Pittura su legno

Teatro delle Forme (Torino), La parola ultima

Narramondo (Genova), Anime Scure

Cubatea (Roma), Hai una richiesta d’amicizia

Espz (Milano), Issue n°2

Les Enfants Terribles (Cosenza), Horse Head- Testa di cavallo

Katharina Trabert (Rieti), Composizione

Associazione Colore (Milano), Lu konò:nella corte

La Grande Opera (Roma), Alice nelle figure

Teatro Caverna (Bergamo), L’italiano Piero

Ardito Desìo (Trento), Henry/Anais

Teatro Potlach (Rieti), Ventimila leghe sotto i mari

Immobile Paziente (Roma), Perché le scimmie… ?

Compagnia Maddai (Roma), Sitcom

Manuela Valenti (Genova), Calafrica

Motus (Siena), Mattanza

Teatrostoria (Rieti), Crociate d’amore…

Teatri Alchemici (Palermo), Ergo non sei

J33tre (Roma), Nella foresta

33 Officina creativa (Rieti), Superboy

Officina per la scena (Torino), Appesi a un filo

Giano e Gramigna (Roma), Betrayal Trauma

Piera Pavanello (Genova), Sistemi selvatici

Compagnia del Melograno (Rieti), Come te posso ama’?

Compagnia Deva (Firenze), Scarecrow

Peptidi (Roma), Profondo Bianco

Teatro Rigodon (Rieti), La veglia di Beatrice Cenci

Tanti cosi progetti (Ravenna), With her body in mind

Itaka (Roma), Il ballo

L’Epimeteide (Firenze), Qualis Artifex pereo

Elea (Brescia), Cosmedy

Opera (Cesena), Sonno

Akr Teatro (Roma), E.C.F.C.

Matuta Teatro (Latina), Garbatella

Open Dance Theatre (Roma), Amoroma

Compagnia Marco Gobetti (Torino), Nego

Panda Project (Ravenna), Cuore di Panda

Uranus Moon (Roma), L’ora del caffè

Giulio Costa (Modena), Il lavoro dell’uomo

Teatro Belcan (Brescia), ‘Ntoni Malavoglia

Infine l’attenzione della giuria si è concentrata sui seguenti otto progetti, sei per le compagnie italiane, due per il territorio reatino, indicandoli come finalisti:

Teatro Caverna (Bergamo), L’italiano Piero

Teatri Alchemici (Palermo), Ergo non sei

Associazione Colore (Milano), Lu konò: nella corte

Espz (Milano), Issue n°2

La Grande Opera (Roma), Alice nelle figure

Ardito Desìo (Trento), Henry/Anais

Teatro Potlach (Rieti), Ventimila leghe sotto i mari

Teatro Rigodon (Rieti), La veglia di Beatrice Cenci

Queste dunque sono le compagnie prescelte per l’esibizione finale che avverrà il 29 o il 30 giugno, da cui usciranno i due vincitori di CREARR 2010: una compagnia dal territorio nazionale e una da quello reatino, che vinceranno ognuna una residenza teatrale in uno dei teatri del circuito e un compenso di 5.000 euro.

Le compagnie non selezionate potranno fare richiesta per conoscere la motivazione della scelta della giuria.

A MARIA GRAZIA DI MARIO IL PREMIO "BIENNALE CENTRO ITALIA"

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Il 1° Premio Internazionale "Biennale Centro Italia" è andato alla giornalista Maria Grazia Di Mario, eletta come  migliore Cronista 2010 per la provincia di Rieti.
L’importante riconoscimento è stato consegnato da Benito Corradini, presidente dell’Accademia La Sponda, nell’ambito della  cerimonia di premiazione che si è tenuta, a chiusura dell’importante evento culturale,
nei Saloni del Nucleo Industriale di Rieti.

Il riconoscimento le è stato assegnato da una giuria presieduta dal presidente dei Cronisti romani Romano Bartoloni per "l’ampia informazione giornalistica del territorio della Sabina, con ricerca e documentazione di quanto avviene anche nei piccoli centri: con forte attenzione nella difesa dei valori della tradizione e dell’ambiente".

