ASSESSORATO REGIONE, COSTINI: RIDICOLO ATTACCARE METODO DI SCELTA

Ass. Felice Costini

“È strano che si torni a parlare di coesione e di decisioni collegiali nel Pdl solo in occasione della spartizione delle poltrone e che a farlo siano principalmente esponenti ex Forza Italia che, Lidia Nobili a parte, si contraddistinguono per la totale assenza dal proscenio della politica in termini di proposte e di battaglie che non siano quelle per gli incarichi da acquisire”.

Lo dichiara il capogruppo del Popolo della libertà alla Provincia di Rieti, Felice Costini.

“Dopo la manifestazione di piazza – prosegue – in cui un intero territorio, così come aveva fatto con il voto, ha ribadito la propria volontà di rivendicare un ruolo nell’ambito della Regione Lazio per la comunità reatina e aveva chiaramente indicato in Antonio Cicchetti il riferimento umano e politico di questa battaglia, oggi assistiamo, un po’ disgustati, al balletto delle benemerenze. Sarebbe il caso che alcuni amici ex Fi, ricordassero che alle elezioni regionali del 2005, quando ancora esistevano i partiti ed era possibile determinare i rapporti di forza all’intero del centrodestra, la sfida tra An e Forza Italia si concluse tanto a poco, ovvero con Alleanza nazionale quasi al 30 per cento a livello provinciale e gli ‘azzurri’ poco sopra il 10 per cento”.

“Questo stato di forza – aggiunge Costini – non è stato però preso in considerazione nella definizione degli equilibri interni al Pdl, in cui il rapporto 70-30, stabilito a livello nazionale, è stato imposto anche a livello locale. Ma ancor meno è stato un parametro nella scelta delle candidature del 2010, considerato che la componente ex An ha avuto un solo candidato e quella ex Fi un candidato nel listino e uno nel proporzionale.

Allora non abbiamo sentito, da parte delle anime candide che oggi rivendicano una scelta dell’assessore regionale estranea al manuale Cencelli e alle quote di provenienza, alzare alcuna voce di protesta, pur avendo la consapevolezza, poi certificata dagli elettori, di come la candidatura dell’ex Fi non fosse sicuramente la più forte presente sul territorio.
Sentire oggi lanciare strali contro quel metodo che ha permesso a Lidia Nobili di fare il consigliere regionale, con l’obiettivo di rivendicare la nomina dell’assessore regionale in virtù di un’unità del Pdl in realtà mai applicata, ci fa sorridere”.


“Sentire accusare Antonio Cicchetti – continua il capogruppo Pdl – la cui storia politica ha dimostrato la sua dedizione al territorio, la totale spersonalizzazione e l’assenza di interessi personali nell’agire amministrativo, di rappresentare un ostacolo per la comunità reatina non può che indignare.
Cicchetti ha subito un’offesa con la sua nomina e revoca ad assessore che solo la sua militanza e la sua grande dignità gli hanno permesso di superare senza lasciarsi andare ad un’azione violenta di rifiuto nei confronti di un partito e di una classe dirigente che non ha dimostrato di possedere alcun rispetto né per le persone né per i territori.

Accusare Cicchetti di bloccare la nomina di un assessore regionale della provincia di Rieti è quantomeno ridicolo. I criteri della scelta sono stati stabiliti da quello stesso apparato regionale del Pdl che ha individuato i candidati consiglieri e sono chiari: deve essere una donna proveniente da Alleanza nazionale, tutto il resto sono chiacchiere estive e un capzioso tentativo di alzare una cortina fumogena”.

“Chi ora si preoccupa della coesione e del futuro del Pdl – aggiunge – farebbe meglio, a mio parere, a interrogarsi sulla pesante questione morale che sta travolgendo il nostro partito a livello locale e nazionale, chiedendo, così come ha fatto il sottoscritto, che i dirigenti provinciali indagati per reati contro l’amministrazione, come Antonio Leonardi, evitino di parlare e di lanciare proclami: quel minimo di etica pubblica che dovrebbe essere alla base dell’attività politica consiglierebbe, infatti, un pacato silenzio in attesa di risolvere, auguriamo positivamente, le questioni giudiziarie, evitando di occuparsi degli assetti amministrativi del Comune di Rieti, dove solo la proverbiale pazienza e lungimiranza politica del sindaco Emili scongiurano l’apertura di una pur giustificata polemica nei confronti di un Pdl che oggi a Palazzo di città è rappresentato da sei gruppi consiliari differenti per motivazioni non tutte di ordine politico”.


“Rivendicare oggi un assessorato ex An o ex Fi al Comune – conclude Costini – in un consiglio dove esiste una miriade di sigle difficilmente riconducibile a uno o l’altro partito e dove non c’è neppure un gruppo unico del Pdl, è, infatti, una barzelletta. La triste realtà è che il Popolo della libertà, così com’è, invece di rappresentare un valore aggiunto, contribuisce esclusivamente ad esaltare ingiustificati personalismi che neanche il grande senso di responsabilità di un vertice capace di andare oltre le visioni particolaristiche può contribuire a risolvere.

Per dare corpo a un Pdl coeso, aldilà delle singole appartenenze di origine che giustamente rivendica Lidia Nobili, è assolutamente necessario svolgere congressi veri attraverso i quali selezionare la classe dirigente. Solo allora, depurati dalle scorie di posizioni precostituite, avrà senso parlare in termini unitari del nostro partito”.