Interinali Asl, il DG Figorilli convoca gli amministratori di "Alba"

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Questa mattina il direttore generale della Asl Laura Figorilli, ha provveduto a convocare la società interinale Alba, per un incontro urgente, teso a favorire una soluzione rapida della grave situazione venutasi a creare dopo il verbale Inps – Inail che imputa alla società, il mancato pagamento dei contributi a favore dei propri dipendenti, per circa 4 milioni di euro. “La documentazione al momento in nostro possesso, non sembra sollevare in alcun modo la società Alba dalla responsabilità di minori pagamenti dei contributi rispetto alle somme che, nel tempo, la Asl ha regolarmente versato nelle casse della società. Anche per questo motivo, credo sia indispensabile un incontro con la società interinale, nella speranza che gli amministratori ci possano fornire nuovi ed ulteriori elementi utili per una soluzione rapida della controversia in atto, nell’interesse di tutti e soprattutto dei lavoratori, che attendono giustamente e con ansia, il pagamento di quanto legittimamente maturato, fornendo la loro preziosa opera presso le strutture Asl”. “Siamo anche disposti, per l’immediato futuro, – conclude la Figorilli – a subentrare ad Alba nell’erogazione materiale degli stipendi che andranno a maturare, ma questo può avvenire solo e soltanto all’interno di un preciso accordo tra l’Agenzia e l’Asl, ad integrazione delle disposizioni contenute nel contratto in essere”.

Questura di Rieti, insediamento nuovo Questore

Si terrà presso la Sala F. Palieri della Questura di Rieti alle ore 12.00 del 22 maggio 2014 la presentazione ed il saluto del neo Questore di Rieti Dr. Gualtiero D’Andrea che si insedierà nella stessa mattinata nella sede reatina.

Archivio di Stato: successo dell'iniziativa “1944. Guerra, resistenza e liberazione”

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Grande successo sta riscuotendo l’iniziativa dell’Archivio di Stato riguardo alle manifestazione “1944. Guerra, resistenza e liberazione”  nel contesto della quale è stata programmata anche la visita al rifugio antiaereo sottostante alla caserma Verdirosi. Tutti i esauriti i posti disponibili sia per quanto concerne le scuole che le visite pomeridiane riservate ai cittadini. Per questo motivo il direttore dell’Archivio di Stato Roberto Lorenzetti e il comandante della Verdirosi, generale Giancarlo Villa, hanno deciso una ulteriore apertura  del rifugio per il giorno 30 maggio. Anche in questo caso è necessario prenotarsi presso l’Archivio di Stato (0746204297- www.asrieti.it). L’appuntamento è alle 16,30 presso l’Archivio di Stato dove sarà presentato il libro su “Cleonice Tomassetti”  e dove si potrà visitare la mostra storico-documentaria. Al termine, alle ore 18,30 circa, si raggiungerà a piedi la vicina caserma Verdirosi per la visita al rifugio ma  anche al magnifico chiostro, alla cappella della Beata Colomba e al muso militare. Le successive visite si terranno il 10-11 e 12 giugno.

