Nato solo un anno fa con l’ambizioso obiettivo di ridare voce e forma al glorioso passato dell’antica Sabina ed al suo legame indissolubile con Roma, il Gruppo Storico Sabino traccia il bilancio di dodici mesi straordinari. Un anno di crescita verticale che ha visto l’associazione reatina trasformarsi, a tempo di record, in un’eccellenza della rievocazione storica e del history telling non solo in Italia, ma anche in ambito internazionale.
Mettendo in scena la storia dei tre re romani di origine sabina (Tito Tazio, Numa Pompilio e Anco Marzio) e i fasti della dinastia dei Flavi (Vespasiano, Tito e Domiziano), le cui radici affondavano proprio nel territorio reatino, il gruppo ha saputo unire il rigore della divulgazione scientifica alla magia dello spettacolo vivente.
La Sabina al centro: tra miti fondativi e amori imperiali
Il cuore pulsante delle attività è rimasto legato alla valorizzazione del territorio d’origine, con eventi che hanno lasciato il segno nella comunità locale:
• Rieti terra delle Acque: In occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua, il gruppo ha rievocato la profonda vocazione agricola del territorio. Lo ha fatto partendo dalla figura di Manio Curio Dentato e dalla grandiosa opera di bonifica che portò alla nascita della piana reatina laddove un tempo si estendeva il Lacus Velinus.
• Il Festival dei Sabini: L’evento di punta dell’associazione ha letteralmente trasformato l’area del Ponte Romano e il centro storico di Rieti in un teatro a cielo aperto. Davanti ad un pubblico rapito sono andate in scena ricostruzioni suggestive e uniche come “Pecunia non olet”, l’Accensione del Fuoco, la “Captio Virginis” (il rito delle Vestali) e il Rito della Concordia, arricchiti da mercati storici e didattica accessibile a tutti.
• “Lontano da occhi indiscreti”: Nella splendida cornice archeologica della Villa di Tito a Castel Sant’Angelo, il gruppo ha firmato l’epica e struggente ricostruzione dell’amore tormentato tra l’imperatore Tito e la regina Berenice, regalando nuova vita a un sito dal valore inestimabile.
La conquista dell’Europa: da Roma a Sofia
In soli dodici mesi, il Gruppo Storico Sabino ha saputo esportare la cultura e le radici reatine ben oltre i confini provinciali, partecipando da protagonista ai più importanti festival europei:
• Roma (Idi di Marzo e Natale di Roma) Il debutto a Largo Argentina e lo spettacolo al Circo Massimo con la rievocazione del celeberrimo Ratto delle Sabine.
• Spagna Blanes (Blandae Ciutat Romana) Un vero e proprio trionfo internazionale grazie all’applauditissimo history telling dedicato a Quintiliano.
• Francia Fréjus Grande successo per i laboratori e le attività di didattica sugli acquedotti romani e sulla figura dei littori.
• Bulgaria Sofia Un salto indietro nel tempo per mostrare al pubblico dell’est Europa l’affascinante e sacro rito delle Terme.
Un futuro ancora da scrivere
Questo primo anniversario non è un traguardo, ma un trampolino di lancio. In un solo anno, il Gruppo Storico Sabino ha dimostrato che la storia non è qualcosa di chiuso nei libri, ma un patrimonio vivo, capace di unire i popoli, generare turismo e riaccendere l’orgoglio delle proprie radici. Se il buongiorno si vede dal mattino, la Sabina ha trovato dei custodi della memoria eccezionali, pronti a conquistare nuovi e prestigiosi palcoscenici.








