Sabina Radicale esprime soddisfazione per l’approvazione, da parte delle Commissioni, dopo un lavoro e traversie durate due anni, di una proposta di Regolamento Comunale per un Garante delle Persone private della libertà, regolamento che dovrebbe essere a breve portato in Consiglio. Ci auguriamo però che, dopo l’approvazione da parte del Consiglio, seguano a breve i successivi passi, che portino alla effettiva operatività di questa figura; è infatti questo il punto cruciale, giacché il vecchio regolamento (in vigore dal 2013) lì si era fermato.
Il nuovo regolamento è senz’altro più avanzato, aggiornato, completo e coerente del precedente e siamo confidenti che, nella nuova filosofia che lo sorregge, una prossima figura di Garante possa essere di aiuto sia nella città interna (il carcere con i suoi quasi 700 abitanti) ma anche con il collegamento con la città esterna. Approfittiamo per segnalare che l’Istituto di Rieti (19° su 190 per affollamento di detenuti del 183% – 529 al 31 maggio) è per assurdo uno per i quali sono previsti meno agenti (175 per 295 detenuti previsti, cioè un agente ogni 1,7 detenuti) e che comunque ha uno dei più alti deficit di agenti disponibili (153) rispetto a quelli previsti; il che comporta un rapporto più che doppio rispetto al previsto: un agente ogni 3,5 detenuti.
Così nella nota Sabina Radicale Rieti