Rieti Virtuosa: Piero D'Orazi è il nuovo presidente del Movimento

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Piero D’Orazi è il nuovo presidente del Movimento civico Rieti Virtuosa. Vicepresidenti sono stati eletti Valerio Brugnerotto e Paola Cuzzocrea, mentre tesoriere è stato nominato Orazio De Paola. Il rinnovo delle cariche è avvenuto nel corso dell’assemblea pubblica di sabato, durante la quale la presidente ed il tesoriere uscenti, Anna Paola Pitotti e Marco Giordani, hanno tracciato un bilancio dell’attività del Movimento che ha sempre mantenuto alta l’attenzione sui temi di maggiore interesse per i cittadini da una parte con azioni di denuncia che hanno in ogni momento dimostrato la grande libertà di Rieti Virtuosa di poter puntare il dito sui ‘comitati di affari’ di qualunque colore essi siano, dall’altra con proposte concrete volte a spronare l’amministrazione a migliorare la vita della popolazione. Dalla segnalazione dei disagi che vivono le frazioni e i quartieri di Rieti all’organizzazione dei sempre più partecipati Mercatini del baratto e del dono, dalla denuncia sulle irregolarità in merito alla costruzione del nuovo deposito Cotral, dell’alberghiero e di altre situazioni a rischio corruzione negli appalti pubblici alla proposta di iniziativa popolare che ha portato all’approvazione della prima legge regionale sulla gestione pubblica e partecipata dell’acqua che vede il Comune di Rieti (a sua insaputa) come capofila della nuova Autorità d’Ambito titolata a richiedere la concessione delle sorgenti del Peschiera, dalla denuncia delle mancate bonifiche delle ex aree industriali ai numerosi incontri organizzati in collaborazione con il Cer, il Centro Studi Cesiss ed esperti per affrontare il rischio terremoto, senza dimenticare le spinose vicende relative all’esternalizzazione della mensa dell’ex Manni e di altri servizi comunali, alla gestione dei rifiuti e al rilancio del Terminillo. Questi i principali problemi affrontati in quest’ultimo anno e mezzo e che, nel limite delle potenzialità di un ente locale (ancorché in dissesto finanziario), potevano e dovevano essere affrontati in modo strutturale dall’attuale Amministrazione comunale la quale, invece, ha preferito prendere decisioni solo dettate dalla contabilità di cassa se non addirittura in continuità con il periodo buio delle giunte Cicchetti-Emili. Eppure siamo tutti coscienti che tali problemi si vanno ad aggiungere alla drammaticità della deindustrializzazione in atto e rispetto alla quale i partiti, tramite i loro principali referenti territoriali e sindacali, hanno fatto la scelta di inseguire quelle crisi aziendali che spesso si sono poi rivelate delocalizzazioni che potevano essere evitate. In questo difficile contesto socio-economico Rieti Virtuosa ha così deciso di far confluire i propri sforzi e la volontà di cambiamento dei cittadini di Rieti nella campagna, sostenuta da oltre 800 firme in poche settimane, per le 4 delibere di iniziativa popolare su ripubblicizzazione di Asm e Sogea, scelta degli scrutatori elettorali per sorteggio con priorità ai disoccupati, stop al consumo di nuovo suolo e per un bando europeo sulla mobilità sostenibile che porti anche alla bonifica delle ex aree industriali. In merito alle 4 delibere, già discusse dalle commissioni comunali Bilancio e Urbanistica, Rieti Virtuosa si aspetta che vengano discusse ed approvate in occasione del prossimo consiglio comunale, visto il grande interesse suscitato tra i cittadini e la fattibilità tecnico-economica messa a disposizione di tutti i consiglieri comunali attraverso le relazioni d’accompagno alle delibere stesse. Nella foto da sx Marco Giordani (tesoriere uscente), Anna Paola Pitotti (presidente uscente), Piero D’Orazi (nuovo presidente).

Cons.Franceschini: proposta regolamento Unioni civili e identità di genere

La consigliera al Comune di Rieti Pamela Franceschini della Sinistra per i Beni Comuni ha inoltrato al presidente della commissione statuto e regolamenti la proposta di regolamento per le Unioni civili e la proposta di regolamento contro le discriminazioni determinate dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere.  Due atti segno del nostro impegno per la piena affermazione dei diritti civili di tutti i cittadini.      

