Sabato 4 luglio, ore 18, Utopia ospita in via del Duomo 2 una serata con Tadeu Vilani, fotografo e documentarista brasiliano tra i più significativi della sua generazione. Vilani è a Rieti nel corso di un viaggio europeo che lo ha portato prima in Portogallo, dove ha presentato il libro Tentos de Luz a Lisbona e partecipato con una mostra al Festival iNstantes di Avintes, uno dei principali festival fotografici portoghesi, giunto alla sua dodicesima edizione. L’incontro da Utopia è l’unico appuntamento fotografico in programma durante la sua permanenza in Italia.
Nato nel 1965 a Santo Ângelo, Rio Grande do Sul, Vilani ha sviluppato il proprio sguardo attraverso il cinema neorealista italiano, De Sica e Visconti in particolare, la cui fotografia in bianco e nero ha segnato in modo permanente il suo modo di guardare. Non è solo un debito estetico: i bisnonni di Vilani erano emigrati dall’Italia, da Reggio Emilia e dal Trevigiano; sua moglie, con cui viaggia, porta radici nel Bellunese, a Taibon Agordino. Vengono in Europa anche per ritrovare qualcosa di loro.
La carriera di Vilani attraversa trent’anni di fotografia documentaria, costruita parallelamente al lavoro come fotoreporter del quotidiano Zero Hora di Porto Alegre, dove ha lavorato per venticinque anni. In quel periodo, e oltre, ha fotografato il patrimonio architettonico delle riduzioni missionarie nel Rio Grande do Sul, in Argentina e Paraguay; i Guaraní; i discendenti degli immigrati italiani, polacchi e tedeschi che compongono il tessuto etnico del sud del Brasile; i gaucho neri. Un lavoro sistematico sulle identità di un territorio, che negli ultimi anni si è concentrato sulla figura del gaucho nelle pianure della Pampa. Tentos de Luz, pubblicato nel 2025, è il secondo libro dedicato a quel mondo, dopo Olhos do Pampa del 2014. Quattordici anni di percorrenza sul campo (spesso in tenda, percorrendo centinaia di chilometri per raggiungere uomini e donne che vivono dentro un territorio molto tradizionale) in Brasile, Uruguay e Argentina. Un lavoro di lunga durata che unisce rigore documentario e costruzione visiva: il bianco e nero non è scelta estetica ma dispositivo di lettura; la vicinanza ai soggetti non è data per scontata, ma conquistata nel tempo, tornando negli stessi luoghi, costruendo familiarità con persone estranee al mondo della fotografia. Il risultato sono immagini che non osservano da fuori ma dall’interno di una relazione: orizzonti interminabili, polvere sospesa, il lavoro con gli animali, corpi modellati dal vento e dalla fatica.
Tra i riconoscimenti più importanti: la collezione permanente del MASP (Museu de Arte de São Paulo, raccolta Pirelli, 2006); il Premio Conrado Wessel 2010, principale riconoscimento fotografico brasiliano; tre primi posti consecutivi (2016-2018) al Concorso Latinoamericano di Fotografia Documentaria Los Trabajos y los Días di Medellín. Ha esposto in Brasile, Italia, Portogallo, Polonia, Argentina, Svizzera, Iraq e Cuba. La serata prevede la proiezione delle immagini e circa due ore di incontro, con spazio per le domande. Per informazioni: utopia.rieti@gmail.com | utopiarieti.it | telefono 378 0658892.