La Di Mario è infatti editore e direttore del periodico SABINA, realizzato, secondo Bartoloni, con professionalità e grande spirito di sacrificio, dal momento che non gode di appoggi politici e sovvenzioni istituzionali.

A.S.M.: DEVIAZIONI DELLE LINEE TRANSITANTI VIA FIAMME GIALLE, VIA DELLE ACQUE

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L’Azienda Servizi Municipali Rieti S.p.A. comunica all’utenza che, a seguito delle divieto di transito in via delle Fiamme Gialle e via delle Acque, causa i lavori di manutenzione del manto stradale,  da lunedì 28 giugno a giovedì 8 luglio 2010 e comunque fino al  termine delle esigenze, le linee normalmente transitanti nel tratto di strada precedentemente indicato osserveranno le seguenti deviazioni:

Le corse di andata delle linee 153 – 164 – 201 – 202 proseguiranno dirette, da via Nenni, sul cavalcavia, Piazza Del Suffragio (Porta D’Arce), Salaria Per L’Aquila, Via del Terminillo e dall’incrocio con Piazza  Tevere riprenderanno il percorso originario;

Le corse di ritorno delle linee 153 – 164 – 201 – 202 proseguiranno, dall’incrocio di Piazza Tevere con Via Del Terminillo su Via Salaria per L’Aquila, Porta D’Arce, cavalcavia e da Via Nenni riprenderanno il percorso originario.

PRESENTAZIONE DELLO SPETTACOLO DI GABRIELE MARCONI SULLA STRAGE DI BOLOGNA "2 AGOSTO 1980"

Nella sala consiliare del Comune di Rieti, mercoledi 30 giugno alle ore 11,30 verrà presentato lo spettacolo teatrale dal titolo  “2 agosto 1980” di Gabriele Marconi, diretto e interpretato da Paolo Bussagli con il coro drammatico “Renato Condoleo”.
L’iniziativa, patrocinata dall’amministrazione comunale, è organizzata dall’assessorato ai Rapporti con le associazioni culturali e dall’associazione “La terra dei Padri”.
Saranno presenti all’incontro l’autore e l’assessore Felice Costini.

Lo spettacolo, con ingresso libero, si terrà, invece, venerdì 2 luglio alle 21 nel chiostro di San Francesco (presso il liceo scientifico “Jucci”). Si tratta di un monologo dedicato alla strage di Bologna, accompagnato da musiche suggestive e da decine di immagini.
L’opera di Marconi immerge lo spettatore in un vortice di nomi, date, eventi in cui al dramma e all’inchiesta si alternano momenti di satira. Uno spettacolo d’impegno civile tutto rivolto al diritto alla piena giustizia per i morti di Bologna e al diritto a una piena verità.

OMELIA DEL VESCOVO PER LA FESTA DI SANT'ANTONIO

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Carissimi fratelli e sorelle,
le settimane intense di festeggiamenti in onore del Santo di Padova sono giunte al momento culminante, con la celebrazione Eucaristica di chiusura e la Processione tradizionale che si svolgerà stasera.

Da quanto possiamo aver percepito tutti, sono stati giorni di preghiera, di confessioni, di predicazioni affidate a vari sacerdoti, come avviene da alcuni anni, che hanno garantito anche una varietà di temi, di sensibilità, di sottolineature, seguendo i testi della liturgia assegnati a ciascun giorno.

Oggi, in questa domenica tredicesima del tempo ordinario, le letture ci suggeriscono di riflettere su alcuni aspetti che caratterizzano la figura di Antonio e che sono anche parte integrante della nostra identità cristiana.

Nel Vangelo abbiamo ascoltato il racconto del passaggio di Gesù attraverso la Samaria, terra abitata da un popolo da tempo non più in sintonia con l’ebraismo ufficiale.

Gesù incontra tre personaggi che restano senza nome: il primo si offre di seguire Gesù, dicendo «ti seguirò ovunque tu vada», il secondo è invitato dallo stesso Gesù, il terzo sembra anche lui offrire la sua vita per il Vangelo, ma a tutti e tre Gesù dice qualcosa che li mette in guardia dalle difficoltà della sequela.

