I Carabinieri della Stazione di Cottanello hanno deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Rieti un trentenne straniero ritenuto presunto responsabile dei reati di accesso abusivo a un sistema informatico e sostituzione di persona. L’attività investigativa ha preso avvio con la denuncia presentata da un giovane residente nella Bassa Sabina rimasto vittima della ormai diffusa truffa del “finto genitore”, un grave e insidioso fenomeno fraudolento di chi, attraverso un’introduzione telematica nel profilo WhatsApp di un parente, richiede denaro per un importante operazione medica o altra urgentissima emergenza. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori la vittima è stata raggirata dall’indagato che fingendosi il padre attraverso l’accesso illecito al profilo WhatsApp del genitore, ha fatto leva sul vincolo affettivo, simulando una grave malattia per la quale era necessario un intervento chirurgico. Il truffatore riusciva così ad indurre il giovane ad effettuare un bonifico istantaneo di 420 euro. I rapidi e meticolosi accertamenti svolti dai Carabinieri hanno permesso di risalire all’effettivo utilizzatore del canale di pagamento nei cui confronti è scattato il deferimento in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria.
L’Arma dei Carabinieri coglie l’occasione per rinnovare un forte invito alla cittadinanza, con particolare riguardo alle fasce più anziane della popolazione, a mantenere la massima prudenza nell’utilizzo dei social network e delle note applicazioni di messaggistica. Si raccomanda vivamente di rivolgersi tempestivamente alle Stazioni dei Carabinieri per denunciare ogni eventuale tentativo di truffa. Si dà atto, come di consueto, che il procedimento penale è ancora nella fase delle indagini preliminari e che eventuali responsabilità penali saranno valutate dall’Autorità Giudiziaria.








