Dopo aver promosso l’incontro partecipativo presso la Libreria Moderna e la giornata della Primavera blu lo scorso 21 Marzo nel cuore della città di Rieti, il Comitato spontaneo per la riscoperta e la valorizzazione del guado, l’antica pianta tintorea protagonista nei secoli dell’economia reatina, ha organizzato un incontro informale nelle Marche con l’imprenditore Massimo Baldini amministratore di Oasicolori, una società cooperativa leader in Italia nella ricerca industriale per l’introduzione dei coloranti naturali nel settore tessile/abbigliamento marchigiano, in rete con altre aziende del settore. La società è attiva oggi con una produzione su vasta scala di coloranti vegetali tra cui il più noto è l’antico blu di Guado.
La mini delegazione reatina giunta nelle Marche su invito del Comitato, era costituita dalla Direttrice della Cna Rieti, Enza Bufacchi con un’esperienza decennale nello sviluppo locale, l’imprenditore reatino Miguel Acebes Tosti vincitore della prima edizione di ReStartApp, incubatore d’impresa per il rilancio e la rivitalizzazione dell’economia appenninica, creatore di un centro di produzione sostenibile “Tularù” nel comune di Cittaducale e l’esperta di marketing territoriale, Valeria Galluzzi reduce da una formazione internazionale con il progetto regionale Torno subito, collaboratrice del “Laboratorio Sabina”, l’associazione giovanile nata all’interno di Ser.a.r, i Comuni della provincia di Rieti che, seguiti dalla società di consulenza Impresa Insieme, hanno sposato il modello dell’organizzazione territoriale. Membro della delegazione in rappresentanza del Comitato spontaneo, la giornalista Catiuscia Rosati.
“C’è un grandissimo interesse intorno colore, io nasco come imprenditore turistico e fondatore del Museo dei colori naturali, che ha prodotto un notevole flusso di visitatori. In merito al colore c’è ancora tutto da narrare – esordisce Baldini che racconta come nasce la passione per il guado e i colori naturali che poi lo hanno portato a creare un’azienda leader nel settore. Attraverso numerose prove ed esperimenti, OasiColori, la società cooperativa agricola di cui Baldini è il presidente, produce pigmenti e coloranti vegetali per molti settori produttivi come il tessile e abbigliamento, il cuoio e la pelletteria , la cosmetica.
“Il nostro impegno è oggi legato alla costruzione della che attraverso il marchio Tinctoria promuove lo sviluppo del prodotto colorante fino al prodotto finito” – continua Baldini che mostra alla delegazione reatina, campionari e cataloghi di tessuti tinti per la Cariaggi lanificio di Cagli che è sul mercato con una linea di filato cashmere di altissima qualità tinto con il guado ed altri colori naturali che noi produciamo. Oltre al tessile c’è il mercato delle pitture e vernici naturali. L’ azienda marchigiana Spring Color di Castelfidardo sta già utilizzando il guado ed altri colori vegetali per una linea di decorazione d’ interni e di arredamento di alto pregio; in fase di sperimentazione c’è un’ altra azienda marchigiana per il settore pelle/calzature. I soci della cooperativa hanno 15 anni di esperienza per l’approvvigionamento della materia prima colorante con coltivazione di Guado-blu, Reseda-giallo e Robbia-rosso e raccolta spontanea di altre specie importanti nel contesto marchigiano, quali Scotano, Mallo di Noce, Edera ed Olivo.
Massimo Baldini come un alchimista contemporaneo, spiega come ha recuperato ed attualizzato la tintura dei tessuti con antiche piante tintorie, le stesse piante che sono state la base coloristica del grande patrimonio artistico italiano ed europeo. Oggi viene chiamato dalle aziende manifatturiere per favorire sviluppo e ricerca di processo e di prodotto industriale, oppure per diffondere la sua conoscenza attraverso i corsi sulla storia del colore naturale dove si impara a riconoscere le piante tintorie in natura e ad acquisire nozioni base di chimica per distinguere i principali gruppi cromofori dei coloranti vegetali.
“L’unica strada da intraprendere è quella industriale – sottolinea l’imprenditore – per ottenere 8kg di polvere indaco servono 3000 foglie di guado, quindi solo una notevole domanda può far sostenere costi e lavoro. Non ci sono garanzie, tanti sacrifici ma una certezza, un reale interesse intorno al colore naturale da parte di un mercato medio alto”.
Miguel Tosti ha proposto un progetto che possa unire questi territori appenninici, anche alla luce di diversi impulsi imprenditoriali positivi per la valorizzazione nel reatino della lana e della canapa. La direttrice della Cna, Enza Bufacchi nell’ottica di uno studio di fattibilità, ha voluto capire i costi e gli investimenti per un progetto da sviluppare anche nel reatino a partire dalla storia e dalla coltivazione del guado, intercettando possibili aziende che vogliono rinnovarsi e fare sperimentazione nel settore. “ Il progetto Guado risulta interessante e anche fattibile, ma dobbiamo partire da un sano ed efficace spirito collaborativo che è spesso mancato a Rieti in molti altri progetti. Occorre una progettualità partecipata e aziende disposte ad investire nella tintura naturale che sembra oggi, come testimonia Baldini, la nuova frontiera in molti settori. Ma occorre sbrigarsi, siamo già in ritardo” – concude la Bufacchi.
Per la prestigiosa azienda tutto è partito dall’incontro nel 1995 di Baldini con due storici marchigiani Delio Bischi e Corrado Leonardi che scoprono la presenza di 45 macine di guado sparse nell’alto pesarese con un’affascinante storia. Anche a Rieti il Comitato spontaneo per la riscoperta del Guado, nasce proprio dalla lettura di testi antichi e letterari relativi alla presenza di questa pianta che ha rappresentato per diversi secoli l’anima e l’identità del territorio e che ancora oggi continua a nascere e crescere spontaneamente.
Il Comitato spontaneo di cittadini volontari continuerà a promuovere incontri per concretizzare questa idea progettuale coinvolgendo i cosiddetti portatori di interesse e proseguirà ad organizzare iniziative di sensibilizzazione e promozione culturale intorno alla straordinaria storia dell’oro blu.