Campagna per sostenere il lungometraggio del reatino Edoardo Spallazzi

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Il giovane regista reatino Edoardo Spallazzi, classe 1992, dopo una serie di cortometraggi e altri lavori, è ora alle prese con il suo primo lungometraggio dal titolo Falling Faintly And Faintly Falling. La sceneggiatura, una sorta di tragedia black-humor scritta dallo stesso, racconta le vicende di un anziano sordomuto deciso a mettere fine alla propria vita. Per raccogliere ulteriori fondi per la realizzazione della pellicola, il regista ha da poco indetto una campagna di crowdfunding, chiedendo aiuto ai suoi concittadini per raggiungere la cifra necessaria. L’inizio delle riprese è previsto per i mesi di agosto o settembre tra Ornaro Alto e Roma. Nel cast, anche il noto attore teatrale e caratterista Ugo Fangareggi. Il link dal quale è possibile fare le donazioni: http://igg.me/at/fallingfaintlyandfaintlyfalling/x/6987078

Con il “treno bianco” a Lourdes partendo da Rieti

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Lourdes è da sempre meta di pellegrini da ogni parte del mondo e per la maggior parte delle persone il mezzo più idoneo per arrivarci è il treno. Esistono treni che effettuano viaggi periodici e straordinari, che connettono le principali città italiane con la città delle apparizioni mariane. C’è il cosiddetto “treno bianco”, quello della speranza, dove disabili, sacerdoti, volontari e infermieri viaggiano insieme. Ogni volontario, che compie la sua missione all’insegna della carità e della misericordia, si paga il viaggio e le spese di soggiorno nella città sacra per assistere in tutto i malati che desiderano partecipare a giorni di fraternità, di preghiera in strutture create a “dimensione di malato”. Ogni anno sono tantissimi i fedeli che si immergono nelle acque di Lourdes, avendo la possibilità di riunirsi in preghiera e di chiedere sollievo alla Madonna dalle proprie sofferenze. Il “treno bianco”, è l’unico mezzo consentito per poter accompagnare tante persone malate e soprattutto in carrozzina! Il viaggio in aereo infatti è consentito per legge a non più di 5 malati in carrozzina! I viaggi sono organizzati dalle associazioni e dalle diocesi parrocchiali. Tra le associazioni, la più accreditata per questi viaggi è l’UNITALSI, con più di 250.000 soci in tutta Italia e migliaia e migliaia di volontari. Da oltre 110 anni il treno bianco dell’ Unitalsi trasporta gli ammalati a Lourdes arrivando ad organizzare viaggi anche per 600 persone, in un avvicendarsi tra vagoni letto, carrozza-cucina, infermeria e perfino parrocchia. La Diocesi di Rieti, ogni anno presente a Lourdes, partirà dal 21 al 27 agosto 2014 (per chi lo desidera vi è anche la possibilità dell’aereo, dal 22 al 26 agosto) e ci si può già iscrivere presso la sede Unitalsi di Rieti in Via del Porto, 27. Per informazioni dettagliate telefonare al numero 0746 483491, oppure recarsi nella sede Unitalsi  il martedì e il venerdì dalle ore 16,00 alle ore 18,00. Presidente Unitalsi sottosezione di Rieti 366 5725142.

