“Recentemente la ASM Rieti SpA è finita di nuovo al centro di polemiche. L’opposizione in Consiglio comunale ha denunciato che la società, per risolvere problemi di solvibilità, ha usato gli introiti derivanti dalla vendita delle farmacie, che dovevano invece essere utilizzati per liquidare il socio privato Azimut (operazione voluta con determinazione dal sindaco Cicchetti e dalla sua giunta). La società respinge con fermezza l’accusa dell’opposizione di aver così compiuto un raggiro ai danni dei cittadini di Rieti. Al tempo stesso però la società dichiara che, in riferimento all’impiego delle somme derivanti dalla vendita delle farmacie, una parte delle risorse è stata utilizzata e destinata ad investimenti finalizzati al miglioramento e all’ottimizzazione dei servizi oggi affidati dal Comune alla società. A prescindere dal fatto se ASM Rieti SpA abbia ancora disponibilità per liquidare il socio privato (l’Opposizione ha denunciato che il Comune ha stanziato nel bilancio pubblico un importo per procedere all’acquisto delle azioni di Azimut al posto della società, quindi al di là delle chiacchiere sembrerebbe che questa disponibilità non ci sia), facciamo notare innanzitutto che se la municipalizzata avesse deliberato, come avrebbe dovuto, l’acquisto di azioni proprie, avrebbe poi dovuto rendere indisponibili le somme derivanti dalla vendita delle farmacie attraverso la costituzione di una apposita riserva, in base a quanto previsto dall’art. 2357 del codice civile. Se, invece, non avesse deliberato ‘ab origine’ la destinazione di queste somme, allora si configurerebbe l’ipotesi di false comunicazioni sociali, visti i fiumi di inchiostro sulla stampa a proposito dell’acquisto di azioni proprie con i proventi della vendita delle farmacie come mezzo per liquidare Azimut. Qualora viceversa la riserva fosse stata regolarmente costituita, il suo utilizzo per altri scopi, ammesso dalla stessa società, avrebbe dovuto essere preceduto da una nuova delibera dell’assemblea dei soci che ne revocasse l’indisponibilità. In assenza di tale delibera assembleare si configurerebbero, allora, l’ipotesi di gravi irregolarità nella gestione dell’azienda e forse persino di illeciti amministrativi e contabili. Auspichiamo parole chiare e definitive su questa incredibile vicenda, anche per individuare i responsabili di uno scempio costato l’alienazione di un prezioso patrimonio pubblico”.
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Per il Bene comune – Progetto Civico