Sembra quasi un po’ scontroso a fronte di persone che desiderano seguirlo, ma a ben vedere egli si comporta come qualunque datore di lavoro che dice a chi chiede di essere assunto: «guarda che questo lavoro non è facile come sembra!».

Al primo, Gesù dice che lui non ha da offrirgli nulla sotto il profilo umano e agli altri due ricorda che perfino le persone care verranno, per importanza, dopo la causa del Vangelo: parole dure, quasi disumane, certamente in contrasto anche con la mentalità del suo tempo.

Nella prima lettura abbiamo ascoltato il racconto della vocazione di Eliseo da parte del profeta Elia; anche Eliseo si vuole prima congedare da quelli di casa, a seguito di un segno che sembra piuttosto curioso, il lancio del mantello di chi lo chiama, gettato sulle spalle.

Sono state avanzate varie spiegazioni per questa immagine: donare il mantello è una sorta di investitura, una elezione, una scelta di chi lo dona perché chi lo riceve divenga il suo successore, un po’ come fece il Papa Paolo VI quando, in visita a Venezia sul finire degli anni ’70, donò la stola pontificia al Patriarca di Venezia, che divenne suo successore, Giovanni Paolo I, Papa Luciani.

Ma il mantello donato può anche indicare una nuova dignità, un nuovo ruolo, una nuova veste. Oppure è il segno della protezione che avrà chi è investito di un nuovo compito.

Qual è il contenuto di questa chiamata, di questa elezione, forse quello di diventare sacerdote o frate, come Antonio di Padova?  Certamente no!

Diventare sacerdote o religioso o religiosa non è il contenuto, ma la forma della sequela, la modalità di risposta ad una chiamata, come essere laici cristiani è la forma di una risposta alla chiamata.

Il contenuto è la «libertà».

Ne abbiamo  sentito parlare nella seconda lettura tratta dall’ epistola ai Gàlati:  «voi siete stati chiamati alla libertà».

Sono in molti a pensare che la vita cristiana sia invece proprio fondata sulla mancanza di libertà: non si può fare questo, non si può fare quest’altro, quello è male, quell’altro è peccato.

È vero, la percezione che si ha della vita cristiana vista dall’esterno è quella di una vita di proibizioni, e ciò ha contribuito ad offuscare il vero senso del cristianesimo, che è vita libera nella fedeltà ad una persona che ha sconvolto la nostra vita: Gesù Cristo, nostro Maestro e Signore.

Vi invito a considerare come la vita di Sant’Antonio non sia altro che la storia della chiamata e della risposta generosa a questa libertà.

Antonio, che si chiamava in verità Fernando, era un giovane che avrebbe potuto scegliere tante strade, perché primogenito di una famiglia benestante, in un periodo storico, il medioevo, in cui – dopo una crisi durata vari secoli – si cominciava ad assaporare un nuovo sviluppo, una nuova ricchezza.

Si ampliarono i commerci, aumentò la popolazione, furono aperte molte università, da parte degli ordini religiosi, ma – come noi ben sappiamo –  quando aumenta il benessere, aumentano anche le tentazioni e il desiderio di fare a meno di precisi riferimenti morali, sia in ambito pubblico che privato, soprattutto la tentazione di fare a meno di Dio.

Perché Antonio fece questa scelta così impegnativa e radicale?

Non poteva seguire l’esempio di tanti giovani come lui, di buona famiglia, curare gli interessi del casato: il padre era un cavaliere del Re, forse discendente di Goffredo di Buglione, non poteva godere felice i frutti del benessere?

Avrebbe potuto, ma non lo fece!

Che cosa lo spinse a fare prima la scelta di entrare nell’ordine degli agostiniani e poi nei francescani: la presunzione, la vanità, il desiderio di diventare famoso o di far carriera?

Queste cose si coltivavano con altre scelte, allora e anche oggi.

Lo spinse a ciò la ricerca della libertà vera, della verità autentica, di una persona viva che è Gesù Cristo, che lo invitò alla sequela, come ai tre personaggi del Vangelo: «Seguimi»!