La morte di Enzo Tarani, il medico della Rieti-strapaese

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L’avevo seguito con il cuore in ansia per oltre un’ora, vedendolo adoperare gli strumenti semplici del medico di una volta, ai piedi di un lettino di un bimbo, direttamente interessato alla diagnosi che avrebbe emesso e che tardava ad arrivare, facendo presagire che non si sarebbe trattato di cosa da poco se un dottore del suo calibro, della sua scienza e della sua sapienza, indugiava a sentenziare, prendendosi minuti su minuti, un’ora e un quarto in tutto, dubbioso ed incerto, prima di dire la sua su un caso che ci aveva messo nei triboli. Poi la diagnosi arrivò ed era del tipo di quelle che ti tolgono il sonno. Ma lui lì a dirti che non c’era da disperare, che bisognava agire e presto. Perché gliela avremmo fatta anche questa volta. Non sbagliò la difficilissima diagnosi, né il felice esito delle terapie che furono ben somministrate al De Lellis. Lui, che ancora studiava su testi in lingua inglese ed era aggiornatissimo, sempre! Pronto ad infondere la speranza che giungeva assieme al suo sorriso e ad una sua battuta in dialetto reatino, modalità di espressione che adorava. Parlo, come avrete capito, del nostro comune amico, dico di tutti! dell’intera città!, del dottor Enzo Tarani, medico sanfrancescano, nato dall’unione di due giovani di famiglie povere, con due nomignoli che in passato contribuirono a fare la storia del rione-strapaese, appunto quello di san Francesco, ove i fratelli e le sorelle della madre erano di due clan come fossero dinastie: i Checcherellà e i Diéce, artigiani della “bolletta” questi ultimi, fabbricanti dei chiodi che si mettevano sotto le suole degli scarponi, perché resistessero in quanto altre, tanto presto, di scarpe non se ne potevano proprio comprare. Enzo, richiamato in Cielo stanotte e finalmente riunitosi alla sua Anna Maria dopo due decenni, grazia che chiedeva al suo Signore ogni dì che fu costretto a vivere senza di lei, fu uno dei primi ad emergere di quel rione di poveri e di senza cultura che era allora l’agglomerato di case che va dal vicolo delle Fontanelle alla discesa di Santa Chiara. Divenne medico quando la nobile professione era di pochi, e iniziò ad esercitarla in marina, prestando servizio all’Accademia e sulla Vespucci, solcando i mari che non aveva mai visto, sconosciuti come quelli della vita, che l’aspettava. Lo ricordo in divisa bianca, con lo spadino dorato, sottobraccio ad una orgogliosissima Anna Maria, attraversare la piazza: bellissimi, invidiati e felici. Poi al civico ospedale degli Istituti Riuniti di Ricovero, insieme al suo primario Domenico Dionisi, altro grandissimo pediatra, tanto che insieme e senza saperlo, misero su una scuola di professionisti seri e qualificati, non vantandosene mai. Insomma, Enzo Tarani fece parte di quel gruppo di qualificati sanitari che gestì il trasloco dal vecchio ospedale al nuovo di Campoloniano, il De Lellis, operazione che realizzò il consiglio di amministrazione presieduto dal senatore Marzo Bernardinetti e Fulvio Ubertini, all’interno di un programma di crescita dell’intera città e condiviso, che oggi appare così lontano ed irripetibile! Enzo vi si trasferì assieme ai Cammarota, agli Scapato, ai Faraglia, ai Cati, ai Ciacciarelli, ai Liguori, ai Carrozzoni, ai de Santis, agli Angeloni, ai Dionisi, ai Chiarinelli, ai Burelli ed insieme con molti altri che ho dimenticato e con i quali mi scuso, aggiungendo alle sue specializzazioni di pediatra e di adolescentologo, quella di infettivologo, assumendo la guida della divisione di medicina del nuovo nosocomio all’alba delle urgenze che premevano e che scaturivano dal diffondersi dell’Aids e delle droghe. Riguardo alle droghe, fu centrale nel combatterle la sua volontà di affrontarle dal lato dell’educazione iniziando dall’avvicinarsi dell’adolescenza, divenendo partner del Provveditorato agli Studi e realizzando insieme ai Lyons club, un vasto programma di conferenze in tutte le scuole medie e secondarie della provincia. Un prete che ha lavorato molto a Rieti e per la città, don Luigi Bardotti, parroco di santa Lucia nel cui territorio Enzo ed Anna Maria abitavano, capì che il dr. Tarani poteva essergli utile per il recupero di quell’importante monumento medievale che è la Chiesa di San Domenico, così che lo coinvolse in un programma complesso, ma che ebbe un esito felicissimo, che vide il medico alla testa del comitato per la ricostruzione e il restauro di un’opera assai importante per l’umbilicus, quale testimonianza della nobile storia dell’antica città. Il coinvolgimento si estese poi anche all’ambizioso progetto di costruzione dell’organo Dom Bedos, conclusosi positivamente anch’esso. I lavori e l’altro che seguì, comportarono impegni prima per miliardi di lire e poi per milioni di euro. Non uno scherzo, dunque! I Tarani erano belli d’aspetto. Giggetto, il padre di Enzo e di Vittorio, aveva una voce tenorile. Incantava le giovani del suo tempo nelle serenate passate al chiar di luna e quando, lavorando sulle impalcature delle case in costruzione, cantava, lui pittore edile, le romanze liriche del Flavio, sfoderando la sua voce che si riconosceva per finezza e grazia: “E lucevan le stelle, – si sentiva venir su dai cantieri – ed olezzava la terra, stridea l’uscio dell’orto. E un passo sfiorava la rena…. L’ora è fuggita, e muoio disperato! e muoio disperato !”. Certo, c’è una folla di ricordi che premono: l’amicizia di Enzo e Anna Maria con Loris Scopigno e Mirella, con Carla e Claudio Dell’Uomo d’Arme e con Elena e Fiorino Cunese, altro medico ginecologo di grande valore. E la non dimenticanza dell’ultima parte della sua vita, trascorsa, bisogna dirlo, rimettendosi sempre alla volontà del suo Dio, che pregava aiutato da don Luigi, il prete amico del miracolo “san Domenico e Dom Bedos”, malgrado le sofferenze fisiche che non mancarono. Ma i Tarani – è possibile dire – neanche per il futuro abbandoneranno il campo medico, malgrado Enzo, stanotte, abbia riposto per sempre il suo stetoscopio. Lascia un figlio, anch’esso di valore, Luigi, che porta il nome del nonno, professore in pediatria presso l’Università di Roma dal 1989. Ricordo che di sera, tanti anni fa, ai nostri giorni giovani, quando aveva tempo, Enzo correva al Palazzetto dello Sport per vederlo giocare al basket, orgoglioso di lui. Giggi era un buon play. Un bel figlio. Insomma un Tarani formato ottimamente, capelli brizzolati in anticipo e quindi charmant, alto, avendo superato di gran lunga tutti i Checcherellà e i Diéce che a far “bollette” non riuscirono mai a oltrepassare neanche la media della statura degli uomini di allora. Erano gli anni in cui la medicina e la pediatria, ahimè, languivano non poco. Ma che gli eredi di quei poveri clan, Enzo e il giovane Giggi, studiarono a lungo e poi seppero bene applicare, sfruttando un carisma ignoto a quei sanfrancescani che trascorsero la vita rintanati nelle botteghe umide dei vicoli a battere il ferro, i più deceduti per una malattia strana, che tutti chiamavano pormonèa e che loro, Enzo e Giggi, avrebbero saputo curare.

