Di seguito la lettera aperta che un lettore di Rietinvetrina (che preferisce rimanere anonimo) vuole indirizzare all’ospedale de Lellis di Rieti per ringraziare medici, infermieri ed OSS dell’ospedale reatino: “Prendo spunto dalla notizia dei fondi dimezzati per la Sanità e ne approfitto per raccontare la mia
esperienza reatina. Sono purtroppo abituato a frequentare diversi ospedali e il mese scorso sono
stato ricoverato al San Camillo de Lellis di Rieti. Sono stato tre giorni su una barella al Pronto
Soccorso, nove giorni su un letto nel corridoio di un reparto, seminascosto da un separé, e poi in una stanza… e a leggerla così, uno penserebbe che davvero la sanità è allo sfascio e andando avanti di questo passo, chi ne ha la possibilità si cura nel privato, o ha corsie preferenziali se ‘famoso’,
oppure si è solo carne da macello. In questo periodo di ricovero sono stato trasportato in ambulanza
al Gemelli per essere operato, e poi ricondotto in reparto a Rieti… ecco, ora sono in convalescenza
a casa e ancora ripenso alle persone che lavorano in ospedale, al personale medico, infermieristico e
OSS, a quanta professionalità, amore e dedizione ho trovato, seppure in un contesto dove erano finite le barelle, dove si chiedevano in prestito ad altri reparti, le traverse da mettere nei letti e così via. Insomma, persone che lavorano in situazioni spesso non ottimali, ma che sono vicine a chi sta male, senza mai tirarsi indietro; e ripenso alle voci di lavoratori e lavoratrici che parlavano nelle varie
stanze a chi sta male, alle loro frasi di conforto: ‘dai amore che ti cambio’, ‘tu sei la mia preferita’,
‘ti aiuto io a mangiare’, e così via. Mi sono riportato a casa questa esperienza, ripensando ai gesti e
alle parole di singole persone, organizzate in veri e propri gruppi di lavoro, in maniera impeccabile.
E penso a cosa sarebbe la sanità, il servizio pubblico, se queste persone avessero gli strumenti per
poter lavorare ancora meglio, e non in una situazione perennemente emergenziale. Ho voluto
scrivere queste poche righe per dire grazie di cuore a tutte queste persone, lavoratori e lavoratrici,
vestite da eroi ed eroine, dal Pronto Soccorso, al Reparto di Pneumologia, e ancor più al reparto di Medicina1, a tutti e tutte voi grazie per come lavorate e grazie per avermi fatto sentire un essere umano”. Conclude nella lettera il nostro lettore.








