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martedì 23 Giugno 2026
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La Sabina celebra le sue radici. A Palombara l’enogastronomia d’autore incontra la storia dell’Abbazia dell’Argentella

Si è svolto domenica sera “Sabina Charme Experience – rituali d’estate”, l’evento esclusivo che in occasione del solstizio d’estate ha visto la nascita di un’importante sinergia territoriale firmata dall’azienda agricola Silvi Sabina Sapori, Ines Conserve e dall’archeo-chef Gabriella Cinelli. L’iniziativa, che ha registrato la presenza di tutti i partecipanti previsti, ha confermato l’efficacia di una formula capace di trasformare la cultura e l’agricoltura in un’unica esperienza immersiva: l’appuntamento ha infatti rappresentato un esempio concreto di come l’unione strategica tra le realtà artigianali, agroalimentari e culturali locali costituisca la chiave di volta per il rilancio turistico e la narrazione identitaria della Sabina. Il viaggio è iniziato tra le mura millenarie dell’Abbazia di San Giovanni in Argentella, straordinario avamposto storico e architettonico della Sabina: i visitatori sono stati guidati alla scoperta del monumento medievale, circondato dal paesaggio secolare degli uliveti, che ha offerto la perfetta chiave di lettura per comprendere il legame indissolubile tra l’uomo, la fede e la cura della terra. Con il calare del sole, l’attenzione si è spostata sul patrimonio immateriale e sulle antiche usanze contadine legate al solstizio d’estate. Sotto la guida di Stella Schiavon (Kore Terra Madre), i partecipanti hanno preso parte alla preparazione della tradizionale “Acqua di San Giovanni”. Attraverso un vero e proprio laboratorio botanico e antropologico, sono state raccolte e infuse le erbe spontanee tipiche della campagna sabina, tra cui iperico, lavanda, ruta, mentuccia e rosmarino, riscoprendo i riti propiziatori e i saperi erboristici tramandati di generazione in generazione.

Il momento centrale dell’iniziativa si è sviluppato attorno alle “Gustationes Sabinae”, un raffinato percorso archeo-gastronomico il cui menù è stato interamente realizzato in collaborazione con l’archeo-chef Gabriella Cinelli, per raccontare l’evoluzione dei sapori locali dalle radici romane e medievali fino alla contemporaneità. Ogni proposta culinaria è stata impreziosita dall’olio extravergine della Sabina, con un focus d’eccezione sull’olio monocultivar Salviana di Silvi Sabina Sapori, eccellenza riconosciuta come “Presidio Slow Food Olivi Secolari”. Questa varietà autoctona e antichissima, legata all’identità sabina, rappresenta un baluardo di biodiversità e racchiude nei suoi sentori la storia dei monumentali uliveti storici locali. Ad accompagnare le pietanze è stato il pane realizzato con i grani tradizionali locali dell’azienda agricola Silvi Sabina Sapori, che fa parte della rete “Slow Grains”, simbolo del recupero della filiera cerealicola storica e della panificazione consapevole. La cena narrativa ha preso poi vita attraverso le antiche panzanelle e le focacce d’orzo aromatizzate alle erbe spontanee, che hanno reinterpretato le storiche ricette rurali della zona. A queste si sono affiancate le ricercate conserve artigianali di Ines Conserve, frutto del recupero di antiche varietà ortofrutticole locali lavorate interamente a mano, e una selezione di formaggi tradizionali sabini a latte crudo e salumi tipici, sapientemente abbinati a mieli e composte del territorio.

A margine dell’evento, Pietro Silvi, di Silvi Sabina Sapori, ha espresso la propria riflessione sull’importanza della cooperazione e della salvaguardia della biodiversità: “Sabina Charme Experience ha dimostrato che quando le forze vive del territorio si uniscono, la Sabina sa esprimere un potenziale culturale ed enogastronomico unico alle porte di Roma. Portare i visitatori a degustare l’olio Sabina DOP e i prodotti della nostra terra all’ombra di un monumento come l’Abbazia dell’Argentella non significa solo fare ristorazione, ma fare cultura. Il nostro obiettivo come produttori e custodi del territorio è proprio questo – conclude Silvi – tutelare la biodiversità e tramandare le tradizioni locali, trasformandole in un’opportunità di sviluppo consapevole e sostenibile per tutta la comunità”.
I riscontri positivi di questa edizione pongono le basi per futuri appuntamenti, che proseguiranno già nel corso della stagione estiva con nuove iniziative in calendario, confermando che la collaborazione e la valorizzazione qualitativa rappresentano la strada per far conoscere l’autenticità e il fascino della Sabina a un pubblico sempre più ampio.

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