Arrestati per tentata rapina ai danni di un anziano

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Nella mattinata di ieri gli uomini della Squadra Mobile hanno arrestato i pluripregiudicati S.F., del 1972, e S.C., del 1971, entrambi residenti in provincia di Rieti, in quanto responsabili di tentata rapina ai danni di un anziano. L’anziano, mentre si accingeva a parcheggiare la propria autovettura nei pressi dell’Ospedale “San Camillo de Lellis” di Rieti, notava la presenza di un ragazzo che a gesti lo invitava a lasciarsi aiutare nella manovra. Una volta sceso dal veicolo, il ragazzo lo ha avvicinato intimandogli di consegnare il denaro in suo possesso altrimenti gli avrebbe “spaccato” la macchina. L’anziano, rimasto attonito di fronte alla richiesta, veniva ripetutamente minacciato dal malvivente. Le minacce però non hanno intimorito la vittima che, malgrado avesse notato nelle vicinanze un altro giovane che fungeva da “palo”, estraeva il telefono cellulare dicendo al rapinatore di essere in procinto di chiamare il 113. A questo punto il ragazzo si è dato alla fuga unitamente al complice lungo via Donatori di Sangue, tentando anche di farsi aprire le porte da un autobus in movimento, ma invano. Nel frattempo la vittima, che si era rifugiata nell’auto,  raggiunta dagli agenti della Squadra Mobile ha fornito una dettagliata descrizione dei due ragazzi. Gli investigatori, dopo accurate ricerche hanno rintracciato S.F. e successivamente, nei pressi della propria abitazione a Scandriglia, anche il complice S.C.. I due sono stati arrestati e, come disposto dall’Autorità Giudiziaria, condotti agli arresti domiciliari presso le rispettive abitazioni.

FC Rieti, presentato alla città il nuovo allenatore Carlo Pascucci

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Presentato allo stadio Manlio Scopigno il nuovo allenatore della Rieti calcio, il 48enne  Carlo Pascucci. Il nuovo Mister amarantoceleste ha parlato dei suoi modelli di allenatore che sono per l’offesa Zeman, mentre per quanto riguarda la difesa Orrico, che in passato è stato anche il suo allenatore. Parlando di mercato Pascucci ha tenuto a sottolineare che sarebbe interessato a proseguire il lavoro con alcuni giocatori che aveva nel Fondi la scorsa stagione, di puntare molto sui giovani e sarebbe disposto a giocare anche più dei quattro under obbligatori se ce ne fosse bisogno.

