“In occasione del decimo anniversario del devastante terremoto del 2016, le istituzioni tornano ad Amatrice. La presenza della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, insieme alle massime autorità del governo centrale e della Regione Lazio, accende immancabilmente i riflettori dei media su un territorio che porta ancora le cicatrici profonde di quella notte d’agosto. Puntuali come sempre, in queste circostanze, arrivano le discussioni. È inevitabile che attorno alla gestione della ricostruzione, all’operato dei vari commissari straordinari che si sono avvicendati negli anni e alle tempistiche dei cantieri si accenda il dibattito. La politica vive di confronto, e ciascuno ha il diritto di maturare le proprie idee, di essere pro o contro il governo in carica, di identificarsi con la destra, la sinistra o il centro. Tuttavia, esistono momenti in cui il brusio della contesa politica dovrebbe cedere il passo a qualcosa di più profondo. Nel giorno della memoria, l’esigenza prioritaria non è quella di alimentare il pallottoliere delle polemiche o di ritornare sui soliti contrasti. La vera urgenza è ritrovare il senso del silenzio. Un silenzio rispettoso, che non equivale all’oblio o alla rassegnazione, ma che rappresenta l’unica forma di consolazione e dignità possibile di fronte alla perdita di centinaia di vite spezzate. Continuare a sovrapporre la propaganda politica al dolore rischia solo di generare un circolo vizioso di divisioni e risentimenti. Quando si ricordano le vittime e si dedica loro un pensiero o una preghiera, non esistono appartenenze di partito. Esiste solo una comunità ferita che cerca la forza per rialzarsi. Ritrovare questa dimensione interiore, fatta di rispetto e raccoglimento, è l’unico modo per unire una comunità anziché frammentarla ulteriormente. Ed è proprio da questo silenzio condiviso che può rinascere la speranza di vedere, finalmente, la vera luce e la completa rinascita di Amatrice”. Così nella nota Alessio Aureli, segretario Forza Italia Giovani Provincia di Rieti