La strage partigiana di Morro Reatino

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Morro Reatino, piccolo paese abbarbicato sulle montagne a Nord di Rieti, aveva vissuto tranquillamente quell’ennesimo inverno di guerra 1943-1944. Uniche novità di rilievo, la sempre più frequente presenza di partigiani che qui avevano trovato un tranquillo rifugio. Proprio a queste presenze sono da ricollegarsi alcune violenze (essenzialmente minacce, qualche aggressione e – ovviamente – furti) che videro come vittime alcuni cittadini, ben lontani dal compromettersi con il Partito Fascista Repubblicano, sia chiaro. Tutto, sembrava limitarsi a dissapori personali, odi paesani e, naturalmente, alle “necessità” della guerriglia partigiana (che ben pochi ribelli facevano). Nulla fece presagire l’uragano di violenza che si scatenò durante il rastrellamento italo-tedesco del 31 marzo – e dei giorni seguenti – che misero fine alla guerriglia in queste zone (senza, per altro, che si verificassero scontri!). Proprio durante questo rastrellamento avvenne un primo episodio che si prestò al plagio della vulgata antifascista e anti-italiana. Tra le molte vittime dell’operazione di controguerriglia italo-tedesca si ritrovò il corpo di Pietro Giuseppe Di Lorenzo che, logicamente, venne inserito tra i “caduti della Resistenza”, sebbene mai nulla avesse avuto a condividere con il movimento di guerriglia. Ma, al tempo, serviva inventarsi “martiri della libertà” e perciò nessuno obiettò nulla, così come nessun “ribelle patentato” disse che ad uccidere il povero Di Lorenzo era stato un Commando partigiano che lo aveva indicato – falsamente – come una “spia”. E’ questo il clima che generò la spedizione punitiva di un gruppo di guerriglieri comunisti nella notte tra il 18 e il 19 maggio 1944, quando Morro Reatino fu sconvolto da una “legittima azione di guerra” condotta, però, contro civili innocenti, cui nulla era imputabile. Le vittime, alla fine, saranno solo quattro perché il Commando indugiò troppo a lungo nel consuetudinario “prelievo proletario” nelle case di poveri contadini locali. Essendosi fatto troppo tardi, ci si accontentò di solo quattro sventurati che vennero portati in montagna e dopo atroci torture, amputazioni di genitali ed enucleazione delle orbite vennero finiti a colpi di pietre sul capo. Questi i loro nomi: Mario Sansoni, Antonio Molinari, Romeo Pellegrino e Pietro Palenca. Scrisse, nel primo dopoguerra, l’antifascista Giuseppe De Mori: “Il corpo di Romeo Pellegrino mostrava gli occhi strappati, la lingua mozzata e il corpo sfregiato. La salma di Pietro Palenca presentava ventidue pugnalate e altrettanto seviziati apparivano i cadaveri degli altri due disgraziati. La popolazione, convinta che in tanta efferatezza non ci fosse stato un vero movente politico, era costretta a soffrire tutto in silenzio per timore del peggio”. La strage ebbe un triste epilogo qualche settimana dopo, quando morì Don Mariano Labella: durante la “legittima azione di guerra” dei partigiani era stato brutalmente malmenato e lasciato sanguinante a terra, nei pressi della chiesa parrocchiale. Dal pestaggio non si era più ripreso. Il Comitato Pro 70° Anniversario della RSI in Provincia di Rieti ha chiesto al Sindaco di Morro Reatino che nella piazza principale del paese, al fianco di quella che ricorda le vittime del rastrellamento italo-tedesco, sia affissa una lapide che ricordi anche le sei vittime innocenti dell’odio antifascista. “Dopo 70 anni – ha dichiarato il Dott. Pietro Cappellari, Responsabile culturale del Comitato Pro 70° Anniversario della RSI in Provincia di Rieti – è legittima una riflessione su quanto avvenuto nella nostra provincia durante la guerra civile scatenata dai partigiani. Ancor oggi, troppi politici o politicizzati ci parlano di una Resistenza “immaginaria” fatta di democrazia e “libertà”, anche se, quando osserviamo queste “legittime azioni di guerra” noi non possiamo non rimanere più che perplessi davanti alla politicizzazione di fatti che nulla hanno a che fare con la democrazia e la tanto sbandierata “libertà”. Pensare di cancellare certe pagine di storia, così come tacere sul vero volto della guerriglia comunista, è un’operazione che non condividiamo. Per amore davanti alla giustizia. Quando i nostri “cattivi maestri” vanno nelle scuole a parlare di lotta partigiana, di democrazia e di “libertà”, hanno mai detto che cosa fu la guerriglia? Hanno avuto mai il coraggio di parlare delle stragi partigiane? Hanno parlato anche del comunismo? Hanno ricordato le vittime innocenti dell’odio antifascista di Morro Reatino? La risposta a queste domande, dia la misura della loro moralità. Dal punto di vista storico, quello che più ci interessa, l’eccidio di Morro Reatino presenta ancora molti lati oscuri. Fermo restando che le cronache giudiziarie hanno escluso chiaramente e senza timore di smentita che le vittime dell’odio partigiano fossero delle “spie”, ancor oggi non si conoscono i nomi di tutti coloro che parteciparono a questa “legittima azione di guerra”. Ma non solo. La strage comunista richiama direttamente anche la misteriosa scomparsa del Comandante partigiano Mario Lupo (cancellato dal PCI dai libri di storia, nonostante fosse stato il migliore capo guerrigliero di tutto il Reatino). Proprio durante il processo agli autori dell’eccidio di Morro, infatti, venne fuori la storia che Mario Lupo fu ucciso dai comunisti che mal tolleravano la sua indipendenza, scottati anche dal fatto che il famoso e carismatico Comandante partigiano si era opposto a una spedizione punitiva contro le “spie” di Morro, perché sapeva che in paese non vi erano collaboratori dei fascisti. Disse chiaramente che fino a che fosse stato vivo lui, certe cose non sarebbero mai avvenute. Appunto”.