A molti è capitato di innamorarsi, soprattutto i più giovani hanno un ricordo ancora vivo della prima infatuazione e del primo amore, ma anche chi è più anziano può andare con la memoria a quei momenti di tanti anni fa in cui ha sentito vibrare il proprio cuore per un’altra persona.

Ecco, la vocazione è questo: innamorarsi di una persona e sentire la forza di gridare questo amore a tutti, di farlo conoscere, di comunicare agli altri questa verità e questa libertà.

È una forza misteriosa l’amore, come è misteriosa la vocazione, possiamo indagare, ma non sempre possiamo capire tutto, ne parliamo per analogia, per modi di dire, per simboli, ma non possiamo spiegare tutto, anche se dobbiamo sempre cercare, dire e “fare” la verità, cioè compiere atti in sintonia con la verità.

In uno dei suoi Sermoni il giovane teologo e predicatore Antonio, scrive:

«La verità genera odio; per questo alcuni, per non incorrere nell’odio degli ascoltatori, velano la bocca con il manto del silenzio. Se predicassero la verità, come verità stessa esige e la divina Scrittura apertamente impone, essi incorrerebbero nell’odio delle persone mondane, che finirebbero per estrometterli dai loro ambienti. Ma siccome camminano secondo la mentalità dei mondani, temono di scandalizzarli, mentre non si deve mai venir meno alla verità, neppure a costo di scandalo».

Ci sembra un discorso lontano ottocento anni?

Ci sembra poco attuale?

Il cristiano non ha paura della verità, detta con garbo, illustrata con pazienza, ma mai sottaciuta, mai manipolata.

Mi sento di proporre a tutti una svolta, se così possiamo dire, che cominci da quest’anno e prosegua negli anni a venire, proprio a motivo di quella verità di cui parla il nostro Santo, senza che il Vescovo “veli la bocca con il manto del silenzio”.

Questo Santo è una ricchezza, non solo per la nostra Città o per la Città di Padova, alla quale in certo senso siamo legati, proprio grazie a Sant’Antonio; è una ricchezza per tutta la Chiesa, tanto che è venerato in ogni parte della terra.

Non solo nel mese di giugno, ma anche nel resto dell’anno dovremmo cercare di approfondire di più la sua figura, anche sotto il profilo storico e teologico.

Recentemente anche la RAI ha prodotto un film storico proprio su di lui, a significare l’interesse che ancora suscita in tanti, non solo anziani ma anche giovani.
Conoscere questo imitatore di Cristo, perché i Santi non sono altro che imitatori di Gesù, significa suscitare l’interesse di tanti giovani, di tante persone che possono essere arricchite dai suoi insegnamenti e dal suo esempio, chiamati alla sua stessa generosità.

Voi sapete che Antonio ottenne che i condannati per debiti non dovessero essere più incarcerati, soprattutto se poveri e diseredati, e sapete anche che lottò con decisione contro gli usurai.
Questo ci dice quanto il cristianesimo non sia pura teoria o solo religione dogmatica, ma vita vissuta nella libertà e nella verità, in risposta a qualcuno che ci ha chiamato ad una vita di amore autentico verso Dio e verso il prossimo.

Ecco allora che mi sento di proporre a tutti, in particolare alla Pia Unione, che ringrazio per l’opera generosa e impegnativa che svolge non solo durante il mese di giugno ma durante tutto l’anno, di istituire un fondo per l’aiuto alle persone bisognose, trovando il modo più opportuno, incisivo, pubblico e trasparente che si possa congegnare.

Abbiamo sentito nel Vangelo che Gesù disse ad uno dei suoi interlocutori una frase che è rimasta famosa: «il Figlio dell’Uomo non ha dove posare il capo», ad indicare che la vita cristiana, anzi l’apostolato cristiano, non danno riposo, ma anche che sono segnati dalla povertà, proprio come fece Sant’Antonio, seguendo la regola e l’esempio di San Francesco.

Ecco qui la mia proposta, che non vorrei suscitasse apprensione, preoccupazione o reazioni che non ha lo scopo di provocare.