Marchili e Donati: ancora molte lacune nell'anagrafe degli eletti

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Si premette che fin dal 2008, su impulso dei Radicali italiani, è stata avviata una campagna chiamata “Anagrafe degli Eletti” (successivamente “Anagrafe Pubblica degli Eletti e Nominati”) per “la trasparenza e la pubblicazione delle informazioni riguardanti i redditi, gli incarichi, i curricula e i comportamenti istituzionali degli eletti”, compendiata in una proposta di delibera inviata a tutti i Comuni e le Province. Nella passata consiliatura, i consiglieri di minoranza Gian Piero Marroni e Ivano Paggi presentarono in data 17 Maggio 2010 un ODG, approvato con deliberazione del Consiglio comunale n. 9 in data 7 marzo 2011, per la “Istituzione dell’Anagrafe degli Eletti”, presentando la proposta formulata dai Radicali italiani. Ne scaturiva che la Commissione Statuto e Regolamenti predisponesse un regolamento attuativo che, pur messo all’ordine del giorno in uno degli ultimi lavori consiliari delle precedente legislatura, non poté essere discusso e votato. Con l’avvento della nuova amministrazione dopo le consultazioni elettorali del maggio 2012, finalmente è stato approvato, in data 16 novembre 2012, un “REGOLAMENTO PER LA PUBBLICITA’ DELLA SITUAZIONE PATRIMONIALE DEGLI AMMINISTRATORI, DEI CONSIGLIERI COMUNALI E DEGLI ALTRI SOGGETTI OBBLIGATI” in attuazione della legge 441/1982. Tuttavia, pur apprezzando l’impostazione di tale strumento e ciò che materialmente ne è scaturito in materia di informazione sui Pubblici amministratori, i proponenti ritengono necessario un ulteriore intervento normativo che possa colmare le evidenti lacune in tema di accessibilità ai dati afferenti le attività svolte nell’esercizio di ogni singolo incarico. Specificamente, oltre agli adempimenti di legge, appare opportuno che per ogni eletto al Consiglio Comunale risultino i seguenti dati:
  • atti presentati con relativi iter fino alla loro conclusione;
  • il quadro delle presenze ai lavori dell’istituzione di cui fa parte e i voti espressi sugli atti adottati dalla stessa;
  • il quadro settimanale delle presenze e comportamento di voto degli eletti in aula e nelle commissioni e/o presso Enti di cui si fa parte in rappresentanza del Comune ed i voti espressi sugli atti adottati dagli stessi.
  Sul solco del medesimo ragionamento, è fondamentale che venga assicurata la diffusione telematica, in formato standard:
  • del bilancio annuale e pluriennale, della relazione revisionale e programmatica, del piano degli investimenti, di quello esecutivo di gestione e del documento di programmazione finanziaria, comprensivo di tutti gli allegati e, in particolare, dell’elenco delle ditte fornitrici e delle consulenze, per i quali, si rammenta, la necessità dell’adozione dei rispettivi Albi;
  • delle delibere approvate, suddivise per anno, argomento, presentatore, iter; le delibere devono poter essere rintracciate sia con la ricerca avanzata, sia con la ricerca libera nel testo. Ciascuna delibera deve essere inserita sul sito entro due giorni dalla sua approvazione;
  • dell’archivio degli altri atti del Comune quali interrogazioni, interpellanze, mozioni, risoluzioni, ordini del giorno, domande di attualità (se presentate per iscritto) con l’indicazione dei proponenti e lo stato del loro sviluppo amministrativo, distinti per materia, pubblicati con le stesse modalità di cui al punto precedente.
  Per i motivi sopra emarginati, la mozione, sulla quale è auspicabile un proficuo dibattito consiliare (come previsto dal vigente regolamento), tende alla concreta implementazione – a seguito del voto dell’Assemblea – dell’Anagrafe Pubblica degli Eletti e dei Nominati superando così il semplice dettato normativo di cui alla legge n. 441/1982, consentendo la giusta informazione delle attività svolte dai singoli Amministratori, con specifico riguardo ai Consiglieri comunali. Il deliberato proposto, se approvato, verrà recepito dall’Amministrazione con specifici atti degli uffici preposti. Infine, i consiglieri proponenti del Gruppo di Alleanza per Rieti ringraziano per l’imprescindibile collaborazione il sig. Marco Giordani di Sabina Radicale.

