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Ristrutturato l’Ufficio Postale di Frasso Sabino: riaprirà il 17 gennaio
L’ufficio postale di Frasso Sabino, in via Mirtense, 19 è stato inserito in un piano di manutenzione straordinaria che prevede una serie di interventi strutturali finalizzati al miglioramento dei livelli di accoglienza e di sicurezza degli ambienti lavorativi. Tra le opere, infatti, è prevista l’installazione di un nuovo impianto di climatizzazione ad alta tecnologia che, oltre all’ottimizzazione del microclima interno alla sede in estate e inverno, sia negli ambienti aperti al pubblico sia nei locali utilizzati esclusivamente dal personale, consentirà una sensibile riduzione dei consumi energetici e delle emissioni di anidride carbonica. L’intervento è in linea con il miglioramento del confort ma anche con le politiche aziendali finalizzate alla sostenibilità, all’attuazione di azioni orientate alla tutela ambientale e al risparmio energetico e a garantire soluzioni efficienti e sostenibili per gli uffici postali e più in generale per tutti le sedi aziendali.
Poste Italiane per garantire la continuità dei servizi postali e finanziari e la consegna della corrispondenza non consegnata per assenza del destinatario ha predisposto, già da oggi giovedì 9 gennaio e per l’intera durata dei lavori, uno sportello dedicato presso la sede di Toffia, in via Guglielmo Marconi 17, aperto dal lunedì al venerdì dalle ore 08.20 alle ore 13.45 e il sabato fino alle ore 12:45. A disposizione dei cittadini anche lo sportello ATM Postamat, attivo sette giorni su sette e in funzione, per i prelievi di denaro contante e per tutte le operazioni consentite. Per eventuali esigenze a disposizione dei cittadini anche la sede Poggio Nativo, in via Giardino 1, che osserva orario dal lunedì al venerdì dalle ore 8:20 alle ore 13:45 e il sabato fino alle ore 12:45, anch’esso dotato di ATM Postamat. L’ufficio postale di Frasso Sabino, salvo imprevisti, riaprirà venerdì 17 gennaio con i consueti orari di apertura.
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Storia e cultura all’Università Agraria di Corese Terra
L’Università Agraria di Corese Terra, in via Ottaviano di Giuseppe 7 a Fara in Sabina, è lieta di ricordare a tutti gli appassionati di storia e cultura che sono ormai in fase di conclusione le mostre attualmente in corso presso i propri spazi espositivi. Per chi non avesse ancora avuto l’opportunità di esplorarle, è il momento di non perdere gli ultimi giorni di apertura. Si tratta di due esposizioni che, inaugurate lo scorso fine settimana, hanno permesso ai visitatori di approfondire le tradizioni, gli eventi e i protagonisti che hanno segnato il territorio comunale di Fara in Sabina, ma hanno dato anche la possibilità di riflettere sul rapporto dell’umanità con l’ambiente.
La prima mostra infatti è dedicata alla celebrazione del decimo anniversario dell’Enciclica “Laudato Si” di Papa Francesco: si tratta di una mostra fotografica – basata sugli scatti di Simone Ferrari – organizzata dal Centro Studi Coresano, in collaborazione con l’Ufficio di Pastorale Sociale e del Lavoro della Diocesi di Sabina-Poggio Mirteto, per ricordare la necessità di un rapporto più sano con il Creato. La seconda mostra, invece, allestita in un’altra sala dell’Università Agraria, è “Cures: custodi del passato, creatori di futuro”, frutto del lavoro attento e scrupoloso (durato oltre dieci anni) del Centro Studi Coresano. La suddetta mostra è d’altronde davvero peculiare: attraverso un percorso espositivo ricco di reperti, fotografie storiche e documenti d’epoca, offre uno spaccato dell’identità collettiva mettendo in luce storie spesso dimenticate ma fondamentali per comprendere il presente. In contemporanea, anche l’esposizione “Laudato si” racchiude in sé diversi messaggi significativi. “Questa è un’enciclica molto importante per la nostra storia – spiega Oliviero Riggi, direttore del Centro Studi Coresano e curatore delle mostre – e i pannelli esposti ne riprendono alcuni passi. La scelta di allestire una mostra di questo tipo all’interno dell’Università Agraria è dovuta soprattutto alla natura stessa dell’Università, in quanto ha una responsabilità anche sull’ambiente locale. Inoltre è collegata da un filo conduttore con la mostra “Cures: custodi del passato, creatori di futuro”, allestita lo scorso settembre: infatti non si può custodire il presente e il futuro, se non si hanno basi nel passato. La particolarità di questa esposizione è inoltre scoprire che alcune abitudini di oggi erano già presenti nel passato, come si evince dallo Statuto dell’Università Agraria risalente al 1538. Ma lo scopo principale di questa iniziativa – conclude Riggi – è quello di sensibilizzare l’animo delle persone nei confronti della cura dell’ambiente, attraverso la riscoperta delle proprie radici”. Entrambe le mostre, a ingresso libero, sono visitabili oggi, sabato 11 gennaio, dalle 16 alle 18 e domani, domenica 12 gennaio, dalle 11 alle 12:30 e dalle 16 alle 18.


