ARUOTALIBERA IMPEGNATA NELLA PRIMA DI CAMPIONATO E NELLA PRESENTAZIONE DEL LIBRO DI SIMONA ATZORI

ARUOTALIBERA Rieti

Attesa in casa Solsonica – CARIRI per il debutto nella massima serie del campionato italiano di pallacanestro in carrozzina. La prima “palla a due” della stagione agonistica 2011/12 verrà alzata sabato 8 ottobre alle ore 18,00, sul difficile campo di Giulianova.

E se, da un lato, giocatori e staff tecnico sono al lavoro per preparare al meglio la trasferta in Abruzzo, dall’altro l’Associazione sportiva “A Ruota Libera” è impegnata in un altrettanto importante evento. In anteprima nazionale, domenica 9 ottobre alle ore 17,00 al Teatro Flavio Vespasiano, verrà presentato il libro di Simona Atzori, “Cosa ti manca per essere felice?” edito da Mondadori.

La manifestazione, patrocinata dal Comune di Rieti, rientra nelle attività che l’Associazione intende promuovere fuori dal rettangolo di gioco, con lo scopo di far conoscere anche i non meno importanti fini sociali del progetto “ARUOTALIBERA” di cui sarà testimonial proprio Simona Atzori. Lei che fin dalla nascita non ha conosciuto le proprie braccia, negli ultimi anni si è divisa tra l’impegno di danzatrice e quello sociale quale conduttrice di incontri “motivazionali” presso aziende, scuole ed associazioni. Proprio da questi incontri nei quali racconta la sua storia ma, soprattutto, la sua filosofia, è nato il libro “Cosa ti manca per essere felice?”. Un misery memoir che diventa libro ispirational, nel quale Simona Atzori ci dice che “ognuno è diverso a modo suo”, e che “non ci manca proprio niente per essere felici”. Tutti possono realizzare i propri sogni trasformando magari il proprio handicap in un punto di forza. Proprio come ha fatto Simona. Ballerina prima classica e poi contemporanea, ha calcato i maggiori palcoscenici mondiali. Ambasciatrice per la danza nel Giubileo del 2000 e protagonista della cerimonia di apertura delle Paralimpiadi di Torino nel 2006. Ha danzato al “Roberto Bolle and Friends” al Teatro Antico di Taormina e alla Fenice di Venezia.

Laureata in Visual Arts, con i suoi dipinti partecipa a mostre collettive e personali in tutto il mondo. La sua storia è stata raccontata nel libro “E li chiamano disabili” di Candido Cannavò che scrisse: “Le sue braccia sono rimaste in Cielo, ma nessuno ha fatto tragedie”.