“Siamo scesi oggi in piazza come studenti del Collettivo Cortocircuito rispondendo alla chiamata di USB per portare importanti rivendicazioni riguardo al mondo della scuola. COME STUDENTI E STUDENTESSE VENERDÌ 16 OTTOBRE, CON IL NO MELONI DAY, SIAMO SCESI IN CENTINAIA DI MIGLIAIA CONTRO GOVERNO MELONI Continuiamo la lotta contro il governo e le sue politiche, con lo sciopero generale del 30 ottobre!
SCIOPERIAMO PERCHÉ VOGLIAMO 14 MILIARDI PER L’ISTRUZIONE, NON PER IL RIARMO
Siamo stanchi del continuo definanziamento della scuola pubblica a favore dei privati e della guerra. Le condizioni edilizie dei nostri istituti sono sempre più fatiscenti e insostenibili: tetti che ci cadono in testa, classi pollaio sovraffollate, strutture pericolanti e condizioni di studio e di lavoro indecenti. Il 59% degli istituti non ha il certificato di agibilità: una situazione drammatica, frutto di anni di abbandono e tagli. Vogliamo la conversione dei 14 miliardi previsti per nuovi armamenti.
SCIOPERIAMO CONTRO IL NUOVO DECRETO SCUOLA
Una vergogna che impone un tetto del 30% agli studenti stranieri nelle classi e punisce con multe da centinaia di euro i genitori degli studenti stranieri che non frequentano le lezioni di italiano. Un provvedimento che alimenta la propaganda razzista e l’aumento delle disuguaglianze, in un contesto di selezione di classe spietata che verrà ulteriormente aggravata da queste politiche.
VOGLIAMO IL RITIRO IMMEDIATO DI QUESTO DECRETO RAZZISTA E CLASSISTA
SCIOPERIAMO PER L’ABOLIZIONE DELLA RIFORMA DEGLI ISTITUTI TECNICI E PROFESSIONALI Una riforma che subordina sempre di più la scuola alle esigenze delle aziende e del mercato, trasformando l’istruzione in uno strumento al servizio dei profitti. Aumenta sproporzionatamente le ore di Alternanza scuola-lavoro, un dispositivo che ci educa alla precarietà e allo sfruttamento e che ha già ucciso tre nostri coetanei, di cui vogliamo l’abolizione.
SCIOPERIAMO PER LO STOP AL CAROVITA
Basta carovita e carobenzina! Le politiche del governo Meloni hanno portato a una condizione sempre più insostenibile, che pesa sulle spalle di studenti, lavoratori e famiglie. Ci tolgono diritti, peggiorano le nostre condizioni di vita e ci negano la possibilità di costruire un futuro dignitoso.
Per questo ci siamo uniti ai lavoratori di USB e allo sciopero internazionale dei porti per dire che i giovani alzano la testa e vogliono strappare un futuro diverso alle classi dirigenti. Il futuro che ci viene prospettato è infatti quello di precarietà e guerra e noi non ci stiamo. La rabbia degli studenti è esplosa in tutta Europa, in Italia dopo il 16 ottobre è rinato un forte movimento studentesco, determinato alla lotta per una nuova scuola pubblica e una nuova società. Come abbiamo cantato oggi: guerra, miseria e carovita, la nostra lotta non è finita. Potere agli studenti” – conclude Collettivo Cortocircuito