Settore giovanile, grosse soddisfazioni per la Foresta basket

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E’ con immenso piacere e con grande orgoglio che la Società “La Foresta Rieti Bk” comunica che due suoi atleti dell’anno 2001, Giacomo Cornacchiola e Francesco Bonanomi sono stati convocati per l’A.T.G. del Lazio (Addestramento Tecnico Regionale), cioè una selezione dei migliori prospetti della regione per categoria e inoltre che Giulia Colantoni e Costanza Rosati, due ragazze del 1998 date in prestito alla Pink Terni, parteciperanno alle Finali Nazionali Under 17 che si svolgeranno a Mosciano S. Angelo (TE) dal 18 al 24 Maggio 2014. Questo è un grosso riconoscimento per la società che tra mille difficoltà e che con dirigenti e istruttori che svolgono questa “lavoro” solo ed esclusivamente per passione ma con grande  competenza, riesce sempre a far emergere dal proprio settore giovanile prospetti interessanti (ricordiamo Marco Salari, Giancarlo Rodriguez, Emanuele De Angelis, Hector Beltran) e a far raggiungere alle proprie squadre importanti risultati.

Playoff Rieti-Sammaurese, ingresso gratuito over 65 e studenti elementari e medie

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Per la gara di andata dei playoff di Eccellenza Rieti-Sammaurese, in programma domenica prossima 25 maggio allo stadio “M. Scopigno” (orario d’inizio alle ore 16,30), la società amarantoceleste comunica che gli over 65 potranno usufruire dell’ingresso gratuito alla Tribuna Ovest “Antonio Tomassoni” ed alla Curva Nord “Sabatino Iacoboni”. Ingresso gratuito, inoltre, anche per gli studenti delle scuole elementari e medie cittadine. Il Club è certo che la duplice iniziativa servirà a garantire una crescente e folta presenza di tifosi per una gara chiave della stagione come quella che si giocherà domenica e che l’apporto del pubblico fornirà una ulteriore spinta per ottenere un risultato positivo ed importante in vista della partita di ritorno del 1 giugno in Emilia Romagna.