È una proposta che valuteranno  i responsabili e i membri della Pia Unione, ma è un sogno del Vescovo ormai da tredici anni.

Proprio per rispettare la povertà di Sant’Antonio, propongo di custodire gli ori e le catene preziose che porta sull’abito in apposite bacheche, perché torni ad essere ben visibile la sua veste nera da francescano conventuale.

Tante persone hanno offerto questi ori e noi rispettiamo la  loro volontà, però dobbiamo rispettare anche lo stile e il messaggio del Santo.

Spero che questo auspicio trovi il favore non di tanti, ma di tutti, all’unanimità.

Auguriamoci tutti di poter imitare il Santo di Padova più amato nel mondo, almeno in qualche sua virtù, per essere più vicini a Cristo ed essere suoi messaggeri; così ci ha detto il Vangelo: «Gesù mandò messaggeri davanti a sé».

MIGLIAIA DI FEDELI PER SANT'ANTONIO. IL VESCOVO: TOGLIAMO L'ORO DAL SANTO

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Sant’Antonio richiama di nuovo migliaia di persone. Non manca nessuno alla tradizionale processione dei Ceri con i  fedeli giunti da ogni parte della provincia, per ammirare il passaggio della statua lungo le vie cittadine.

La giornata in onore del Santo è cominciata la mattina con la distribuzione della cioccolata ed i biscotti nella chiesa di San Francesco come tradizione.

Nel frattempo lungo via Terenzio Varrone, via Nuova, via Garibaldi e via Porta Romana i residenti cominciavano a lavoare alle infiorate per accogliere il passaggio del Santo.

Nel pomeriggio, la statua, si è fatta attendere come consueto e intorno alle 19.15, è apparsa sul sagrato  dalla chiesa di San Francesco tra gli applausi generali. Da lì ha preso il via la lunga processione con al seguito centinaia di fedeli e le autorità comunali, provinciali e regionali..

Dietro la macchina, portata a spalla dai fratelli di Sant’Antonio suddivisi in squadre, la lunga processione con i fedeli e i ceri. La lunga giornata  si è poi conclusa anche quest’anno con il consueto spettacolo pirotecnico allestito per il 2010 dalla ditta Fenici.

Di questo giugno Antoniano sarà d ricordare l’omelia del Vescovo di Rieti Mons.Delio Lucarelli il quale parlando ai fedeli durante il pontificale della domenica mattina ha detto di avere un sogno da tredici anni e cioè quello di vedere la statua di Sant’Antonio sfilare durante la processione vestita soltanto con il saio nero.

Senza nulla togliere ai tanti ex voto d’oro che ricoprono il Santo, monsignor Lucarelli ha ricordato che che il taumaturgo di Padova è uno dei simboli del francescanesimo e quindi espressione di semplicità e di umiltà.

I fratelli della Pia unione hanno preso atto delle parole del Vescovo dichiarando che l’ultima decisione spetterà comunque ai fedeli.

CGR: CENA FINALE DEL CORSO DI DEGUSTAZIONE DELLA BIRRA

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Una cena tra tradizione e innovazione ricca di gustosi accostamenti concluderà il ciclo di lezioni del corso di degustazione della birra organizzato dal Centro Giovanile del Comune di Rieti in collaborazione con Pizzeria Banjo e Slow Food.

Le cinque lezioni tenute da Enrico Amadori hanno accompagnato i partecipanti in un viaggio attraverso il mondo birraio.

I contenuti andavano dalle origini e storia della birra, alle tecniche di produzione (componenti e metodi di lavorazione), dagli stili della birra alla tecnica di degustazione organolettica, dai confronti tra birre industriali e artigianali agli abbinamenti cibo-birra.

Ed ecco i piatti del menù con il relativo abbinamento della birra: pizzicotti alla birra rossa accompagnati dalla Baladin Super (una delle migliori birre artigianali italiane), carbonade (spezzatino di vitella macerato in birra scura) accompagnata dalla Ducale del Borgo, tiramistout (tiramisù annaffiato da birra scura).