In risposta alle note diffuse da Copagri Lazio e dall’Associazione Dottori in Agraria e Forestali di Rieti, European Consumers APS intende ricondurre il dibattito sui binari del rigore scientifico e della corretta gestione delle risorse fitogenetiche. È necessario chiarire un punto nodale sollevato dal prof. Enrico Martinelli in merito alla figura del prof. Alessandro Bozzini (erroneamente menzionato come “Bossini”) e alla costituzione del grano Creso. Il Creso non rappresenta un esempio di valorizzazione delle risorse genetiche autoctone, bensì un prodotto di mutagenesi indotta tramite radiazioni ionizzanti (raggi gamma) applicate al frumento duro senatore Cappelli. Sebbene la Direttiva europea 2001/18/CE escluda tecnicamente la mutagenesi convenzionale dagli obblighi normativi previsti per gli OGM transgenici, sul piano biologico ed ecologico si tratta di una profonda modificazione artificiale in laboratorio, antitetica ai processi di selezione conservativa e dinamica del germoplasma locale.
L’argomentazione secondo cui l’assenza di fondi storici per i test di germinabilità a Rieti giustifichi la delocalizzazione del patrimonio di Strampelli evidenzia un fallimento strutturale della governance agricola locale, non una necessità scientifica. La conservazione ex situ in condizioni di congelamento estremo (come alle Svalbard) rappresenta una misura di backup statico che interrompe l’evoluzione adattativa della pianta e, nel caso specifico, sradica il legame storico e biologico con l’areale reatino. Inoltre, l’accessibilità e la governance di tali banche globali, regolate da accordi internazionali complessi e influenzate da macro-interessi geopolitici e finanziari privati, pongono seri interrogativi sulla reale persistenza della sovranità genetica nazionale e locale sui materiali depositati. La visione scientifica di Nazareno Strampelli, basata sul miglioramento genetico mirato alla produttività e alla resilienza nei campi, si realizza attraverso la diffusione e la coltivazione delle sementi, non tramite la sua musealizzazione in un regime extraterritoriale privo di garanzie di rientro per il territorio d’origine. European Consumers APS ribadisce che la priorità scientifica e istituzionale deve essere lo sviluppo di strategie di conservazione in situ e on-farm, supportando una rete locale di agricoltori certificati e l’istituzione di un centro di ricerca e stoccaggio pubblico a Rieti. Solo il mantenimento del seme in un ciclo colturale vivo garantisce la vera tutela della biodiversità e la sicurezza alimentare del Paese. Agr. Dott. Marco Tiberti, presidente European Consumers APS