Raccolta fondi del Lions Club Rieti Varrone per l'Eremo di San Sebastiano

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Domenica 6 luglio si è svolto, presso il Santuario di Fonte Colombo, un conviviale, organizzato dal Lions Club Rieti Varrone, con lo scopo di raccogliere fondi per contribuire al recupero dell’Eremo di San Sebastiano, su indicazione del Guardiano Padre Marino Porcelli. Una giornata bellissima all’insegna della spiritualità e dell’amicizia che lega il club, amico sostenitore del Cammino di Francesco, a Padre Marino Porcelli (Presidente della Fondazione Amici del Cammino di Francesco) e ai Padri Francescani. Una giornata fortemente voluta dal Presidente Susanna Ravot Licheri che ha voluto così concludere la gestione della sua impegnativa e proficua annata. Tanta serenità, tanta armonia, tanta voglia di fare qualcosa di utile per il territorio con il sorriso. Questi i valori che i lions portano avanti con forza da anni e questa è l’eredità gestionale che Susanna Ravot Licheri ha trasferito al nuovo Presidente del Lions Club Rieti Varrone Mario Coronetta, che ha già stilato un nutrito progetto programmatico a tal riguardo. “Condividere il cibo cucinato da noi con i pellegrini in visita al Santuario è sicuramente esperienza non da tutti i giorni – commenta il presidente del club – nuove amicizie nate, nuovi scambi culturali, spontanea generosità di adulti e bambini che si sono uniti a noi per sostenere il nostro Service e incontri inaspettati. Incontrare un pellegrino francese che ha percorso circa 36.000 km attraversando 16 paesi europei un po a piedi e un po con la sua “casa viaggiante” (un vecchio fiorino attrezzato di tutto il necessario per vivere) “. “Esperienza mistica? Casualità? Non lo sappiamo, diciamo che queste sono le opportunità che la grande famiglia Lions ci regala. Grazie Susanna Ravot Licheri per aver programmato questa bellissima ed indimenticabile giornata, grazie Mario Coronetta per voler proseguire, in qualità di nuovo Presidente, con sempre più vigore verso questo cammino, insieme a tutti i soci del Club”.

Petrella Salto, chiusura SP. 67

Il 12 luglio, in occasione della gara di Triathlon Over Olimpico di Petrella Salto, sarà disposta, per ragioni di sicurezza pubblica, dalle 14.00 alle 19.10, e, comunque, fino a cessate esigenze, la chiusura al traffico della SP. 67 dal km. 2+000 al km. 21+000.