Il servizio sanitario pubblico paga ed i privati speculano

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4 miilioni di euro di evasione contributiva a danno dei lavoratori precari della Sanità reatina e dell’erario pubblico, cioè di tutti noi cittadini contribuenti. All’agenzia interinaria non bastava il lauto “ristoro” extra busta paga elargito dalla ASL Rieti per le centinaia di operatori forniti, si è perciò deciso di trattenere anche una parte dei contributi dovuti (come da notizia riportata dai giornali). Così, ad esempio, 2 anni fa, la ASL di Rieti fece un bando di concorso per assumere 55 ausiliari attraverso l’ufficio di collocamento. I criteri erano noti e trasparenti: disoccupazione, incapienza economica, famiglie numerose, figli disabili, ecc. Fatta la graduatoria con nome e cognome delle persone che dovevano essere assunte, si blocca tutto: la Regione Lazio pone ostacoli e chiede alla ASL di specificare i motivi delle assunzioni chieste. La ASL, per tutta risposta, cambia rotta ed assume alcune decine di “interinali” al posto dei titolari della graduatoria stilata dall’Ufficio di Collocamento reatino. Dentro questo gruppo di interinali assunti rimangono escluse persone in graduatoria, tra cui ad esempio un padre di famiglia con cinque figli a carico. A nulla valsero proteste, occupazioni, manifestazioni e denunzie pubbliche. Ci hanno sempre detto che non si può fare a meno di mandare avanti i Servizi Sanitari con il personale precario perché, in tempo di crisi, occorre risparmiare. Si ritiene inoltre che il lavoratore a carico del privato è più efficiente di quello di un operatore pubblico… e così via… NOI NON SIAMO DACCORDO. Un lavoratore ben controllato è sempre più efficiente, che lavori nel pubblico o nel privato, mentre le esternalizzazioni dei servizi vengono finanziate dal pubblico e non privatamente e ciò dimostra che dei soldi da investire ci sono, al contrario di quello che ci viene detto. Un operatore precario, inoltre, costa mediamente il 10% in più di un operatore assunto con regolare concorso ed a tempo indeterminato. Oggi, nei reparti di degenza presso l’ospedale di Rieti vi sono infermieri e medici che lavorano ininterrottamente da più di 8 anni. Persone che vivono ogni scadenza di conferma con angoscia e rabbia per l’evidente discriminazione verso i loro colleghi. Un lavoro precario consente meno diritti sociali. Ad esempio è difficile che una banca accordi un mutuo per l’acquisto di una casa. Coloro che hanno potuto, tramite un regolare concorso, si sono licenziati per andare a lavorare in ASL di altre regioni dove era possibile un lavoro stabile; si perdono così professionalità ed esperienze locali fondamentali per l’azienda sanitaria e la sua crescita. Nel tempo, infatti, è difficile motivare ed investire su un lavoratore precario: formazione ed aggiornamento sono a carico del lavoratore, così come malattia e ferie. Come mai, allora, se non si risparmia affatto, ancora oggi si assume mettendo i costi dei lavoratori precari, non più nel capitolo del “personale”, ma tra i “beni e servizi” ? (Praticamente alla stregua di lenzuola, piatti e bicchieri !) Nessun politico lo dirà mai, neppure sotto tortura, ma tutti sanno che attraverso la porta girevole del precariato si realizzano affari d’oro, clientele e carriere politiche. Chi vince l’appalto, se è onesto fa un affare privato, se disonesto gonfia le cifre, omette pagamenti, incassando, ad esempio per un ausiliario, 17 euro lorde l’ora ed erogandone, a lui/lei, meno di 7 puliti ! Per affaristi e traffichini è una vera e propria “manna dal cielo”. Ciò che era difficile tramite un regolare concorso, diventa facile con un appalto: tutti trasversalmente d’accordo si spartiscono la torta inviando le “raccomandazioni” alle varie agenzie, con un ritorno garantito anche in termini elettorali, politici e finanziari per tutti i coinvolti. Poi ci sono i “danni collaterali”: qualità del lavoro scadente, lavoratori arrabbiati e depressi, Servizi pubblici che non funzionano, fiducia nel sistema sempre più in caduta libera ! Una volta per tutte vogliamo ribadire che è sbagliato risparmiare nei Servizi Pubblici, tagliando gli stessi Servizi necessari o scaricandone i costi su chi ci lavora. Che per garantire la qualità dei Servizi occorre rendere trasparente il sistema con l’accesso diretto agli atti da parte di qualsiasi cittadino. Che al giorno d’oggi è più importante dare lavoro a molte persone, garantendone diritti e futuro in modo che la loro stabilità possa creare basi sicure sulle quali riavviare l’economia dei comuni. Qualcuno, oggi al potere alla Regione Lazio, durante la campagna elettorale del 2013, promise di abolire il precariato. Oggi siamo punto a capo. Ma noi non dimentichiamo ! Il coordinamento “Graduatoria ausiliari Asl Rieti”, appoggiato da Cittadinanzattiva Rieti e Tribunale per i Diritti del Malato Rieti, si fa promotore di questa protesta come già fatto in passato e ribadisce il suo impegno nella lotta alla precarietà e, in particolare, alle scelte imposte dalla regione Lazio all’azienda sanitaria reatina chiedendo per l’ennesima volta che le graduatorie vengano rispettate e i diritti dei lavoratori siano tutelati (specialmente di quelli più vulnerabili).

