Stipendi bloccati, attività preparatoria in forte ritardo e rischi concreti per il comparto agricolo della Piana di Rieti. Il Consorzio di Bonifica reatino è bloccato per la mancata erogazione dei pagamenti da parte della Regione Lazio e le ricadute per òla città potrebbero essere devastanti.
A lanciare il grido d’allarme è stato il presidente Adriano Tarani che, nei giorni scorsi, aveva annunciato una conferenza stampa per questa mattina, appuntamento annullato per sviluppi dell’ultimo minuto, ma il problema non è stato risolto. Tarani ha spiegato la drammatica situazione questa mattina in diretta dai microfoni di Radiomondo, durante la trasmissione “Sabato italiano”.
Presidente, qual è la situazione del Consorzio di Bonifica reatino?
Stiamo vivendo un momento di grossa crisi finanziaria già da qualche tempo. Siamo arrivati a contabilizzare un credito di 4 milioni di euro, soprattutto con la Regione Lazio, e abbiamo una forte esposizione nei confronti del nostro tesoriere.
Come è stato possibile arrivare a questa situazione?
Negli anni scorsi, come prevede la normativa, abbiamo svolto lavori per conto della Regione, ricevendo gli incarichi sulle base delle aste di competenza regionale. Questo sistema ci dà diritto a ricevere un rimborso. Purtroppo dal 2011 questo non avviene e noi non abbiamo mai ricevuto i pagamenti per i lavori svolti. Abbiamo fatto fronte alle emergenze grazie alle nostre risorse, ma siamo arrivati all’esaurimento dei nostri fondi.
Qual è stata la vostra decisione?
Abbiamo preso una decisione difficile, ma inevitabile: fermare il pagamento dei nostri dipendenti e, di conseguenza, abbiamo bloccato le nostre attività.
Ora temiamo per lo svolgimento di tutti quei lavori indispensabili sul nostro territorio, da effettuare in un periodo importante come il mese di aprile. Si tratta di attività legate alla bonifica del territorio, necessarie in questo periodo, per predisporre i servizi di irrigazione estiva. Viviamo un profondo stato di ansia e vogliamo arrivare a risolvere il problema.
Perché è stata rinviata la conferenza stampa?
Ieri, a margine di un convegno tenutosi a Poggio Mirteto, ho avuto l’occasione di parlare con il consigliere regionale Daniele Mitolo, che ci ha dato la disponibilità ad intervenire per risolvere la questione in pochi giorni.
Aspettiamo sperando che tutto si risolva, anche per il disagio che stiamo vivendo: un disagio sia per i dipendenti, sia per gli agricoltori che sono sul nostro territorio. Quello che stiamo lanciando è un vero e proprio grido di allarme: noi siamo “sentinelle” del territorio che ne può risentire anche da un punto di vista idrogeologico.
Quanti sono i dipendenti attualmente con gli stipendi bloccati e quali servizi sono a rischio?
Abbiamo 11 dipendenti, ai quali si aggiungono gli “avventizi” che prendiamo con mansioni stagionali per svolgere determinati lavori che, altrimenti, non riusciremmo a coprire con i nostri effettivi. Soprattutto in estate c’è un supplemento di lavoro per le attività di irrigazione. Il mese di aprile, adesso, è importante perché c’è una necessaria ed indispensabile fase preparatoria: i canali e gli invasi vanno ripuliti e preparati. A Rieti abbiamo un sistema a “pelo libero”, progettato anni fa con segno di lungimiranza. Serve circa 1800 ettari di superficie ed è un servizio estremamente importante. Ci sono colture molto idrovore, come il mais, che hanno bisogno di irrigazione continua. Per questo siamo in forte preoccupazione, stiamo mettendo a rischio le attività economiche e agricole.