Asilo Ciancarelli, Fp Cgil: la miglior gestione è quella diretta dell'ente

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La vicenda legata all’assetto ed al funzionamento dei servizi sociali del Comune di Rieti sta, giustamente, conquistando giorno dopo giorno gli onori della cronaca locale. Giustamente, ma dal punto di vista del merito delle questioni, in maniera del tutto fuorviante. E’ il caso degli asili nido comunali. La FP CGIL è senza se e senza ma, assertrice del fatto che la maniera migliore di erogare il servizio sia la gestione diretta da parte dell’Ente pubblico (il Comune in questo caso). Non solo per convinzioni (o scuola) sindacale, ma anche da un punto di vista strettamente economico finanziario. Non ci affiancheremo mai alle schiere che reputano il lavoro pubblico il male assoluto e fonte di sprechi e di inefficienza. Semmai ne rivendichiamo il valore e ne recriminiamo la necessità di organizzarlo al meglio, liberandolo di “lacci” e pastoie ne che possano limitare in qualche modo l’utilità sociale. Questo non lo pensiamo da oggi: l’abbiamo sempre sostenuto. E guarda caso lo sostenevamo anche quando gli smemorati commentatori di oggi non si accorgevano che nel 2000 ò giù di lì, alle vincitrici di una selezione pubblica per assunzioni a tempo determinato nel ruolo di educatrici dei nidi comunali, veniva comunicato a mezzo raccomandata A/R, a firma del Dott. Enrico Tittoni, che la selezione pubblica era stata annullata avendo la giunta comunale deciso di affidare il servizio in appalto. Da quel giorno ogni ipotesi di politica del personale, non solo riguardo gli asili nido ma anche negli altri campi di intervento nel sociale, è stata “appaltata” dall’Amministrazione comunale a società esterne, con il risultato che oggi i servizi sociali “comunali” sono gestiti in stragrande maggioranza, quando non nella totalità, da personale che comunale non è, ma è dipendente da una cooperativa sociale che ancor oggi ne sta negando l’applicazione del contratto collettivo nazionale (una sorta di capolarato, essendosi riservata l’Amminstrazione comunale persino il diritto di chiedere l’allontanamento di operatori “non graditi”, con più di qualche problema di legittimità). Con l’altro risultato geniale che oggi questi operatori, pur guadagnando molto meno dei loro colleghi “comunali” costano alle casse del Comune di Rieti molto di più per il combinato disposto della mancata applicazione (impossibile per come è congegnato il rapporto tra coop. e Comune) dell’IVA agevolata, dell’applicazione della legge Salvi etc. In termini di personale abbiamo calcolato che gestire gli asili nido comunali a mezzo operatori dipendenti dalla cooperativa Quadrifoglio costi tra il 30% ed il 50% in più che se gli stessi fossero stati gestiti a parità di numero ed impegno orario, da personale direttamente dipendente dal Comune di Rieti. E mentre ci si ingegnava a bandire concorsi lampo per la “stabilizzazione dei dirigenti” come la ebbe a definire a mezzo stampa un ex assessore, non ci si è minimante preoccupati di come strutturare, in anni in cui era possibile, una politica del personale che avrebbe permesso di non precarizzare i servizi. La FP CGIL, insieme alle altre organizzazioni sindacali (tranne la UGL), è intervenuta costantemente, in questi mesi, sul tema, cercando insistentemente, su mandato dei lavoratori e delle lavoratrici, una interlocuzione con l’Amministrazione Comunale che faccia definitivamente chiarezza sull’assetto futuro degli stessi, giungendo, al termine di una assemblea, a dare una sorta di ultimatum all’amministrazione Comunale che per la verità non brilla ancora in chiarezza (perlomeno terminologica) sul tema. Entro la metà di Luglio ci aspettiamo quindi di venir convocati dall’Amministrazione comunale o avvieremo, di concerto con gli operatori, le iniziative di mobilitazione necessarie. Come e da chi saranno svolti i servizi relativi agli asili nido, all’assistenza scolastica, alla casa di riposo Manni etc. è un tema su cui vogliamo confrontarci in maniera chiara, per tutelare i servizi e per tutelare i livelli occupazionali degli operatori (privatizzati loro già quasi 15 anni or sono) coinvolti. Riteniamo che la fretta e le urgenze economiche siano senz’altro cattive consigliere, e che lo stato dell’arte impone una riflessione aperta, approfondita e partecipata per evitare di dar luogo come in passato, a soluzioni pasticciate di cui ancora oggi, proprio nel campo dei servizi sociali, paghiamo le conseguenze in termini di ambiguità e precarietà. Agli arguti commentatori di oggi, cui evidentemente piace chiamare in causa la CGIL (del tutto a sproposito) un invito a riflettere sul ruolo avuto nella gestione dei servizi sociali, di quanto reddito personale ne ha ricavato (a noi risultano cifre a 5 zeri (in euro) e di quanto negativamente può avere influito il suo operato, o la sua connivenza verso le scelte della Giunta Comunale, rispetto alla situazione attuale.

Evade dagli arresti domiciliari. Reatino condotto in carcere

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Personale della Squadra Mobile ha associato presso la lCasa Circondariale di Rieti il reatino M. R. F., del 1962, in esecuzione di una ordinanza del Tribunale di Sorveglianza di Viterbo. M.R.F., infatti, era stato condannato per una rapina commessa a Roma lo scorso ottobre e l’Autorità Giudiziaria ne aveva disposto la traduzione agli arresti domiciliari al fine di scontare la pena comminata. Tuttavia, la misura degli arresti domiciliari era stata infranta più volte dal reatino e da ultimo, il 17 maggio, M.R.F. era stato sorpreso dagli investigatori della Squadra Mobile in pieno centro cittadino, dopo essere evaso dalla propria abitazione. A seguito delle numerose segnalazioni di evasione, il Tribunale di Sorveglianza di Viterbo ha così revocato all’uomo la misura degli arresti domiciliari ordinandone la traduzione in carcere, effettuata questa mattina dagli investigatori reatini.