48esima Mostra di "Rieti Colleziona"

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Il prof. Sabatino Fabi, presidente dell’Associazione Collezionisti ULMA di Rieti, ha messo a segno un nuovo ed ampio successo con l’organizzazione della 48esima edizione di Rieti Colleziona, svoltasi nell’antico chiostro di sant’Agostino (purtroppo deturpato, da un lato, da una serie di vecchi banchi di scuola accatastati alla meglio sotto gli archi, cosicché il luogo del medievale convento, restaurato da poco, è apparso come trasformato insensibilmente da qualcuno, a magazzino a cielo aperto. Il contrasto con la mostra e con il bello delle cose esposte, è apparso evidente a tutti!) Malgrado ciò, la ricorrente annuale manifestazione oramai avviatasi a celebrare, tra due anni, il cinquantenario di vita, ha avuto il suo numeroso pubblico di espositori, esperti ed appassionati. Non per niente 48 anni trascorsi dal lontano inizio, è stato il tempo nel quale il prof. Fabi ha educato più di un giovane all’affascinante arte del collezionismo, riuscendo cosi a farsi promotore di una cultura che è apprezzata e bene accolta non solo in città, ma in tutta l’Italia centrale. La mostra è stata riservata a francobolli e a cartoline, ma ha spaziato anche in altri ambiti, e quest’anno essa ha rivolto il proprio sguardo alla Gens Fabia, “nel mito, nella storia e nell’arte”; a Nazareno Strampelli nell’occasione della celebrazione centenaria del grano Carlotta Strampelli, così battezzato dallo scienziato con il nome della moglie; a Federico Tosti, nel 150esimo di fondazione del CAI; all’arte cosiddetta donniniana, presente Eros Donnini, l’incisore dei più belli ed apprezzati francobolli italiani; alla XXVII – Herbo Conti Piante Rieti – Filex. La kermesse della Gens Fabia è stata inaugurata dal sindaco Simone Petrangeli, che ha visitato i vari stand, congratulandosi con gli espositori, tra cui numerosi giovani studenti e portando a tutti il saluto dell’Amministrazione comunale, affermando che l’ente non tralascerà di assicurare alla manifestazione il proprio sostegno anche in futuro, riconoscendo l’alto compito educativo e formativo che essa svolge. Subito dopo s’è svolta una tavola rotonda sui temi della mostra cui hanno partecipato Sergio Salvi, Gianfranco Formichetti, Fabio Fornara, Enrico Laudati e Valentino Gunnella. Altre tematiche della 48^ Mostra sono state: Piante e frutti eduli del bosco; la lira nel Regno e nella Repubblica italiana, immaginette sacre, convinto-collegio municipale Umberto I°, I Papi santi Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II, la prima guerra mondiale. Trenta sono stati gli espositori. Ospiti d’onore della bella ed importante manifestazione due donne: la nipote di Nazareno Strampelli, Carlotta, che porta il nome della zia e Adriana Tosti, figlia del grande Federico. Alla fine il prof. Fabi, sempre attivo ed efficiente e misuratamente soddisfatto, ha rilasciato alcune dichiarazioni: “Siamo già al lavoro per il Cinquantenario. Sarà possibile ripercorrere l’itinerario dei cinquant’anni, ricordando le tappe salienti di un cammino che, per certi versi, ci inorgoglisce. Speriamo di essere all’altezza, con la collaborazione dei maggiori enti, di organizzare un evento che, oltre ad essere valido sotto il profilo culturale, abbia tutti gli elementi per consentire alla città di vivere alcuni giorni di promozione turistica, perché i visitatori abbiano a godere dei monumenti e delle bellezze naturali che 50 anni di mostre hanno promosso, anno dopo anno, seguendo un percorso programmatico che è servito a sollecitare la nostra fantasia e le nostre conoscenze, ma, speriamo, anche ad incuriosire i forestieri che verranno”.